F1 2021 Recensione: tanti contenuti e migliorie nel gioco della Formula 1

Tutti i fan della Formula 1 saranno sicuramente soddisfatti di questo capitolo next gen. Scopritelo nella nostra recensione di F1 2021 su PS5.

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  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
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  • Xbox Series X
  • Ci siamo, F1 sta per tornare. L'attesissimo appuntamento con il videogioco ufficiale dedicato al campionato su quattro ruote più famoso al mondo è fissato per il 16 luglio (qualche giorno prima per i possessori dell'edizione deluxe con accesso anticipato), e noi siamo scesi in pista nei giorni scorsi per testare con mano tutti i suoi cambiamenti, le modifiche al sistema di guida e al modello fisico delle macchine.

    Non abbiamo perso occasione, inoltre, per tuffarci alla scoperta della modalità Braking Point, un vero e proprio story mode (qui potete leggere la nostra anteprima di F1 2021: La modalità Baking Point) che punta ad appassionare i fan della Formula 1 e gli amanti dei racing game, ormai orfani da qualche anno - dai tempi di TOCA Race Driver - di una modalità single player completamente story-driven incentrata sul mondo delle corse e sulla spettacolarizzazione delle vicende del paddock. Ma F1 2021 non è solo questo: ci sono anche interessanti modifiche e rifiniture nelle due carriere, sia quella "scuderia" (il famigerato "My Team") sia quella "pilota".

    Una nuova stagione da manager

    L'importanza dei prodotti ufficiali legati al mondo dello sport è sempre più alta, con il medium che guadagna progressivamente popolarità e i piloti che vengono coinvolti maggiormente nella realizzazione finale del progetto, oppure semplicemente inclusi all'interno del gioco con tanto di rating.

    Codemasters, a partire dal 2020, ha iniziato a seguire la struttura a statistiche che da qualche anno a questa parte caratterizza il brand di FIFA. Pur non avendo una modalità complessa come l'Ultimate Team, F1 2021 usa questi numeri in maniera attiva all'interno della carriera scuderia, la modalità più manageriale dell'intero pacchetto, introdotta nel 2020 ma ancor più rilevante e rifinita nell'edizione di quest'anno, nella quale i suddetti parametri saranno fondamentali per scegliere il nostro compagno di squadra o per valutare in generale le prestazioni dei singoli piloti. Oltre a tutte le modifiche strutturali e visive nel campo della "Ricerca e Sviluppo", delle quali parleremo nel dettaglio tra poco, la più grande modifica apportata al My Team riguarda l'inclusione di un sistema di eventi dinamici, denominati "eventi di reparto", che ci costringeranno a prendere decisioni istantanee che potrebbero influenzare in maniera evidente il prosieguo della stagione. Un modo interessante per aumentare la tensione e renderci un po' più difficile la vita.

    Ci è capitato un po' di tutto, dalla possibilità di scegliere se aggiornare o meno il simulatore (consentendoci di avere un secondo pilota più allenato) oppure conservare i soldi per eventuali sviluppi della monoposto, ingaggi o chissà cos'altro. Si arriva poi a scelte meno tecniche, come quella legata alla possibilità di festeggiare o meno un particolare reparto che ha lavorato bene allo sviluppo di un aggiornamento, chiuso in extremis prima di un Gran Premio soltanto grazie ai loro sforzi aggiuntivi.

    Una scelta che vi porterà via del denaro, ma che potrebbe in futuro garantirvi un reparto più contento e, di conseguenza, molto più efficiente. Il resto della nostra vita da manager, però, lo abbiamo trascorso in un ambiente incredibilmente familiare, molto simile a quello visto l'anno precedente: ci siamo ritrovati a creare per l'ennesima volta la nostra squadra e il pilota (purtroppo quest'ultimo possiamo ancora sceglierlo solamente all'interno di un set di "volti" preconfezionati), selezionando il logo e i colori della scuderia. Poi c'è stata la scelta del motorista, dello sponsor e infine del compagno di scuderia.

    Sebbene la carriera manageriale rappresenti a nostro avviso il fiore all'occhiello della produzione, non possiamo fare a meno di notare come quest'ultima si sovrapponga in maniera piuttosto marcata alla più classica Carriera Piloti. I week-end di gara sono identici, così come anche tutto il discorso legato allo sviluppo della macchina.

    Se amate mettere in mostra le vostre abilità manageriali, e gestire anche l'evoluzione delle strutture, l'organizzazione del calendario e quant'altro, si tratta sicuramente della modalità adatta a voi. Il nostro consiglio, insomma, è quello di dedicarvi soltanto ad una delle due, scegliendo fin da subito quella che fa maggiormente al caso vostro.

