F1 22 Recensione: Codemasters e le nuove regole della Formula Uno

La nuova stagione è iniziata da poco: come avranno interpretato Codemasters/EA il cambio regolamentare? Scopritelo nella recensione di F1 22 su PS5.

F1 22
Recensione: PlayStation 5
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • La scorsa stagione della F1 ci ha regalato un'annata entusiasmante con tanto di duello finale ad Abu Dhabi tra il vecchio campione in cerca dell'ottavo titolo e il giovane erede in caccia del primo successo. Un epilogo da sogno a cui è seguita una vera rivoluzione di questo sport. La nuova era infatti ha portato in dote non solo il circuito cittadino di Miami ma anche una serie di problemi legati al carico aerodinamico delle monoposto (che viene generato dal fondo invece che dalle ali): sono bastati pochi GP per fare la conoscenza di nuovi termini come il famoso porpoising - il rimbalzo aerodinamico - e i meno noti bouncing e bottoming. E poi c'è il terribile "budget cap", un incubo che agita i sogni mondiali dei vari team principal.

    Il 2022 segna un nuovo inizio anche per le simulazioni di guida dedicate alla F1: dopo aver semplicemente appiccato logo e claim su F1 2021, l'impronta di EA si è fatta piuttosto visibile nella nuova produzione. Dal cambio di nome fino alla colonna sonora da 33 pezzi su Spotify e Apple Music, passando per l'introduzione del social hub F1 Life, fino alle supercar stradali del programma Pirelli Hot Lap, il gioco di Codemasters ha subito una bella "shakerata" da Electronic Arts, che punta a trasformare il brand motoristico in un fenomeno planetario. Siamo finalmente pronti a parlarvi di F1 22, quindi fiondiamoci a bordo delle monoposto e partiamo.

    Motore fisico senza porpoising

    Il cambio di rotta ha comportato una pletora di novità e Codemasters si è dovuta adeguare per proporre un simcade capace di riprodurre quell'effetto suolo in grado di permettere alle monoposto di restare incollate all'asfalto, riducendo al tempo stesso le turbolenze generate seguendo un'altra auto.

    Il "porpoising" ha sorpreso un po' tutti i team, compreso il team di sviluppo, che è non riuscito a implementarlo in tempo in F1 22. I bolidi inoltre hanno avuto pneumatici da 13 pollici per oltre 50 anni; nel 2022 Pirelli ha fatto invece debuttare i gommoni da 18 pollici, caratterizzati da maggior aderenza, da una migliore agilità nei cambi di direzione e meno soggetti all'usura. Gli pneumatici da 18 pollici tendono a premiare la precisione del pilota negli inserimenti in curva e hanno rimescolato le carte nelle strategie dei team durante le gare. Come cambia il modello di guida in F1 22? Se con il porpoising Codemasters si era fatta trovare impreparata, nella riproduzione delle nuove gomme si è mostrata più a suo agio: in pista è facile avvertire il peso delle monoposto e basta un paio di lunghi in frenata per capire quanto sia importante essere precisi e sapere anticipare gli inserimenti in curva (il sottosterzo è dietro l'angolo) o essere chirurgici nel passaggio sui cordoli (saltarci sopra in modo brutale è sconsigliato).

    Un baricentro vicino al suolo permette di avere - sulla carta - una vettura più maneggevole: in F1 22 la tendenza al sottosterzo di Ferrari, Redbull e compagnia bella, è favorita anche dallo stesso peso delle monoposto e basta davvero poco per emulare i testacoda di Vettel, Leclerc o Sainz. Fortunatamente, per rimediare agli errori c'è il flashback, come ha ha sottolineato Lando Norris nel provare il gioco.

    Le monoposto di F1 22 rispetto a quelle di F1 2021 si dimostrano impegnative nella guida, soprattutto nei tratti veloci: basta provare il serpentone "Maggotts-Becketts-Chapel" a Silverstone o la doppia chicane "Louis Chiron-Piscine" a Montecarlo per rendersene conto. Ci vuole davvero poco per perdere grip e assaggiare le barriere, quindi il "fighting the car" ricreato da Codemasters è davvero realistico.

