Dynasty Warriors 9 Empires Recensione: un nuovo impero da conquistare

La serie strategico/tattica di Koei-Tecmo nata come spin-off di Dynasty Warriors torna con un nuovo gioco. Come se la cava alla prova sul campo?

Dynasty Warriors 9 Empires Recensione: un nuovo impero da conquistare
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Negli ultimi anni il genere musou ha compiuto dei sorprendenti passi in avanti. Titoli su licenza come Hyrule Warriors: L'Era della Calamità, ONE PIECE: Pirate Warriors 4 o l'inarrivabile Persona 5 Strikers (a proposito, qui trovate la nostra recensione di Persona 5 Strikers) hanno mostrato il potenziale finora inespresso del suddetto genere, traghettandolo verso nuovi orizzonti. È quasi paradossale che quella puntualmente incapace di evolversi sia proprio la serie principale del franchise di Omega Force, ossia quella da cui tutto ha avuto inizio.

    A distanza di quattro anni dal reboante fiasco registrato da Dynasty Warriors 9 - un titolo crollato sotto il peso delle proprie ambizioni - e addirittura sette dal precedente esponente del filone "Empires", Koei Tecmo Games è tornata a raccontarci ancora una volta le più famose vicende avvenute nel periodo dei Tre Regni. Peccato soltanto che Dynasty Warriors 9 Empires non sia altro che il solito e dimenticabile "more of the same".

    Unificare la Cina sotto un unico vessillo

    Prima di addentrarci nell'analisi del nuovo Dynasty Warriors ci teniamo a spiegarvi la differenza tra un normale episodio della saga principale e uno appartenente al filone Empires.

    Laddove i primi spingono i giocatori a vestire i panni dei condottieri protagonisti del celebre romanzo dei Tre Regni e a far rivivere loro in ordine cronologico gli eventi accaduti in Cina tra il 184 e il 280 circa, gli Empires rappresentano invece una digressione a sfondo politico e gestionale in cui l'azione frenetica che contraddistingue la formula tipica di un musou cede il passo a una marcata componente strategica. Negli Empires, difatti, lo scopo non è assolutamente quello di ripercorrere le eroiche imprese di Zhao Yun, Guan Yu e gli altri iconici volti del brand, bensì di scegliere un generale tra i quasi cento disponibili e dare inizio alla conquista della Cina. Una volta selezionato uno dei dieci scenari giocabili, all'utente viene quindi conferita la libertà di riplasmare a piacimento il corso degli eventi, che almeno in questo caso non risultano affatto vincolanti. Non per nulla, nella cosiddetta modalità Conquista degli Empires è possibile impersonare sia uno qualsiasi dei tanti ufficiali del roster che un avatar personalizzato e opportunamente creato mediante un editor ricco di opzioni.

    Indipendentemente dal fatto che decidiate di interpretare il signore di un feudo o uno dei suoi preziosi consiglieri, quasi tutta la campagna di Dynasty Warriors 9 Empires si consuma all'interno di un salone in cui il giocatore è costantemente chiamato a pianificare le proprie mosse: certo, di tanto in tanto si rende necessario impugnare le armi per invadere uno stato limitrofo o difendere una zona già conquistata, ma la maggior parte dell'esperienza è in realtà vissuta lontano dai campi di battaglia.

    Se ogni semestre un signorotto locale e il suo consiglio di guerra devono stabilire gli obiettivi da perseguire nell'immediato futuro, ogni mese l'utente ha la facoltà di eseguire una singola azione tra le tante a sua disposizione: in base alla situazione, questo può ad esempio dedicarsi agli affari interni e spendere un intero turno per raccogliere fondi o racimolare razioni con cui sfamare l'esercito, curare gli affari militari per migliorare le difese dei vari terreni e ricorrere alla circoscrizione per sostituire i soldati caduti, o magari darsi alla diplomazia per allearsi con uno stato vicino e addirittura corrompere qualche ufficiale nemico.

    Una serie di aspetti gestionali che influenzano non solo le risorse a disposizione e il valore bellico delle truppe, ma anche i parametri morali del personaggio controllato e l'umore degli NPC, che a seconda della politica adottata e del legame instaurato possono decidere di giurargli fedeltà o di voltargli le spalle nel momento meno opportuno.

    Tra passeggiate atte a rafforzare l'affiatamento con gli alleati e al contempo reclutare quanti più ufficiali girovaghi possibili, assolutamente indispensabili per rimpolpare le difese delle aree sottomesse, e consigli di guerra finalizzati ad accumulare abbastanza oro con cui finanziare gli attacchi, Dynasty Warriors 9 Empires non lascia quindi al caso nessun aspetto legato alla gestione e all'organizzazione di un regno, e quantomeno inizialmente si mostra anche coinvolgente.

