FIFA 20 Recensione: il calcio spettacolo secondo Electronic Arts

Il nuovo gioco di calcio di EA si presenta sul campo con un enorme parco di modalità e qualche rifinitura al gameplay.

FIFA 20 4K
Recensione: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono anni ormai che Electronic Arts porta avanti in modo coerente la sua visione del calcio virtuale, inteso come puro spettacolo: ne sono una dimostrazione palese sia la cura riposta nella costruzione della scena sia l'enorme parco di modalità ludiche che accompagna l'offerta in singolo ed in multiplayer. Come se non bastassero i Tornei di Champions, le due diverse Carriere e il proficuo Ultimate Team, per questa edizione EA alza addirittura la posta in gioco, introducendo VOLTA, il legittimo erede di FIFA Street che ci permette di tornare (il titolo "Volta", in portoghese, significa proprio "to return") tra i campi da strada, dove dominano le acrobazie, il dinamismo e l'esagerazione.

    FIFA 20, pur ampliando il ventaglio di modalità, non rinuncia comunque a rifinire la sua formula di gameplay: una giocabilità che - per quanto presenti alcune migliorie - non riesce però a compiere quel passo in avanti così tangibile che era lecito aspettarsi. Lo studio americano, insomma, sceglie di evolvere il suo calcistico sul piano ludico in maniera un po' timida, preferendo concentrarsi sull'offerta di contorno. Una strategia rispettabile, che incontrerà i favori di una specifica fascia di pubblico, ma che rischia di scontentare chi avrebbe voluto assistere ad uno slancio più evidente verso l'aspetto simulativo.

    Il gameplay: tra tatticismo, velocità e strategia

    Proseguendo lungo la strada dei piccoli accorgimenti, EA ha mantenuto invariata la filosofia di gioco che contraddistingue il suo FIFA, agendo più che altro sulle animazioni degli atleti e sul loro rapporto con il terreno. L'aggiunta di nuove movenze va a ricalibrare i contrasti 1vs1, a rendere più precisi i dribbling ed in sostanza a garantire un maggiore controllo palla al piede dell'atleta.

    D'altronde, FIFA è sempre stato sinonimo di personalizzazione estrema: sia la squadra nella sua interezza che i vari giocatori sono pienamente modificabili dall'utente, che può scegliere il tipo di approccio alla gara ed i comportamenti che i membri della rosa devono attuare in campo.

    Questo implica che impostare correttamente le strategie nel pre-partita, o cambiare tattica al volo nel corso del match può dare all'incontro un volto tutto nuovo, riducendo al minimo il margine d'errore nella gestione della difesa, che altrimenti, se lasciata tutta in mano alla CPU, si presta a qualche défaillance di troppo.

    Buona invece la reattività degli estremi difensori: se escludiamo la tendenza dei "cecchini" a insaccare la sfera nel sette della porta quando tirano dalla distanza, nell'insieme i portieri hanno saputo dimostrare una discreta abilità. Un talento soggetto comunque a fluttuazioni, con qualche svarione sotto rete, ascrivibile comunque senza troppi problemi in un onesto coefficiente di imprevedibilità.

    Nel complesso dunque, ai gradi più elevati, i calciatori ci sono parsi più reattivi, alcune squadre blasonate posseggono una propria personalità, e l'azione di gioco beneficia di un tatticismo superiore. C'è da ammettere tuttavia che simili revisioni non risultano subito percettibili, ed anzi si tratta di piccolezze capaci di mostrare il loro valore soprattutto nelle mani dei giocatori più esperti.

    Al di là di una fisica degli atleti adeguatamente perfezionata, infatti, tutte le più piccole sottigliezze del gameplay vengono alle volte ben celate da un'impostazione ludica molto legata alle dinamiche del passato. Ci riferiamo principalmente ad un ritmo della gara ancora piuttosto veloce, che fatica a restituire il feeling di star osservando o giocando una vera partita di pallone.

