F1 2019 Recensione: Codemasters torna in pista giocando d'anticipo

Codemasters cambia strategia e anticipa il lancio annuale del nuovo F1 da agosto a giugno, per permettere agli appassionati di vivere un'estate bollente...

F1 2019
Recensione: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Come ogni anno, eccoci pronti a ingranare la marcia e incamminarci verso una nuova stagione della Formula 1 virtuale, proposta come sempre dalla cara vecchia Codemasters. Tornano dunque le battaglie all'ultima curva tipiche di uno dei "simcade" più apprezzati degli ultimi anni, molto più interessanti di quelle - decisamente monotone e ormai governate quasi esclusivamente dalle strategie di squadra - viste nella controparte reale del campionato. Il tutto è condito, stavolta, da una carriera profonda e ben strutturata, ricca di spunti e pronta a espandersi ulteriormente con l'arrivo della Formula 2, campionato cadetto capace di sfornare innumerevoli talenti. Sebbene le premesse siano esaltanti bisogna comunque ammettere che in F1 2019 le sbavature non mancano, legate da una parte al racconto che accompagna la modalità principale (un po' stereotipato e non sempre brillante), e dall'altra all'approccio in linea di massima conservativo del team di sviluppo. Come spesso succede nei capitoli arrivati a fine generazione le innovazioni risultano tutto sommato modeste, per un'edizione che resta saldamente collocata sulla scia delle precedenti.

    Vittoria schiacciante

    A livello puramente strutturale, quella messa in scena da Codemasters è una delle riproduzioni di campionato su quattro ruote più fedeli e curate sul mercato, e questa nuova edizione non è da da meno. Ogni singolo elemento di contorno è perfettamente ricreato, dai dettagli di ciascun box fino a ognuna delle infinite curve che compongono i 21 tracciati che quest'anno faranno da sfondo alle lotte tra Ferrari, Mercedes e Red Bull.

    Basta concludere una gara e osservare le reazioni dei ragazzi al muretto, le animazioni dei piloti mentre agitano lo champagne per festeggiare, o più semplicemente la cura con cui i cartelloni pubblicitari sono riprodotti lungo le piste, per rendersi conto dell'attenzione dedicata dal team di sviluppo alla produzione. Il titolo di Codemasters rappresenta tutto ciò che un vero appassionato di Formula 1 possa desiderare, a patto che quest'ultimo non sia incredibilmente esigente dal punto di vista della fisica di gioco e delle sensazioni di guida.
    F1 2019, così come i predecessori, non è infatti un prodotto pensato per i puristi della simulazione, e non ha mai preteso di esserlo. Questo non significa però che le monoposto siano spiacevoli da guidare, tutt'altro. Nonostante il force feedback, volante alla mano, non riesca quasi mai a risultare credibile, sfrecciare a più di 300 km orari tra le velocissime curve di Suzuka o in mezzo alle tortuose strade del circuito cittadino di Monaco resta un vero spasso. Pur non raggiungendo livelli di simulazione elevati, il motore fisico continua a gestire in maniera discreta sia gli pneumatici che il carico aerodinamico, presentando per altro un'elevata scalabilità.

    Per le future incarnazioni del franchise, in ogni caso, una piccola sferzata al modello di guida potrebbe non essere un'idea malvagia, dal momento che per gli appassionati della serie se sensazioni al voltare restano ormai molto familiari.
    Che questa possibilità sia nelle corde del team lo dimostra fra l'altro una delle maggiori novità arrivate con quest'ultima iterazione, che rende più sfiziose le gare: stiamo ovviamente parlando della Formula 2.

    Le vetture della classe minore sono modellate con una precisione in linea con quella riposta nella creazione delle sorelle maggiori, e mettono in campo un comportamento più nervoso e imprevedibile che ci ha strappato più di qualche sorriso nel corso della nostra prova. Senza troppi giri di parole: le Formula 2 sono già diventate di diritto le nostre vetture preferite del pacchetto. L'aspetto migliore di questa categoria è la totale assenza di bonus derivanti da eventuali gap prestazionali tra le varie squadre: al campionato è ammessa una sola tipologia di vettura, costruita da Dallara e perfettamente identica per tutte le scuderie.

