Dragon's Dogma 2 Recensione: epico! Il drago di Capcom ci ha preso il cuore

Il nuovo Open World della casa di Osaka è un gioco non per tutti, ma estremamente appagante: un'avventura ricchissima, in cui però non mancano i problemi.

Dragon's Dogma 2
Recensione: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • A distanza di undici anni dal primo capitolo, l'universo fantasy ideato da Hideaki Itsuno torna a fare capolino nel panorama videoludico, in un gioco solido e con una forte impronta autoriale. Non si può certo dire che alla Capcom odierna manchi estro creativo o qualità, poiché stiamo parlando di una compagnia in grado di sfornare in poco tempo veri capolavori come Resident Evil 4 Remake (qui la recensione di Resident Evil 4 Remake) o Street Fighter 6 (siete a un click anche dalla recensione di Street Fighter 6).

    Data la recente "streak positiva" ottenuta dallo sviluppatore nipponico su più generi, è comprensibile che si sia formato un notevole hype attorno alla creatura di Itsuno. Andiamo quindi ad analizzare se, anche questa volta, le avventure dell'Arisen saranno degne di essere vissute.

    Un combat system fluido e spettacolare

    Dragon's Dogma 2 snellisce e perfeziona la formula ludica del capitolo precedente, eliminando gli elementi di ridondanza e aggiungendo una serie di aspetti di "quality of life" che rendono l'esperienza di gioco molto più scorrevole e gradevole. Ma facciamo un piccolo passo indietro, a vantaggio di chi approccerà questo universo per la prima volta. Il ritmo di gioco del titolo Capcom si pone esattamente a metà tra un andamento compassato e la frenesia di uno stylish action.

    La barra della stamina, seppur presente, si scarica molto più lentamente e permette una notevole libertà di azione. Si tratta più che altro di un modo per impedire lo "spam" scriteriato di un'abilità: utilizzando un po' di parsimonia non sarà troppo difficile impedire l'affaticamento eccessivo del proprio Arisen. Uno degli elementi più criticati della creatura di Itsuno è l'assenza del "lock on" sugli avversari. Il gioco tuttavia presenta una sorta di "soft lock on", che vi permetterà di agganciare con facilità gli avversari nelle immediate vicinanze.

    Abituandosi al peculiare sistema di puntamento, sarà comunque possibile attaccare il nemico designato con assoluta precisione e, a nostro parere, con un'immediatezza persino superiore a quella degli altri titoli action. Il combat system di Dragon's Dogma 2 è relativamente facile da assimilare: è presente la solita alternanza tra colpi leggeri e forti, un tasto deputato allo scatto e uno che permetterà di saltare e arrampicarsi su varie sporgenze.

    I tasti dorsali, tuttavia, possiedono degli utilizzi meno usuali: ci permetteranno infatti di compiere non solo azioni specifiche della classe selezionata, come mirare o parare con lo scudo, ma anche di afferrare i nemici, lanciarli o sbilanciarli per farli cadere al suolo. Mantenendo la pressione di un dorsale sarà possibile accedere al menu di selezione delle skill, che potremo utilizzare attraverso i tasti frontali. Tali abilità, che cambiano tra una classe e l'altra e si potranno apprendere da specifiche "gilde" o da maestri sparsi per il mondo , sono liberamente selezionabili e configurabili. Il passaggio dagli attacchi base alle abilità del proprio personaggio è fluido e permetterà di reagire ad ogni situazione con estrema rapidità. La creatività di approcci è uno degli elementi distintivi del titolo: l'Arisen ed i suoi compagni avranno molteplici modi per affrontare le sfide che gli si pareranno dinanzi, utilizzando la forza bruta, approfittando delle debolezze dei nemici o trovando creativi escamotage per risparmiare munizioni o evitare rischi. Dovremo ponderare di volta in volta l'approccio migliore in base alla creatura affrontata e alla classe (o "vocazione" per usare la nomenclatura in game) che stiamo utilizzando.

    Le classi ravvicinate, ad esempio, non avranno vita facile contro le creature giganti e i draghi, ma avranno la possibilità di "scalarli" e colpire i loro punti deboli, dando vita a delle sequenze di "rodeo" estremamente coreografiche e soddisfacenti. Ogni creatura presenta punti di forza e debolezze, e starà al giocatore cercare di sfruttarle al meglio: certi mostri avranno corazze troppo spesse per essere infrante con attacchi fisici, mentre altri saranno estremamente vulnerabili a determinati assalti elementali. Alcune classi, come l'Illusionista, fanno un uso creativo delle meccaniche di gioco e dell'intelligenza artificiale dei nemici.

