Dragon Quest Builders arriva su Nintendo Switch: la recensione

Dopo aver riscosso un buon successo su PlayStation 4 e Vita, il sandbox Dragon Quest Builders approda anche su Nintendo Switch.

recensione Dragon Quest Builders arriva su Nintendo Switch: la recensione
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  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
  • Switch
  • Nintendo Switch ha tutta l'aria di un treno in corsa che non accenna a rallentare. La console ibrida della Grande N sta attirando le attenzioni di tutte le maggiori software house, incluse quelle che sembravano essersi dimenticate dell'esistenza del colosso di Kyoto in epoca Wii U. Fra queste, figura anche Square-Enix. Dopo aver portato su Switch due ottimi giochi come I Am Setsuna e Lost Sphear - e in attesa di sapere se arriverà anche Final Fantasy XV Pocket Edition - Square ha voluto offrire ai propri fan una versione semi-portatile di Dragon Quest Builders, il curioso progetto volto ad adattare il mondo del celeberrimo jrpg alle meccaniche di Minecraft, con il loro carico di esplorazione, raccolta materiali e costruzione di edifici e utensili. Il gioco è stato distribuito nel corso del 2016 sia per PS4 che per PSVita, lasciandoci al tempo piacevolmente colpiti. Dragon Quest Builders avrà saputo reggere il passaggio di piattaforma?

    Joycon e martello

    Alefgard è caduta. Dragonlord è riuscito a vincere, ha allungato la propria ombra lunga su tutte le terre di quel bel mondo verde che i più attempati fan di Dragon Quest conoscono molto bene. La dea Rubiss, protettrice di quello stesso mondo, ha soltanto una scelta a propria disposizione: risvegliare il Costruttore, l'unico essere umano ancora in grado di poter costruire oggetti con le proprie mani. Il Costruttore, l'identità ludica che dovranno assumere i giocatori, avrà il compito di ricostruire Cantlin, stoico avamposto da cui far ripartire la resistenza degli uomini. Dragon Quest Builders parte da un enorme "what if" narrativo, andando sostanzialmente a riscrivere la storia del primissimo Dragon Quest in una continuity in cui il malvagio Dragonlord non è stato sconfitto.

    Dragon Quest SwitchersIl Dragon Quest Builders che arriva su Switch è identico alla versione per PS4 in quanto a offerta ludica. Nel passaggio sull'ibrida di Nintendo, il gioco Square-Enix ha dovuto cedere qualcosa in termini grafici per poter guadagnare la portabilità di cui la macchina dai pad colorati si fa vanto. In modalità TV il gioco gira a 720p e mantiene un frame-rate fra i 40 e i 50 fotogrammi. Giocare a DQB in modalità portatile vuol dire accettare di perdere una manciata di fps (non si scende comunque sotto i 30) e qualche effetto di illuminazione, ma per il resto l'esperienza non ci è sembrata così diversa

    Chiariamoci: la trama - suddivisa in quattro capitoli - non è certamente il punto focale della produzione Square-Enix, eppure riesce a dare un forte senso identitario al gioco. Dopo il (pedante) tutorial iniziale, infatti, i giocatori si ritroveranno a fare la conoscenza dei primi abitanti di Cantlin, attirati nei pressi del villaggio dallo Stendardo di Luce - centro vitale del villaggio e importantissimo save point - installato dal Costruttore. La presenza degli abitanti del villaggio è fondamentale, in quanto solo attraverso l'interazione con questi è possibile progredire nell'avventura. Gli NPC avanzeranno le più disparate richieste al povero Costruttore, sfruttato come se fosse l'unico operaio in una gigantesca catena di montaggio. Attraverso le richieste degli abitanti, i giocatori avranno modo di allontanarsi dai confini di Cantlin per recuperare i materiali, necessari a costruire gli edifici e gli oggetti di cui i nostri compaesani avranno disperatamente bisogno. È questa, la grande differenza che intercorre fra Dragon Quest Builders e Minecraft. È la sceneggiatura a indirizzare l'esplorazione, la raccolta dei materiali e la comprensione dei vari progetti architettonici e artigianali (chiamati col nome di "ricette"). Partire da soli verso uno dei punti cardinali è praticamente inutile, oltre che dannoso. Se da un lato tale scelta limita fortemente la componente sandbox del gioco, d'altra parte getta via la maschera, dichiarando in maniera lampante quanto l'ultima fatica di Square sia a tutti gli effetti un gioco di ruolo.

