Recensione Dynasty Warriors: Gundam Reborn

Il più completo Musou dedicato alla leggendaria opera di Yoshiyuki Tomino

Dynasty Warriors: Gundam Reborn
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Il genere dei musou è uno di quelli che spaccano a metà il pubblico dei videogiocatori. Chi ne apprezza le dinamiche vede, nella struttura di gioco ideata da Koei ormai quasi un ventennio or sono, la naturale evoluzione di quei beat'em'up a scorrimento che tanta fortuna portarono al periodo d'oro dei coin-op tra la fine degli anni '80 e la metà dei '90; di converso, coloro che proprio non riescono a digerirne il gameplay, lo accusano di una ripetitività estenuante ed una totale mancanza di varietà, stimoli e obiettivi. Per cercare di rimescolare le carte in tavola, già da tempo le software house impegnate nella produzione di questo particolare genere hanno avuto la grandissima idea di abbinare la criticata formula di gioco 'mille contro uno' a franchise che ne giustificassero la natura: ecco quindi spuntare musou ambientati in universi come quelli di Hokuto no Ken, Saint Seya, One Piece e, ultimo in ordine temporale, The Legend of Zelda. L'innegabile fascino provato da fan e appassionati nello sterminare numerosissimi eserciti nemici nei panni del loro eroe preferito è stato un valore aggiunto importantissimo per l'intero genere che, pur senza svecchiarsi, è riuscito a rinnovare gli stimoli dei propri giocatori. Tra i brand che hanno potuto godere di un 'adattamento musou' rientra anche la leggendaria opera di Yoshiyuki Tomino, Mobile Suit Gundam, che il prossimo 27 giugno raggiungerà i negozi europei nella sua veste videoludicamente forse più completa con Dynasty Warriors Gundam Reborn.

AMICI MIEI, SONO PETER REI

Adattamento occidentale di quel Shin Gundam Musou già disponibile sul suolo nipponico dallo scorso dicembre, Gundam Reborn si presenta ai fan del Mobile Suit più famoso dell'animazione giapponese come una vera e propria enciclopedia virtuale della serie. La modalità di gioco principale, l'Official Mode, coprirà infatti ben sei edizioni della serie animata (saltando, solamente di tanto in tanto, qualche capitolo visto sul piccolo schermo), partendo dalle storiche Mobile Suit Gundam, Z Gundam e Char's Counterattack (presenti nei precedenti episodi della saga) e aggiungendovi le nuove Unicorn, SEED e SEED Destiny.
Nuove serie a parte, la formula di gioco non ha subito sostanziali cambiamenti da quella già ben rodata dei precedenti capitoli: scene di intermezzo, filmati e missioni si susseguiranno quindi senza sosta sviluppando l'arco narrativo della serie animata scelta per la propria partita, mentre al giocatore sarà chiesto di portare avanti la consueta carneficina di Zaku II e compagnia bella. In totale, il numero di robot che entreranno nella disponibilità del giocatore supereranno l'impressionante numero di 120 unità, senza che però una reale diversificazione degli stili di combattimento si faccia mai sentire in modo veramente netto; nonostante la saltuaria proposta di diversi setup bellici (intercambiabili al volo durante le battaglie), tra combo riciclate ed un'intelligenza artificiale al di sotto degli standard proposti da altri esponenti del genere, la ripetitività dell'azione di gioco rischia di farsi sentire in Gundam Reborn già dopo poche missioni. Tra le novità più significative del sistema di combattimento troviamo l'inedito 'Burst System' (in grado di potenziare, per un periodo limitato e dopo un necessario periodo di ricarica, gli attacchi del proprio robot) e una nuova gestione degli attacchi speciali (mappati nuovamente sul tasto cerchio) che ci permetterà, una volta raggiunto il trentesimo livello con il proprio pilota, di concatenarne due consecutivamente, portando ancora più devastazione intorno a noi. Questo sistema, tra l'altro, funziona in modo del tutto simile ai nuovi Combination Attaks tramite i quali, scegliendo un Partner ad inizio missione, gli attacchi speciali di entrambi i piloti verranno sferrati in sequenza.

