Ever Oasis per Nintendo 3DS Recensione

Ever Oasis è un mix tra un gestionale e un JRPG sviluppato dal team Grezzo, disponibile ora in esclusiva su Nintendo 3DS.

Ever Oasis per Nintendo 3DS Recensione
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  • 3DS
  • Il periodo immediatamente successivo alla fiera losangelina è sempre un po' particolare, pervaso da una quiete improvvisa dopo gli intensi fuochi d'artificio che, per quasi una settimana, ci strappano esclamazioni estatiche. Per azzardare un paragone, pensate a un pomeriggio post "pranzo dalla nonna" quando, conclusa l'abbuffata e satolli più del necessario, ci slacciamo la cintura per lasciarci andare a una sonnacchiosa pennichella al riparo dall'afa estiva. Il mercato, però, non accenna a rallentare costringendoci a fare ancora un po' di spazio per accogliere il dessert con cui pasteggiare in attesa di un banchetto autunnale dalle proporzioni pantagrueliche.
    Uno dei "dolcetti" con cui alleviare la luciferina calura degli ultimi giorni è Ever Oasis, una IP tutta nuova firmata da Grezzo, team di sviluppo con base a Tokyo conosciuto principalmente per le versioni handheld di Ocarina of Time e Majora's Mask, nonché per il suo CEO: quel Koichi Ishii già al lavoro su serie come SaGa, Final Fantasy e Mana. Insomma, per capirci, non esattamente l'ultimo arrivato.
    E il suo inconfondibile tocco si vede subito, in Ever Oasis. Nel corso dell'avventura, in più di un'occasione abbiamo notato piacevoli ammiccamenti a tutte le grandi serie ruolistiche come le già citate Zelda, Final Fantasy e Mana. Non solo: l'arabeggiante cornice da Mille e una Notte che puntella l'avventura si fonde alla perfezione con elementi tipicamente nipponici dando vita ad uno stile "fusion" dal sapore speziato che prende le distanze dal "solito" J-RPG.
    Inoltre, come vedremo, il titolo si scinde in due anime distinte, ma intimamente connesse e perfettamente equilibrate. Date queste premesse, non potevamo non nutrire molte speranze per il debutto di questa nuova proprietà intellettuale.

    Da un grande potere derivano grandi responsabilità

    Ever Oasis possiede tutti i crismi della fiaba, iniziando col più classico dei "c'era una volta". Molto tempo fa, in un mondo ancora verde e rigoglioso le diverse razze vivevano in un clima di pace e prosperità, sino all'arrivo del Caos. Questa inarrestabile entità seminò morte e distruzione, tanto da trasformare buona parte delle terre in aridi deserti popolati di creature malvagie. Solo pochi luoghi resistettero alla furia, grazie alla magia del vento e del forte legame stretto tra gli spiriti dell'acqua e gli incorruttibili custodi dei semi del Grande Albero.

    Quei luoghi, echi di un paradiso ormai dimenticato, punteggiavano le distese mortifere sabbiose e si ergevano come ultimi, floridi, baluardi a difesa della sopravvivenza degli esseri viventi. Oasi, le chiamavano. Per secoli, come un faro nella notte più buia, queste piccole isole riparate offrirono un punto d'approdo per i viaggiatori e un'ancora di salvezza, tanto che gli stessi il più delle volte decidevano di stabilirvisi con le proprie botteghe, facendone il centro dei propri commerci. Il viaggio del nostro protagonista prende piede, come da tradizione, da una perdita: l'oasi in cui ha sempre vissuto assieme al fratello maggiore, capo oasi e custode del seme del Grande Albero, viene attaccata e distrutta da una creatura del Caos. Come estremo atto di sacrificio, il povero fratello sfrutta la potente magia del vento per farci sfuggire da un destino ormai segnato. Giunto accanto a un minuscolo stagno, dopo chissà quanto peregrinare nelle vastità del deserto, il nostro alter ego viene accolto da Esna, un'entusiasta Spirito d'Acqua con cui stringe subito amicizia, impiantando il seme di una nuova Oasi, destinata a contrastare l'avanzata del Caos e fornire rifugio ai viaggiatori. L'essenza del titolo, in buona sostanza, si trova racchiusa tutta qui. La chiave di volta che tiene insieme l'intera impalcatura narrativa si sostiene nel legame indissolubile del nostro piccolo eroe con la nuova Oasi e i suoi abitanti. Il viaggio, che ci porterà ad esplorare il corrotto mondo esterno e ad assumerci tutte le responsabilità che competono a un capo, si pone alla stregua di un percorso di crescita e di maturazione profondo, seppur i toni rimangano sempre fanciulleschi, leggeri ed edulcorati. Nonostante la narrazione non possieda il medesimo impatto di altri grandi J-RPG riesce, pur rimanendo sempre defilata, a svolgere egregiamente il proprio lavoro tenendo saldamente legate le due anime che compongono l'esperienza di gioco e di cui facevamo cenno poc'anzi.