    Pneumatici da 18 pollici

    Anche gli algoritmi che simulano la temperatura e il degrado degli pneumatici sono stati rivisti: il pilota viene aggiornato in tempo reale sulla condizione termica interna ed esterna delle gomme, informazioni fondamentali per prolungarne la durata e scegliere il momento giusto per entrare ai box. Fare un po' di "lift and coast" può essere utile non solo per risparmiare carburante ma anche per gestire le alte temperature degli pneumatici, oltre che per salvaguardare altre componenti della vettura e prolungare il tempo di ricarica della batteria per l'ERS.

    Come insegna Leclerc, preservare l'energia elettrica sul dritto permette di difendersi efficacemente in altri frangenti, in uscita da certe curve prima del rilevamento per il DRS o al principio di un lungo rettilineo. È chiaro che durante la stagione Codemasters riuscirà a migliorare il comportamento degli pneumatici e a rendere più verosimile quello delle monoposto: la base di partenza - considerando la complessità della rivoluzione regolamentare e la scarsità dei dati a disposizione del team di sviluppo - è complessivamente buona. Per quanto riguarda l'aerodinamica, Codemasters ha svolto un gran lavoro per rendere credibile il motore fisico di F1 22: la gestione delle ali è stata rivista anche se sull'effetto scia e sulle turbolenze sembrano esserci margini di miglioramento. La scia, in particolare, sembra incidere poco durante le gare - più da un punto vista visivo che a livello di velocità - e anche il DRS sembra meno potente rispetto a quello che vediamo ogni domenica durante i GP.

    Restando sempre in ottica "Drag Reduction System", in F1 22 manca tutto il pathos che si è venuto a creare attorno alla "colonnina della sofferenza": è difficile vedere quelle battaglie che hanno caratterizzato finora la stagione di F1 per scendere sotto il maledettissimo secondo (così da avere l'aiutino). Mancano anche i problemi di apertura/chiusura del dispositivo che abbiamo visto in diverse gare quest'anno (Max e la Redbull in particolare): sul fronte affidabilità Codemasters può solo migliorare.

    A parte numerosi problemi di surriscaldamento, non abbiamo mai sofferto di incertezze alla power unit, mentre il baricentro basso delle vetture ha portato in dote qualche grattacapo in più nella preparazione dei setup e soprattutto a una serie di rotture del fondo: rispetto a F1 2021 l'assorbimento di sconnessioni, buche e asfalto si avverte maggiormente (i cordoli ancora di più) sia utilizzando il DualSense di PS5, sia guidando con uno dei volanti supportati (il G29 Logitech nella nostra prova). Codemasters ha lavorato anche sul sound dei motori per apportare una serie di piccole modifiche alle power unit di Ferrari, Mercedes, Renault e Red Bull Powertrains (Honda), nonché per rendere ancor più credibili gli effetti ambientali.

    Vado al Max

    In F1 22 debutta l'IA adattiva che permette ai piloti guidati dalla CPU di adeguare le proprie prestazioni in base alle performance del giocatore. Per i neofiti può essere una cosa buona anche se gli algoritmi che guidano Max, Charles, Lewis, Lando e soci, sono ben lontani dalla perfezione. Gli avversari battagliano tra loro e commettono errori nelle qualifiche e nelle gare (abbiamo visto Super Max perdere delle gare già vinte e Carlos vincere un paio di GP!) ma servirebbe una migliore personalizzazione sia quando attaccano, sia quando si difendono (in staccata sono un po' troppo vulnerabili).

    In certe gare si vengono a creare delle bagarre spettacolari e spesso ci si trova a difendersi dall'offensiva non di uno ma di due piloti contemporaneamente. Le battaglie all'ultima frenata per prendere il DRS non si sono viste e nemmeno le difese all'ultima spiattellata alla Alonso o Perez per aiutare il proprio compagno di squadra. Sulle strategie l'IA si limita al solito compitino: undercut e overcut andrebbero usati con maggiore fantasia, così come la scelta delle gomme. Il remote garage difficilmente esce da una certa finestra nell'applicazione delle strategie: un po' di imprevedibilità in più non guasterebbe. Durante le corse abbiamo apprezzato l'utilizzo della safety car che permette al giocatore anche di azzardare qualche nuova strategia, mentre l'uso delle bandiere gialle ogni tanto lascia perplessi: non avere una bandiera rossa dopo una serie di incidenti con detriti di ogni tipo in pista è davvero surreale. È comunque emozionante seguire la safety e divertirsi a tenere in temperatura le gomme e i freni ma è un peccato che l'IA non ci abbia mai costretto a rallentare più volte prima di dare lo strappo decisivo.

