Fairy Tail: recensione del GDR tratto dall'anime!

I maghi disegnati da Hiro Mashima approdano su PS4, PC e Nintendo Switch con un gioco di ruolo molto fedele all'opera originale.

recensione Fairy Tail: recensione del GDR tratto dall'anime!
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Fino a qualche anno fa la maggior parte dei tie-in legati ad anime e manga era solita portare la firma di Bandai Namco Entertainment, che rimaneggiando le più famose e fortunate licenze dell'editore nipponico Shueisha ha saputo confezionare degli indiscutibili titoli di pregio come Dragon Ball FighterZ e Naruto Shippuden: Ultimate Ninja STORM 4 (a tal proposito, vi suggeriamo di consultare la recensione di Naruto Shippuden: Ultimate Ninja STORM 4 per Nintendo Switch). Dopo il notevole successo ottenuto dai due action game tratti da L'Attacco dei Giganti, anche il sodalizio formato da Koei Tecmo Games e Kodansha ha voluto perseverare lungo la via del tie-in, portando alla realizzazione di un gioco di ruolo basato sulla più acclamata opera nata dalle matite dal mangaka Hiro Mashima. Sviluppato dai ragazzi di Gust, già creatori della longeva serie di Atelier, FAIRY TAIL ci ha dunque tenuto compagnia nelle ultime settimane, trascinandoci in un mondo estremamente fedele a quello dipinto dal geniale fumettista nipponico, ma non certo esente da difetti.

    Riconquistare l'onore perduto

    Quello di Hiro Mashima è un manga molto particolare, poiché nonostante abbia tanti personaggi principali affascinanti e convincenti, la sua vera protagonista è la gilda stessa di Fairy Tail, che al suo interno riunisce e offre lavoro a individui a dir poco eccentrici e rissosi. Dotati di grandi capacità magiche, ogni giorno i suoi componenti si raggruppano in piccoli team e si guadagnano da vivere portando a termine i vari incarichi assegnati alla gilda dagli abitanti di Magnolia o comunque dal Consiglio della Magia, ossia l'organo supremo che controlla e regolamenta l'operato di tutte le gilde legali. Se queste sono infatti approvate e registrate dall'ente soprammenzionato, le cosiddette gilde oscure sono invece paragonabili a vere e proprie organizzazioni criminali, mentre quelle indipendenti godono di una libertà quasi totale (purché non violino espressamente le regole del Consiglio della Magia).

    Composto da Natsu Dragneel, Lucy Heartfilia, Gray Fullbuster, Erza Scarlet e Wendy Marvell, a cui di tanto in tanto si aggiungono anche i compagni Juvia Lockser e Gajeel Redfox, il cosiddetto Team Natsu è a tutti gli effetti il cuore pulsante della gilda Fairy Tail, nonché il gruppo di maghi che - con maggior frequenza - tende a trascinare nei pasticci la suddetta organizzazione.

    Sfortunatamente l'RPG confezionato da Gust non parte dal primo incontro fra Natsu e Lucy, bensì da un'importante battaglia raccontata nel 29° volume del manga e che lo sviluppatore ha utilizzato alla stregua di un prologo per poter narrare buona parte degli eventi successivi. Sconfitto il possente Hades, abile Master della gilda oscura Grimoire Heart, i membri di Fairy Tail presenti sull'Isola Tenro subiscono l'attacco dell'invincibile drago Acnologia e riescono ad avere salva la vita solo grazie al provvidenziale intervento di Mavis, la loro Master di prima generazione.

    Deciso a salvare i giovani maghi di Fairy Tail, lo spirito della fanciulla ricorre infatti all'incantesimo Fairy Sphere, ossia una portentosa magia in grado di ergere una barriera assoluta e impenetrabile, al cui interno il tempo stesso si ferma. L'incantesimo ha però un effetto collaterale alquanto spiacevole: l'Isola Tenro scompare assieme a tutti i suoi visitatori e riappare dopo ben sette anni, catapultando Natsu e compagni in una realtà che durante la loro lunga assenza è andata comunque avanti.