    I team, specialmente quelli più forti, continuano a dettare un gioco accelerato, fortemente dinamico e reattivo, fatto di colpi di prima, passaggi rapidissimi, corse sulle fasce e rimpalli fortunati. Sembra quasi che i grandi campioni non si stanchino mai: viene così meno la necessità di imbastire una tattica più ragionata per favorire uno stile più intuitivo.

    Benché la velocità ci sembri comunque ridotta in rapporto al passato, a nostro avviso FIFA 20 non tira sufficientemente il freno, ed imbastisce di nuovo un gameplay in cui ci sono pochi momenti di calma. Un simile concept tende dunque a celare le vere potenzialità della produzione, anche a causa di una CPU sempre molto aggressiva, la quale - seguendo un ritmo inarrestabile - sotto certi aspetti costringe il giocatore ad adeguarsi ad un andamento più fulmineo.

    Lo ribadiamo: nelle mani degli utenti più abili, FIFA 20 riesce a garantire non poche soddisfazioni, grazie alla pletora di impostazioni tattiche, ma restiamo dell'idea che, dopo l'ennesima edizione, Electronic Arts avrebbe potuto limare ulteriormente dei difetti che si porta dietro da anni, e che ora ci sembrano per questo meno perdonabili.

    Se FIFA 20 persiste nel proporre un ritmo molto sostenuto, parte della colpa ricade su una fisica della palla che, nonostante un parziale miglioramento in confronto agli scorsi anni, rimane abbastanza leggera, tale da prodigarsi in bordate, traiettorie e rimpalli non sempre del tutto credibili.

    Lo si nota principalmente nelle curvature della sfera nei calci piazzati, che sono stati piacevolmente rinnovati. Adesso, prima di ogni punizione dovremo impostare non solo la traiettoria, ma anche la rotazione da imprimere al pallone, così da concludere con una precisione superiore. Rimanendo in tema, accanto alla ritrovata Finalizzazione a tempo, è stato implementato il tocco di prima, che ci dà l'opportunità di posizionare la palla con un colpetto di piede e poi procedere al tiro, in modo da aumentare le probabilità di successo.

    Quando la grafica fa il calciatoreAnche se i volti di alcune star del calcio non sono certo fotorealistiche, il colpo d'occhio di FIFA 20 resta di tutto rispetto. Le nuove animazioni del corpo e le espressioni facciali mostrano un livello di dettaglio elevatissimo, così come il contorno scenografico che incornicia gli stadi. Eccellenti poi sia le cinematiche della modalità VOLTA sia la soundtrack, da sempre uno dei marchi di fabbrica della serie. Al pari del rivale PES, uno dei punti deboli del comparto audiovisivo si riconferma la telecronaca italiana, a cura di Pardo-Nava, magari non incoerente e ridondante come quella ascoltata nel gioco di Konami, ma non per questo meno approssimativa.

    Se si fa eccezione per alcune parabole e certi rimpalli troppo accentuati, la fisica della palla mostra pregevoli aggiustamenti nella ricezione e nel controllo, merito del sistema Active Touch, che dona ai giocatori una reattività ed un'agilità più marcata, che si esplica soprattutto in una serie di piccole animazioni più realistiche in rapporto ai precedenti capitoli. Chiaramente tal implementazioni coinvolgono anche i giocatori controllati dalla CPU, che reagiscono in maniera più verosimile ed occupano la posizione sul campo coerentemente con la strategia di gioco adottata dalla squadra: permane in generale una certa aggressività da parte dell'Intelligenza artificiale, la quale si cimenta in un pressing piuttosto considerevole, non poche volte ricorrendo al fallo, solitamente sanzionato con attenzione dal direttore di gara. In sostanza, Electronic Arts ha apportato leggere migliorie al suo FIFA 20, che danno corpo ad un gameplay funzionale ed efficace, ma privo di un'evoluzione pienamente avvertibile.