    Sarà ad esempio possibile creare ponti o muri illusori per far precipitare gli avversari o impedire loro di attaccarci. Peccato che, a conti fatti, questo approccio intelligente agli scontri sia decisamente meno performante rispetto al classico hack and slash, soprattutto nelle boss fight più ardue. Si tratta tuttavia di un esperimento sicuramente piacevole e apprezzabile. Le classi risultano piuttosto variegate e presentano numerose differenze di approccio, andando a incrociare i gusti di qualunque tipologia di giocatore. Sia il fan dell'offensiva a distanza, con diverse tipologie di arcieri fisici e magici, sia il giocatore principalmente dedito a personaggi melee riusciranno a trovare un gameplay che li soddisfa, con varie sfumature all'interno della stessa categoria e un paio di classi bonus davvero interessanti.

    Il bilanciamento delle "vocazioni", purtroppo, non ci è sembrato eccezionale, con alcuni guerrieri talmente forti da rendere il gioco quasi "semplice" e altri che faticheranno a proseguire nell'avventura senza un massiccio aiuto da parte delle Pedine (ossia i comprimari del giocatore). Ciononostante, ci troviamo di fronte ad uno dei combat system più soddisfacenti sul mercato, grazie alle sue numerose sfaccettature che rendono ogni scontro diverso dal precedente e impediscono al titolo di risultare noioso.

    Un mondo ostile

    Dragon's Dogma 2 non tende assolutamente la mano al giocatore, in nessuna fase della progressione. Non ci riferiamo tanto all'effettiva difficoltà degli scontri, che si attesta su un livello medio per la maggior parte dell'avventura per poi scendere vertiginosamente con l'acquisizione di equipaggiamenti particolarmente potenti. Parliamo, invece, del peculiare approccio autoriale al gameplay che il team di Itsuno ha utilizzato.

    L'intreccio narrattivoNonostante il world building risulti parecchio ricco e sfaccettato, gli eventi che muovono la narrativa sono pochi, e anche abbastanza semplici da comprendere. Al netto di un grande colpo di scena che si paleserà agli occhi di chi saprà guardare oltre le apparenze, la vicenda procede con cinematiche dal numero molto ridotto e con un'evoluzione piuttosto lineare. Sarà dunque compito del giocatore cercare scampoli di lore e approfondimenti su personaggi e luoghi dell'avventura, attraverso statue, cartelli, dialoghi con personaggi non giocanti. Serve, dunque, un po' di sana deduzione. Anche sul fronte narrativo, pertanto, uno degli aspetti più interessanti di Dragon's Dogma 2 è proprio la sua costruzione a strati, che permette ad ogni tipologia di utente di goderne a più livelli. La storia rimane perfettamente comprensibile anche seguendola con un approccio "tradizionale", ma permette un notevole approfondimento a chiunque decida di cercare gli indizi più criptici nascosti nel mondo di gioco.

    In un mercato videludico ricco di fenomeni come un Atreus troppo logorroico in God of War Ragnarok o la vernice gialla di Final Fantasy VII Rebirth, il titolo Capcom si pone in netta controtendenza con i suoi contemporanei. L'interfaccia grafica e quella utente sono volutamente essenziali, costringendo il giocatore a crearsi mappe mentali dei luoghi e ricordarsi i modi più efficienti di raggiungere specifici punti delle aree esplorabili. Alcune quest avranno delle indicazioni molto vaghe, mentre altre non ne avranno alcuna, imponendo un certosino lavoro di ricerca e indagine. Per questo motivo, il rischio di rimanere bloccati su una singola quest è particolarmente alto. Per gran parte dell'avventura i viaggi rapidi saranno ridotti all'osso e vincolati al ritrovamento di oggetti piuttosto rari, costringendo il giocatore a pianificare con attenzione i propri movimenti per scongiurare il rischio di backtracking estremi, come accadeva già nel primo Dragon's Dogma. Come se non bastasse, le strade che porteranno ai vari punti di interesse della mappa saranno ricche di nemici e miniboss che rallenteranno ulteriormente i vostri viaggi.

    Nonostante si tratti di una scelta autoriale consapevole, la mole di avversari e la loro ostinatezza a inseguire a lungo il giocatore rendono praticamente impossibile velocizzare gli spostamenti. L'ottimo combat system e il sistema di progressione aiutano molto a spegnere il tedio dovuto a questi incontri casuali, ma non possiamo fare a meno di pensare che si sia calcata un po' troppo la mano su questo aspetto.