    Tornati a casa, il Master Makarov e i suoi ragazzi realizzano con dispiacere che Fairy Tail, nell'arco di sette anni, ha perso non solo il suo storico prestigio e la fama di essere la gilda più potente del Regno di Fiore, ma addirittura scoprono che i pochi membri rimasti, dopo il sequestro della lussuosa sede principale, sono costretti a lavorare in una malandata catapecchia fuori Magnolia. Riportare la gilda all'antico splendore e "recuperare" il tempo perduto, anche in nome di coloro che hanno cercato di mantenere vivo lo spirito di Fairy Tail, diventa quindi l'obiettivo di Natsu e compagni, i quali decidono di partecipare al più importante evento dell'anno: una sorta di torneo che vede prevalere la gilda più preparata e compatta del regno.

    Adattando gli archi narrativi del Gran Palio della Magia e della Gilda Oscura Tartaros, ossia due delle tre saghe più avvincenti e meglio riuscite dell'opera, i ragazzi di Gust hanno garantito al loro FAIRY TAIL una longevità più che dignitosa, che appunto richiede una trentina di ore per completare la sola compagna principale, e soprattutto un ritmo serrato e in grado di mantenere sempre alto il tasso di interesse del giocatore. Allo stesso tempo, però, la scelta di saltare a piè pari i fatti raccontati nella prima parte del manga penalizza la totale comprensione dell'intreccio. Sebbene Erza e gli altri tendano molto spesso a riepilogare le loro passate avventure, tanti episodi, riferimenti e dialoghi tra i vari personaggi risultano quasi incomprensibili senza una conoscenza pressoché enciclopedica della licenza. Di conseguenza, se da una parte riconosciamo le ragioni che hanno spinto lo sviluppatore a focalizzare le proprie risorse sull'adattamento degli archi narrativi più movimentati della serie (per tutti i dettagli consultate la nostra intervista al producer di FAIRY TAIL), dall'altra il sacrificio compiuto potrebbe avere degli effetti negativi sul target, già di nicchia, a cui il prodotto è indirizzato.

    In marcia verso la vetta!

    In compenso, il team di Gust ha "tradotto" la missione dei maghi di Fairy Tail con meccaniche decisamente azzeccate e convincenti, che scindono il suddetto obiettivo dalla narrazione e lo rendono un traguardo raggiungibile solo con l'impegno del giocatore. Se inizialmente pensavamo che la gilda avrebbe dovuto riacquistare il proprio prestigio attraverso la partecipazione al Gran Palio della Magia, il prodotto targato Koei Tecmo Games, invece, ci ha posti dinanzi ad una realtà ben diversa e più interessante: l'unico modo per guadagnare posizioni nella graduatoria delle gilde legali (peraltro consultabile in qualsiasi momento nell'HUB principale) è infatti quello di portare a termine quante più missioni possibili e costringere il Consiglio della Magia ad affidare a Fairy Tail incarichi di rango sempre maggiore.

    Completare le numerose sidequest disponibili ogni giorno sulla bacheca delle richieste, quindi, non è soltanto il metodo più efficace e rapido per accumulare punti esperienza, denaro e oggetti rari, ma un'attività indispensabile per consentire alla gilda di crescere e sbloccare ulteriori funzioni dell'HUB. Peccato solo che il sistema, diversamente da quanto accade nei titoli della serie Atelier, non permetta di accettare due o più incarichi simultaneamente e che quindi costringa il giocatore a tante e inevitabili sessioni di backtracking.

    Il completamento delle sidequest, ad ogni modo, non facilita solo l'accumulo di punti esperienza necessari a salire di livello, ma premia il giocatore coi cosiddetti Fairy Point: acquisibili in proporzione al rango della gilda e della missione compiuta, questi possono essere spesi per accrescere il Character Rank di tutti i personaggi giocabili, allo scopo di sbloccare costumi alternativi, potenziamenti e slot in cui incastrare pezzi di equipaggiamento extra. Svolgere gli incarichi con lo stesso party, inoltre, permette di rafforzare i legami tra i suoi componenti, in modo tale da innescare dei buffi eventi del tutto opzionali e incrementare le probabilità che questi si supportino a vicenda durante gli scontri.