    Le modalità di gioco e le modifiche alla Carriera

    Come già anticipato, FIFA 20 non sarebbe un degno capitolo della serie senza un vasto pacchetto di modalità a disposizione. Per la felicità di chi ama trascorrere qualche pomeriggio all'insegna della totale spensieratezza, nella modalità Calcio d'Inizio, al di là della possibilità di partecipare a Tornei, partite cooperative, scalare le Stagioni online e partire alla conquista della Champions League, troveremo di nuovo le Regole Speciali, ossia partite da disputare con dei modificatori specifici che cambiano gradevolmente l'approccio alla gara.

    Accanto a quelle presenti già lo scorso anno, in FIFA 20 se ne aggiunge un paio: "Palla matta", in cui quando la sfera esce dal campo verrà assegnato un potenziamento casuale al pallone, dall'aumento della potenza di tiro fino alla velocità; e "Falla Girare", una variante di King of the Hill in salsa calcistica nella quale occorrerà mantenere il possesso in un'area specifica del terreno, per incrementare un indicatore fino ad un massimo di tre punti, dopodiché basterà insaccare la palla in rete ed ottenere un punteggio equivalente a quello guadagnato in precedenza.

    Esattamente al pari di quanto avveniva in FIFA 19, le House Rules sono un piacevole diversivo che donano un pizzico di anima Arcade all'opera di EA, senza in alcun modo distogliere l'attenzione dal fulcro della componente in singolo. Stiamo ovviamente parlando del Pro Club e della Carriera: la prima si presenta in maniera molto simile alla passata edizione, con un focus maggiore sulla personalizzazione dell'avatar e con l'aggiunta di nuovi ruoli, senza contare l'inserimento delle Coppe Regole Personalizzate ed un ricambio di sfide settimanali.

    Più consistenti sono i cambiamenti della Carriera, che come ogni anno permette di scegliere il percorso da Allenatore e quello da Giocatore. Impersonando il mister, di cui è possibile selezionare un avatar femminile, dovremo tener conto di una serie di parametri gestionali: oltre alle finanze, infatti, ci toccherà mantenere in equilibrio il morale dei nostri giocatori, rispondendo alle loro email e partecipando attivamente alle trattative o alle conferenze stampa. Con un'attenzione maggiore all'aspetto cinematografico ed interattivo, proprio come la Master League Remastered di PES 2020, anche in FIFA 20 EA ha scelto di sfruttare scene d'intermezzo più elaborate e coinvolgenti, benché prive di doppiaggio ed abbastanza ripetitive a lungo andare.

    Una delle novità più interessanti della modalità Carriera riguarda però il Potenziale Dinamico del giocatore, che varierà nelle stagioni successive in base alle nostre prestazioni, sia al rialzo che al ribasso, un fattore che ci impone di prestare una certa attenzione al ricambio generazionale. Chiudono il quadro dell'offerta la facoltà di giocare con una squadra femminile, come nelle scorse edizioni, e poi l'introduzione più massiccia di questo capitolo, che sostituisce il Viaggio di Alex Hunter. Ci riferiamo, ovviamente, a VOLTA Football.

    C'era una VOLTA...il calcio!

    Partiamo da un presupposto già espresso in più occasioni durante i nostri precedenti contatti con la produzione: VOLTA non rappresenta la nuova incarnazione della serie FIFA Street. È piuttosto la trasposizione del gameplay di FIFA 20 in un contesto diverso, fatto di campetti da strada, parcheggi, sottopassaggi e spiagge assolate, all'insegna delle acrobazie, dei trick più assurdi, della giocoleria e dell'agonismo più aggressivo.

    All'inizio dell'esperienza potremo modificare il nostro alter ego digitale attraverso una gamma sufficientemente ampia di impostazioni, e partire con lui per un viaggio ai quattro angoli del mondo, per partecipare ai campionati mondiali di street soccer. VOLTA contiene al suo interno un vero Story Mode che ci terrà impegnati per un buon manipolo di ore, a fronte però di una narrazione di bassissima lega.