    Apprezzabile, poi, la possibilità di effettuare il giro di formazione prima della partenza: consigliamo di scaldare bene le gomme per evitare di emulare un certo David Coulthard che, scattando dalla pole a Monza nel 1995, riuscì nell'impresa di uscire alla variante Ascari! Per quanto riguarda le rinnovate soste ai box, il giocatore deve "solo" premere il pulsante al momento giusto per arrivare nella propria piazzola (il cambio gomme è automatico): onestamente ci aspettavamo qualcosa di più articolato in tal senso.

    Non mancano poi le Sprint Race e il campionato di F2 che verrà aggiornato - come sempre - nel corso della stagione. Per quanto riguarda i tracciati, fa il suo debutto in F1 22 il Miami International Autodrome di cui abbiamo "apprezzato" i muri, le palme e tutto il complesso dell'Hard Rock Stadium. Codemasters ha aggiornato anche i layout e le zone DRS dei circuiti di Barcellona, Melbourne e Abu Dhabi, con cognizione di causa.

    Vita da F1

    Una delle novità più strombazzate di F1 22 è "F1 Life", una modalità studiata per favorire la socializzazione tra i giocatori. Si tratta di un hub ricreato sotto forma di abitazione di lusso che il giocatore può arredare come vuole (la personalizzazione degli oggetti però è abbastanza limitata), mettendo in bella mostra le supercar possedute. L'idea di riprodurre la vita "extra lusso" dei piloti di F1 può avere un certo fascino su alcuni utenti, meno su altri. In F1 Life è possibile customizzare il proprio avatar anche se replicare i look di Sir Lewis Hamilton è impossibile...

    Sostanzialmente F1 Life funziona come vetrina e lobby nella partite multiplayer online, con gli utenti che prima di scendere in pista possono chattare tra loro, osservare i trofei ottenuti e persino gustarsi gli highlights delle gare vinte. Gli elementi per impreziosire la casa o per migliorare il look del proprio alter-ego possono essere sbloccati avanzando nelle varie modalità di gioco, acquistati con la valuta di gioco (i famosi PitCoins) o tramite denaro reale, mentre i Token per le supercar non possono essere comprati.

    Pirelli Hot Lap

    Per la prima volta nella storia della serie di Codemasters sono state aggiunte anche auto che non appartengono alla F1 in senso stretto: stiamo parlando di alcune supercar prodotte da Ferrari, Aston Martin, McLaren e Mercedes (ci sono anche le safety car disponibili tramite DLC a pagamento o l'edizione Champions Edition di F1 22).

    La modalità "Pirelli Hot Lap" punta a riprodurre una serie di manifestazioni organizzate dalla casa milanese durante i GP. Il giocatore si trova così a sfrecciare a Monza, Spa e in tutti gli altri circuiti del mondiale a bordo di questi bolidi da sogno, che si possono sbloccare giocando nelle varie categorie presenti (F1, F2 e Supercar). La modalità è composta da una serie di scenari che variano in base al livello di difficoltà, obiettivi e sfide da completare: in base alle performance ottenute si guadagnano punti, si sbloccano altre prove e così via. L'idea di portare un po' di Forza Motorsport o Gran Turismo (senza scomodare sua maestà Assetto Corsa) nel mondo della F1 ci ha lasciato un po' perplessi: sarebbe stato bello avere qualcosa diverso, come sfide contro Leclerc, Norris e soci, a bordo di queste vetture. Il vero problema di Pirelli Hot Lap risiede però nel modello di guida implementato, che purtroppo è ben lontano dalle vette raggiunte dai sopracitati simcade e pure da quelle del recente Grid Legends di Codemasters. Le supercar tendono a scivolare (sottosterzo a profusione!) e faticano non poco nei cambi di direzione, palesando un'eccessiva rigidità.

    Insomma, riteniamo che tale modalità possa riuscire a catturare l'attenzione di coloro che non si dedicano ai corsistici al di fuori di F1 o di chi vuole imparare a destreggiarsi nei vari circuiti ma gli appassionati del genere non potranno che storcere il naso nel provarla. L'introduzione delle vetture da strada, purtroppo, ha portato alla sparizione delle monoposto leggendarie e questa francamente è una mancanza non da poco: avremmo gradito un campionato tra vecchie glorie e magari delle sfide sui kart tra Leclerc e Verstappen!