    A proposito dell'HUB, che si tratti della malridotta sede disponibile all'inizio dell'avventura o della locanda situata nella città di Crocus, capitale di Fiore, ciascuno dei vari edifici utilizzati dai membri di Fairy Tail ospita un negozio e una nutrita serie di strutture migliorabili e potenzialmente in grado di rafforzare il party.

    Se, ad esempio, il negozio di Lisanna è il luogo perfetto per far scorta di oggetti curativi, il laboratorio di Levy è una tappa da visitare costantemente, al fine di sintetizzare e riciclare le cosiddette Lacrima (sfere paragonabili alle Materia di Final Fantasy VII che, una volta equipaggiate, conferiscono abilità e bonus alle statistiche dei loro utilizzatori).

    Sbloccare ed elevare il livello della cucina, poi, aumenta in automatico gli HP massimi dei combattenti, mentre la libreria fa sì che i personaggi lasciati in panchina ottengano una percentuale di esperienza sempre più elevata e vicina a quella guadagnata dai lottatori titolari. Il deposito, infine, consente di immagazzinare un numero sempre maggiore di oggetti, anche perché le varie zone di FAIRY TAIL pullulano di strumenti da raccogliere, al fine di riutilizzarli nelle intuitive e basilari fasi di crafting. Dai creatori di Atelier, in effetti, ci saremmo aspettati un sistema un tantino più evoluto, ma lo sviluppatore ha invece preferito eliminare la necessità di combinare e mescolare manualmente i requisiti delle ricette, magari per non tediare i fan della licenza di Mashima con meccaniche più complesse.

    Uno spettacolo di magia

    Per quanto concerne il combat system, con FAIRY TAIL si è deciso di adottare un sistema a turni che riutilizza alcune vecchie meccaniche della serie Atelier. Innanzitutto occorre precisare che il party titolare può include da un minimo di tre ad un massimo di cinque lottatori, a seconda della porzione di storia raggiunta: non a caso, a inizio avventura sarà possibile schierare in campo solo tre personaggi per volta.

    Nel mezzo degli scontri, poi, il terreno presenta una scacchiera invisibile a nove slot sulla quale sono disposti soltanto i nemici, poiché i molteplici attacchi magici di Natsu e soci, oltre a vantare un raggio d'azione differente, possono anche intervenire e modificare la posizione degli avversari, introducendo un'appetibile componente strategica. Se le magie più essenziali coprono al massimo una o due caselle, gli incantesimi più dispendiosi e potenti tendono invece a coinvolgere anche sei caselle diverse, travolgendo altrettanti mostri e velocizzando la soluzione dei conflitti.

    Attenzione però a non sprecare troppi MP, in quanto Gust, in nome della fedeltà verso l'opera primaria, ha cercato di preservare a tutti i costi una caratteristica dei personaggi di Fairy Tail, ovvero l'incapacità di rimanere ancora in piedi dopo aver esaurito il potere magico. Come si traduce tutto questo in termini di gioco? È abbastanza semplice. Se, in genere, negli RPG i combattenti vanno al tappeto dopo aver perso tutti gli HP, in FAIRY TAIL questo succede anche quando un titolare in campo termina i suoi MP. A meno che non si faccia un uso alquanto scellerato dei suddetti, si tratta di un'eventualità abbastanza rara, che può comunque essere scongiurata tornando per qualche istante alla base, ricorrendo agli strumenti di guarigione o comunque attraverso le preziose Particelle di Ethernano lasciate cadere dai mostri al momento della morte.

