Fast & Furious Crossroads Recensione: Dom Toretto finisce in panne!

Il tie-in della celebre saga cinematografica è un completo disastro: scopriamo insieme i motivi per cui è uno dei peggiori giochi della generazione.

Fast and Furious Crossroads
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'eterna saga di Fast & Furious sembra non finire mai la benzina. Dominic e famiglia torneranno il prossimo anno sugli schermi cinematografici con il nono capitolo, ma nell'attesa, dal momento che non riescono a tenere a "freno" i propri bolidi, hanno deciso di sfrecciare anche sulle impervie strade dei tie-in videoludici con un prodotto alquanto sgangherato, che sembra intenzionato - purtroppo - a tagliare in prima posizione il traguardo del peggior gioco dell'anno. Può sembrare un'esagerazione un po' sensazionalistica, ma ci duole ammettere che non è così: Fast & Furious Crossroads è un racing arcade che corre a perdifiato nella corsia della mediocrità, pieno zeppo di problemi tecnici e ludici. È un gran peccato constatare che al volante del progetto ci sia Slightly Mad Studios, che con i primi due Project Cars ha dimostrato di intendersi di quattro ruote: con la trasposizione digitale delle (dis)avventure di Toretto, invece, il team inglese va costantemente fuori pista, ribaltandosi più volte senza mai rimettersi in carreggiata.

    Storie di criminali e automobili

    Prendiamo due fanciulle, Vienna e Cam, abili guidatrici con il gusto per il pericolo, e mettiamole contro un'organizzazione criminale nel mirino dell'Interpol: quello che sembrava solo un semplicissimo debito da pagare alla malavita si trasforma in una caccia all'uomo di portata internazionale, che comprenderà - ovviamente - pericoli su larga scala, corse clandestine, dirottamenti di treni e tante, tantissime automobili da far saltare in aria.

    L'unico elemento positivo della storia di Crossroads risiede nella partecipazione attiva di alcuni dei personaggi distintivi della serie cinematografica, come Dom e Letty: se escludiamo il loro (pur sbiadito) carisma, la trama del gioco è un'accozzaglia di situazioni al limite e cinematiche orchestrate in maniera destabilizzante, per quanto concerne sia la regia sia la recitazione digitale. Sebbene neppure i film abbiano mai brillato sul piano della sceneggiatura, è pur vero che l'esasperazione visiva, l'adrenalina delle sequenze d'azione e l'indubbia prestanza scenica dei protagonisti appagavano le esigenze di quegli spettatori alla ricerca di un'esperienza disimpegnata e fracassona. Crossroads, purtroppo, fallisce proprio là dove avrebbe dovuto puntare: ricreare in formato digitale la stessa frenesia e la medesima carica elettrizzante dei film. In poco meno di 4 ore, la vicenda del gioco propone invece un soporifero andirivieni di momenti mal diretti, statici e grossolani, dove le auto si dimostrano persino più espressive dei volti dei protagonisti.

    Correre a un quarto di miglio alla volta, per poi schiantarsi

    Al netto di una trama tutt'altro che coinvolgente, il problema più grave di Crossroads, disgraziatamente, risiede nel gameplay: senza mai permetterci uscire dal veicolo, l'intera avventura imbastisce un susseguirsi estremamente lineare di missioni tutte uguali, che ci condurranno dalle strade di Barcellona a quelle di New Orleans, con una capatina nel deserto.

    Barriere invisibili, ostacoli ambientali posti senza alcun senso logico lungo la via e fisica delle vetture prive di qualsivoglia realismo (beh, questo accade anche nei film...) concorrono a creare un'esperienza al limite della frustrazione. Le auto slittano come se stessero correndo sul ghiaccio, a prescindere dalla superficie sulla quale ci muoveremo, il controllo al volante è profondamente grossolano, e la resa degli urti agli impatti con gli ostacoli produce spesso dei risultati del tutto arbitrari e imprevedibili.

    Ne consegue che la maggior parte delle volte non ci sentiremo mai pienamente al comando del nostro mezzo, e in un gioco in cui passeremo 4 ore a bordo di una macchina, questa sensazione di incertezza finisce presto per diventare irritante. Le tipologie di incarichi da portare a termine, inoltre, si contano sulle dita di una mano: si parte dalle immancabili gare clandestine, e si arriva agli assalti ai treni, passando per gli inseguimenti in cui eliminare sbirri e criminali a sportellate, dando vita a takedown sul modello di Burnout.