    La Carriera e le altre modalità

    Se la modalità Braking Point è sparita dopo un "solo" anno, fortunatamente Codemasters non ha eliminato la Carriera - nella duplice versione Scuderia/Pilota - anzi a dirla tutta l'ha migliorata. Pensiamo ad esempio alla possibilità di iniziare con team e budget diversi (sono tre gli scenari disponibili). È possibile creare la propria scuderia da zero, sia nel ruolo di team principal che di pilota, oppure scegliere una squadra capace di ambire al titolo. La cooperativa con un amico è sempre possibile e Codemasters ha lavorato per rendere più concreta la fase di ricerca e sviluppo e per dare maggiore spessore alle prove libere, che infatti sono state rivoluzionate.

    Un timido passo in avanti anche per l'IA degli avversari che non aveva particolarmente impressionato nella passata edizione, che va ad aggiungersi alle altre piccole migliorie per una modalità che è rimasta sostanzialmente la stessa della versione 2021. Ciò detto, tra i piloti selezionabili sono state aggiunte nuove icone come Jacques Villeneuve e Mark Webber, al listone che comprende leggende come Alain Prost, Ayrton Senna e Micheal Schumacher.

    Split-screen a manetta

    La compomente multiplayer (Esports Challenger/Pro Series) verrà sviscerata a fondo nelle prossime settimane: per chi ama le sfide in locale sul proprio divano c'è anche quest'anno lo split-screen, che funziona alla grande.

    Ad ogni modo su PlayStation 5 il simcade di Codemasters è uno spettacolo di rara bellezza: il frame rate è assolutamente granitico, le monoposto sono splendide, mentre la cura per i dettagli extra pista lascia a bocca aperta. Il ray tracing ha fatto dei passi in avanti ma, come nella passata edizione, nelle versioni console sarà attivo solo nei replay, filmati e menu; il tearing invece è stato limitato. Gli highlights delle gare non hanno nulla da invidiare a quelli proposti da SkySports/Liberty Media e perfino le goccioline di pioggia sul casco sono convincenti. Da rimarcare poi che F1 22 sarà il primo gioco della serie con supporto completo alla VR su PC. Sul fronte grafico non mancano problemi e bug: la qualità delle cutscene è ancora altalenante (meglio rispetto allo scorso anno), idem le animazioni e i volti dei piloti, team principal, meccanici, giornalisti e compagnia bella. A tal proposito, invece di avere il simpatico Will Buxton di Liberty Media a fare le interviste, avremmo preferito la coppia Masolin/Valsecchi.

    Nel complesso, abbiamo avuto la sensazione che Codemasters avesse bisogno ancora di qualche settimana in più di lavoro per rifinire la presentazione visiva di F1 22 ma siamo in ogni caso rimasti soddisfatti di questa componente dell'esperienza. Infine, novità in cabina di regia: a Carlo Vanzini si è aggiunto proprio l'ex campione della GP2 Series Davide Valsecchi come spalla tecnica. Sono state inserite nuove linee di dialogo ma la telecronaca è sempre limitata al pre/post gara: a quando un commento in real time?

    F1 22 F1 22Versione Analizzata PlayStation 5Porpoising a parte, Codemasters ha fatto un buon lavoro nel riprodurre il cambio di regolamento che ha rivoluzionato il mondo della F1. Divertente da giocare, impressionante da osservare, F1 22 si distingue per un'IA sopra la media e un modello di guida che sintetizza alla perfezione il concetto di simcade. L'aggiunta di chicche come il giro di formazione e il posizionamento ai box faranno felici gli appassionati, che apprezzeranno anche il miglior funzionamento della safety car. Per chi ama il mondo della F1 c'è davvero tutto (comprese le Sprint Race e il campionato di F2 che verrà aggiornato nel corso della stagione), perfino lo stile glamour dei piloti (F1 Life). Non ci ha particolarmente entusiasmato la modalità Pirelli Hot Lap: avremmo gradito qualcosa di più interessante. In generale, abbiamo avuto la sensazione che il team di sviluppo si sia concentrato soprattutto nel replicare il nuovo cambio regolamentare, rimandando le innovazioni più sostanziose alla prossima edizione.

    8

    Che voto dai a: F1 22

    Media Voto Utenti
    Voti: 9
    6.9
    nd