Recensione EPOCH.

Un altro tentativo di costruire un Third Person Shooter adattato al Touch Screen

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo il successo di Infinity Blade, il cui secondo episodio è stato pubblicato da poco, molti altri team si sono cimentati nell’uso dell’Unreal Engine per la creazione dei propri titoli.
Le fortune, però, sono state alterne: Dream:scape non è riuscito ad appassionare e Dark Meadow, del quale è in arrivo la recensione, non riesce a sfruttare a dovere il motore di Epic, almeno non fin dove i ragazzi di ChAIR si sono spinti recentemente.
Il team Uppercut Games, formato da veterani dell’industria che hanno lavorato a svariati successi per PC, provano a dare il loro contributo, con uno shooter tra robot che si differenzia dai timidi tentativi di produrre un vero e proprio TPS, adattando le meccaniche di sparo e di uso delle protezioni alle gesture rese possibili dai dispositivi multitouch di Apple.

Futuro prossimo

La trama di EPOCH. propone un futuro prossimo nel quale le macchine, sotto forma di robot antropomorfi, si ribellano e mettono a ferro e fuoco una non meglio identificata città.
Il protagonista, un robot con un design originale e uno stile molto caratterizzato, si risveglia danneggiato in una discarica e decide di attraversare il territorio cittadino per andare a salvare un’esponente della famiglia reale, attualmente localizzata in una altissima torre visibile da ogni punto della metropoli.

Sfortunatamente la narrazione è limitata a messaggi testuali, originariamente trasmessi attraverso la rete telematica cittadina, che vengono progressivamente sbloccati proseguendo nei vari livelli.
E’ la soluzione scelta da svariati altri titoli ma quella proposta da EPOCH. lascia intravedere un universo narrativo molto più grande rispetto a quello visibile nel gioco, con richiami a personaggi potenzialmente interessanti e a fatti che esulano da quelli che hanno portato alla situazione attuale.
La speranza è che il team decida di mantenere l’ambientazione per i futuri titoli perché risulta davvero interessante, come visibile già dalla schermata iniziale, che ricorda prepotentemente Portal.

Touch to shoot

EPOCH. può essere inquadrato facilmente nel genere degli sparatutto in terza persona basati sull’uso delle protezioni.
Due sono le particolarità che lo distinguono dalla massa e che gli permettono di proporre un gameplay agile e funzionale su dispositivi non dotati di tasti: la mancanza delle classiche levette su schermo, sostituite da gesture specifiche, e la struttura dei livelli, formati da sequenze di scontri da affrontare, senza la possibilità di avanzare finché ogni nemico non è stato sconfitto.
Ogni stage si articola quindi in più sezioni, nelle quali ondate di robot avversari si riverseranno a cadenza regolare; per sparare basterà toccarne uno, in modo da dirigere la mira del protagonista che sparerà in maniera automatica. Uno slide laterale permette di passare dalla protezione corrente alla successiva mentre uno verso il basso permetterà di chinarsi, in modo da evitare i colpi, ricaricando nel contempo la propria arma.


Quello che caratterizza davvero le sparatorie, però, è l’agilità del protagonista: il robot, infatti, può sfruttare le protezioni ma dopo una manciata di livelli i primi avversari in grado di stanarlo non tarderanno ad arrivare, prima con il lancio i granate e quindi con l’uso di laser in grado di attraversare le superfici meno spesse.
In questo caso di dovrà ricorrere a manovre evasive altamente spettacolari: con un slide verso l’altro il robot salterà, facendo una capriola e atterrando dall’altra parte del livello, evitando i colpi e guadagnando improvvisamente una posizione di vantaggio sugli avversari.
Gli scontri, quindi, si articolano in uno scambio di colpi, inframezzati da momenti di ricarica, nei quali proteggersi dal fuoco nemico, saltando poi per trovare uno spazio adatto a contrattaccare, il tutto toccando direttamente lo schermo, in un’alternanza di gesture che si trasforma rapidamente in una sorta di danza.

Devastazione in HD

Graficamente EPOCH. sfrutta molto bene l’Unreal Engine, proponendo ambientazioni e scenari devastati che ricordano un mix tra Enslaved, l’ultimo titolo di Ninja Theory, e la New York vista in Crysis 2: palazzi crollati, incendi, autoveicoli ribaltati sono gli elementi caratterizzanti per i livelli che compongono il cammino che divide la discarica iniziale dalla torre da raggiungere.
Malgrado la staticità degli ambienti la grande quantità di effetti presenti riesce a coinvolgere, con luci, fumo e polvere che sporcano in maniera realistica la visuale, donando un effetto che ben si adatta alla trama e allo stile dei robot da battaglia.


A differenza di alcuni altri titoli sviluppati con l’Unreal Engine, poi, EPOCH. funziona in modo ottimale anche sui dispositivi meno recenti, riuscendo a partire correttamente anche quando numero app sono in attesa, all’interno della barra del multitasking di iOS, segno che il motore sta progressivamente migliorando la compatibilità con la piattaforma Apple e che i team stanno trovando le modalità migliori per sfruttarlo fino in fondo.
Meno appagante il comparto sonoro: con musiche d’atmosfera non particolarmente appassionanti e un campionario di effetti adeguati alle battaglie, senza però sottolinearne alcun aspetto.

Struttura comune

Oltre alla parte prettamente action EPOCH. propone anche una sottostruttura derivata direttamente da Infinity Blade: proseguendo nei livelli si guadagna denaro, da poter spendere per potenziare il proprio robot.
Si possono acquistare upgrade sia per l’arma principale che per i numerosi strumenti secondari, suddivisi tra granate, missili e un comodo potere che permette di rallentare il tempo, in modo da riuscire ad uscire dalle situazioni più concitate con la calma necessaria.
Il sistema funziona, esattamente come accade in Infinity Blade, ma la bassissima difficoltà dell’avventura al livello disponibile inizialmente spinge necessariamente a riaffrontare tutta la storia più volte, ripetendo i livelli, puntando alla distruzione di tutti gli elementi secondari nascosti nello scenario, in modo da massimizzare il guadagno e prepararsi al massimo agli scontri davvero impegnativi.

EPOCH. EPOCH. è l’ennesimo tentativo di proporre un gameplay affine a quelli disponibili su console portatili o casalinghe, traslato all’uso esclusivo del touch screen. Propone sparatorie action studiate in modo da risultare divertente ed appaganti, anche in presenza del fuoco automatico, spostando l’attenzione dall’uso del grilletto verso l’evasione dalle pallottole, sfruttando le protezioni in maniera spettacolare e, almeno in parte, inedita. EPOCH. è quindi uno dei migliori titoli a sfruttare l’Unreal Engine e meriterebbe almeno metà del successo che Infinity Blade sta ottenendo, giustamente o meno, anche con il secondo episodio.

7.5

Che voto dai a: EPOCH.

Media Voto Utenti
Voti: 10
7
nd