    Oltre agli attacchi normali e agli incantesimi, ciascun personaggio dispone poi di attacchi e risorse speciali, in quanto FAIRY TAIL presenta meccaniche in grado di potenziare a dismisura i titolari, ricorrere a contrattacchi o addirittura ad assalti di gruppo. Ad esempio, le barre risveglio individuali, una volta piene, consentono di sprigionare il vero potere dei maghi, che a seconda del personaggio può anche avere più opzioni. Nel caso di Natsu, il risveglio, a discrezione dell'utente, può indurre il portentoso power-up noto come Dragon Force o permettere al ragazzo di entrare per qualche turno nella devastante "Modalità Drago del Fulmine Infuocato", al fine di accedere ai suoi attacchi più terrificanti e dispendiosi.

    Infine la barra Fairy, che si riempie gradualmente dopo ogni colpo portato a segno, attiva la cosiddetta Combo Magica, ossia una catena di incantesimi che, in base al rango raggiunto dai lottatori in campo, consente loro di unire le forze e lanciare, uno dopo l'altro, una serie di attacchi devastanti. Non solo queste arrecano danni esorbitanti, ma addirittura possono concludersi con le speciali mosse finali o comunque con le Magie Estreme, che in situazioni eccezionali chiedono l'immediato intervento in campo di alleati come il Master Makarov.

    Appagante e articolato, l'unico vero difetto del sistema di combattimento di FAIRY TAIL è rappresentato dal basso tasso di sfida che caratterizza gli scontri. Sia a difficoltà Facile che Normale, le battaglie ci sono parse estremamente semplici, disinnescando la necessità di mettere in atto la benché minima strategia. A modalità Difficile, invece, il titolo riesce finalmente a esprimere tutto il proprio potenziale e impedisce al giocatore di ignorare le debolezze e resistenze elementali dei contendenti. A ragion veduta, il nostro spassionato consiglio è quello di selezionare la modalità Difficile subito dopo aver preso dimestichezza con le meccaniche del titolo, al fine di godere di un'esperienza più coinvolgente.

    Il solito compitino

    Conoscendo gli standard qualitativi cui Gust ha abituato i propri sostenitori, le speranze che FAIRY TAIL vantasse un comparto tecnico soddisfacente erano molto ridotte; eppure, dopo aver riconosciuto i notevoli progressi compiuti proprio sul fronte tecnico da Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout (per tutti i dettagli consultare la nostra recensione di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout), era lecito aspettarsi qualcosa di più.

    Al netto di un character design sublime e di un cell shading che ben si adatta all'opera natia, i modelli poligonali di FAIRY TAIL sono poveri di dettagli e per giunta affetti da un anti-aliasing incapace di nascondere a dovere spigoli e imperfezioni. Ancor più critica è la situazione delle texture, eccessivamente spartane, poco nitide e un tantino riciclate.
    Uno sforzo sicuramente maggiore è stato compiuto sul fronte sonoro, con una selezione di tracce ispirate e attente a sottolineare i toni vivaci della narrazione. Peccato solo che queste non reggano assolutamente il confronto con la maestosa colonna sonora dell'anime di Fairy Tail, che siamo certi avrebbe saputo offrire un accompagnamento di gran lunga più efficace e potente. Buono il doppiaggio in lingua originale giapponese, che ancora una volta ha riunito l'eccellente cast storico dell'anime. Sfortunatamente non si può dire lo stesso per i sottotitoli in lingua inglese, che già a partire dal prologo hanno spesso alterato in maniera significativa il senso di alcune battute d'effetto.

    Fairy Tail Fairy TailVersione Analizzata PlayStation 4Coi suoi 16 personaggi giocabili ed un solido sistema di combattimento a turni, FAIRY TAIL aveva il giusto potenziale per diventare uno dei più dignitosi RPG dell’estate 2020. Il livello di difficoltà tarato verso il basso, il deludente comparto tecnico, senza dimenticare la ripetitività delle sidequest, rischiano invece di oscurare quanto di buono escogitato da Gust. Qualora siate già innamorati della chiassosa licenza di Hiro Mashima, FAIRY TAIL saprà ammaliarvi con la sua irresistibile ironia; in caso contrario, l’assenza di importanti tasselli narrativi potrebbe precludere la totale comprensione della vicenda e favorire un prematuro abbandono da parte del giocatore.

    7.2

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