Empires Apart: Recensione del nuovo strategico dello studio italiano DESTINYbit

Slitherine e DESTINYbit propongono uno titolo che strizza l'occhio all'epoca d'oro dei giochi di strategia, come Age of Empires e Command & Conquer.

recensione Empires Apart: Recensione del nuovo strategico dello studio italiano DESTINYbit
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  • Vieni figliolo, siedi accanto a me. Ti racconto una storia...
    L'età inizia a farsi sentire, pungolando il corpo e affaticando lo spirito. Ma i ricordi no, quelli restano intatti. Alcuni ancora vividi e marchiati a fuoco nella memoria. La scuola, l'ansia di tornare a casa per gettare i libri e guardarsi i cartoni animati del pomeriggio e poi lui: il secondo episodio di Age of Empires. Era il lontanissimo 1999 e la passione era sbocciata giusto un paio di anni prima, grazie ad un amico che ci aveva "prestato" la prima fatica di Ensemble Studios. Era l'epoca d'oro degli RTS. Non si poteva proprio vivere senza inciampare in qualche invitante bocconcino strategico da spolpare. Peccati di gola (e per il portafoglio) chiamati Warcraft, Starcraft, Command & Conquer e Age of Empires hanno animato interminabili pomeriggi, facendoci perdere il conto delle ore passate davanti a un rumoroso PC che spesso e volentieri fondeva i CD. ?Poi, inevitabilmente, l'epoca d'oro degli strategici in tempo reale dai ritmi compassati lentamente andò offuscandosi, soppiantata da nuovi generi, mutati gusti e altre mode. Gli anni sono trascorsi inesorabili sino a che, ad un certo punto, in uno stand dedicato ai titoli Indie alla Games Week meneghina del 2015, intravidi un titolo che riaccese subito quella scintilla d'amore da tempo sopita. Era Empires Apart. Progetto tutto italiano firmato dai ragazzi di DESTINYbit (e distribuito dalla sempreverde Slitherine), che guardava proprio all'epoca d'oro degli strategici vecchio stile, pur senza rinunciare a quel tocco di "modernità" che non guasta mai. Ora, dopo aver provato la beta di qualche settimana fa, ci siamo gettati nuovamente - e con grande curiosità - alla scoperta di questo titolo che seppe trasmetterci buone sensazioni già alla Games Week grazie al suo stile unico.

    Imperi digitali competitivi

    Abbiamo affermato, poco fa, che Empires Apart strizza l'occhio (anzi, tutti e due) all'epoca d'oro degli strategici in tempo reale. Espressione questa forse un po' troppo abusata che, però, rende esattamente l'idea della strada che DESTINYbit ha inteso percorrere. Appare immediatamente chiaro, infatti, quanto Empires Apart abbia attinto dalle opere del passato e, in particolare, da Age of Empires.

    Ma andiamo con ordine. Il titolo, una volta avviato, ci accoglie velocemente, senza perdersi in fronzoli inutili. Una semplice schermata, con una altera Giovanna d'Arco in sella al proprio destriero, costituisce l'anticamera del menu principale, anch'esso minimale e privo di orpelli superflui. L'offerta ludica proposta da Empires Apart si divide, come di consueto, in contenuti dedicati al singolo giocatore e al multiplayer, con una particolare predilezione per quest'ultimo. Il titolo dei DESTINYbit non possiede una campagna single player. I contenuti dedicati ai lupi solitari si sostanziano, prima di tutto, nelle canoniche Schermaglie che permettono di affrontare sino a otto avversari scegliendo la mappa, e settando la classica serie di parametri come condizioni di vittoria (sono tre: Conquista, Assassinio, Diplomazia), grandezza, limite popolazione e così via.
    In secondo luogo, sempre per gli strateghi da scrivania che non vogliono affrontare altri avversari in carne e ossa, Empires Apart mette a disposizione una serie di Sfide veloci e un'inedita modalità Sopravvivenza. Le Sfide non sono altro che veloci scenari in cui bisogna soddisfare la condizione di vittoria prevista risolvendoli come fossero dei piccoli puzzle.
    La modalità Sopravvivenza, invece, risulta essere un'aggiunta davvero interessante, divertente e davvero impegnativa, soprattutto nelle fasi più avanzate (noi siamo sempre riusciti a resistere per un massimo di quaranta minuti). In buona sostanza, lo scenario si suddivide in due fasi distinte basate su un ciclo giorno/notte: con la luce il giocatore deve occuparsi di raccogliere le poche risorse disponibili, erigere le difese a protezione del proprio Centro Città e addestrare le unità mentre, durante la notte ondate sempre più efficaci (e crescenti) di nemici giungeranno da diverse direzioni. Nel momento attuale c'è solo una mappa ma, con tutta probabilità, altri scenari verranno introdotti nel prossimo futuro.
    Come dicevamo DESTINYbit, seguendo la strada competitiva imboccata anche da altri strategici dei tempi moderni, ha voluto puntare tutto sull'esperienza multiplayer, prevedendo match "amichevoli" e incontri classificati.