    Venghino Pingufi, venghino!

    Già, perché Ever Oasis si presenta come un curioso mix tra un gestionale e un classico J-RPG. Un po' come accadeva (con i dovuti distinguo) in quella piccola perla targata Level 5 e conosciuta come Fantasy Life. La parte gestionale e quella più propriamente ruolistica, come dicevamo, risultano intimamente connesse, tanto che la seconda non avrebbe alcun senso se non esistesse la prima. Ma andiamo con ordine. Una volta piantato il seme del Grande Albero con la collaborazione di Esna, la nostra Oasi inizia a germogliare, togliendo spazio all'inesorabile incedere del deserto. All'inizio questo piccolo paradiso rigoglioso non è altro che un misero puntino verde. Starà a noi, in qualità di novelli Capo Oasi, ingrandirla e renderla abitabile, contrastando con sempre maggior forza l'avanzata del Caos. Per farlo, però, dobbiamo attrarre nuovi visitatori i quali, se soddisferemo le loro richieste e rimarranno piacevolmente colpiti dalla visita, potranno divenire abitanti dell'Oasi a tutti gli effetti, piantando magari le loro botteghe e facendo fiorire, così, il commercio. Inoltre, i nuovi cittadini divengono immediatamente disponibili per essere arruolati nelle spedizioni al di fuori delle mura, come vedremo a breve.

    Insomma, più visitatori arrivano (si possono organizzare anche delle fiere tematiche per far schizzare le vendite alle stelle), maggiori possibilità avremo per aumentare il flusso di scambi e, di conseguenza, espandere la nostra Oasi. Questo circolo virtuoso, però, non si sostiene da solo e ben presto si rende necessario il nostro deciso intervento. Le botteghe della tribù dei Bulbini, infatti, hanno bisogno di materie prime per poter mettere in vendita il prodotto lavorato ed è nostro compito procurarle. Per questo si rende necessario uscire dal rifugio sicuro, raccogliere le risorse a far funzionare il tutto (proseguendo nell'avventura è comunque possibile delegare a spedizioni automatizzate la fase di gathering) e permettere alle botteghe di ingrandirsi e vendere oggetti sempre più rari e costosi. Come abbiamo anticipato, possiamo imbastire un party scegliendo tra tutti gli abitanti dell'Oasi. Ognuno è dotato di equipaggiamento, abilità particolari (utili nella fase di scontro), nonché specializzazioni che si rivelano fondamentali per la raccolta di materiali e la risoluzione dei puzzle ambientali che costellano i vari dungeon. Ad esempio, c'è chi è specializzato nello scavo; chi può mandare in frantumi grossi massi; chi, ancora, può letteralmente rotolare nelle fessure delle pareti per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e così via. Ogni abitante ha una sua utilità nell'economia di gioco e, anche se il party viene limitato a tre membri attivi per volta, è sempre possibile tornare all'Oasi con i tanti punti di teletrasporto per cambiarne la composizione e usare i compagni di cui abbiamo bisogno per raggiungere luoghi segreti, per recuperare del materiale particolare, oppure per battere un boss più ostico del solito.

    Questa meccanica, seppur ben congegnata e pensata appositamente per sfruttare a tutto tondo le peculiarità di un roster in continua espansione, finisce per spezzare un po' troppo il ritmo di un'esplorazione tutto sommato vivace e divertente, con un ciclo giorno-notte che fa apparire mostri più potenti al calare delle tenebre. Inoltre, per aumentare la simbiosi tra gli abitanti e l'Oasi, il team di sviluppo ha pensato di comporre la barra vitale dei personaggi di due sezioni connesse: punti vita canonici e "benedizione dell'Albero", la quale indica il livello di purezza e felicità dell'Oasi. Al calare della felicità, calerà anche la benedizione col risultato che i personaggi dovranno fare i conti con la diminuzione dei punti ferita.

