Exile's End Recensione: azione 2D in stile 16-bit gratis con PlayStation Plus

Exile's End è un gioco d'azione 2D con grafica in stile 16-bit che si ispira ai classici del genere per Super Nintendo e Mega Drive.

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Articolo a cura di
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.
Disponibile per
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • C'è un problema che riguarda la produzione indie: la saturazione. Il mercato è infatti "saturo" di piccoli titoli che sgomitano per ricevere visibilità, per emergere. La situazione sembra meno problematica su console, dove un po' di selezione all'ingresso comunque permane. Su Steam, invece, è una giungla: sfido chiunque a non perdersi nel mare magnum di titoli indie che affollano lo store. C'è un'altra questione, strettamente legata alla prima, ovvero la facilità con cui oggigiorno si possono reperire tool di sviluppo: questa democratizzazione dello sviluppo porta con sé benefici (chiunque può mettersi alla prova) e svantaggi (chiunque può mettersi alla prova).
    Nella rincorsa indie alla retrografica - quella che per intenderci omaggia l'epoca degli 8 e dei 16 bit - le due questioni si mescolano per dare origine a parecchi interrogativi: come distinguo un gioco di qualità da uno scadente? Si tratta di una moda o di una matura consapevolezza del passato? Basta davvero la grafica a far rivivere un'epoca? Ecco, quest'ultima domanda in particolare me la sono posta in più di un'occasione mentre giocavo a Exile's End, disponibile su PSVita nella line up del PlayStation Plus di febbraio.

    Metroidvania?

    Exile's End non è un metroidvania, ci tengono a sottolineare su Steam gli sviluppatori (anzi, "lo sviluppatore", visto che Magnetic Realms coincide con il tuttofare Matt Fielding). Non è un metroidvania ma poco ci manca, perché se è vero che Exile's End non può vantare la complessità strutturale del celebre titolo Nintendo, ne recupera tuttavia alcune retoriche e si affida a una mappa analoga.

    Si ferma però alla superficie: conserva gli aspetti esplorativi, suggerisce un backtracking costante e dota il proprio protagonista di potenziamenti che consentono di raggiungere spazi prima inaccessibili. Il tutto appare però più lineare, meno incisivo, meno memorabile. D'accordo, stiamo parlando di un confronto impari, ma il punto è che Exile's End manca l'obiettivo sul fronte di quel gameplay e di quell'atmosfera che tanto vorrebbe omaggiare. Il risultato è un gioco che a tratti sembra addirittura amatoriale.

    Navi alla deriva

    La premessa è abbastanza accessoria: una nave spaziale impegnata in una missione di recupero si schianta sul pianeta su cui era diretta. Il protagonista ne esce incolume: non gli resta che portare a termine l'incarico, cercando di sopravvivere in un territorio che sin da subito si dimostra ostile e inospitale. Se nella prima fase a fare da ostacolo è la fauna locale, procedendo si entra in contatto con soldati assai poco amichevoli, probabilmente contaminati da qualche temibile virus.

    Dal punto di vista narrativo Exile's End certo non brilla, e la trama rientra perfettamente nei canoni del B-movie di fantascienza. Si respira poi aria di 16 bit in quella direzione artistica che sembra uscita da un Super Nintendo. Peccato forse per una palette decisamente monotona, che certo non esalta il desiderio di esplorazione.

    Il guizzo mancante

    Il problema sta nel guizzo, che non c'è, e in meccaniche non solo abbastanza scontate, ma che si scontrano anche con la legnosità e la scarsa varietà degli scontri. Vi basterà arrivare nel primo grande complesso, quei laboratori che conducono alle miniere, per rendervi conto della macchinosità degli scontri a fuoco e della scarsa credibilità di nemici che semplicemente corrono da sinistra a destra, e viceversa, e ogni tanto sparano. L'intelligenza artificiale pare essersi sopita. La progressione è scandita, in maniera tutto sommato discreta, dal recupero di power-up che migliorano le abilità del giocatore (dai potenziamenti alla tuta, necessari per sopravvivere alle cadute, alle prime armi a fuoco, passando per le granate e così via), ma è anche rovinata da un pigro level design e dalla scarsa intelligibilità dello scenario. Non sempre è chiaro quali siano gli elementi con cui è possibile interagire e il rischio di girovagare a vuoto è dietro l'angolo. A ciò si aggiunge un assurdo sistema per mettere al sicuro i nostri progressi, quantomeno su PS Vita. Di fatto esiste solo il salvataggio automatico, di stanza in stanza.

    Ma se si ha la sfortuna di entrare in un luogo con l'energia quasi esaurita, e poi di morire, il checkpoint ripartirà sempre da quella stanza con la stessa salute ormai agli sgoccioli. Se quel passaggio dovesse risultare ostico non c'è modo di accedere a vecchi salvataggi: l'unica alternativa è ripartire da capo. Una scelta che probabilmente mira a rendere l'esperienza più impegnativa, ma di cui non si comprende la logica.
    Exile's End dimostra impegno nel suo tentativo di recuperare vecchie atmosfere, ma l'impressione è che lo sviluppatore si sia fermato alle basi, al compitino scolastico. Che abbia applicato i fondamentali senza quella necessaria competenza. Il risultato è un gioco incapace di stare al passo con quei titoli 16 bit cui si ispira. Nel mare magnum di metroidvania che popolano gli store online, si può trovare decisamente di meglio.

    Exile's End Exile's EndVersione Analizzata Playstation VitaExile's End non è un fallimento, è solo un titolo incapace di distinguersi e di mostrare vere e proprie qualità. Graficamente si rifà ai classici dell'epoca 16 bit ma pecca sul fronte della varietà cromatica e dei fondali. A livello di meccaniche si scontra con nemici governati da un'intelligenza artificiale al limite dell'amatorialità e da un backtracking mortificato dalla scarsa intelligibilità degli scenari. Il panorama indie offre congeneri di qualità chiaramente superiore (chi ha detto Axiom Verge?) e anche più ispirati. Un prodotto pensato quindi solo ed esclusivamente per appassionati che hanno già divorato qualsiasi altro metroidvania.

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