    La cara, vecchia scuola

    Esiste un breve tutorial, in Empires Apart, che consente di prendere confidenza con le meccaniche di gioco basilari. Certo, chi ha qualche annetto sulle spalle non avrà alcun bisogno di rinfrescarsi la memoria, perché il titolo firmato dai ragazzi di Ravenna riprende in tutto e per tutto le dinamiche ludiche del genere a cui appartiene. Ciò si sostanzia nella possibilità, da parte del giocatore, di prendere le redini di una tra le sei civiltà presenti e condurla alla vittoria attraverso una certosina gestione economica e militare.

    La supremazia sugli avversari, ovviamente, si fonda prima di tutto sul controllo capillare delle scarse risorse sparse sulla mappa: cibo, legno, oro e pietra. Lo svolgimento di ogni partita, come potete immaginare, rimane lo stesso di sempre. All'inizio dello scenario risulta imprescindibile la produzione di un nutrito quantitativo di lavoratori per iniziare a raccogliere risorse con cui costruire le case, le strutture difensive e le prime caserme per il reclutamento delle necessarie forze militari a cui affidarsi per la difesa e l'offesa.
    Riguardo a quest'ultimo punto, gli scontri si risolvono secondo il consueto trittico "carta, forbice, sasso" che paragona l'efficacia delle varie truppe. In alcuni casi, però, bisognerà tenere in considerazione anche specifiche abilità passive (per classe e fazione) che possono ribaltare le carte in tavola.

    Gli eroi di ogni civiltà, invece, sono specifici individui che possiedono anche abilità attive che permettono di conferire determinati bonus e potenziamenti agli alleati. Per i francesi, ad esempio, Giovanna d'Arco può "evocare" sul campo di battaglia una barriera in grado di proteggere le truppe alleate al suo interno. Esattamente come avviene in Age of Empires, poi, anche nel titolo di DESTINYbit è presente una sorta di avanzamento tecnologico e culturale della nostra civiltà solo che, in Empires Apart, l'evoluzione viene suddivisa in due rami distinti: economico e militare. Entrambi presentano due possibili livelli d'avanzamento ma mentre uno consentirà di sviluppare il commercio, l'economia e la raccolta di risorse, quello dedicato all'arte della guerra, ci darà invece accesso a truppe più potenti. In realtà, questa suddivisione complica inutilmente il percorso dei giocatori. Ci spieghiamo meglio: i due rami tecnologici devono necessariamente coesistere per permettere al giocatore di raggiungere la vittoria. Senza il potenziamento in termini di risorse, infatti, non è possibile permettersi la produzione di truppe più potenti (e ovviamente più costose) e, senza l'evoluzione dell'esercito difficilmente si sopravvive nel late game. A nostro modo di vedere il team di sviluppo ha introdotto questa inedita suddivisione semplicemente per porre un ulteriore accento sulla competizione e dare un rinnovato ventaglio di possibilità strategiche negli incontri online.

    Scontro tra Civiltà

    In Empires Apart vi sono la bellezza di sei diverse civiltà (bizantini, francesi, cinesi, aztechi, arabi e mongoli) con cui prendere confidenza, ognuna dotata di caratteristiche uniche e coerenti che le differenziano da tutte le altre modificando in maniera molto profonda lo stile di gioco e lo svolgimento di ogni partita. E questo è, indubbiamente, l'aspetto più interessante e riuscito dell'intera produzione. Bizantini e francesi, ad esempio, sono civiltà avanzate, equilibrate (perfette per i neofiti) e molto potenti, con un focus particolare sulle strutture difensive e su unità particolarmente efficaci e corazzate. I cinesi, invece, sono una civiltà focalizzata sullo sviluppo tecnologico e si servono proprio di espedienti tecnologicamente avanzati per dominare il campo di battaglia come mine, trappole e altri ritrovati come le balestre a ripetizione.

