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Electronauts Recensione: tutti possono diventare DJ con il PlayStation VR

Dagli autori di Raw Data e Sprint Vector arriva Electronauts, nuova esperienza VR a metà strada fra rhythm game e software musicale

recensione Electronauts Recensione: tutti possono diventare DJ con il PlayStation VR
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Dopo l'ottima accoglienza riservata a Raw Data e Sprint Vector, il nome Survious è diventato una garanzia garanzia in ambito VR. Oltre a dimostrare competenza e creatività, i due titoli realizzati dal team losangelino hanno saputo sfruttare con intelligenza le caratteristiche della realtà virtuale, proponendo due esperienze molto diverse tra loro ma ugualmente immersive e coinvolgenti. L'inventiva e la voglia di sperimentare della software house si riflettono anche in Electronauts, la nuova esperienza VR (disponibile da poche settimane su PlayStation VR e PC) che si propone come una una via di mezzo tra un rhythm game e un software musicale, permettendoci di mettere alla prova le nostre abilità di DJ con un grado di immersione mai sperimentato prima.

    Daft Punk nello spazio

    Non ci sono obiettivi da portare a termine o punteggi da superare, nell'ultima fatica di Survious. Non esistono nemmeno condizioni di vittoria o sconfitta, e a ben vedere non c'è alcuna traccia di sfida che non consista nel semplice desiderio di padroneggiare le meccaniche di gioco. Electronauts fa una cosa soltanto: prende il giocatore e lo proietta su un palcoscenico cosmico che sfreccia nello spazio, circondandolo di numerosi strumenti con cui mixare la traccia musicale di sottofondo che ha selezionato. Per interagire con l'ambiente dovremo utilizzare due asticciole che ricordano le bacchette di un direttore d'orchestra, agitandole con le nostre braccia grazie ai due controller di movimento, il tutto decidendo di stare in piedi (opzione consigliabile per avere una mobilità maggiore) o di rimanere comodamente seduti sulla propria poltrona. Davanti ai nostri occhi avremo tre postazioni simili alle console di un DJ, sulle quali impiantare moduli e funzioni con cui alterare e arricchire il flusso musicale. Tra quelli più divertenti da usare segnaliamo le note colorate a forma sferica e le granate esplosive: le prime potranno essere picchiettate con il fare ritmico di un batterista, mentre le seconde andranno lanciate per produrre un'esplosione visiva accompagnata da un particolare effetto sonoro. A questi si aggiungono un equalizzatore e un cubo acustico con cui distorcere il ritmo e la velocità del remix, mentre nei brani in cui è previsto il vocalizzo si potranno selezionare e sovrapporre i diversi frammenti di voce che accompagnano la traccia. Un pannello di controllo generale, inoltre, consente di attivare e silenziare in modo alternato i vari strumenti coinvolti nel brano, con la possibilità di esaltare le sonorità del basso, del sintetizzatore, della batteria e così via. Oltre a orchestrare l'intera strumentazione in tempo reale, sarà possibile registrare una serie di azioni sui vari moduli da ripetere in loop durante la nostra perormance. Per farlo basterà premere il tasto Move (nel caso si utilizzino i controller di movimento Sony) quando interagiamo con gli strumenti: colpendo le singole note sferiche mentre si tiene premuto il pulsante, per esempio, avremo l'opportunità di registrare quella particolare sequenza di suoni da riprodurre automaticamente senza bisogno di ripetere l'esecuzione.

    Le combinazioni possibili sono numerose, ed è un peccato che il tutorial incluso nel menù principale risulti così striminzito, limitandosi a elencare le funzioni basilari senza scendere più in profondità. Per questo motivo il primo impatto con Electronauts può risultare abbastanza disorientante, lasciando il giocatore un po' abbandonato a se stesso. Parte dell'appeal dell'opera, tuttavia, scaturirà dalla voglia e dalla curiosità di sperimentare tutti gli strumenti a nostra disposizione, fino a ottenerne una padronanza sufficiente a farci togliere le prime soddisfazioni. Dispiace constatare che l'edizione PlayStation VR non include la modalità cooperativa, presente invece nella versione PC, dove in compagnia di un amico possiamo raddoppiare il divertimento e l'intensità delle esibizioni musicali, esibendoci come nel miglior concerto dei Daft Punk.

