DualSense Edge Recensione: un controller elite per PS5 ad un prezzo alto

Il nuovo DualSense Edge è un controller dalle grandi qualità, ma figlio di una strategia commerciale che non convince appieno.

DualSense Edge
Recensione: PlayStation 5
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A cinque mesi dalla sua prima apparizione durante la cerimonia d'apertura della Gamescom, il DualSense Edge si appresta ora a raggiungere il mercato, segnando l'ingresso di Sony nel segmento delle periferiche premium. Il nuovo pad di PS5 è infatti progettato per garantire ai giocatori più esigenti un'esperienza di gioco superiore rispetto a quella offerta dalla controparte standard, sebbene il dispositivo non abbia mancato di innescare qualche controversia in relazione ad un prezzo di listino tutt'altro che modesto. In questa sede cercheremo quindi non solo di definire le qualità del pacchetto confezionato dalla compagnia giapponese, ma anche di stabilire se i 239,99€ richiesti per l'acquisto del controller siano pienamente giustificati dai meriti della proposta.

L'esordio di Sony tra i controller d'elite

La nuova periferica premium di Sony si presenta all'appuntamento con i polpastrelli racchiusa all'interno di una custodia rigida, che oltre al pad ospita tutti gli accessori inclusi nel pacchetto, ovvero due tasti posteriori a paletta, due a mezzaluna, quattro stick analogici sostitutivi e un cavo rivestito in nylon con annesso sistema di blocco. Ognuno di questi elementi è ordinatamente alloggiato all'interno del guscio in plastica, che a sua volta si conferma tanto elegante quanto solido, nonché dotato di un comodo sportello posteriore - tenuto chiuso da due strisce di velcro - che alla bisogna può essere spalancato per mettere in carica il pad senza estrarlo dal contenitore.

Una volta impugnato, il dispositivo conferma in pieno le impressioni positive registrate lo scorso mese in coda alla prima prova su strada: al netto di un form factor sostanzialmente identico a quello della controparte standard, l'Edge trasmette una sensazione di robustezza più marcata, in buona parte riconducibile al peso maggiorato del controller. Vale la pena di precisare che, durante le ore passate in compagnia della periferica, non abbiamo mai percepito questa differenza come una fonte d'impaccio, complice il buon lavoro svolto da Sony nella fase di ingegnerizzazione delle nuove componenti meccaniche di questo DualSense. In questo senso, la differenza più consistente è rappresentata dai due moduli indipendenti che ospitano le levette analogiche, che possono essere facilmente rimpiazzati sbloccando la copertura in plastica e sollevando le levette in metallo che tengono in sede gli stick. Si tratta di un'operazione semplice e rapida che non altera in alcun modo la solidità generale dei controlli, anche dopo una serie piuttosto lunga di reiterazioni. Alla base di questa aggiunta c'è la volontà di estendere la vita del dispositivo, permettendo agli utenti di cambiare gli stick nel caso emergano problemi legati all'usura o fenomeni di drifting.

Meno sofisticato, ma non per questo manchevole, è invece il sistema di avvicendamento dei cappucci degli analogici, che possono essere rimossi sollevandoli con una buona dose di forza, la stessa necessaria per mettere in sede l'elemento sostitutivo scelto dall'utente.

Per quanto al momento non sia possibile valutare la tenuta a lungo termine di questo meccanismo a incastro, possiamo confermarvi che la sua struttura non manifesta criticità evidenti, sia in fase di montaggio che durante le successive sessioni di gioco. In questo caso, l'unica nota negativa è rappresentata dalla scelta - opinabile - di includere nell'offerta solo varianti a cupola (due con profilo alto e due con il medesimo degli stick base), limitando così la flessibilità complessiva della proposta.

Di contro, abbiamo davvero apprezzato il design dei tasti posteriori aggiuntivi, disponibili in due varianti: una col classico assetto a paletta, il più diffuso nell'ambito dei pad premium, e l'altra con una particolare forma a mezzaluna che cambia in maniera significativa tanto l'ergonomia del sistema di controllo, quanto la sua efficacia in relazione ai diversi scenari d'utilizzo.

In entrambi i casi, i pulsanti risultano facili da raggiungere e perfettamente reattivi, grazie anche alla pregevolezza dei loro alloggiamenti magnetici, che da una parte rendono praticamente istantanee le operazioni di sostituzione, e dall'altra garantiscono una saldezza impeccabile in ogni frangente ludico. A chiudere - almeno per il momento - l'elenco delle divergenze funzionali in dote al DualSense Edge troviamo una coppia di switch collocati vicino ai grilletti, che permettono di impostarne la corsa massima (25, 50 e 100%) e di conseguenza la rapidità degli input, da modulare in base alle proprie esigenze. Si tratta di un'aggiunta di valore, che però impone ai giocatori di sacrificare in toto la resistenza meccanica dei trigger adattivi, ovvero una delle feature cardinali del DualSense. Nel complesso, insomma, l'Edge è un dispositivo solido e ben progettato, che sia allinea senza grandi incertezze con i valori del segmento premium, il tutto preservando il senso di familiarità trasmesso da un design vicinissimo a quello del pad standard di PlayStation 5.