    Ricchezza di contenuti

    F1 2021 è, come ampiamente anticipato dalle nostre precedenti anteprime, straripante di contenuti, ma al contempo potenzialmente dispersivo per i nuovi giocatori. Il menu della modalità carriera è adesso bipartito in maniera equa tra "Carriera Scuderia" e "Carriera Pilota", con quest'ultima a sua volta divisa in "singola" e "cooperativa", altra grande novità di quest'anno. La versione per due giocatori funziona in maniera egregia, ed è senza dubbio anche una delle aggiunte più richieste dal grande pubblico.

    Sarà possibile affrontarla in due modalità distinte: una fortemente cooperativa, nella quale entrambi i piloti si sposteranno di squadra in squadra come fossero un blocco unico, in modo tale da restare sempre insieme e collaborare per raggiungere il titolo costruttori, oppure in modalità "Contratti", con ciascuno dei due partecipanti completamente indipendente dal compagno.

    Abbiamo già evidenziato le molte somiglianze tra la struttura (principalmente nei week-end di gara) delle due carriere, ma questo non significa che tutto sia rimasto invariato rispetto all'anno scorso. Dopo aver innovato anni fa il mercato dei corsistici con l'introduzione di un classico "albero dei potenziamenti" molto simile a quello di tanti giochi di ruolo, Codemasters ha deciso di rivoluzionare il sistema di gestione dei progressi nell'ambito della ricerca e sviluppo, proponendo un menu completamente nuovo, maggiormente immediato e, a loro parere, meno confusionario.

    In realtà, però, dobbiamo ammettere di non essere rimasti particolarmente impressionati da questo redesign, che pur avendo migliorato sotto molti aspetti la presentazione grafica dei potenziamenti, ci sembra abbia inavvertitamente ridotto anche la leggibilità: se prima bastava un colpo d'occhio per stabilire lo stato di avanzamento dei lavori e la situazione complessiva della squadra, questa nuova impostazione ha frammentato molto l'insieme, rendendo necessaria la pressione di qualche tasto in più per muoversi all'interno dei vari reparti. Molto chiara e interessante è, invece, la dinamica legata alla velocità di sviluppo: è possibile forzare leggermente i meccanici al fine di velocizzare di qualche giorno la creazione, aumentando però di conseguenza anche il fattore di rischio. In realtà anche in condizioni normali (senza forzature di sorta) ci è capitato di dover buttare qualche componente perché "non conforme agli standard", e quindi dover necessariamente ricominciare lo sviluppo da capo. La meccanica ci è comunque parsa tutto sommato ben bilanciata e realistica, anche se, inutile negarlo, potrebbe risultare leggermente fastidiosa per qualcuno a causa della sua natura prettamente casuale.

    Per il resto, la carriera per giocatore singolo è rimasta pressoché invariata e, al di là di qualche piccola modifica legata alle prove libere volta a semplificare leggermente la solita routine dei test, non c'è molto di nuovo all'orizzonte. Un po' poco, forse, ma come si suol dire in questi casi: squadra che vince non si cambia.

    Braking Point, Grand Prix e Prova a Tempo

    La vera star dell'ultima iterazione di F1 è però Braking Point, a mani basse la più grande novità dell'anno. Una modalità storia sceneggiata per trasmettere le emozioni di paddock e la spettacolarità di uno sport che, finalmente, dopo qualche anno di stanca sta tornando a divertire come un tempo i fan dei motori. A Braking Point abbiamo dedicato un intero speciale, che era basato sulla prima ora di gioco ma, adesso finalmente possiamo confermarvelo, è assolutamente applicabile alla mini-campagna nella sua interezza.

    Le uniche considerazioni aggiuntive che ci sentiamo di fare riguardano la durata, non proprio esaltante (parliamo di circa 5/6 ore, con minime variazioni a seconda della difficoltà da noi scelta e dal nostro modo di comportarci in pista) e sulla scrittura di alcuni personaggi: da una parte abbiamo Aiden Jackson, il nostro protagonista, credibile esordiente che viene sottomesso da mezzo paddock, dall'altra la schietta brutalità di Butler, forse un "rivale" un po' troppo cattivo e piatto, tanto da risultare noioso e prevedibile.

    In mezzo c'è invece Casper Akkerman, che nel tempo si è dimostrato ben più stratificato di quanto potesse sembrare all'apparenza. Di fatto, si tratta di un ottimo primo tentativo (quello di due anni fa era un test preliminare abbastanza raffazzonato) che speriamo possa essere riproposto in futuro, magari con una storia ancor più lunga e una maggiore attenzione nella scrittura dei personaggi.

