Fallout 4 VR Recensione: un mondo post apocalittico in realtà virtuale

Fallout 4 VR è il secondo gioco open world prodotto da Bethesda a raggiungere i visori per la Realtà Virtuale...

recensione Fallout 4 VR Recensione: un mondo post apocalittico in realtà virtuale
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  • Pc
  • Tra chi si è sempre dimostrato scettico rispetto alla Realtà Virtuale, le tesi legate al mancato successo sul mercato sono storicamente state due: l'alto costo dei visori e la mancanza di contenuti davvero "Tripla A".
    L'accessibilità di PSVR e i tagli operati da Oculus per quanto riguarda Rift stanno progressivamente abbassando le barriere di ingresso, mentre, in parallelo, la disponibilità di software continua a crescere, anche grazie a produzioni ad alto budget.
    Malgrado si tratti di operazioni di porting, il trittico di Bethesda composto da Skyrim VR, DOOM VFR e Fallout 4 VR era atteso al varco, in quanto potenzialmente in grado di avvicinare il grande pubblico alla realtà virtuale, proponendo esperienze reinterpretate per far leva sui punti di forza dei visori: immersività, senso di presenza e percezione della terza dimensione.
    Se Skyrim VR è uscito come esclusiva per PSVR, Fallout 4 VR si pone invece dalla parte opposta dello spettro, giunto soltanto su Vive con un titolo studiato appositamente per i controller prodotti da HTC. Torniamo insomma ad esplorare le desolate rovine di Boston, uscendo dalle spesse mura del Vault 111 con rinnovato entusiasmo.

    Nei panni di un sopravvissuto

    Tutta la sequenza iniziale di Fallout 4, dal primo istante - in apparenza idilliaco - all'interno della propria casa al brusco risveglio successivo in un mondo post apocalittico, è ormai ben salda nei nostri ricordi.
    In Realtà Virtuale fa però tutto un altro effetto e ci è sembrato di viverla per la prima volta: la luce che filtra dalle finestre, il neonato che piange, gli elettrodomestici anacronistici sono tutti dettagli che rapiscono lo sguardo, stimolandoci ad osservare ogni singolo elemento dell'ambiente, stupiti e coinvolti come mai prima d'ora.

    Mentre si prende confidenza con il sistema di locomotion basato sul teleport (abbastanza standard per quanto riguarda le produzioni in VR uscite quest'anno), girovaghiamo quindi per la casa in lungo e in largo, iniziando ad esaminare ogni aspetto dell'abitazione, aprendo il frigorifero e i cassetti, e lasciando così libero spazio alla curiosità. L'interazione è completamente gestita tramite i due controller di Vive, dotati di un ampio touchpad, di un grilletto analogico e di due pulsanti aggiuntivi nell'impugnatura, che permettono di mimare l'azione di afferrare un oggetto semplicemente serrando le mani.
    La mappatura dei controlli funziona discretamente bene, anche se la navigazione dei menu avviene con degli swipe sulle superfici touch, dimostrando di fatto che i controller di Vive non sono nati puramente per i videogiochi ma per una tipologia più ampia di esperienze, e risultando così alquanto imperfetti nelle situazioni più concitate.
    Trascorsa più di mezz'ora tra le mura domestiche decidiamo finalmente di dare inizio all'avventura vera e propria, rispondendo al campanello suonato dal rappresentante della Vault-tec e innescando di fatto la sequenza di eventi che ci catapulterà nel futuro, alla strenua ricerca di nostro figlio.
    Proprio nella sezione della fuga verso il Vault decidiamo di provare il sistema di locomotion libero: il movimento è nuovamente gestito facendo scorrere il dito su uno dei touchpad, con la visuale ristretta da un filtro che sfuma i bordi, in modo da rendere maggiormente gestibili gli spostamenti più fulminei.
    Tale filtro può essere comunque disabilitato e, complice una certa abitudine nell'uso dei visori VR e un hardware performante che garantisce una buona fluidità senza perdere alcun frame, muoversi liberamente nel Vault 111 si trasforma ancora una volta in un'avventura parecchio coinvolgente.