Dobbiamo però confessarvi che la scelta di applicare una rifinitura lucida alla sezione centrale del dispositivo, per richiamare l'aspetto dell'ammiraglia di Sony, ci ha lasciati piuttosto perplessi: sebbene la qualità delle plastiche non sia oggetto di discussione, a nostro avviso l'estetica dell'insieme ne risente in modo netto. Le cose vanno meglio posando lo sguardo sul touchpad, più opaco e decorato con i simboli dei tasti in rilievo, presenti anche sui rivestimenti gommati delle impugnature, che favoriscono una presa più salda e confortevole.

Promosso sì, ma con qualche riserva

Al di là delle modifiche sul fronte dell'hardware, il più grande valore aggiunto incluso nell'offerta di Sony è rappresentato dal nuovo software di personalizzazione integrato nel sistema operativo di PlayStation 5 . Questo permette di comporre un massimo di 30 profili custom, tre dei quali possono essere applicati al volo utilizzando uno dei tasti funzione disposti nella parte inferiore del pad, che in combo con i pulsanti frontali attiveranno i vari preset offrendo un breve feedback tattile accompagnato dall'accensione dei "led spia" sul touchpad, indicanti il layout selezionato.

Considerando la presenza di due tasti funzione, avremmo apprezzato la possibilità di accedere istantaneamente a sei diversi profili, cosa che a nostro parere non avrebbe alterato più di tanto la praticità del sistema, magari associando ad ognuno dei terzetti un colore distintivo dei led. Passando alle opzioni messe a disposizione dal software, la gamma delle possibilità di personalizzazione comprende la totale revisione della mappatura di ciascuno dei controlli (compresi i pulsanti Share e Menu), la regolazione della sensibilità degli analogici e la gestione della zona morta sia degli stick che dei grilletti.

Nel primo caso potremmo impostare liberamente il comportamento delle singole levette, sia applicando uno dei sei preset predisposti da Sony (che si adattano alla maggior parte degli scenari di utilizzo), sia settando manualmente la curva di sensibilità e l'inclinazione richiesta per la registrazione dell'input.

Il sottomenu dedicato ai grilletti - anche questi modificabili singolarmente - consente invece di stabilire con precisione il loro intervallo di attivazione, stabilendo l'ampiezza delle zone morte nelle fasi iniziali e terminali della corsa. Come nel caso del pad standard, l'interfaccia permette inoltre di regolare sia l'intensità della vibrazione aptica sia la resistenza dei trigger adattivi. Per quanto il sistema concertato dal produttore garantisca al controller un notevole vantaggio rispetto alle altre alternative premium disponibili per PlayStation 5, la scelta di rendere il software disponibile (almeno per il momento) per i soli possessori di Edge crea una disparità cui è difficile attribuire delle reali giustificazioni tecniche. In linea teorica, la stragrande maggioranza di questi settaggi aggiuntivi potrebbe essere estesa anche al pad standard di PS5, e ci auguriamo che in futuro Sony opti per una linea più inclusiva.

Se è chiaro che le ragioni alla base di questa strategia sono dettate dalla volontà di spingere l'utenza a valutare l'acquisto dell'Edge, la rotta tracciata dalla compagnia è destinata a disincentivare - e non poco - un'altra importante fetta della platea ludens, ovvero quella che popola la "terra di mezzo" del mercato PC. Al momento della stesura di questo articolo, infatti, la libertà di personalizzazione definita dal software di sistema risulta inaccessibile per gli utenti da scrivania, e durante le nostre prove non siamo neanche riusciti a sfruttare in-game i tasti aggiuntivi del controller, che probabilmente verranno "sbloccati" dopo il lancio col supporto delle varie piattaforme di distribuzione digitale.

Fatto sta che, stando così le cose, l'offerta plasmata da Sony col il lancio del DualSense Edge manca di allinearsi, almeno in termini di versatilità generale, con quella dei principali concorrenti, proponendo una periferica elitaria che rischia di non trovare una sua dimensione ideale sul mercato. Questo con la complicità di un prezzo di listino che continua a sembrarci fin troppo elevato, anche mettendo a bilancio le caratteristiche premium del dispositivo.

Da questo punto di vista, il DualSense Edge si è già scontrato - ragionevolmente - con la percezione del pubblico, che non ha gradito neanche le notizie circa la ridotta autonomia del pad. Nel corso delle nostre prove abbiamo constatato una durata inferiore del 30% circa rispetto a quella del DualSense standard, che di rado ha superato la soglia delle 5 ore. Malgrado le sue indiscutibili qualità, che su PS5 lo rendono un compagno di gioco straordinariamente eclettico e affidabile, la new entry di PlayStation è un controller che non possiamo promuovere a pieni voti, pur avendo adorato il tempo trascorso ad impugnarlo nei più svariati scenari di gioco sull'ammiraglia di Sony.

DualSense Edge DualSense EdgeVersione Analizzata PlayStation 5Sony fa il suo esordio nel mercato delle periferiche premium con un gioiello di tecnologia che porta con un sé un’ampia gamma di funzionalità aggiuntive, alcune delle quali possono cambiare in maniera netta l’esperienza utente su PlayStation 5. Se da una parte abbiamo apprezzato - e non poco - praticamente ogni elemento in dote al dispositivo (fatta eccezione per alcuni aspetti estetici), dall’altra alcune delle scelte di Sony ci hanno lasciato piuttosto interdetti. In questo senso, la proposta della compagnia giapponese fatica ad allinearsi con gli standard stabiliti dalla concorrenza, complice un prezzo di listino che, nel complesso, risulta decisamente elevato. Il DualSense Edge resta un dispositivo dalle indubbie qualità, che rischiano però passare in secondo piano agli occhi del pubblico videoludico.