Event[0] Recensione

Event[0] è un gioco che fa del dialogo con la macchina il fulcro del suo gameplay: siete pronti a fare la conoscenza di Kaizen?

recensione Event[0]
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  • Pc
  • Event[0] è un titolo che cerca di innovare e sorprendere, ma non riesce ad approfondire abbastanza i suoi temi e le sue meccaniche. Il rapporto tra il giocatore e l'intelligenza artificiale è sempre stato uno dei temi più caldi del panorama videoludico. Sia che venga affrontato in titoli mainstream (Halo) o dal budget più modesto (Portal), da anni il numero di esperienze costruite intorno al legame con le IA aumenta sempre di più, e si arricchisce con esperienze ogni volta particolari e atipiche. In questa tradizione si inserisce Event[0], un gioco che fa del dialogo con la macchina il centro nevralgico del suo gameplay e della sua narrativa. Dopo un'introduzione forse fin troppo esaustiva, dedicata alla costruzione del nostro personaggio, ci ritroviamo catapultati in una delle più ricorrenti trovate della narrativa sci-fi: dispersi in una stazione spaziale alla deriva e abbandonata, dovremo trovare un modo per tornare sul nostro pianeta natale comunicando con Kaizen, la straordinaria intelligenze artificiale al servizio della nave.

    Sin dalle battute iniziali il gioco mette in luce quello che è il suo più grande pregio, e al contempo il suo peggior difetto: la gestione dei dialoghi. Nelle tre ore scarse che ci verranno richieste per portare a compimento la missione ci capiterà di rimanere sinceramente sorpresi dalle reazioni del computer, che risponderà a delle frasi interamente scritte da noi, parola per parola, e che troveranno spesso una risposta esauriente e sensata, nonché ironica o spaventata, a seconda delle nostre azioni. Sfortunatamente, per ogni reazione credibile e complessa c'è una frase priva di senso rispetto alle nostre domande o affermazioni, e ci capiterà spesso di dover ricominciare una discussione o un dialogo solo per riuscire a rimettere l'intelligenza artificiali sui binari narrativi adatti a farci proseguire l'esperienza.
    Nonostante ciò, è comunque intrigante indagare, attraverso Kaizen, questioni relative alla sua natura ed alla nave su cui ci troviamo, scoprendo con la semplice scrittura i retroscena degli eventi. Purtroppo questo rapporto che inizialmente rappresenta l'elemento distintivo della produzione ben presto lascia il posto a una struttura ludica ben più tradizionale, fatta di enigmi e soluzioni, tra l'altro spesso molto semplici. Quasi come se fossero stati pensati per prolungare artificialmente l'esperienza di gioco, che non per offrire una sfida mentale degna di tal nome. Tra password nascoste, stanze sigillate e ascensori bloccati, il ritmo della storia verrà spesso scandito da lunghe pause di studio e analisi delle aree in cui si sviluppa la vicenda. Da sagace interlocutore, dunque, Kaizen si trasformerà ben presto in una sorta di complesso database al quale chiedere di svolgere compiti, memorizzare codici e forzare meccanismi. Inoltre, il gioco non sfrutta alcuna interazione, dato che nessun oggetto, pulsante o strumento risulta interagibile, ma ogni compito verrà svolto, su nostro comando, dall'intelligenza artificiale. Non aspettatevi dunque enigmi basati sull'uso della fisica o di certe componenti: tutto ruoto intorno ai codici e ai meccanismi della nave su cui Kaizen può intervenire.

    In ogni caso è interessante notare che, una volta finito il gioco, sarà possibile ripartire, magari modificando il nostro modo di porci nei confronti dell'intelligenza artificiale. Questo porterà a un finale diverso, trasformando dunque la scelta delle parole da utilizzare in un dubbio costante: dal momento che il nostro dialogo non procede attraverso dialoghi multipli, dovremo soppesare bene le nostre reazioni, immaginando come l'intelligenza artificiale potrebbe interpretare i vocaboli selezionati. Ogni singolo momento in cui il giocatore interagisce con Kaizen, insomma, è importante per l'approdo finale, e questo rende anche un semplice saluto o un comando banale un elemento a cui fare attenzione.
    Il dettaglio tecnico, di certo non esaltante, svolge comunque un ruolo importante nel dare risalto ad alcuni momenti abbastanza particolari e peculiari dell'avventura dove, fuggendo dalle claustrofobiche stanze e dagli stretti corridoio della stazione spaziale, ci ritroveremo nello spazio aperto, circondati dal silenzio più assoluto e dalla luce delle stelle e dei pianeti vicini, visibili anche dalle vetrate della nave.

    Event[0] Event[0]Versione Analizzata PCEvent[0] parte con delle premesse e delle idee interessanti e originali, ma manca di coraggio nell'affrontare il tema dell'intelligenza artificiale e del suo rapporto con il giocatore. Il nostro interlocutore virtuale è incapace di mostrare le sfaccettature complesse e ricche, risultando in un “personaggio” ben costruito ma non completo: come se al povero Kaizen mancasse qualche riga di codice. Event[0] rimane un titolo fortemente consigliato agli amanti della narrativa in prima persona, anche solo per le scelte audaci, implementate con una certa perizia. Se deciderete di affrontare quest'avventura, purtroppo limitata nella seconda parte, che presenta meccaniche molto più tradizionali, ricordatevi insomma di prendervi qualche minuto per discutere della nave, della sua storia e del suo equipaggio con Kaizen: il cuore dell'esperienza è tutto lì, e non ve ne pentirete.

    5.5

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