    Per chi fosse in cerca di un modo di migliorarsi e allenarsi senza sovrastrutture, ovviamente, non mancano le classiche modalità "Grand Prix", nella quale sarà possibile organizzare week-end di gara a nostro piacimento, e Prova a tempo, il classico time attack con cui confrontarsi con i "fantasmi" di tutto il mondo, migliorandoci giro dopo giro in preparazione, magari, per qualche gara online o con gli amici (lo split-screen è davvero una manna dal cielo in un gioco di corse, inutile negarlo). Il multigiocatore online, per ovvi motivi, non abbiamo potuto provarlo a fondo, ma contiamo che i piccoli cambiamenti a livello organizzativo annunciati da Codemasters in sede di presentazione - anch'essi volti a migliorare l'accessibilità del prodotto anche per i giocatori meno competitivi - possano rendere ancor più inclusiva e ricca l'offerta online del gioco. Il sistema includerà due diverse tipologie di lobby, grazie alle quali il team di sviluppo punta a fornire un ambiente ideale sia ai giocatori meno smaliziati che a quelli più accaniti, evitando che questi si incontrino incontrollatamente come spesso accadeva negli anni passati accedendo ad una lobby casuale.

    Una piccola nota a margine sul versante contenutistico, a nostro avviso abbastanza negativa, riguarda invece l'assenza (temporanea) di alcuni dei tracciati inseriti in corso d'opera nel calendario, come Portimão, Jeddah ed Imola, che arriveranno purtroppo solo in seguito, tramite un'apposita patch gratuita ancora priva di data specifica.

    Il gameplay

    Dopo aver analizzato i cambiamenti strutturali e i nuovi contenuti del gioco, è finalmente giunto il momento di parlare delle sensazioni pad - e volante - alla mano. Partiamo dalle basi: il feeling complessivo è praticamente lo stesso di sempre, sebbene non manchino numerose migliorie per quanto concerne il modello di danni, la gestione delle gomme e quella della fase di frenata.

    Proseguendo nel solco tracciato dai capitoli precedenti, il team britannico ha migliorato ulteriormente tutta la questione legata ai bloccaggi, rendendo di fatto la fase di staccata ancor più complicata rispetto al passato (a proposito, qui potrete leggere la nostra recensione di F12020). Questo è vero soprattutto quando si gioca con il pad, con il quale è leggermente più complesso dosare la pressione sul "pedale del freno", molto più di quanto non lo sia con un pedale vero e proprio. Il team ha parlato in sede di presentazione anche di un lavoro abbastanza importante svolto sull'aerodinamica, ma è davvero difficile capire esattamente cosa sia cambiato rispetto a un anno fa senza ulteriori indicazioni. Qui, inoltre, così da capire le differenza apportate al nuovo capitolo potrete gustarvi la nostra recensione di F12019.

    In linea di massima, pur avendo riscontrato le solite sensazioni positive, il primo Formula 1 targato EA continua a collocarsi in una terra di mezzo tra simulazione e accessibilità, senza mai eccedere né da una parte, né dall'altra. Dall'anno scorso, poi, ha persino alzato ulteriormente la posta in gioco con l'aggiunta dello stile di guida "basilare", pensato per chi non cerca la simulazione, ma preferisce semplicemente immergersi nel contesto, vivere la Formula 1 senza impazzire per cercare il punto di staccata perfetto oppure dover pensare troppo a come dosare il gas in uscita di curva.

    Una modalità entry-level che avevamo apprezzato ma non troppo, il cui preciso scopo era quello di ampliare il target del prodotto e accogliere ancor più giocatori. Nessun problema, comunque, semplicemente non eravamo il target di questa nuova aggiunta, così come forse non lo sarà la maggior parte di voi. Ben più interessante si è invece dimostrata l'ulteriore modalità, stavolta inedita dell'edizione 2021, che punta ad aumentare il controllo del giocatore sull'esperienza. La tipologia "esperto", questo il suo nome, non modifica in alcun modo il modello di guida, ma ci fornisce la facoltà di cambiare impostazioni d'ogni tipo.

    In modalità Carriera Scuderia ci consentirà ad esempio di influire sulla rapidità con cui andremo ad acquisire fama o sull'afflusso di denaro (sia per quanto riguarda il nostro team che per i rivali) utilizzabile per sviluppare la macchina e migliorare le strutture. Insomma, la dicitura "esperto" potrebbe essere fuorviante: quest'ultima infatti non richiede particolari abilità aggiuntive in pista, quanto una buona dimestichezza con le meccaniche di gioco e con le varie impostazioni.

