Exo One Recensione: esploriamo il cielo tra frisbee alieni e desolazione

Volteggiare nei cieli di pianeti alieni non è mai stato così soddisfacente ed intenso come in Exo One, piccola perla indipendente su Game Pass.

Exo One Recensione: esploriamo il cielo tra frisbee alieni e desolazione
INFORMAZIONI GIOCO
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Chiudete gli occhi per un attimo ed immaginate una sfera che rotola sul terreno desertico e scosceso di uno strano pianeta alieno. Immaginate quella sfera spiccare un balzo e cambiare forma trasformandosi in un disco capace di planare sopra alla sabbia e le rocce mentre si dirige verso uno strano fascio di luce blu che si staglia all'orizzonte. Ecco, riaprite gli occhi e controllate il catalogo di Game Pass, perché quanto appena descritto è il semplice ma efficacissimo gameplay di Exo One, appena distribuito dopo una gestazione durata ben cinque anni.

    Si tratta di un piccolo progetto nato dagli sforzi e dalla passione sconfinata di Jay Weston, sviluppatore indipendente che per un lustro ha combattuto con le unghie e con i denti per portare alla luce la sua idea. Exo One è ciò che si ottiene se si mescolano Marble Madness, Death Stranding (a proposito, ecco la nostra recensione di Death Stranding) e Starfox 64 alla fantascienza di Kubrick: un'opera piccola piccola capace di affascinare per tutte le sue tre ore di durata.

    Di freesbee alieni e scenari desolati

    Come già detto la struttura di Exo One è particolarmente semplice. Si tratta di un videogioco di volo esplorativo fortemente basato sulla gravità, in cui si è chiamati a controllare uno strano oggetto mutaforma sulla superficie di desolati mondi alieni. L'obiettivo è quello di attraversare i pianeti volteggiando tra dune di sabbia, oceani infiniti e mute costruzioni monolitiche, che sembrano crescere dal terreno quasi come se fossero organismi infestanti, per raggiungere un fascio di luce che indica la posizione dell'acceleratore gravitazionale utile a scappare da un pianeta all'altro.

    È la storia di un viaggio ai confini dell'universo (s)conosciuto, un'odissea lisergica in un mare sconfinato di stelle ignote e, proprio per questo, terrificanti. Una sorta di Walking Simulator spaziale in cui tutto ciò che serve fare è andare da un punto all'altro osservando attoniti gli splendidi paesaggi in cui si è immersi volta per volta. Descritta in questo modo potrebbe sembrarvi un'esperienza quasi banale, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: Exo One è un vero gioiellino di game design capace di reinventarsi di continuo e che, cambiando un piccolo dettaglio alla volta, è in grado di generare emozioni sempre differenti.

    Di viaggi astrali e spazi mutevoli

    Di per sé, i sistemi di movimento e di volo restituiscono un feeling preciso e rilassante, ma al cambiare dello scenario in cui si viene catapultati muta anche l'atmosfera generale, andando a trasformare quella che in origine è un'esperienza quasi zen in una sorta di trip in cui la chiave di volta è l'intensità emotiva con cui si affronta il viaggio.

    C'è una grande differenza tra il planare spensierati su un pianeta interamente coperto dall'acqua e lo sfidare la gravità impazzita di un asteroide in orbita attorno ad una stella che sembra sul punto di esplodere. È una differenza dettata dalla totale solitudine in cui si è immersi, che rende pacificanti certe evoluzioni a mezz'aria e trasforma il contatto con specifici paesaggi alieni ostili in un incubo ad occhi aperti da vivere con il cuore in gola. Si arriva in fondo stremati dall'incredibile intensità dell'esperienza, che tra l'altro dà il meglio di sé se vissuta in una sola sessione. Il segreto di Exo One è che superficialmente sembra un'opera banale e limitata, ma che pad alla mano svela una potenza comunicativa a tratti impressionante.

    Di uomini spaventati e narrative criptiche

    A tutto questo si aggiunge un ultimo strato fondamentale: la narrativa. Già, perché Exo One non è solo un simulatore di deriva spaziale, ma anche e soprattutto una storia raccontata con grande sapienza. Una trama criptica che si svela lentamente in maniera inizialmente poco comprensibile.

    Durante le sessioni di meditazione ad alta quota proposte da Jay Weston, infatti, capita spesso che, picchiando forte contro il suolo o immergendosi sotto la superficie dell'acqua, sullo schermo compaiano dei brevi flash di quelli che sembrano i ricordi di una persona. Un essere umano in un videogioco senza esseri umani che pare collegato alla piccola astronave/freesbee, la quale rappresenta, a conti fatti, la protagonista assoluta del gioco.

    Non approfondiremo il racconto sia perché merita di essere vissuto in prima persona, sia perché si apre ad un gran numero di interpretazioni possibili. Quella di Exo One è una narrazione criptica ma estremamente suggestiva, che si svolge solamente grazie a delle voci filtrate da una trasmissione radio lontana nello spazio e nel tempo e ad una foto riproposta a schermo più e più volte. Il bello della vena narrativa del gioco è che emerge quasi come se fosse un glitch del sistema, proprio perché sembra particolarmente slegata dal gameplay. Vedere i pezzi andare al proprio posto, alla fine, è molto soddisfacente.

    L'unico vero problema di tutto il gioco è che, date la semplicità delle sue meccaniche e l'importanza fondamentale dell'immersione totale nelle sue atmosfere, avrebbe dovuto esserci un lavoro più attento con la telecamera, che a volte si incastra in maniera un po' confusa e fastidiosa. Exo One probabilmente non rientra tra i videogiochi indipendenti più incredibili dell'anno, ma è un'avventura che merita davvero di essere vissuta proprio perché risulta intensa come poche. Un gioco diverso ma riuscitissimo in cui a fare la differenza è il senso di vertigine che prende lo stomaco sin dal primo istante.

    Exo One Exo OneVersione Analizzata PCExo One è un videogioco anomalo. Un progetto venuto alla luce dopo cinque anni di lavoro che mescola al suo interno un'ottima gestione della fisica e un sistema di movimento soddisfacente, e lo fa con un'intensità a tratti inaspettata. Exo One è un trip acido nel gelido vuoto siderale, un'esplorazione dell'universo (s)conosciuto che spinge a guardarsi dentro e a confrontarsi con l'immensità del cosmo, mentre si scivola sulla superficie di strani e lontani pianeti alieni. Un'esperienza potentissima, completabile in meno di tre ore ma capace di incidersi a fuoco negli occhi e nella mente.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-9750H
    • RAM: 16gb
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2060
    8

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