    La strada per la vittoria

    Anche quest'anno la Carriera riveste un ruolo di primissimo piano, e porta su schermo ulteriori limature e aggiunte degne di nota. Prevedibilmente, la regina incontrastata è la nuova arrivata Formula 2, che apre perfino le porte a un timido incipit narrativo. Senza sfiorare la qualità del "Viaggio" di FIFA, insomma, anche Codemasters ha deciso di cambiare passo e aggiungere un pizzico di pepe alla modalità più importante del comparto in singolo.

    Nonostante l'ottima partenza c'è però ancora tantissima strada da fare: dopo l'introduzione, strettamente legata al nostro esordio in Formula 2 (per coerenza, tra l'altro, il campionato di riferimento per la nuova categoria è quello dell'anno scorso) e rappresentata nel gioco da tre miseri spezzoni di gara da svolgere in condizioni particolari, le scene d'intermezzo diminuiscono sensibilmente per lasciare il passo a una prima stagione in Formula 1 troppo simile a quella visita nelle versioni passate.

    Per fortuna si notano alcuni miglioramenti, soprattutto nel sistema di gestione della stampa e delle interviste, ma l'idea è quella che il team di sviluppo non abbia avuto il tempo di abbracciare completamente la nuova filosofia produttiva, approntando un numero di contenuti sufficiente a sostenere il piglio narrativo della Carriera. Rimane insomma un peccato che una delle innovazioni potenzialmente più dirompenti di questa edizione risulti in parte soffocata, e siamo sicuri che il prossimo capitolo potrà darci molte più soddisfazioni su questo fronte.

    A livello narrativo, in ogni caso, sia il nostro rivale per eccellenza sia il nostro ex compagno di squadra del campionato cadetto ci seguiranno al passaggio verso la massima serie, dando un maggiore senso di continuità all'esperienza. Non solo: proprio come noi, anche loro saranno interessati da cambi di monoposto ed eventuali promozioni, sempre correlate ai risultati ottenuti in gara. Peccato che tutte queste situazioni siano raccontato da una manciata di scene estremamente stereotipate.

    Il nostro rivale, tale Devon Butler, risulta inoltre odioso e mal scritto, e il nostro compagno di squadra Lukas Weber non è certo da meno. Il primo è una sorta di ricettacolo di tutti gli stereotipi negativi che si possono trovare in un pilota di Formula 1, mentre il secondo è il suo esatto opposto. Il problema più grande della storia è proprio questo: tende a ragionare per assoluti, senza lasciare spazio a una visione più profonda delle responsabilità che si hanno quando si corre a 300 km orari.

    Non c'è insomma un approfondimento sensato su ciò che significa sottostare agli ordini di scuderia e ingoiare bocconi amari senza lasciarsi sopraffare dalla rabbia e dalla frustrazione. Ad ogni modo, della serie Codemasters ci piacciono soprattutto le lotte in pista, che scandiscono il prosieguo del campionato senza alcun bisogno di ricostruzioni artificiose, e di quelle F1 2019 ne sa regalare davvero tante.

    Nel titolo, non è ovviamente presente solo la carriera, ma tutte le modalità tipiche di un racing game moderno, con qualche piccolissima sorpresa. All'interno della sezione campionati campeggia, ad esempio, un sacco di tipologie di competizioni pre-configurate, alcune delle quali riguardanti le vecchie glorie del passato. Se siete tra i fortunati possessori della Legends Edition, ad esempio, potrete rivivere otto sfide iconiche tra Ayrton Senna e Alain Prost, due dei più grandi piloti di tutti i tempi.

    Nel caso in cui siate rimasti un po' a bocca asciutta dopo il brevissimo prologo della modalità carriera, potrete logicamente affrontare anche un intero campionato a bordo di una Formula 2, composto da ben 12 gare (qualcuna in meno della Formula 1). Non mancano poi altre varianti sul tema, tra cui anche una sorta di "tour del pacifico". Il resto della componente single player è piuttosto tradizionale, e propone classiche corse singole e prove a tempo. Sebbene non sia ancora stato possibile testare con cura la solidità del netcode e dei server a causa della mancanza di utenti, quest'anno il focus sembra essersi spostato ancor di più verso la componente multigiocatore. Tornano le classiche gare classificate e le leghe, ed è stata migliorata anche l'implementazione della "superlicenza", la versione in salsa Formula 1 di un classico sistema di rating.

