Evil Dead The Game Recensione: sangue, orrore e risate

Evil Dead: The Game è un PvPvE asimmetrico che cattura, terrorizza e fa anche ridere: è l'alternativa ideale a Dead by Daylight e simili?

Evil Dead The Game
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Da un punto di vista prettamente videoludico, la storia del franchise di Evil Dead è stata fino a oggi quasi una delusione totale. Dal primo Hail to the King, al più recente Regeneration, nessun capitolo basato sulla trilogia horror soprannaturale di Sam Raimi è stato in grado di soddisfare pienamente i fan. Saber Interactive ha già esplorato lo shooter cooperativo con World of War Z, qui la nostra recensione di World War Z, e ora - col suo Evil Dead: The Game - ha voluto proporci un'esperienza ancora più horror e focalizzata sulla collaborazione tra i giocatori, forte peraltro dell'elemento asimmetrico. Il team del New Jersey sarà riuscito a dare lustro a questo iconico franchise e a soddisfare gli amanti del genere?

    Tra arte, terrore e divertimento, il confine è labile

    Basta un rapido sguardo ai menù di gioco per comprendere subito qual è lo spirito di questo tie-in. Dai fantastici artwork delle schermate di caricamento, fino alle sezione Collezione e alle videocassette che ci introducono alle varie Missioni, passando per i modelli dei Sopravvissuti o dei Demoni che potremo interpretare: tutto in The Evil Dead - The Game trasuda citazionismo, sangue e persino un po' di commedia.

    Prima di scendere in campo, occorre comunque fare un salto al tutorial: il Professor Raymond Knowby guida i giocatori nella comprensione delle meccaniche ludiche e degli obiettivi di ogni partita, ovvero recuperare le Pagine Perdute del Necronomicon e il Pugnale Kandariano, debellare gli Oscuri e difendere il libro dalle ondate finali di mostri. Comprendiamo poi che ci sono armi di vario grado (Comune, Raro, Epico e Leggendario) da usare per attacchi leggeri e pesanti, lattine di Cola per curarsi, amuleti con cui resistere agli attacchi nemici e veicoli per muoversi più rapidamente e investire qualche creatura demoniaca nel tentativo di risparmiare munizioni, le quali - come spesso accade in questo genere di prodotti - vanno recuperate nelle case abbandonate e in altri edifici sparsi per la mappa. Ad arricchire l'azione non possono mancare poi colpi speciali o Finisher estremamente dannose e altrettanto cruente, che inondano il nostro personaggio con fiumi di sangue, magari proveniente da qualche mostro che, qua e là, emerge dal nulla per assalirci all'improvviso. Lo spettro del terrore è fugato in più occasioni dalle frequenti battute dei personaggi: una nota di umorismo che per fortuna risulta sempre gradevole e mai troppo invasiva.

    Passando dall'altro lato della barricata, invece, il tutorial da Demone Kandariano alla guida dell'Armata delle Tenebre ci illustrerà come essere artefici del terrore: in qualità di entità invisibile e incorporea, l'unico modo per manifestarci sarà quello di installare trappole lungo l'ambientazione, possedendo alberi, automobili, zombie, mostri speciali di classe élite e persino i Sopravvissuti stessi, a patto che siano però spaventati a morte. Del resto, i giocatori dovranno rimanere sempre vicini l'un l'altro per non accumulare Paura ed evitare i continui attacchi dello spirito malefico. Questa ordinata e ben confezionata guida ai fondamenti di Evil Dead: The Game accoglierà a dovere sia gli estimatori del franchise sia gli appassionati di survival horror.

    Single-player per i veri fan

    La lettera d'amore verso il franchise si manifesta in primis nella modalità single-player, ossia nelle Missioni pensate per sbloccare personaggi aggiuntivi ed elementi cosmetici. Saber Interactive compie un buon lavoro su tutta la linea: da una parte sfrutta un comparto artistico a dir poco convincente e una colonna sonora eccellente, e dall'altra ricrea in sei stage alcuni momenti iconici di Evil Dead.

    Ovviamente non ci troviamo dinanzi a una modalità particolarmente ricca (dato che si esaurisce in circa due ore), e da sola non vale certo il prezzo del biglietto in un gioco pensato per essere fruito prevalentemente in multiplayer, eppure la qualità dei contenuti ha saputo dimostrarsi, nel complesso, abbastanza soddisfacente.