Come se non bastasse, nelle situazioni più delicate e una volta sbloccati gli opportuni potenziamenti, al giocatore sarà data la possibilità di chiamare ulteriori rinforzi sotto forma di navi di supporto che bombarderanno brevemente la zona interessata. L'introduzione di queste novità, per quanto galvanizzanti in termini di pura potenza trasmessa al giocatore, non può che ripercuotersi negativamente sulla difficoltà di gioco che, anche a livello hard, non richiederà particolari sforzi ai giocatori più navigati. Se l'appassionato sarà comunque stimolato nel proseguire per la propria strada, nemmeno il ritorno di battaglie ambientate nello spazio aperto e le nuove opzioni di personalizzazione di robot e piloti riusciranno a cambiare in modo sensibile la formula di gioco di Gundam Reborn. Tra una missione e l'altra, infatti, sarà possibile entrare in un Mobile Suit Lab, che permetterà l'upgrade di parti del proprio robot (con la possibilità di combinare più pezzi, creandone di nuovi e più potenti), o in una comoda Lounge dove i nostri piloti potranno aumentare le loro abilità al prezzo di preziosi punti esperienza (qui conosciuti come Pilot Points) o cambiare Partner, dove possibile, per la missione successiva. Ad aumentare maggiormente le possibilità di evoluzione dei piloti troviamo poi una sezione Training dove, in cambio di soldi, potremo ricevere diversi boost a statistiche personali come combattimento corpo a corpo, tiro, difesa e livello dei piloti stesso. Una volta completato un arco narrativo, inoltre, verranno messe a disposizione del giocatore nuove missioni alternative che, una volta terminate, permetteranno di giocare nei panni delle potentissime Mobile Armor precedentemente affrontate come boss. Va da se, che il rapporto tra un'intelligenza artificiale non propriamente tra le prime della classe e cotanto ben di Dio a disposizione per la crescita dei propri personaggi e Mobile Suit non sia dei più favorevoli per il livello di sfida proposto da Gundam Reborn, rendendone il gameplay 'collezionistico' adatto solamente ai fan più sfegatati delle serie animate.

L'ultima importante aggiunta che non mancherà di far gioire tutti i fan è quella relativa alla modalità Ultimate Mode: in questa sezione il giocatore potrà affrontare nuove missioni appositamente pensate per permettere l'utilizzo di mech provenienti da tutti le diverse serie animate presenti nel gioco, in una sorta di crossover videoludico dell'intera saga. La caratteristica che rende queste missioni diverse da quelle affrontate nell'Official Mode è la presenza di particolari obiettivi al loro interno che, per essere soddisfatti, a volte chiederanno l'utilizzo di un determinato mech, altre la distruzione di un determinato numero o tipologia di nemici. Oltre alla propria validità in termini di fan-service, le diverse prerogative di questa ulteriore modalità riescono a differenziare la struttura di gioco quel tanto che basta per aggiungere un pizzico di sfida in più all'interno delle sue missioni.

UN MECH DA REVISIONARE

Sotto il versante tecnico va segnalato l'abbandono del cel-shading che aveva caratterizzato la componente grafica del precedente episodio della serie: se da un lato il ritrovato 'realismo' visivo favorisce alcuni dei modelli poligonali meglio realizzati, dall'altro toglie un discreta dose di personalità alla comparto grafico di Gundam Reborn; tra le principali vittime di questa scelta troviamo la realizzazione generale dei mech che, pur rimanendo sempre di discreta fattura, ne esce sicuramente priva di una buona dose di fascino.

Come da tradizione, comunque, ad impressionare veramente è il numero di unità distribuite sul campo di battaglia: a questo proposito va segnalata una certa povertà nella realizzazione di alcuni ambienti di gioco, piuttosto scarni e caratterizzati da texture veramente modeste, a tutto vantaggio, comunque, di un framerate sempre piuttosto stabile. L'accompagnamento sonoro di Gundam Reborn, infine, completa l'offerta dedicata ai fan della serie animata con un doppiaggio in lingua originale fedelissimo all'anime e la presenza di una selezione di temi provenienti dai vari capitoli dell'amatissima saga robotica.

Dynasty Warriors: Gundam Reborn Contraddistinto dalla classica struttura di gioco 'musou', da sempre in grado di spaccare il pubblico di appassionati, Dynasty Warriors Gundam Reborn si presenta come l'episodio più completo della saga di beat'em'up Tecmo-Koei. Una modalità campagna in grado di attraversare (pur non senza qualche lacuna) ben sei archi narrativi diversi ed un Ultimate Mode che propone un inedito crossover tra i protagonisti delle diverse epoche 'gundamiane' sono infatti le principali attrazioni di un titolo in grado di soddisfare i desideri di tutti i fan della serie animata. Con più di 120 mech a disposizione e diverse modalità di personalizzazione di mezzi e piloti,ogni appassionato del franchise troverà pane per i propri denti, che difficilmente però verranno messi a dura prova da una difficoltà di gioco mai realmente in grado di impensierire i giocatori navigati. Un pacchetto consigliato ai soli aficionados, insomma, che al giudizio sottostante possono permettersi di aggiungere un voto pieno in tutta tranquillità.

6.5

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