    Al netto di una regia e di una costruzione scenica di alto spessore, merito prevalentemente di un Frostbite in gran forma, il susseguirsi di eventi è un concentrato di stereotipi e forzature, all'insegna di personaggi tipificati e a tratti macchiettistici. Nel tentativo di ricostruire l'atmosfera più "cool" del calcio da strada, VOLTA fa leva su sequenze di una banalità disarmante che per forza di cose azzoppa il coinvolgimento dell'utente.

    Diverso il discorso per il mood generale, ottimamente riprodotto e stracolmo di stile. Man mano che proseguiremo nelle nostre tappe in giro per il globo, guadagneremo punti esperienza con cui completare un piccolo skill tree ed incrementare il livello del nostro atleta; a ciò si aggiunge una gamma molto ampia di oggetti per la personalizzazione, da applicare sia al giocatore, sia all'intera squadra.

    Sbrigate le dovute formalità preparatorie scende poi il momento di allacciarsi gli scarpini e scendere in campo: qui ci aspetteranno differenti modalità di gioco, dal 3vs3 al 5vs5 con le regole del FUTSAL, passando per le partite 4 contro 4, con o senza portieri, in arene in cui è previsto il fallo laterale o delimitate da mura, le quali possono essere usate anche a fini ludici.

    La regola di base di VOLTA consiste del resto nel dinamismo senza compromessi: velocità, accelerazione e spettacolarità sono le colonne portanti di una modalità densa di contenuti ma non sempre ben equilibrata. Chiaramente la realizzazione dei trick è stata semplificata per offrire una maggiore accessibilità anche agli utenti meno esperti, tuttavia l'aver trasposto il gameplay di FIFA 20 in un ambiente più ristretto, con annessa fisica delle corporature e della sfera, dà vita a partite dove tutto si svolge con una velocità poco gestibile, e in cui a farla da padrone sono perlopiù i rimpalli ed i talenti dei singoli atleti. Sebbene VOLTA possa risultare un piacevole passatempo tra un match tradizionale e l'altro, all'insegna di scontri rapidissimi e disimpegnati, abbiamo avuto l'impressione che, nel tentativo di riprodurre la frenesia dello street soccer, EA abbia trascurato il bilanciamento complessivo. VOLTA richiama con una notevole accuratezza la goliardia e l'agonismo delle partite da strada, ma - dal nostro punto di vista - la traduzione in formato videoludico di questa cultura calcistica avrebbe dovuto trovare un miglior equilibrio tra verosimiglianza e giocabilità.

    Se all'inizio le partite sono ancora ampiamente gestibili, d'altronde, quando sbloccheremo i personaggi più abili (è possibile reclutare un giocatore della squadra avversaria dopo una vittoria) il match assumerà quasi le dinamiche di un flipper, per non parlare di quando useremo i supercampioni del calcio come Ronaldo o Benzema in una partita 3vs3, con un continuo via vai di tiri e rimbalzi.

    Dove VOLTA dà il meglio di sé è invece negli incontri 5v5 con le regole del FUTSAL, in campi più ampi e ariosi, durante i quali avremo maggior margine di manovra e potremo imbastire un'azione ben bilanciata tra spettacolarità e controllo, mettendo in mostra le vere potenzialità di questa modalità. In ogni caso, oltre alla Storia potremo giocare alcune partite rapide, portare a termine delle sfide nei vari campetti del mondo, prendere parte al Tour Mondiale e al Campionato VOLTA online, per far comprendere anche agli altri giocatori in rete chi è il vero re della strada.

    Caro, vecchio FUT

    Giungiamo infine a quella che è unanimemente considerata la modalità regina di FIFA ormai da molti anni: Ultimate Team. Questo lucrativo, assuefacente ed accattivante mix tra collezionismo e gestionale si arricchisce di capitolo in capitolo con nuove modalità, e l'edizione 2020 non fa certo eccezione.