    Sotto una nuova luce

    Dopo gli annunci relativi al sistema d'illuminazione rinnovato, avevamo sperato che potessero esserci altre novità sostanziali per quanto concerne il comparto grafico. Purtroppo, però, le nostre aspettative sono state disattese. Nelle gare in notturna l'impatto visivo è effettivamente migliorato, ma di giorno i passi in avanti sono davvero minimi, per quanto il livello resti complessivamente molto alto, se paragonato a quello dei congeneri.

    Davvero notevoli i modelli poligonali delle auto, mentre di tanto in tanto abbiamo notato qualche piccolissima imperfezione nella riproduzione dei tracciati, che sono senza dubbio molto belli da vedere ma faticano a competere con le versioni realizzate tramite scansioni laser di alcuni racing game moderni.

    Una menzione speciale spetta invece al comparto audio, con registrazioni dei motori molto più credibili rispetto a quelle che avevamo potuto ascoltare un anno fa. L'unica piccola nota negativa in tal senso riguarda il doppiaggio in italiano degli intermezzi, con un impacciato Carlo Vanzini a ripetere le solite frasi che niente possono contro il corrispettivo in lingua inglese, e le voci che si susseguono senza criterio all'interno della modalità carriera. Tra l'altro, ci è capitato di sentire chiamato in causa il nostro Davide Valsecchi, ma il timbro che risponde non è mai il suo. Benché si tratti effettivamente di inezie, speriamo comunque che nelle prossime edizioni il team lavori con un po' di attenzione maggiore anche su questi aspetti marginali.
    Nella nostra disamina non abbiamo tenuto conto di un'altra piccolissima novità, che vale la pena citare prima di tirare le somme: quest'anno, sotto le pressioni di numerosi fan della saga, Codemasters ha scelto di anticipare l'uscita del gioco di un paio di mesi, dandoci l'opportunità di godere dei contenuti aggiornati e di tutte le sue novità quando ancora la corsa al titolo iridato si trova nelle sue fasi iniziali. Può sembrare un dettaglio banale, ma avere la possibilità di appassionarsi al gioco ufficiale di un campionato prima che questo sia in fase troppo avanzata e quindi rischi di perdere mordente, potrebbe risultare commercialmente una mossa vincente.

    F1 2019 F1 2019Versione Analizzata PlayStation 4 ProArrivando a chiudere il quadro sulle qualità della produzione, F1 2019 è un titolo estremamente ricco e solido, non senza qualche piccola oscillazione qualitativa. Senza dubbio azzeccata è stata l’idea di inserire le vetture di Formula 2, presenti in quasi tutte le modalità (e se volete, tramite la creazione di gare personalizzate, anche su tutti i tracciati del gioco, compresi quelli non presenti nel calendario ridotto della categoria minore). Resta probabilmente questa l'aggiunta più rilevante del pacchetto, per un prodotto che rimane in ogni caso esplicitamente conservativo su tutti gli altri fronti, dal modello di guida ai contenuti. Al netto di alcune semplificazioni di troppo, abbiamo apprezzato l'intento di dare una piccola svolta narrativa al prologo della modalità carriera, anche se c'è molto da lavorare in tal senso. Inserire un numero maggiore di scene d'intermezzo e una scrittura di livello è davvero imperativo, se per le prossime edizioni Codemasters vorrà recuperare questo spunto. Indipendentemente dalla "sceneggiatura" che da quest'anno la accompagna, la modalità Carriera resta comunque, a livello di quantità di contenuti e struttura, una delle migliori presenti sul mercato per quel che riguarda i titoli corsistici. Questa inossidabile solidità si estende anche a tutti gli altri aspetti principali del prodotto, dal modello di guida alle opzioni di personalizzazione, per finire ad un comparto tecnico che non ha bisogno di fare troppi passi avanti per risultare solido e -quando serve- spettacolare. F1 2019 non fatica insomma a restare in pole position per tutti gli appassionati della disciplina, ed un ottimo racing game per chi vuole sfrecciare a tutta velocità, senza cercare una simulazione intransigente ma preferendo invece l'accessibilità e la scalabilità della filosofia "simcade".

    8

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