Recensione Ecco the Dolphin: Defender of the Future

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Ecco the Dolphin: Defender of the Future - 5290

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Quasi un pianeta alieno il paesaggio marino. Sculture, colori, creature che sono un mondo a se, così come muoversi in questo ambiente è un'esperienza a se, che forse solo gli astronauti e i subacquei possono provare. La varietà e la diversità dei vari fondali marini è impressionante, primi fra tutti quelli del mediterraneo. Si, proprio il mediterraneo, il mare che la maggior parte di noi conosce meglio, quello che a prima vista potrebbe sembrare più un deserto marino che un mare vero e proprio. Invece offre delle ricchezze e delle meraviglie nascoste che neanche avete idea. Parola di chi ne ha vista qualcuna. E con occhio leggermente diverso da quello del classico videogiocatore che mi appresto a recensire Ecco The Dolphin. Non posso farne a meno. Da amante della subacquea non potevo giocare questo titolo senza prestare particolare attenzione alla sensazione di “essere li” che poteva darmi, e quanto realistica potesse essere. Meraviglioso Ecco. Il gioco solo inizialmente ed in poche altre sezioni dà l'impressione di essere veramente in un qualche mare reale; le ambientazioni sono indubbiamente di pura fantasia, ma quello che i programmatori, soprattutto i grafici in questo caso, sono riusciti a fare, è di rendere una magia analoga a quella che può darti un fondale marino, un non so che di misterioso e incantato, qualcosa di antico e favoloso che ti lascia li, ad esplorare ed esplorare per vedere tutto, perché niente ti vuoi perdere di quel mondo. Meraviglioso Ecco. Ma non solo per questo.

La trama

Voi dovrete diventare per quasi tutto il gioco (chi lo giocherà saprà perché dico “quasi”) un delfino, e suo compito, come dice il titolo del gioco, è difendere il futuro. Però... direi che la trama è il caso di dimenticarsela. Non conta, non esiste, è una sfilza di amenità che rischiano solo di rovinarvi il gioco.

Dettagli tecnici

Dicevo di un delfino. I movimenti e le fattezze della vostra controparte acquatica sono incredibili. Non ci sono spigoli, né giunzioni evidenti; il vostro alter ego è un tutt'uno perfetto, le animazioni fanno paura, la fluidità anche. Già, la fluidità.... Il problema degli scatti e/o dei rallentamenti che magari qualcuno di voi ha sentito dire non sussiste. Almeno a 60 Hz. Il gioco l'ho provato esclusivamente così e va che è una meraviglia. Certo, non siamo sull'ordine dei 60 frame al secondo, ma dei 30; in un gioco del genere però è più che accettabile, anzi. I problemi di Ecco sono altri. E' qui che faccio l'unico appunto a questo gioco, perché si tratta di difetti particolarmente fastidiosi che potrebbero far storcere il naso a qualcuno. A mio parere, Ecco non ha passato alcuna fase di debug. Il titolo è afflitto da una serie di problemi che se capitassero una volta o due si potrebbe chiudere un occhio, quando diventano la norma però danno noia, parecchio noia. Esempi: il vostro amato delfino ha la fastidiosa tendenza ad incastrarsi in rocce, fondali, macchine. Cosa significa? Morte per annegamento: voi non riuscite più a liberarvi e non potete andare a respirare. Ancora: in un livello dovevo parlare con un delfino, il quale avrebbe dovuto seguirmi fino ad un tempio. Questo cetaceo, non si sa come, è andato ad infilarsi in una stanza circolare, e li si è messo a girare in tondo come un ossesso. Io ho provato per un po' a parlargli e quello puntualmente mi diceva che di fargli strada verso il tempio, lui m'avrebbe seguito. Niente da fare. Appena mi avviavo questo ricominciava a girare in tondo nella stanza. Dopo un bel numero di minuti persi a cercare di capire quale potesse essere la soluzione mi è venuto il leggerissimo sospetto che potesse trattarsi di un bug. Ho ricominciato da capo il livello e...voilà! Tutto risolto: il delfino mi ha seguito tranquillamente e ho potuto proseguire la mia avventura. Intendiamoci bene: questi difetti non rendono assolutamente il gioco orribile o ingiocabile. Ecco rimane meraviglioso. Sono solo problemi che, a volte, ti spazzano via di botto tutta l'atmosfera magica di cui è impregnato questo gioco e ti lasciano con una grossa incazzatura. Sono passeggeri per fortuna. E' di importanza capitale, invece, come gli Appaloosa hanno realizzato l'ambiente in generale. E' qui che Ecco dà il meglio di se. Le texture sono splendide, dettagliatissime, le altre creature che popolano il mondo sottomarino sono da far cadere la mascella. In particolare, animali come le testuggini giganti e le mante sono ciò che di più realistico abbia mai visto in un vg: i movimenti, i colori, tutto è perfetto.

