Everspace Stellar Edition Recensione: Un rogue-like tra le stelle

Dopo esser rimasto confinato per mesi all'interno delle galassie di Xbox One e PC, il rogue-like ad ambientazione spaziale di Rockfish Games arriva su PS4.

recensione Everspace Stellar Edition Recensione: Un rogue-like tra le stelle
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'origine del fortunato connubio tra la generazione procedurale dei contenuti e il mondo delle simulazioni spaziali non è sicuramente un evento recente. Impossibile dimenticare, ad esempio, il coraggioso salto nel vuoto messo in atto da Sony con il controverso No Man's Sky, clamorosa e apparentemente rivoluzionaria scommessa che, dopo aver ammaliato per quasi due anni i giocatori di mezzo mondo, è approdata sui nostri schermi ancora incompleta, anni luce lontana dalla magnificenza cui ci aveva abituato nei trailer pre-lancio. A differenza del gioco di Hello Games, Everspace, sviluppato dai ragazzi di Rockfish Games, prova a dipingere un'ambientazione fantascientifica meno avanguardista, propendendo per soluzioni meno ambiziose e affiancando alla semplice componente esplorativa una struttura da rogue-like. L'opera - dopo aver vissuto la propria infanzia in mano ai soli giocatori PC e Xbox - è ormai in procinto di arrivare anche sulle nostre fidate PlayStation 4 con la Stellar Edition, ossia una versione riveduta e corretta: Il risultato è un prodotto accessibile e robusto ma non troppo originale, ideale soprattutto per chi è in cerca di partite mordi e fuggi o per gli accaniti appassionati di shooter spaziali.

    Chi muore si rivede

    L'intero impianto ludico dello sparatutto galattico di Rockfish si regge, per l'appunto, sui solidi dogmi che da sempre costituiscono l'ossatura di ogni rogue-like che si rispetti: immancabili saranno pertanto il temutissimo permadeath e la generazione procedurale, affiancati dall'esplorazione progressiva di macro-aree - in questo caso specifico chiamate "settori" - sempre più ostiche e insidiose.

    Il nostro scopo sarà quello di sopravvivere il più a lungo possibile e accumulare risorse da utilizzare nelle partite seguenti. La produzione, del resto, fa fieramente parte della nuova generazione di rogue-like spesso identificata con il termine "rogue-lite", una popolare variazione sul tema che sta cercando con fatica di traghettare il genere nel ventunesimo secolo attraverso una parziale riscrittura di alcuni punti chiave del gameplay. Rogue (per chi ancora non lo sapesse: il gioco del 1980 da cui si è originata questa corrente videoludica) faceva leva soprattutto sul suo elevato tasso di sfida, con cui metteva a dura prova i giocatori, costringendoli a migliorarsi partita dopo partita. L'unica vera ricompensa ottenibile dopo un tentativo fallimentare era uno stimolo a migliorarsi, insomma. Everspace, al contrario, propone una progressione trasversale a base di power-up e contenuti sbloccabili d'ogni tipo. Con i soldi e le risorse accumulate durante ciascuna run potremo potenziare in modo permanente il nostro veicolo attuale o sbloccarne altri completamente nuovi. Il numero di personalizzazioni è incredibilmente elevato, e garantisce al giocatore una considerevole quantità di potenziali combinazioni. Potremo scegliere quali armi equipaggiare e affrontare le partite come più ci aggrada, plasmando l'astronave attorno alle nostre preferenze e al nostro stile di gioco. A rendere ancor più ampio il ventaglio di possibilità ci pensa peraltro l'inclusione all'interno di questa Stellar Edition del contenuto aggiuntivo "Encounters", corposo add-on - già disponibile da mesi su piattaforma PC - che introduce, tra le altre cose, una nuova astronave e un cospicuo numero di elementi aggiuntivi completamente inediti.

