Edge of Eternity Recensione: attualità, fantasy medievale e fantascienza

Seppur con qualche anno di ritardo, il JRPG confezionato dal team transalpino di Midgar Studio è finalmente approdato anche su console.

Edge of Eternity Recensione: attualità, fantasy medievale e fantascienza
Articolo a cura di
Disponibile per
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Finanziato nel 2013 attraverso una campagna Kickstarter, lo sviluppo di Edge of Eternity è stato lungo e travagliato, non a caso il prodotto è scomparso più volte dai nostri radar per poi mostrarsi profondamente cambiato ad ogni sua successiva apparizione (ve ne abbiamo parlato nel dettaglio nell'anteprima di Edge of Eternity). Dopo aver trascorso qualche anno in Early Access su Steam, il gioco di ruolo fortemente ispirato alla saga di Final Fantasy è infine approdato anche nell'universo console, ma come vedremo a breve non tutto è andato esattamente come speravamo. Allacciate le cinture e preparatevi a recitare assieme a noi l'autentica lettera d'amore il team francese di Midgar Studio ha dedicato agli intramontabili JRPG usciti verso la fine degli anni '90.

    Un mix di attualità, fantasy medievale e fantascienza

    Caratterizzato da una trama profondamente drammatica, Edge of Eternity è ambientato in una realtà parallela in cui il fantasy medievale corre a braccetto con la fantascienza. Tre decenni prima dei fatti raccontati dalla campagna principale, il remoto e non troppo sviluppato pianeta Heryon entrò in contatto con una razza aliena in possesso di una tecnologia avanzatissima e che almeno inizialmente venne condivisa con la popolazione, permettendole di prosperare. La situazione cambiò completamente quando gli Archelites giunti dallo spazio divennero improvvisamente ostili e cercarono di assumere il controllo dell'intero corpo celeste.

    Seppur quasi inermi dinanzi alla potenza distruttiva degli ospiti, che nell'arco di una singola notte si dimostrarono peraltro capaci di poter obliterare una nazione, gli abitanti di Heryon decisero comunque di provare a opporre resistenza. Di conseguenza, tutti i regni sopravvissuti al primo attacco si riunirono sotto il vessillo del "Consorzio", ovvero un'alleanza dotata dei mezzi necessari per far fronte alla temibile minaccia aliena. Dopo anni di sacrifici e indicibili massacri, uno Heryon inizialmente in svantaggio è quindi passato al sopravvento, costringendo il nemico a diffondere sul pianeta la sua arma più devastante: la Corrosione, un morbo inarrestabile e che trasforma gli infetti in agghiaccianti mostri privi di autocontrollo e parecchio violenti. Da allora sono passati trent'anni e nel frattempo il popolo di Heryon ha dovuto portare avanti una battaglia su due fronti: se da una parte il cosiddetto "Sanctorium" ha cercato di arginare il numero degli infetti e di trovare una cura per la malattia che continua a diffondersi a macchia d'olio in tutto il pianeta, dall'altra l'esercito del Consorzio ha continuato a lottare disperatamente in prima linea per respingere gli invasori Archelites.

    L'eroe della vicenda, Daryon, è uno dei tanti giovani che si sono arruolati per proteggere Heryon, ignorando la corruzione che alberga tra le alte sfere del Consorzio. Allo scopo di porre fine alla guerra in corso da tre decenni, i superiori di Daryon hanno infatti deciso di sacrificare il ragazzo e i suoi compagni in un terrificante rituale magico.

    Sopravvissuto quasi per caso al tradimento dei suoi superiori, il protagonista maschile di Edge of Eternity decide dunque di disertare e raggiungere la sorella minore, che come scoperto nelle battute iniziali dell'avventura si sta prendendo cura della madre ormai infettata dal morbo. Avendo trascorso otto anni al Sanctorium, non solo la graziosa quanto caparbia Selene è diventata una delle sue più abili sacerdotesse, ma addirittura ha acquisito i mezzi necessari per rallentare i sintomi della Corrosione. Ricongiuntisi, i due fratelli si mettono quindi in viaggio per trovare una cura definitiva e tornare dalla povera Heranna prima che il virus possa consumarla del tutto.