    Gettarsi in solitaria contro i Deadite è l'esperienza più autentica di Evil Dead: The Game, per quanto non sia esente da difetti: l'effetto nostalgia e l'efficacia delle solide meccaniche di gioco vengono contrastate da un caos eccessivo, che permea tutte queste missioni extra. Si avverte poi la mancanza di cinematiche, di appaganti dialoghi tra i personaggi e di altri elementi che arricchiscano in maniera concreta il contesto narrativo. Inoltre, il grado di difficoltà, proprio alla luce dell'assenza di compagni di squadra umani, finisce per elevarsi ulteriormente, e in alcuni momenti l'ago della bilancia pende più sulla frustrazione che sul divertimento.

    I sopravvissuti

    La natura asimmetrica di Evil Dead: The Game può essere sperimentata in diverse forme: come Superstite che - insieme ad altri utenti - battaglia contro una creatura infernale, o come Demone Kandariano intenzionato a massacrare quattro Sopravvissuti umani. Nelle prime fasi, correre da soli nell'oscurità nei panni di Ash Williams, Annie Knowby, Kelly Maxwell, Enrico il Rosso, Scotty e altri personaggi è piuttosto rischioso, e spesso ci porta a girovagare nel tentativo di raggrupparci con gli altri poveri sventurati in preda a un po' di smarrimento.

    La mappa è infatti decisamente vasta, e per ora risulta disponibile esclusivamente in due varianti, con località posizionate in modo diverso: tra spazi aperti scarsamente illuminati e inquietanti effetti meteorologici, non passerà molto tempo prima di sentirsi persi o prossimi alla morte. Per evitare l'accumulo di terrore, è opportuno che il quartetto si rifugi in luoghi apparentemente sicuri mentre prosegue nel completamento degli obiettivi.

    Per fortuna a guidare i partecipanti ci penseranno appositi indicatori che li indirizzeranno verso villaggi, case e altre ambientazioni alla ricerca degli oggetti necessari alla vittoria. Prima di tutto si deve ricomporre la mappa, per poi raccogliere le Pagine Perdute del Necronomicon e il Pugnale Kandariano, raggiungere gli Oscuri, annientarli e fare sì che il libro dannato assorba l'energia demoniaca ristabilendo la pace. Compiuto un passaggio, la mappa ci segnala l'oggetto successivo, da raggiungere magari senza troppe difficoltà con l'aiuto dei veicoli. Occhio però a non abusarne: il rumore del mezzo di trasporto può allertare il Demone Kandariano, aumentando nettamente le probabilità che rintracci i Sopravvissuti. Come in ogni altro multiplayer asimmetrico che si rispetti, la collaborazione tra i superstiti è una delle colonne portanti del gameplay, e ogni giocatore è chiamato a svolgere il proprio compito in base al ruolo selezionato. In Evil Dead The Game ci sono quattro classi, ossia Leader, Guerriero, Cacciatore, Supporto, ciascuna con in dotazione bonus importanti.

    Il Leader riempie più lentamente la barra della Paura e può potenziare le abilità altrui; il Guerriero ottiene più salute e infligge più danno negli attacchi ravvicinati, mentre il Cacciatore può portare un maggior numero strumenti e ha una barra della stamina più ricca. Infine, il Supporto entra in partita con qualche oggetto bonus e possiede la facoltà di curare i compagni di squadra. Nella maggior parte delle situazioni, in sostanza, separarsi si rivela del tutto controproducente e può condurre rapidamente a una sconfitta.

    Il Demone

    Concentriamoci ora sull'inseguimento nelle tenebre da parte del Demone, suddiviso nelle tre classi Necromancer, Puppeteer e Warlord, ciascuna dotata di rispettivi boss, ossia Evil Ash, Eligos e Henrietta. Il match nelle forme incorporee del mostro si fa maggiormente frenetico, e la voglia di atterrire i Sopravvissuti cresce a dismisura, al pari del divertimento. Accumulare l'energia che occorre per la possessione o l'attivazione di trappole e portali da cui far emergere le proprie creature non è però molto semplice nelle prime fasi di gioco.