    Peccato solo che il feedback dei contrasti sia a malapena percettibile, e che l'utilizzo dei vari gadget a disposizione, tra rampini, missili e dispositivi per l'hacking, non solo sia altamente impreciso, ma diventi ben presto anche parecchio ripetitivo, persino nelle poche ore di longevità concesse dal gioco. In alcune missioni, quando lo script ce lo permetterà, potremo passare al controllo di diversi personaggi, ognuno dotato di un veicolo con specifiche caratteristiche, utili a completare determinati parti dell'incarico: ma si tratta di variazioni sul tema che in alcun modo ravvivano un avanzamento monotono e noioso. Sono sufficienti insomma pochi minuti di gioco per comprendere quanto Crossroads sia farraginoso e spigoloso, complice anche un quantitativo sproporzionato di bug che rovinano la corsa: ce n'è praticamente per tutti i gusti, come auto che volano, modelli poligonali che si teletrasportano dopo una collisione e ambientazioni che si compongono man mano che il nostro bolide viaggia a un quarto di miglio alla volta. Se consideriamo tutti questi elementi, in sostanza, è inevitabile che Fast & Furious finisca per schiantarsi ad ogni curva.

    Guardie e ladri in multiplayer

    Per rimpinguare un'offerta in singolo totalmente insufficiente, il team ha inserito anche una modalità multigiocatore che genera a tratti situazioni tragicomiche. Il fulcro dell'esperienza è molto semplice: tre squadre, ognuna composta da un tris di utenti, si daranno battaglia perseguendo differenti obiettivi. I poliziotti dovranno contrastare le fazioni dei buoni e dei cattivi, mentre quest'ultime si fronteggeranno per eliminarsi a vicenda.

    Solitamente si tratta di incarichi basilari: i criminali dovranno condurre a destinazione un oggetto prezioso, gli eroi proveranno a impedirglielo e i tutori della legge tenteranno di mettere fuori combattimento i due gruppi. Il multiplayer di Crossroads è un "tutti contro tutti" che eredita i difetti ludici del singleplayer, e li trasporta in un contesto maggiormente confusionario, dove domina il caos incontrollato.

    Ciascun veicolo possiede chiaramente dei propri strumenti d'attacco, come missili o strisce chiodate, ma alcune armi sono fin troppo più efficienti di altre, creando uno squilibrio considerevole che rende l'abilità dell'utente del tutto secondaria ai fini della vittoria. Al termine del match si ottengono i più classici dei punti esperienza in base alle prestazioni, grazie ai quali salire di livello e sbloccare sia nuovi veicoli sia elementi di personalizzazione estetica. L'unico aspetto valido del comparto multigiocatore consiste dunque proprio nella discreta quantità di oggetti e mezzi da ottenere, ma è un incentivo insufficiente per chiudere un occhio dinanzi agli innumerevoli problemi del gameplay.

    Carrozzeria...vintage

    Diceva Dominic Toretto in Fast & Furious 8: "Non importa cosa c'è sotto il cofano, l'unica cosa che importa è chi c'è dietro al volante". Non per sminuire la saggezza di Vin Diesel, ma questa massima non vale in ogni circostanza. In Crossroads, ad esempio, cosa c'è sotto il cofano importa eccome, dal momento che il motore grafico del gioco è uno degli elementi più disastrosi.

    Anzitutto, il colpo d'occhio ricorda quello di un gioco di una generazione fa, nei modelli poligonali, nell'uso degli effetti e nel livello di dettaglio; in secondo luogo, la resa visiva influisce in maniera abbastanza pesante anche sulla giocabilità. Questo avviene perché in molte circostanze basta un minimo elemento dello scenario fuori posto per causare un inciampo nella gestione della fisica e nell'annesso controllo dell'auto; lo stesso vale per l'invasivo pop up e per la conformazione dell'ambiente.

    C'è una sequenza, in Crossroads, situata nel deserto, in cui la mappa non ha praticamente una forma, e diventa un agglomerato indistinto, confuso, senza confini. In una simile circostanza siamo stati costretti a guidare alla cieca: a prescindere dall'effetto quasi divertente, nel suo essere involontariamente ridicolo, tale approssimazione è sintomatica di un processo di sviluppo indubbiamente problematico.

    Fast and Furious Crossroads Fast and Furious CrossroadsVersione Analizzata PlayStation 4 ProSenza mezzi termini, Fast & Furious Crossroads è un completo disastro, sotto qualsiasi punto di vista. La guida dei mezzi è pessima, la ripetitività quasi soffocante e il comparto tecnico sembra provenire da un passato lontano. Neppure la presenza di Vin Diesel riesce a riportare questo tie-in sulla giusta rotta: il propellente si esaurisce in pochissimo tempo, i freni si usurano molto presto, il volante non risponde alle sollecitazioni, il motore si surriscalda e Crossroads finisce in panne, in quello sfasciacarrozze videoludico in cui dimorano i peggiori giochi di questa generazione.

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