    J-RPG di una volta, ma più semplice

    Al di là delle trovate appena descritte, la struttura ruolistica di Ever Oasis poggia su basi abbastanza semplificate, evidentemente pensate per un pubblico di giovanissimi. Ad esempio, il sistema delle classi pur essendoci, di fatto non gioca un ruolo così importante nell'economia di gioco. L'esplorazione libera avviene in ambienti tridimensionali in cui è possibile ruotare la telecamera, passare in prima persona per osservare meglio ciò che ci circonda, interagire con oggetti e altri elementi, nonché ingaggiare i nemici, ovviamente sempre in tempo reale. Durante la fase di scontro, gli attacchi sono limitati a "leggero" e "pesante", con un'abilità speciale a far da supporto (non presente per tutti), un sistema di targeting implementato in modo discreto (ma in grado di causare grattacapi) e l'immancabile schivata.

    La croce direzionale, poi, ci consente di "switchare" velocemente tra i membri del party ma, alla fin fine, questa è una funzione che abbiamo utilizzato soprattutto per risolvere i puzzle che ci sbarravano la via e tirar fuori dai guai i nostri compagni, mossi da una I.A. non sempre infallibile. Guadagnando esperienza i combattenti salgono di livello, imparando nuove combo (che rimangono comunque di semplice esecuzione) e progetti con cui creare equipaggiamento e pozioni sempre più efficaci, adatte a superare le sfide più impegnative. L'intero impianto regge abbastanza bene, nonostante rimanga impossibile non notare la semplificazione operata per rendere il titolo accessibile a tutti. Persino l'utilizzo delle cure ha effetto (sempre e comunque) su tutto il gruppo mentre, nel caso in cui un personaggio venga atterrato in combattimento, interverrà lo Spirito dell'Acqua che ne ripristinerà gradualmente parte dei punti vita sino a fargli riprendere i sensi.
    Infine, sotto il profilo meramente stilistico, Ever Oasis ci colpisce per la vivacità dei suoi colori, per l'utilizzo di una palette cromatica intensa, carica, calda ed esplosiva nonostante il deserto e le varie declinazioni dello stesso, per la maggior parte del tempo, abbiano riempito la scena. Purtroppo la modellazione poligonale mostra il fianco a diverse criticità e semplificazioni di fondo che non esaltano appieno le geniali intuizioni del game designer. Un certo grado di "leggerezza", in questo senso, è più che comprensibile dato che l'hardware di riferimento ha ormai più di qualche anno sul groppone. Infine, il tono spensierato, unito a un character design dai tratti delicati e tondi sottolinea, ancora una volta, che la fatica di Grezzo si rivolge ad un pubblico giovane, solitamente più recettivo e meno esigente.

    Ever Oasis Ever OasisVersione Analizzata Nintendo 3DSEver Oasis è un titolo per certi versi inaspettato. Coraggioso, potremmo dire. E non solo per il fatto che arriva nei negozi in un periodo particolare. Una nuova proprietà intellettuale, su un hardware che ci ha dato tanto ma che, ormai, in molti lo danno verso il viale del tramonto. Grezzo e Koichi Ishii provano a raccontarci una fiaba dai tratti delicati, quasi evanescenti, asservita a un gameplay dall'anima bifronte, eppure mai in conflitto. La fase gestionale dedicata alla nostra Oasi si rivela sicuramente la parte più riuscita del titolo: profonda, sfaccettata e davvero assuefacente. A far da contraltare, però, ci pensa la parte più propriamente ruolistica, che i veterani troveranno forse troppo leggera e poco variegata, nonostante il l'ottimo lavoro svolto nel design dei dungeon e nello studio degli enigmi ambientali. Forse non tutti sanno che il nome del team, Grezzo, deriva dall'espressione italiana "diamante grezzo". Ecco, Ever Oasis può essere riassunto in questo modo. La nuova IP firmata dal talentuoso team supervisionato da Koichi Ishii possiede già molte qualità nascoste da diverse incertezze, ma ha tutte le potenzialità per crescere e migliorare ancora. Basta solo farle germogliare.

    8

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