    Missione impossibile

    Destreggiarsi tra flotte di astronavi nemiche e maneggiare il nostro veicolo attraverso detriti e asteroidi, in Everspace, è incredibilmente facile e intuitivo. Complice la sua natura prettamente arcade, la produzione di Rockfish Games riesce a svincolarsi agilmente dall'eccessivo grado di complessità che in passato ha soffocato molti altri colleghi con la medesima ambientazione. I controlli sono estremamente intuitivi, e bastano pochi minuti per padroneggiare a pieno il sistema di movimento. Ciò che invece si fa più fatica ad assorbire è il trauma generato dall'impatto iniziale con un prodotto - almeno nelle prime battute - piuttosto ostico, che non fa sconti a nessuno e propone una curva di difficoltà piuttosto anomala. Impossibile negarlo: le fasi iniziali sono le più complesse e, probabilmente, anche quelle meno divertenti. Ma non preoccupatevi: basta avere un po' di pazienza e non lasciarsi abbattere dopo primi fallimenti. L'esperienza migliorà sensibilmente non appena si inizieranno a sbloccare i primi potenziamenti e il nostro armamentario, di conseguenza, comincerà a crescere. Se proprio volete farvi del male, invece, potete tentare la fortuna cimentandovi con la complessa e punitiva modalità hardcore, un vero e proprio concentrato di sadismo e malvagità. Qualora siate abbastanza folli da scegliere questa strada, sarete chiamati a fare i conti con numerose limitazioni. Ad esempio, potrete gestire upgrade ed equipaggiamento dell'astronave dopo aver completato l'esplorazione di un settore. Tali migliorie, logicamente, non saranno riutilizzabili durante le partite successive.

    Altro graditissimo pregio della produzione è la possibilità di cambiare in qualsiasi momento, quasi come se fossimo in un gioco di corse, la posizione da cui viene inquadrata l'azione di gioco. avremo la facoltà di scegliere se lasciarci trasportare dalla magia di vivere i nostri viaggi interspaziali in prima persona, facilitando l'immedesimazione ma sacrificando lievemente la nostra capacità di leggere gli spazi, oppure seguire la vicenda in terza persona, con maggiore distacco. Pur apprezzando moltissimo la visuale in soggettiva, dobbiamo ammettere di esserci trovati molto più a nostro agio con la seconda opzione, soprattutto durante le più accese fasi di combattimento.

    Lost in space

    Il colpo d'occhio di Everspace è visivamente appagante, a tratti persino sbalorditivo se si tiene conto della natura indipendente delle produzione. La palette cromatica e la cifra stilistica ricordano molto vagamente, soprattutto negli interni dei mezzi, proprio quelle apprezzate in No Man's Sky: vividi elementi dalle colorazioni acidule sono affiancati con naturalezza da tonalità meno intense e saturate, in un intreccio di colori capace di dare vita a una resa di alto livello. Varietà e complessità poligonale sono però palesemente ridotte ai minimi termini, complice anche la natura "vuota" dell'ambiente che ci circonda. Ci è dispiaciuto non poco scoprire che tutti quei bei pianeti che si vedevano in lontananza, in effetti, non erano nient'altro che uno sfondo per noi intangibile. Il lavoro svolto sulla modellazione dei mezzi aerospaziali è invece praticamente impeccabile, così come di prim'ordine risulta essere il comparto sonoro. Leggermente sottotono soltanto le cutscene, un po' troppo sbrigative, statiche e prive di mordente. Considerata la genesi dell'opera in questione, però, non dovreste avere alcun problema a soprassedere su qualche piccola bruttura all'interno delle centellinate sequenze d'intermezzo.

    Everspace EverspaceVersione Analizzata Playstation 4Everspace: Stellar Edition è un rogue-like ad ambientazione spaziale concettualmente semplice, ma - un po’ come ogni suo congenere- assai difficile da approcciare. Una volta superato lo scoglio iniziale, però, le numerose possibilità di personalizzazione e il dinamismo di un sistema di combattimento tanto essenziale quanto divertente rendono la produzione targata Rockfish Games un’ottima scelta per tutti gli appassionati delle sparatorie spaziali. A lasciarci un po’ di amaro in bocca è stata semmai la componente esplorativa, a nostro avviso uno degli elementi più sottotono dell’intera opera videoludica del team tedesco. La generazione procedurale non sembra in grado di fornire un’esperienza così variegata da occultare a dovere la matrice pseudo-casuale del mondo che ci circonda. Il senso di meraviglia delle prime partite lascia quindi ben presto spazio a un forte senso di déjà-vu. Un vero peccato, viste le ottime premesse. Complessivamente, comunque, ci troviamo di fronte ad un gioco più che discreto, che trova la sua caratteristica migliore in scontri galattici ben strutturati, rapidi e spettacolari.

    7.5

    Che voto dai a: Everspace

    Media Voto Utenti
    Voti: 4
    7.2
    nd