    Impiegare diverse ore per trovare un dungeon opzionale potrebbe essere un'esperienza intrigante per molti, ma esaurire un'intera sessione di gioco per svolgere incarichi basilari come capire con quale NPC parlare, individuare in quale stanza del castello si nasconda il punto di interesse in grado di far proseguire la trama o semplicemente spostarsi dal punto A al punto B della mappa ci è sembrato a tratti decisamente esagerato. C'è però da dire che, senza tali soluzioni che alcuni potrebbero considerare arcaiche, le quasi 35 ore necessarie per completare una singola run di Dragon's Dogma 2 si sarebbero accorciate in maniera forse eccessiva. Di contro, alcuni elementi criptici di gioco sono congegnati in maniera geniale e faranno la gioia sia dei veterani della serie che degli amanti di questo approccio ermetico al gameplay.

    Senza fare troppi spoiler, certi escamotage creati dal team di sviluppo ci hanno davvero impressionato. Il design delle quest è inoltre estremamente sfaccettato, prevede molteplici esiti e diverse soluzioni allo stesso problema e, certe volte, tiene anche conto dello scorrere del tempo. Per farvi un esempio pratico, non raggiungendo tempestivamente un bambino rapito da dei lupi durante una quest, ne troveremo solo le vesti inzuppate di sangue, completando comunque la quest ma con esito e ricompense diverse.

    Dragon's Dogma 2 è ricco di scelte come queste e riesce a restituire l'impressione che il mondo di gioco reagisca alle azioni del giocatore. Abbiamo scoperto tanti segreti durante la nostra avventura, e siamo convinti che tanti altri verranno portati alla luce dai giocatori quando il titolo incontrerà il grande pubblico. Chissà, magari abbiamo raschiato solo la superficie. Dragon's Dogma 2 è d'altronde pensato per essere giocato in diverse run, e sarà impossibile vedere tutto ciò che il prodotto Capcom ha da offrire finendolo una sola volta. Il mondo di gioco, più che vasto, risulta "denso" di eventi, incarichi secondari, grotte e villaggi completamente opzionali. Sarà però necessario attuare una certa "sospensione dell'incredulità" nell'approcciarlo, in particolare nei rapporti con gli NPC. Vi farà sicuramente un effetto strano, ad esempio, lanciare un personaggio non giocante in un fiume o colpirlo ripetutamente con un'arma per poi vederlo alzarsi e rivolgervi la parola come se nulla fosse.

    Facendo un bilancio di lati positivi e criticità, l'esperienza di gioco appare comunque immersiva e soddisfacente, in grado di regalare ore di divertimento potenzialmente infinite grazie ad un alto tasso di rigiocabilità.

    Le Pedine

    Un tassello fondamentale è il sistema che regola le interazioni con le Pedine, compagni di viaggio guidati dall'intelligenza artificiale con cui stringerete legami insospettabilmente saldi. All'inizio dell'avventura avrete modo di creare il vostro avatar attraverso un editor parecchio dettagliato. Contestualmente, pochi minuti dopo, vi sarà chiesto di creare la vostra Pedina principale, con cui avrete un rapporto quasi simbiotico per tutta la durata del gioco.

    Ai due personaggi sarà possibile aggiungere altri due guerrieri, che formeranno il party di eroi che vi accompagnerà nelle vostre peripezie e che potrete guidare attraverso il dpad, fornendogli alcune semplici istruzioni. Nel contesto di un titolo che vive di esagerazioni, anche i compagni guidati dalla CPU oscillano tra due estremi. Ci hanno davvero impressionato per reattività e intelligenza durante i combattimenti, arrivando a fornire utilissimi suggerimenti o elaborare tattiche avanzate per affrontare i boss più ostici. Non sembrano tuttavia particolarmente a proprio agio nell'open world, dato che a volte si troveranno a vagare a vuoto o, nei casi più esagerati, a morire casualmente lanciandosi da scogliere.

    Tolta la pedina principale, che salirà di livello insieme a voi, quelle "secondarie" non guadagneranno punti esperienza e sarà necessario rimpiazzarle costantemente con altri commilitoni provenienti dal mondo di gioco o da speciali "faglie" con cui interagire nei vari villaggi.

    Ci sono alcuni aspetti davvero interessanti riguardanti questi comprimari, che sicuramente risalteranno ulteriormente quando i giocatori saranno più numerosi. Sarà possibile reclutare, recensire e utilizzare pedine appartenenti ad altri "padroni", in una sorta di multiplayer asincrono. Spesso i vostri nuovi compagni di viaggio vi parleranno delle loro avventure in altri mondi o condivideranno con voi alcuni segreti scoperti in altre partite. L'interazione e la sinergia con le Pedine sarà fondamentale per il prosieguo dell'avventura: ogni compagno avrà una propria personalità, e alcuni conosceranno la quest principale e sapranno guidarvi opportunamente nei momenti di difficoltà, come una sorta di GPS fantasy. In un mondo estremamente ostile e piuttosto complicato da decifrare, avere una tale guida è sicuramente un'aggiunta notevole e assai gradita.