    Inoltre, possono contare sui monaci, i quali oltre a esser efficaci in combattimento, hanno la capacità di curare le truppe alleate all'interno del proprio raggio d'azione. Gli aztechi, invece, sono un popolo bellicoso ed estremamente aggressivo che forse non possiede la tecnologia o la conoscenza delle civiltà appena descritte ma sopperiscono con il numero e con la travolgente potenza. Quelli più interessanti, a parer nostro, sono stati i mongoli.
    L'orda barbarica, se osservata superficialmente, può infatti apparire molto semplicistica, debole e priva delle peculiarità che caratterizzano le altre fazioni. Invece, la civiltà mongola è una delle più difficili da padroneggiare. In ossequio al suo nomadismo, questa fazione fonda tutta la propria strategia sulla capacità di muoversi in continuazione e sull'assenza di strutture fortificate in pietra. La spina dorsale di ogni strategia si fonda sulla possibilità di smontare velocemente ogni yurta (la tipica struttura mongola) per spostarla dove si rende necessario e, ovviamente, sulla cavalleria.
    Quest'ultima rappresenta la colonna portante dell'Orda e al posto dei canonici potenziamenti previsti per le altre fazioni, il team di sviluppo ha pensato a una progressione particolare per le truppe. In sostanza i cavalieri, dopo ogni uccisione effettuata acquisiscono esperienza aumentando automaticamente le statistiche e diventando, così, più potenti. Nonostante le profonde differenze tra una fazione e l'altra, l'esperienza di gioco e il bilanciamento generale, fortunatamente, non ne escono per nulla malconci. Durante le nostre prove con tutte le civiltà, avvenute sia in single player che online (i server sono quasi deserti al momento, ma non abbiamo avuto difficoltà a trovare avversari), non si è verificato alcun particolare inciampo nell'impianto ludico complessivo.

    Qualche problema di troppo?

    Ad avere un po' più di problemi, invece, è il comparto tecnico. Intendiamoci, sotto il profilo grafico e stilistico Empires Apart mette in campo una splendida realizzazione in "low poly", caratterizzata da modelli poligonali volutamente minimali, poco definiti e sfaccettati come semplici figure geometriche. Questo stile raggiunge, in un colpo solo, due risultati: da un lato mantiene l'applicazione molto leggera, permettendole di esser installata e fruita senza problemi anche su PC non esattamente all'ultimo grido mentre, dall'altro, dona al titolo uno stile unico e inconfondibile. Impreziosito, quest'ultimo da una palette cromatica calda e accesa e da una interfaccia snella e minimale che contribuisce molto bene a rendere il colpo d'occhio generale, messo comunque alla prova da molteplici bug nelle ingessate animazioni dei modelli poligonali che, peraltro, spesso "impazziscono" roteando furiosamente.

    Empires Apart, in secondo luogo, inciampa su altri aspetti, da non sottovalutare, soprattutto per chi desidera giocare in single player. L'intelligenza artificiale presta il fianco alle critiche maggiori. L'IA degli avversari, spesso e volentieri, agisce in modo del tutto sconsiderato: fa rimanere completamente - e incomprensibilmente - immobili le truppe (o, ancora, le "incastra" in elementi ambientali) mentre, in altri casi, recluta un numero di lavoratori fuori norma che invadono qualsiasi punto della mappa senza produrre unità militari. E queste sono problematiche che si sono presentate a prescindere dal livello di difficoltà selezionato.
    Permangono, poi, molti difetti relativi alla cura e alla presentazione generale del prodotto. Descrizioni di unità ed edifici, ad esempio, sono un patchwork raffazzonato di italiano e inglese, con diversi errori di traduzione. Infine, anche la soundtrack risulta abbastanza in affanno. Nonostante effettistica generale e doppiaggio delle varie civiltà risultino sul pezzo, la colonna sonora pecca di ritmo, risultando in alcuni frangenti un po' troppo fuori posto rispetto all'azione che avviene sullo schermo.

    Empires Apart Empires ApartVersione Analizzata PCEmpires Apart è un progetto indipendente tutto italiano molto particolare, che strizza l'occhio all'epoca d'oro degli strategici in tempo reale provando ad aggiungere un tocco personale. Per ciò che concerne l'offerta ludica, il titolo firmato da DESTINYbit pone interamente l'accento sull'esperienza multigiocatore, rivolgendosi ai generali da scrivania che non ne hanno mai abbastanza di competere con altri avversari in carne e ossa e scalare le classifiche online. Per gli strateghi solitari, invece, il titolo offre ben poco. Non esiste, infatti, alcuna campagna e l'esperienza single player è limitata alla classica Schermaglia, a qualche Sfida veloce e all'inedita modalità Sopravvivenza. Nulla più. Inoltre, il titolo è attualmente afflitto da diversi bug e problemi “di contorno” che, magari con un po' di lavoro di rifinitura, potrebbero essere risolti nel prossimo futuro. Anche se, va detto, sarebbe stato meglio giungere al fatidico debutto ufficiale con un prodotto decisamente più curato. I ragazzi di DESTINYbit, comunque, sono riusciti a fare un ottimo lavoro in termini di caratterizzazione delle sei civiltà presenti, ognuna dotata di peculiarità uniche che vanno a modificare profondamente lo stile di gioco rendendo la sfida contro altri avversari umani molto gradevole.

    7

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