    Ma è solo quando mettiamo piede tra le rovine del mondo di gioco che il vero potenziale di Fallout 4 VR "esplode" con tutta la sua forza: la visita alla nostra vecchia casa, l'incontro con Dogmeat e l'orizzonte sconfinato fanno cementare l'idea che tutto il fascino clamoroso del gioco originale si trovi davanti ai nostri occhi. Fallout 4 per HTC non è, infatti, una versione ridotta del titolo di partenza, adattata alla Realtà Virtuale con pesanti compromessi a livello di contenuti: la prova di trovarsi dinanzi all'opera completa l'abbiamo avuta semplicemente sollevando il braccio sinistro, guardando verso il polso e selezionando la mappa grazie ad un paio di swipe per gestire il menu. La grandezza degli ambienti è quella che già conosciamo e la voglia di esplorare la natura selvaggia delle wasteland a fianco del nostro compagno canino torna prepotentemente alla ribalta.
    Decidiamo però di seguire il flusso classico dell'avventura e raggiungiamo Concord, ingaggiando il primo vero scontro a fuoco.

    Mentre ci avviciniamo, il nostro amico a quattro zampe inizia a ringhiare, e tramite il menu degli ordini gli indichiamo il primo degli avversari da attaccare: frattanto che il predone cerca di contenere la furia di Dogmeat, ci abbassiamo dietro ad un cumulo di macerie, chinandoci fisicamente sulle ginocchia, attivando con la pressione di un tasto il sistema VATS: la nostra vista si tinge di verde e le due sagome di altrettanti avversari si stagliano nel buio della notte, scarsamente illuminato dalla luna.
    Proviamo a mirare al torso ma la distanza è troppo ampia e le caratteristiche di base del nostro personaggio non ci permettono di infliggere molti danni. Invece di sprecare munizioni, ci avvicinano ai bersagli finché la mira non si stabilizza leggermente, benché continui a fare la spola tra il torso e gli arti in maniera rapida e imprevedibile. Decidiamo comunque di tirare il grilletto e il colpo va incredibilmente a segno in piena nuca.
    L'avversario crolla a terra proprio mentre il suo compagno ci scarica contro una raffica di proiettili, quindi ci abbassiamo ancora di più, muovendo rapidamente lo sguardo indietro per vedere il nostro cane correrci incontro, segno che la sua preda è stata sopraffatta. Ci alziamo di scatto e spariamo un colpo in direzione delle raffiche, giusto in tempo per prenderci una pallottola in pieno petto proprio mentre stiamo attivando il VATS, con il sangue che sgorga a rallentatore fin sopra alla nostra faccia.
    Presi dalla furia, indirizziamo tre colpi al torso, spegnendo il VATS, decidendo così di mirare "ad occhio" e abbattendo anche il terzo predone: abbiamo così posto fine ad un primo scontro adrenalinico che conferma quanto la realtà virtuale riesca ad arricchire e rendere più entusiasmante un titolo dalle meccaniche ludiche tutto sommato abbastanza "tradizionali".

    Fallout 4 VR Fallout 4 VRVersione Analizzata PCUna volta iniziata una sessione in realtà virtuale con Fallout 4, abbiamo trascorso almeno un paio d’ore indossando il visore, persi nel mondo devastato ideato da Bethesda. Il sistema di controllo convince, gli adattamenti per renderlo fruibile in VR funzionano e i contenuti sono presenti al cento per cento (sebbene i DLC siano esclusi dal pacchetto): Fallout 4 non solo non ha perso un briciolo del proprio fascino ma anzi la formula di gioco ne ha guadagnato in termini di immersività e coinvolgimento. Scoraggia quindi notare quanto sia imperfetto il lavoro svolto dal team a due anni di distanza: le Nuka Cola disposte nel frigo all’inizio dell’avventura sono ancora sospese a dieci centimetri dallo scaffale, e nelle notti più chiare la luce delle stelle passa attraverso le nuvole con un effetto assolutamente irrealistico. Ci sono poi sia delle limitazioni vere e proprie, come il mancato funzionamento dei mirini delle armi a lungo raggio, sia imperfezioni decisamente grossolane, tra cui una scarsa cura riposta nella gestione delle proporzioni. Si tratta di difetti che nella versione tradizionale per PC e console potrebbero essere considerati di poco conto ma che in VR riescono ad intaccare il senso di presenza, rovinando in parte la bontà del lavoro di adattamento per la Realtà Virtuale. Inoltre questa versione richiede un hardware davvero molto potente rispetto ad altre esperienze di pari qualità visiva, e viene proposta allo stesso prezzo con il quale il titolo venne lanciato a fine 2015. Fallout 4 VR si dimostra quindi l'edizione definitiva dell’ultimo capitolo della saga di Bethesda sul fronte del coinvolgimento, ma mostra ancora il fianco a numerose critiche per quanto riguarda la rifinitura generale dell’avventura.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i5 6600K
    • RAM: 16 GB
    • GPU: Nvidia GTX 1080
    7.8

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