    Un gioco da godersi lentamente

    Dragon's Dogma 2 susciterà sicuramente reazioni contrastanti. In fase di recensione si utilizza spesso la dicitura "non per tutti", ma in questo caso risulta una definizione quanto mai azzeccata. La gestione dell'inventario, per chi non conoscesse il capitolo precedente, è legata a limitazioni di peso, che rendono volutamente macchinoso anche il cambio classe. Vi sarà praticamente impossibile portare con voi l'equipaggiamento di classi diverse, a meno che non vogliate evitare di raccogliere qualunque oggetto trovato durante i vostri viaggi.

    Di conseguenza, ogni volta che vorrete sperimentare con una classe diversa dovrete tornare in città (con conseguente backtracking e respawn dei mostri), depositare l'equipaggiamento della classe utilizzata, cambiare tipologia dall'apposito trainer ed equipaggiare gli oggetti della "vocazione" desiderata. Fortunatamente, sarà possibile trasferire alcuni dei vostri oggetti alle pedine, snellendo leggermente un sistema di gioco che altrimenti sarebbe diventato troppo pesante da gestire.

    Lo stesso unlock delle classi avanzate e delle abilità più forti è legato al ritrovamento di alcuni "maestri" situati in luoghi remoti del mondo, il cui ritrovamento va pianificato ascoltando i dialoghi tra NPC o cercando indizi sparsi nei vari villaggi. Una volta ritrovati, certi maestri rifiuteranno semplicemente il dialogo, e starà al giocatore capire come superare tale diffidenza. Il tutto contribuisce alla totale immersione nel mondo fantasy creato dal team di Itsuno, ma proprio per questo si tratta di un'esperienza molto polarizzante, in grado di frustrare i giocatori più "arcade" e di esaltare i cultori del fantasy e dei giochi di ruolo "vecchia maniera".

    Il consiglio più grande che possiamo fornirvi è quello di godervi Dragon's Dogma 2 quanto più lentamente possibile, sforzandovi di comprendere le rigide regole di questo mondo fantasy e accettando anche di esporvi a numerosi giri a vuoto e fallimenti. Se riuscirete a entrare nello spirito del gioco, Dragon's Dogma 2 sarà in grado di regalarvi momenti di pura esaltazione e godimento. Ma se cercate un'avventura immediata e frenetica, è meglio che guardiate altrove.

    La versione PC

    Questa recensione è stata effettuata sulla versione PC, tramite Steam. Nel gaming moderno, e soprattutto in opere come Dragon's Dogma 2, riteniamo i 60 FPS estremamente importanti per poter godere pienamente del combat system. Il titolo Capcom possiede dei requisiti tecnici a nostro parere sovradimensionati rispetto alla resa grafica, gradevole ma non visivamente eccezionale, e presenta alcune criticità a livello di performance.

    Entrando in alcune grandi città, dense di NPC, è impossibile non notare alcuni momenti in cui il gioco presenta vistosi fenomeni di stuttering, indipendentemente dalla vostra configurazione hardware e dal livello di dettaglio utilizzato. Fortunatamente, tale criticità è presente soltanto in rarissime zone di gioco e, a quanto ci è stato detto, verrà migliorata da patch correttive. Il motore grafico è molto scalabile, presentando numerosissime opzioni grafiche, filtri e modalità DLSS.

    A patto di rientrare nei requisiti hardware necessari, riuscirete sicuramente a trovare la configurazione giusta per garantirvi un'esperienza fluida e gradevole, che mantiene stabilmente i 60 FPS anche negli scontri più ricchi di particellari. Una piccola nota a margine: stiamo testando anche la versione console, e ve ne parleremo in maniera più approfondita sul piano tecnico in un contenuto dedicato.

    Dragon's Dogma 2 Dragon's Dogma 2Versione Analizzata PCDragon's Dogma 2 è un titolo che vive di esagerazioni, da affrontare lentamente con curiosità e spirito di avventura. Se deciderete di accettarne le regole, il mondo fantasy imbastito da Itsuno vi regalerà un combat system davvero appagante, estremamente creativo e ricco di momenti epici. Le quest non lineari e una mappa estremamente densa sono elementi che avrebbero potuto condurre il titolo di Capcom verso vette di eccellenza assoluta, tuttavia a frenare la salita ci hanno pensato un'intelligenza artificiale non sempre performante, qualche piccolo problema di bilanciamento tra le classi e alcune macchinosità di troppo. L'ultimo arrivato in casa Capcom rimane comunque un prodotto di altissimo livello: l’importante è sapere che non è adatto a ogni tipo di utenza.

    8.5

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