Giocabilità

E ora la caratteristica più fantastica. Il mare, il “liquido” in cui siete immersi non è vuoto o puro come un bicchiere di acqua naturale. E' pieno di vita. Chiunque abbia fatto il bagno in mare, anche solo con maschera e boccaglio, sa che l'acqua intorno a lui (se abbastanza pulita) è un pullulare di particelle e microforme di vita in sospensione che regalano una sensazione di ricchezza. In alcuni livelli Ecco è così. L'acqua è piena di queste particelle, addirittura ho visto delle forme di plancton, dei pesciolini microscopici sfrecciarmi a fianco, dei semplici puntini che si muovevano intorno a me. Fantastico, non c'è altro da dire. Andiamo a guardare da vicino la giocabilità, ora. Ho letto e sentito qua e la di una difficoltà troppo elevata che potrebbe scoraggiare. Palle. Sono sfide impegnative il giusto. Se volete vedere la magnificenza grafica di un livello come Hanging Waters dovete sudare, ma vi assicuro che ne vale la pena. Per ogni livello successivo vale la pena tribolare un po'. Ecco ha qualcosa dei videogiochi del passato, soprattutto nella difficoltà, ha quella capacità di rendere soddisfatti che ripaga gli sforzi effettuati che pochi titoli dell'ultima generazione hanno. E al passato Ecco si ricollega anche con una splendida citazione di ciò che è venuto prima dal titolo inequivocabile: Passage from Genesis.

Concludendo

Possiamo dire che gli unici problemi sono iniziali; nei primi momenti il controllo del delfino potrebbe risultare ostico e, in particolar modo, riesce difficile entrare immediatamente nell'ottica della risoluzione di enigmi. Credo però che siano gli impedimenti che un gioco dalla portata innovativa come questo comporti. Alla fine, il succo è quello di esplorare, vedere, capire e, di tanto in tanto, pestare qualche squalo. Alcuni livelli più avanzati richiedono una padronanza notevole del delfino, vi troverete ad affrontare enigmi più semplici dovendo però compiere evoluzioni di varia natura. Il sonoro fa invece semplicemente il suo lavoro. Le musiche non sono nulla di eccezionale, si, sono d'atmosfera, è vero, ma non raggiungono mai delle vette di eccellenza da far gridare al capolavoro. Ottimi i vari suoni, che arricchiscono ulteriormente quell'incredibile esperienza che è la grafica. Alcune volte risultano fastidiosi, quando, ad esempio, un rumore che simula un cozzare metallico ti fa voltare di scatto credendo che stia succedendo chi sa quali cose. Ecco è da giocare. Tutto, fino alla fine. E' un'esperienza che esula dalle solite avventure, dai picchiaduro, dagli shoot'em up, dai videogiochi in generale. La frenesia ce la dimentichiamo, il sangue anche. Sono dell'idea che ci vogliano vg di rottura come questo ogni tanto, di rottura dal solito spara-ammazza-prendi la chiave-apri la porta, ecc. Il gioco del delfino ha dei momenti di genialità allo stato puro e dei momenti di puro relax, dei momenti di apprensione e forse anche un po' di paura. Non ho dubbi, Ecco fa parte di quella categoria di giochi che entrano nella leggenda, che, come il suo predecessore, saranno citati e ricordati a lungo. Vi durerà fino a quando lo finirete e poi, forse, lo riprenderete solo per farvi una bella nuotata, ed è già tanto. Avete ancora dei dubbi? Davvero? Allora un'ultima magia: un livello sotterraneo. Pieno di cunicoli, stretti, claustrofobici. Respirare è difficile, dovete fare in fretta, dovete trovare dell'aria e soprattutto una via d'uscita. Morite, non so quante volte. E provate e riprovate, trovate l'aria, imparate a conoscere la strada, si, quella non l'avete ancora fatta, dove porta... siete arrivati. Una pozza d'acqua a cielo aperto, non è grandissima, dentro vi sono un delfino ed una manta gigante. Il sole è a picco sull'acqua, i raggi illuminano la vita dentro; branchi di pesciolini, plancton e la grande manta che veleggia lenta sopra di voi...Ecco è tutto questo. E molto di più.

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