    Ed ecco che, insieme ad un restyling dello "spacchettamento", fanno il loro ingresso gli Obiettivi Stagione, delle sfide giornaliere e settimanali da terminare, suddivise in varie sotto categorie e tipologie, che ci permetteranno di salire di livello e sbloccare numerosi premi, dai pacchetti agli oggetti per personalizzare la nostra squadra e rendere unico il volto del team. È questo un modo per valorizzare ancora di più la crescita del club, fornendo al giocatore un senso di progressione persino più evoluto di quello passato. L'altra grande aggiunta in FUT 20 riguarda la presenza delle Amichevoli da disputare che non influiscono sullo sviluppo del club, invogliando così ad un gioco più scanzonato e meno pressante all'interno della modalità, in modo tale da giocare senza conseguenze sulle performance e sul livello della squadra.

    Per l'occasione, EA ha introdotto anche in Ultimate Team le Regole Personalizzate: al fianco delle già descritte Palla Matta e Falla Girare, trovano spazio due modalità esclusive per FUT, ossia Scambi e Intesa Massima. Mentre la seconda porta all'estremo la chimica tra i membri della rosa, la prima prevede il passaggio del tutto casuale di tre giocatori da una squadra all'altra, scombussolando un po' le carte in tavola.

    Non manca persino la facoltà di prender parte a match cooperativi in cui 4 utenti affrontano l'Intelligenza Artificiale: in breve, FUT 20 ribadisce apertamente la volontà di EA di rimpinguare con costanza i contenuti della sua modalità prediletta, tramite piccole aggiunte che non rielaborano la struttura generale ma la espandono progressivamente.

    Su questo fronte, l'impegno di Electronic Arts a nostro avviso non merita di essere messo in discussione. Prima di cimentarci nelle Squad Battles, nelle Division Rivals, nei Draft Online e nelle Sfide Creazione Rosa, dovremo però allestire una formazione di tutto rispetto, ottenendo le iconiche bustine suddivise in vari gradi di rarità, da acquistare con crediti in game o denaro reale.

    Bisognerà lavorare di fino per trarre il massimo risultato dall'intesa dei nostri giocatori, agendo su un menù di gestione appositamente rivisto per essere più asciutto, intuitivo e rapido: un processo di rinnovamento che abbiamo accolto di buon grado.

    Comporre una squadra di campioni con una chimica altissima dà origine ad un team potenzialmente travolgente, che velocizza ancor di più il ritmo di gioco saggiato in singleplayer. È questo un fattore che ormai fa parte integrante del DNA ludico di FUT: per capire fino in fondo quanto equilibrata sia la proposta di EA, occorrerà però attendere la portata degli interventi che la software house attuerà nel corso dell'anno, con la speranza che non vengano ripetute le stesse, infauste modifiche operate durante il supporto post-lancio di FIFA 19.

    FIFA 20 FIFA 20Versione Analizzata PlayStation 4 ProFIFA 20 è il calcio virtuale nella sua forma più spettacolare. È prima di tutto uno show, un concentrato di dinamismo, velocità ed esaltazione. L’esempio più lampante è incarnato dalle incalcolabili modalità di gioco che caratterizzano l'offerta in singolo ed in multiplayer, mai così tanto ricche e complete. L'attenzione riposta nell'arricchimento contenutistico non si muove però di pari passo con il perfezionamento del gameplay. FIFA 20 si conferma certo un titolo soddisfacente da giocare, ma l'anima tattica della produzione e l'alto tasso di personalizzazione dell'esperienza finiscono purtroppo per essere nascosti da un ritmo ancora troppo accelerato e da una fisica della sfera lontana dalla perfezione. Difetti che vengono acuiti in VOLTA, dove tutto si fa più rapido e poco equilibrato. Lo street soccer secondo EA è una modalità apprezzabile, piena di sfide e con un'atmosfera ricreata a meraviglia, eppure a nostro avviso non riesce a bilanciare come dovrebbe la frenesia della giocabilità con il divertimento. FIFA 20 si prepara insomma a salutare l'attuale generazione con un buon episodio di transizione, che riproduce su un campo digitale tutta la spettacolarità del calcio champagne.

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