    Un ulteriore passo in avanti verso la totale personalizzazione dell'esperienza di gioco che non possiamo che accogliere positivamente. Lo abbiamo lasciato per ultimo, ma è forse uno dei cambiamenti più evidenti dell'anno per quanto concerne la vita in pista del nostro alter ego virtuale: l'intero modello di danni è stato espanso, con nuovi punti distruttibili e relative rappresentazioni grafiche. Potremo ad esempio ricevere ingenti danni sull'ala posteriore, oppure sulle due fiancate; per non parlare poi della possibilità di danneggiare in maniera irreparabile il fondo della nostro monoposto, con evidenti riscontri (almeno in modalità simulazione) sul nostro passo di gara e sulla manovrabilità. Ancora non sarà perfetto, ma il sistema messo a punto da Codemasters per il proprio corsistico di punta è indubbiamente uno dei più elaborati e funzionali sul mercato.

    L'alba di una nuova generazione

    F1 2021 è anche il primo capitolo della serie ad avere una vera e propria versione next-gen. Questo significa caricamenti istantanei, ma anche il raytracing, seppur solo in maniera limitata e con performance - almeno nella versione PS5, quella da noi testata in fase di recensione - non proprio esaltanti.

    Come avevamo anticipato anche nel nostro primo hands-on del titolo, i riflessi in tempo reale saranno disponibili solo in fase di replay, nell'autosalone e in broadcast mode, ma non durante le sessioni di guida, all'interno delle quali la priorità è stata giustamente data al mantenimento di una frequenza di aggiornamento dell'immagine solida e costante. Su PS5 il frame rate è ancorato ai 60 frame al secondo con un dettaglio piuttosto elevato, che eccelle sia nel rendering della monoposto sia nella pulizia e nella quantità di dettagli a bordo pista. Proprio il contorno sembra aver ricevuto il maggior numero di aggiornamenti, con erba e cordoli sempre più definiti. Anche il manto stradale ha subito un leggero trattamento rigenerante, sebbene non si tratti di niente di particolarmente eclatante. Le cose si fanno però leggermente meno idilliache nelle sequenze d'intermezzo e nei filmati a fine gara, nei quali costanti fenomeni di tearing hanno a più riprese provato a rovinarci l'esperienza. A ciò si aggiungono anche altri piccoli difetti, minori ma pur sempre fastidiosi, come il completo de-sync tra labiale e parlato in italiano- Anche il raytracing sembra talvolta non essere particolarmente a fuoco: ci è capitato ad esempio di vedere il cappello (quello normalissimo da post-gara con i vari sponsor) del nostro pilota riflettere come fosse uno specchio o fatto di metallo lucido.

    Decisamente superiore l'implementazione del DualSense, che pur non essendo rivoluzionaria riesce a veicolare in maniera più che discreta le sensazioni di guida. Si sentono distintamente, ad esempio, i piccoli sobbalzi nella monoposto dopo un fuori pista o, cosa ancor più gradita, dopo un bloccaggio. Tra l'altro, a partire da quest'anno, il gioco sembra finalmente prendere in seria considerazione questi fenomeni, andando a generare dei danni (i famigerati flat-spot) sulle gomme stesse, visibili tranquillamente ad occhio nudo e percepibili durante la guida attraverso evidenti vibrazioni aggiuntive. Un ulteriore passo in avanti da non sottovalutare.

    F1 2021 F1 2021Versione Analizzata PlayStation 5F1 2021 è un capitolo solido, corposo e pieno di contenuti. Rappresenta con tutta probabilità una delle migliori ibridazioni tra simulazione e accessibilità ad oggi sul mercato. Se in pista tutto ci è parso al proprio posto, e il prodotto targato Codemasters ha saputo non solo confermarsi, ma persino migliorare le ottime basi di partenza dell’anno precedente, il contesto, quello che un tempo rappresentava uno degli aspetti più riusciti del pacchetto, si è invece dimostrato stranamente in affanno: i fastidiosi fenomeni di tearing e un raytracing appena abbozzato e non sempre all’altezza della situazione hanno ridotto di molto il nostro coinvolgimento e la credibilità dell'insieme. Noi preferiamo però guardare a ciò che accade in pista, e prediligiamo l’incredibile quantità di contenuti, la pulizia del modello di guida e della struttura delle modalità principali alla qualità delle scenette post-gara- I passi in avanti sul versante della simulazione sebbene non siano moltissimi, risultano decisamente tangibili: il nuovo modello di danni, per dirne uno, è una manna per chi da anni si è dovuto giocoforza abituare ai veicoli indistruttibili di molti altri congeneri. Se poi siete particolarmente appassionati e vi siete accaparrati la versione Deluxe, oltre a giocare una manciata di giorni prima, potrete utilizzare in maniera attiva le vecchie glorie della Formula 1 all’interno della carriera scuderia. L’idea di gareggiare al fianco di Senna, Prost, Schumacher (il papà), Coulthard, Button, Rosberg o Massa è di certo esaltante.

    8.5

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