    D'altronde abusare di tali espedienti può portare rapidamente il villain a esaurire le risorse e concedere tempo prezioso ai superstiti. Dosare cautamente le trappole per indebolirli al punto giusto è il primo stratagemma che permette di approcciarsi con più consapevolezza alle fasi avanzate della partita, sbloccando i mostri Elite e il Boss, per poi potenziare le loro statistiche e cogliere così l'attimo perfetto in cui andare all-in.

    Progressione e potenziamenti

    Sia i Sopravvissuti che il Demone possono accumulare punti durante la partita e alzare il proprio livello, sbloccando così abilità chiave come l'apertura dei portali per un'armata Élite, o l'aumento del danno delle proprie armi.

    Questo espediente non è l'unico che consente di potenziare e sviluppare i personaggi: man mano che si completano i match sale anche il livello del nostro profilo, dandoci modo di ottenere qualche punto abilità da usare nella scheda Collezione del menu iniziale, dove si trovano le singole pagine dedicate ai Sopravvissuti e alle classi di demoni. Ognuna di esse ci presenterà uno skill tree decisamente esteso, un sistema di progressione permanente utile e complesso, che invoglia gli utenti alla sperimentazione e alla ricerca di un proprio stile di gioco.

    Esempio di skill tree per un Sopravvissuto

    Skill tree per il Necromante

    Peccato solo che la piacevolezza del sistema di combattimento e il desiderio di dar corpo a una strategia vincente vengano parzialmente minati dal già citato caos che imperversa a schermo quando si è circondati da nemici di ogni risma. In simili frangenti, la confusione prende il sopravvento e limita la godibilità di un'esperienza dalle basi comunque abbastanza solide.

    La grafica dell'orrore

    Qualche parola sul fronte tecnico: Evil Dead: The Game è visivamente affascinante, nonostante gli effetti e le animazioni non siano sempre del tutto convincenti. L'ambientazione è di contro realizzata con maestria, al pari dei modelli dei personaggi e del grandioso quantitativo di gore che imperversa nelle battaglie. Sulla nostra configurazione, le prestazioni si sono mantenute poi molto valide anche in 2K ai massimi dettagli; tutti coloro che non hanno un setup di fascia alta potranno comunque fare affidamento sul DLSS per ridurre la qualità ottenendo benefici importanti sul lato delle performance.

    Matchmaking e bilanciamento

    Evil Dead: The Game ha esordito su PC (solo via Epic Games), PS4/PS5 e Xbox One, Series X/S con cross play attivo, il che ha senza dubbio aumentato il bacino d'utenza disponibile al lancio per le partite multiplayer. Allo stato attuale, il matchmaking è a volte vittima di qualche inciampo dei server e non è sempre facile entrare in partita, specialmente nel ruolo di Demone. Per fortuna, al momento la comunità di giocatori sembra essere tendenzialmente dedicata e positiva ma il nostro consiglio è quello di organizzarsi con un gruppo di amici per ottenere tutti i vantaggi offerti dalla comunicazione affiatata in un gioco che fa della collaborazione la sua arma vincente.

    Anche al netto di evidenti punti deboli, la formula asimmetrica di Evil Dead: The Game è creata con intelligenza, pur con qualche sbilanciamento a favore del villain, che si trova in una condizione di leggero vantaggio specialmente nelle fasi avanzate. Sono previsti poi aggiornamenti gratuiti alla mappa e DLC, magari con aree extra: contenuti che potrebbero influire positivamente sulla longevità, che rappresenta al momento la più grande incognita sul futuro della produzione.

    Evil Dead: The Game Evil Dead: The GameVersione Analizzata PCFarci avvolgere dall’atmosfera di Evil Dead: The Game, dal freddo dello sgomento e dal calore del sangue è un vero piacere: la bellezza del terrore è più che mai evidente e consente al franchise di uscire da quel vortice di negatività che ha travolto le sue incarnazioni videoludiche. Le problematiche sul fronte contenutistico e del gameplay potrebbero compromettere la longevità del titolo, il cui successo a lungo termine resta al momento un'incognita. La speranza è che gli sviluppatori lavorino sodo per intrattenere costantemente una community di appassionati che possa mantenere viva la produzione, affinché il sangue continui a sgorgare a fiumi ancora per molto tempo.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: AMD Ryzen 5 5600X
    • RAM: 16GB
    • GPU: NVIDIA GeForce RTX 3070
    7.5

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