    Col passare delle ore, però, il limite rappresentato da quell'unica azione eseguibile nell'arco di un mese si fa sempre più opprimente, specie quando gli attacchi da parte dei feudi confinanti o le dirette conseguenze di uno scontro finiscono per calcare la mano del giocatore e privarlo dell'effettiva possibilità di scegliere come spendere il prezioso turno in corso. Come risultato, bastano poche ore per accorgersi di quanto la componente gestionale tenda a diventare irrimediabilmente monotona e irritante.

    Assediati dalla noia

    Se le battaglie di Dynasty Warriors 9 Empires adottano a grandi linee la consueta formula ludica del genere, ponendo quindi un solo guerriero contro diverse migliaia di avversari più meno tutti uguali da buttar giù a suon di combo, bisogna comunque riconoscere ai ragazzi di Omega Force il merito di aver anche solo provato a differenziare un minimo il loro svolgimento.

    Mentre nei normali musou è sufficiente conquistare i settori, farsi strada fino al boss di fine missione e tempestarlo di combo fino a fargli rimpiangere di essere nato, Dynasty Warriors 9 Empires pone sul piatto alcune meccaniche inedite e legate all'assedio dei feudi. Nel caso sia l'utente a invadere un regno vicino, durante le missioni è imperativo prestare la massima attenzione ai vari obiettivi e alle idee suggerite dai sottoposti, che in base al contesto prevedono infatti l'utilizzo di arieti, catapulte, incantesimi elementali e qualsiasi altro espediente possa tornare utile per seminare il caos tra le fila nemiche, catturare gli ufficiali rivali e sfondare i cancelli delle fortezze prese d'assedio, così da affrontare il generale locale e regolare i conti una volta per tutte. Al contrario, qualora il giocatore abbia il dovere di proteggere uno dei suoi possedimenti è sufficiente impartire degli ordini ai condottieri schierati in campo e allestire una difesa capace di rallentare il più possibile l'avanzata dei nemici, così da poter eliminare personalmente e con più calma le unità più pericolose e veloci.

    Grazie alle suddette soluzioni e all'introduzione dei cosiddetti "piani segreti", ovvero delle tattiche stabilite a tavolino prima ancora di scendere in campo aperto e che alterano il comportamento delle truppe dispiegate, le lotte assumono un sapore effettivamente diverso dal solito, ma di cui ci si stanca dannatamente presto. Anche perché, rispetto a quanto visto nei più recenti musou su licenza, il sistema di combattimento di Dynasty Warriors 9 Empires non presenta variazioni altrettanto valide e in grado di tenere a debita distanza la ripetitività che da sempre affligge il genere.

    Lame smussate

    Abbiamo affrontato Dynasty Warriors 9 Empires sia su PlayStation 5 e Xbox Series X, utilizzando la modalità grafica che almeno sulla carta promette un'esperienza fluida e a 60 FPS. Tuttavia, laddove l'ammiraglia Microsoft conserva i suddetti persino nelle situazioni più concitate, al momento su PS5 si registrano con una certa frequenza dei cali vistosi e inspiegabili, che ci auguriamo vengano risolti quanto prima con una patch correttiva. Tra l'altro, in Dynasty Warriors 9 Empires è tornato persino un marcatissimo effetto pop-up dei nemici, che al contrario in Samurai Warriors 5 era pressoché scomparso.

    Come se la componente tecnica non fosse già abbastanza datata, durante la nostra prova abbiamo notato con grande disappunto che Omega Force ha riciclato parecchi asset da Dynasty Warriors 9 (qui trovate la recensione di Dynasty Warriors 9), come ad esempio i modelli poligonali di alcuni ufficiali e addirittura qualche cutscene introduttiva. Se da una parte ci rendiamo conto che ricreare da zero centinaia di condottieri avrebbe richiesto uno sforzo produttivo sovrumano, dall'altra non possiamo fare a meno di pensare che lo studio avrebbe dovuto quantomeno rivedere le animazioni, ancora oggi troppo legnose e innaturali.

    Dynasty Warriors 9 Empires Dynasty Warriors 9 EmpiresVersione Analizzata Xbox Series XDynasty Warriors 9 Empires è un titolo che, se preso a piccole dosi, è assolutamente capace di coccolare e intrattenere gli estimatori della saga e della deriva strategica intrapresa dal filone Empires. Tuttavia, il suo sistema di combattimento risulta ancora troppo acerbo e ripetitivo, specie se paragonato ai traguardi raggiunti dai musou su licenza che Omega Force e Koei Tecmo Games ci hanno dato in pasto negli ultimi anni. Complice il comparto tecnico datato e il discutibile riciclo di asset altrettanto obsoleti, non troviamo alcuna ragione che possa minimamente giustificare la decisione del publisher di proporlo a prezzo pieno.

    5.5

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