    Al netto di un inizio non proprio convincente e un tantino raffazzonato, col passare delle ore la trama di Edge of Eternity ingrana la marcia giusta, fornendo al giocatore delle valide ragioni per perseverare fino ai titoli di codi. Nelle 30 ore circa necessarie per giungere al finale (che possono diventare 50 e passa nel caso ci si dedichi alle tante attività opzionali e alle noiose fetch quest), ci siamo alle volte imbattuti nei classici topos del genere ludico di appartenenza, ma i temi affrontati dalla storia e la discreta caratterizzazione dei personaggi hanno prevalso sulla poca originalità del prodotto, tenendo sempre alta la nostra curiosità. Anche perché, rispetto ai JRPG cui è palesemente ispirato, l'assenza degli odiati dialoghi prolissi tradisce le origini squisitamente europee di Edge of Eternity, restituendo all'utente un'esperienza dilettevole e non troppo impegnativa.

    Come scacchi nel Nexus

    Passando all'intelaiatura ludica, Edge of Eternity adopera un sistema di combattimento a turni e regolamentato dall'Active Time Battle (ATB), cui però sono state innestate svariate meccaniche tipiche dei giochi di ruolo tattici. Va innanzitutto precisato che le battaglie non sono casuali, ma si innescano quando lo spadaccino Daryon entra in contatto coi mostri, i robot e le innumerevoli creature selvatiche che popolano le varie mappe e risultano sempre visibili.

    Al termine della transizione non proprio istantanea che separa la fase esplorativa e quella di lotta, un party composto da un massimo di quattro personaggi giocabili su sei viene dunque trascinato su una griglia suddivisa in tanti esagoni che prendono il nome di Nexus. Caratterizzati da una visuale quasi sempre isometrica, gli scontri acquisiscono una valenza strategica da non sottovalutare, in quanto le azioni dei protagonisti e dei loro avversari sono dettate principalmente dalla posizione. Durante il proprio turno, infatti, ciascuna unità può ricorrere ad attacchi normali, alle tecniche speciali o agli oggetti, ma soprattutto può decidere di spendere l'azione in corso per spostarsi da un Nexus all'altro, a seconda della situazione e della propria classe. Va precisato che, laddove i combattenti melee possono attaccare soltanto i bersagli nelle caselle adiacenti e dunque necessitano di avvicinarsi il più possibile agli obiettivi, al contrario i maghi sono liberi di colpire anche da una certa distanza. Tuttavia, dal momento che durante la preparazione degli incantesimi gli esperti di magia tendono a risultare piuttosto vulnerabili, è estremamente importante che i compagni più robusti si frappongano tra questi e i nemici.

    Ad ogni modo, vi sono anche altri motivi per cambiare spesso posizione e prestare sempre la massima attenzione al terreno di gioco. Se spostarsi da un Nexus all'altro consente di evitare buona parte degli attacchi nemici, inclusi i micidiali assalti ad area (che in genere coinvolgono fino a tre o quattro caselle diverse), tale meccanica può essere sfruttata anche per piazzare qualche trappola o attivare le armi speciali che di tanto in tanto giacciono dormienti sulla griglia.

    A seconda del luogo, non è affatto raro imbattersi in cannoni o balestre magiche che, una volta attivate, arrecano danni elementali e non solo a tutti i bersagli posti all'interno delle caselle prese di mira. Una meccanica alquanto utile, che durante la nostra prova abbiamo ad esempio impiegato per sbaragliare i gruppi di avversari più deboli e concentrare i membri del party sulla singola minaccia principale. Anche grazie a una curva di difficoltà che durante la campagna raggiunge dei picchi notevoli, ma che comunque può essere adattata alle proprie necessità attraverso le impostazioni (vi sono infatti quattro diversi livelli di sfida e altre voci che impattano sul bilanciamento della difficoltà), nel complesso le battaglie di Edge of Eternity sono più che soddisfacenti.

    Le uniche vere pecche del sistema di combattimento vanno individuate nella opinabile trovata degli sviluppatori di ripristinare gli HP ed MP dei combattenti al termine di ciascuno scontro, rendendo per giunta non necessario l'acquisto e l'utilizzo di oggetti di guarigione, e nell'eccessiva lentezza degli stessi. Durante le dispute di Edge of Eternity abbiamo notato parecchi momenti morti, ragion per cui persino gli scontri più banali tendono a portare via diverso tempo. Come risultato, le lunghe sessioni di gioco (e soprattutto di grinding) possono diventare alquanto snervanti.