    Remix alla portata di tutti

    Electronauts non è un gioco in senso stretto. Sicuramente non lo è nella stessa misura di Rock Band, data l'assenza di obiettivi e sfide da portare a termine. Ma c'è un aspetto che lo avvicina in modo significativo al titolo di Harmonix Games, un elemento fondamentale che lo rende un'esperienza di genuino intrattenimento: così come Rock Band vuole farci provare l'ebrezza di essere un chitarrista, allo stesso modo Electronauts vuole trasmetterci la sensazione di essere un DJ, anche se in vita nostra non abbiamo mai provato a realizzare un remix.

    L'ultima fatica di Survious è a metà strada tra un rhythm game e un'app musicale, ma il desiderio di lasciarsi semplicemente godere dal suo pubblico, offrendo schemi d'interazione accessibili a tutti senza presupporre nessuna conoscenza tecnica, lo avvicina senz'altro alla dimensione ludica. A dirla tutta, Electronauts è talmente premuroso verso l'esperienza del giocatore da implementare il Music Reality Engine, una speciale tecnologia in grado di armonizzare in tempo reale gli effetti delle nostre azioni, così da garantire un'esecuzione musicale sempre orecchiabile e gradevole. Ne è prova il fatto che si possono ottenere buoni risultati anche nelle sessioni iniziali di gioco, quando si è alle prime armi e si utilizzano i vari strumenti senza particolare criterio. Chiunque apprezzi la musica, insomma, può indossare un visore e impugnare due controller di movimento per divertirsi con il titolo di Survious, ottenendo sensazioni via via più gratificanti man mano che viene masticata la curva di apprendimento. A dire il vero potrebbero essere i DJ provetti a riscontrare qualche dubbio sulla versatilità di Electronauts, qualora lo si volesse inquadrare come un software musicale: in questo caso le carenze sarebbero significative, a partire dall'impossibilità di esportare i nostri remix, ma è evidente che l'esperienza offerta dal team vuole farsi apprezzare semplicemente per il suo potenziale di intrattenimento. Parlando delle tracce musicali presenti, il titolo include circa 50 brani che spaziano dal genere hip pop alla disco, passando per l'elettronica e la dance, annoverando artisti come i Chainsmokers, Odesza, Zhu e il duo Krewella. In definitiva la sensazione di immergersi nella musica e di poter interagire con essa rimane uno degli elementi più affascinanti della produzione, oltre che un aspetto in grado di sfruttare le potenzialità della realtà virtuale in modo signficativo. Il tutto con un occhio di riguardo verso il comfort e l'accessibilità, scongiurando ogni pericolo di motion sickness anche per gli stomaci più sensibili.

    Electronauts ElectronautsVersione Analizzata PlayStation 4Il palcoscenico interattivo di Electronauts offre un'esperienza musicale originale e divertente, sfruttando le potenzialità della VR per amplificare il coinvolgimento e l'immersione. Grazie alla totale assenza di motion sickness e alla semplicità con cui si possono realizzare buoni remix, il titolo di Survious si presenta come un rhythm game accessibile e comodo, in grado di stimolare la vena creativa e il senso del ritmo dei giocatori. Chiunque ami la musica, con una particolare predilezione per le sonorità elettroniche, dovrebbe dare senz'altro un'opportunità a Electronauts. I musicisti più esperti potrebbero trovarlo limitato in alcune funzioni, ma tutti gli altri avranno l'opportunità di sentirsi - almeno una volta - come i Daft Punk nello spazio.

    7.6

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