    Numeri e blocchetti

    Come ogni JRPG che si rispetti, Dragon Quest Builders non lesina in fatto di missioni, equipaggiamento, livelli e fasi di combattimento. Se delle missioni vi abbiamo già parlato - vi verrà voglia di prendere a calci i vostri vicini di casa per quanto pigri e indolenti sapranno essere - non abbiamo ancora detto nulla riguardo gli altri argomenti. Partiamo dall'equipaggiamento. Usciti dalla grotta in cui saremo stati svegliati, ci ritroveremo armati di un ramo spezzato e con indosso quattro stracci come vestiti.
    Una volta rifondata Cantlin, però, i giocatori potranno costruire le prime armi, utilizzando il legno di cui la zona è ricca. Avanzando con la storia, entreremo in possesso di materiali man mano più rari, come il bronzo o il ferro, seguendo una specie di evoluzione tecnologica da uomini primitivi. Accumulare materiali più rari, inoltre, permetterà ai giocatori di costruire stanze e pezzi d'arredo sempre più curati, assicurando l'aumento dell'unico valore di livello presente in tutto il gioco, ovvero sia quello della nostra base: a ogni mobile o stanza corrisponde un quantitativo di punti esperienza, direttamente proporzionale alla rarità dei materiali necessari. Far aumentare il livello della base e soddisfare alcune quest farà apparire nell'inventario dei giocatori il Seme della Vita, un utilissimo oggetto in grado di aumentare i Punti Vita del Costruttore. Avere abbastanza punti vita nella propria scheda personaggio, così come ricordarsi di dedicare alcune caselle dell'inventario agli unguenti curativi e al cibo, può fare la differenza durante le fasi di combattimento.

    Toriyama Mon AmourCom'è ormai da tradizione, anche questo Dragon Quest può vantarsi di un character design curato dall'immenso Akira Toriyama. Oltre al design familiare, i fan più affezionati ritroveranno in Dragon Quest Builders tante piccole chicche: i mostri storici della serie, pezzi delle vecchie colonne sonore sapientemente riarrangiati, porzioni di mappa riprese dai primi capitoli della serie. Se Dragon Quest vi ha accompagnato negli ultimi trent'anni, Builders sarà scavarsi uno spazio nel vostro cuore.

    Alefgard pullula di mostri. Avventurarsi nelle lande desolate vuol dire accettare di dover lottare per sopravvivere. Per far fronte alle creature che vorranno accoppare il povero Costruttore, ci sarà da rimboccarsi le maniche e costruire i pezzi di equipaggiamento migliori. Vestiti e accessori hanno una funzione prettamente passiva, servono soltanto ad aumentare il valore della difesa. Le armi, invece, cercano di avere una qualche varietà, ma il sistema di combattimento elaborato da Square-Enix per l'ultimo spin-off di Dragon Quest è fin troppo semplicistico. Basti pensare al fatto che sia stato assegnato lo stesso tasto all'attacco e all'utilizzo del martello, l'oggetto fondamentale nel recupero dei materiali. Gli scontri si risolveranno quindi nel passare dal martello alla spada - basta muoversi fra le icone dell'inventario deputate alle armi, facilmente selezionabili usando i tasti verticali del d-pad - e nel riempire di colpi i nostri nemici, avendo premura di sposarsi di qualche passo più in là quando questi staranno per attaccare. Il battle system traballante non è poi l'unico difetto. Oltre alla telecamera completamente fuori controllo all'interno di ambienti chiusi, ciò che va a minare il buon lavoro svolto da Square-Enix è la mancanza di una qualsivoglia forma di multiplayer. Il gioco è suddiviso in quattro capitoli: una volta completati, quella stessa porzione di mondo può essere esplorata liberamente, senza vincoli di trama, per permettere ai giocatori di divertirsi come meglio credono nel costruire architetture e oggetti.

    Sarebbe stato davvero bello poter affrontare queste porzioni di gioco in compagnia di un amico, ma Square non ha voluto concedere agli utenti questa possibilità, rimandando l'appuntamento con il multigiocatore al già annunciato Dragon Quest Builders 2, in arrivo nel 2018 su PS4 e Switch.

    Dragon Quest Builders Dragon Quest BuildersVersione Analizzata Nintendo SwitchOltre un anno dopo l'uscita per PS4, Square-Enix decide di riproporre il suo Dragon Quest Builders su Nintendo Switch. Il gioco che arriva sull'ibrida nata a Kyoto è praticamente identico a quello disponibile sulle macchine Sony. La curiosa, ma riuscita, miscela fra un action-jrpg e le meccaniche tipiche di Minecraft riesce a intrattenere e divertire. Chi si aspetta un sandbox simile al titolo di Mojang farebbe meglio a cercare altrove, però: la componente esplorativa di Dragon Quest Builders è fortemente influenzata dalla trama, così come sono limitate le dimensioni degli edifici costruibili e delle grotte che possiamo scavare. Nel caso in cui abbiate perso l'occasione di scoprire Alefgard su PS4, questa riedizione per Nintendo Switch potrebbe fare al caso vostro. Nel caso in cui, invece, abbiate già ampiamente esplorato i confini del mondo di gioco lo scorso anno, potreste pensare di rivolgere altrove le vostre attenzioni.

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