    A non averci convinto del tutto è il sistema di crescita dei personaggi e delle armi. Mentre Daryon, Selene e gli altri eroi di Edge of Eternity hanno delle classi pre-impostate e apprendono nuove abilità in maniera automatica con l'aumento di livello, lo stesso discorso non vale per i loro strumenti di morte. Recuperabili nei forzieri o realizzabili attraverso un sistema di crafting dannatamente misero, anche le armi salgono infatti di livello con l'esperienza e ad ogni miglioramento acquisiscono uno slot in cui incastonare un cristallo.

    Divisi per colore e categoria, ve ne sono una marea e ognuno di questi permette di equipaggiare i protagonisti con tecniche speciali o portentosi incantesimi elementali; ciononostante le limitazioni che impediscono, tra le altre cose, di inserire due o più cristalli del medesimo colore nelle singole armi, senza sottovalutare la necessità di ripartire dal livello 1 ogni qualvolta si entri in possesso di una nuova spada o di uno scettro, invogliano il giocatore a cambiare lo strumento di morte brandito solo se strettamente necessario.

    Eternità oltre la data di scadenza

    Al netto di qualche difettuccio tutto sommato passabile, sul piano ludico e narrativo Edge of Eternity si comporta anche meglio del previsto, ma è su quello tecnico che il titolo risulta eccessivamente carente.

    Sviluppata col non proprio performante motore grafico Unity, la seconda opera di Midgar Studio ha risentito dei numerosi anni di ritardo con cui ha raggiunto il PC e le console sulle quali è stato pubblicato, apparendo dannatamente obsoleta persino per gli standard della generazione scorsa. Nonostante i paesaggi ci siano parsi adeguatamente variegati, il che ha giovato non poco alla componente esplorativa, le texture sono ancora troppo spartane, povere di dettagli e quasi del tutto statiche. Una situazione altrettanto desolante si avverte sul fronte poligonale, con modelli alle volte sproporzionati e affetti da animazioni talmente legnose e rigide da risultare puntualmente innaturali.

    Nel corso della nostra prova ci siamo inoltre imbattuti in una vasta carrellata di glitch grafici, qualche freeze e persino dei ben più gravi casi di crash, segni evidenti di un'ottimizzazione su PlayStation 5 frettolosa e ampiamente migliorabile.

    In compenso, abbiamo apprezzato la scelta di Midgar Studio di introdurre sulle macchine di ultima generazione due diverse modalità grafiche, Qualità e Prestazioni, che come di consueto privilegiano appunto la risoluzione o il frame rate. Solo applausi, invece, per la colonna sonora composta da Yasunori Mitsuda (Chrono Trigger, Chrono Cross, Xenogears), che ancora una volta ci ha deliziati con brani sontuosi e ispirati, nonché attenti ad accompagnare con assoluta precisione i toni assunti di volta in volta dalla narrazione.

    Edge of Eternity Edge of EternityVersione Analizzata PlayStation 5Confezionato da un team francese, Edge of Eternity è un titolo che rispetta quasi alla perfezione i dettami del genere JRPG. Se l’intreccio ricco, drammatico e coinvolgente, e l’ingegnoso sistema di combattimento a turni dalla forte componente tattica potrebbero soddisfare abbondantemente i palati degli appassionati del genere, l’arretratezza tecnica imputabile tanto allo scarso budget a disposizione dello studio transalpino quanto agli anni di ritardo che questo ha accumulato durante lo sviluppo rischiano però di oscurare quanto di buono vi sia in Edge of Eternity. Tenendo presente che questo viene proposto ad un prezzo contenuto e conforme a quanto offerto, il nostro consiglio è quello di dargli comunque una possibilità, magari in un mese meno affollato rispetto a quello che Midgar Studio ha scelto per portare la sua creatura nell'universo console.

    6.7

    Che voto dai a: Edge of Eternity

    Media Voto Utenti
    Voti: 14
    6.7
    nd