Final Fantasy 14 Endwalker Recensione: l'espansione di cui abbiamo bisogno

L'ultima espansione di Final Fantasy 14 A Realm Reborn fa diventare l'MMORPG di Square Enix la nuova pietra di paragone del genere.

Final Fantasy 14 Endwalker Recensione: l'espansione di cui abbiamo bisogno
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Mentre scorrevano i titoli di coda alla fine di Endwalker, la quarta espansione di Final Fantasy XIV, ho ripensato a un momento della quest principale nel quale un personaggio centrale nella mitologia del gioco chiede al Guerriero della Luce (che è il vostro avatar) una cosa che suona come "è tanto ormai che stai viaggiando, ne è valsa davvero la pena?".
    Succede in un frangente chiave della storia, nel bel mezzo di un crescendo emotivo che porterà poi a incredibili rivelazioni, e quella frase, evidentemente rivolta più al giocatore che al suo avatar, mi ha fatto riflettere. Non ho elaborato subito, ho lasciato decantare, come si fa con il vino buono o le esperienze significative, in modo che a valutarle ci sia anche un pizzico di razionalità, e non solo l'emotività del momento.
    Sì, ne è valsa davvero la pena.

    Final Fantasy XIV: non è ancora la fine

    Final Fantasy XIV: A Realm Reborn ha esordito nell'ormai lontano agosto del 2013 come testamento della cocciutaggine di Square Enix, per nulla intenzionata a bruciare investimenti e il nome della sua serie più importante, e fu la definitiva rampa di lancio di Naoki Yoshida, sviluppatore di talento che proprio grazie al lavoro su questo episodio è potuto arrivare a guidare un'intera business unit di Square e a dirigere nientemeno che Final Fantasy XVI, il prossimo capitolo principale della saga.

    Yoshida è un producer di enorme talento , non solo per la gestione del team, cosa da non dare mai per scontata, ma anche perché ha subito capito che i MMORPG erano un genere in via di estinzione, e l'unico modo per renderlo nuovamente appetibile ai fan era quello di trasformarlo il più possibile in un Final Fantasy canonico. La storia è infatti centrale nell'esperienza di gioco ed è pensata oltretutto perché possa quasi essere giocata in single player (un dettaglio non da poco, essendo questo un prodotto che strutturalmente si basa sul multiplayer online).

    Come dicevamo nella prima parte della recensione di Final Fantasy XIV Endwalker, se è vero che la storia di un MMORPG è solitamente uno degli elementi da valutare ma raramente il principale, con a Realm Reborn le cose cambiano, perché Endwalker è un'espansione pensata innanzitutto per chiudere a livello narrativo un ciclo durato otto anni, ringraziare - seppure indirettamente - chi ha sempre sostenuto il progetto e preparare il campo per nuove avventure, così da essere in tutto questo processo più inclusivi con i nuovi giocatori.

    Iniziare Final Fantasy XIV oggiI MMORPG non sono giochi come gli altri, e A Realm Reborn non fa ovviamente eccezione. Per iniziare serve ovviamente comprare l'ultima espansione, così da poter ricevere automaticamente il gioco base e tutti gli add-on precedenti. Il gioco è disponibile per PC e PlayStation 4 e 5, ed è ovviamente cross play, avendo dei server comuni. Attenzione però: nonostante l'account che creerete potrà essere usato su ogni piattaforma, per giocare sia su PC che su PS5 e PS4 dovrete comprare due diversi giochi, e aggiungere il servizio su MogStation. Final Fantasy XIV ha un costo mensile (12,99€ al mese a diminuire in base alla durata della sottoscrizione), e se ci giocate su PlayStation, non è necessario essere utenti PS Plus. Tempo fa, proprio in occasione del lancio di Endwalker, avevamo preparato una guida per i nuovi Guerrieri della Luce di FF14. Quella guida è ovviamente sempre valida.

    Se è vero che la progressione della storia principale presta il fianco, soprattutto nella prima metà, a evidenti problemi di ritmo, questi spariscono (a parte un singolo passaggio a vuoto) quando gli eventi si sono effettivamente messi in moto, in uno strepitoso crescendo che prova a non dimenticare niente e nessuno: in perfetto stile Final Fantasy la salvezza del mondo non è mai qualcosa che si possa raggiungere da soli, e questo dà modo a Natsuko Ishikawa (lead writer di Shadowbringers e Endwalker) di richiamare tutti i personaggi principali di questi anni, e in molti casi anche quelli secondari. A volte l'effetto è un po' "album delle figurine", ma per chi ci ha investito migliaia di ore, e magari è cresciuto con questo gioco e questi personaggi, è sempre bello poter avere un senso di chiusura con tutti.

    Il villain è credibile e sfaccettato, i personaggi sono ben caratterizzati (specialmente gli antagonisti, assolutamente memorabili) e la messa in scena, in termini di trial e dungeon, è ottimamente orchestrata e con le giuste trovate.

    Certo, si paga il fatto che tutto sia mosso dal motore del gioco e quindi abbia un impatto visivo meno sbalorditivo dei giochi single player, ma la qualità della scrittura (sempre un filo troppo verbosa) fa sì che dopo un po' nemmeno vi accorgerete di tutto questo e vorrete arrivare solo ai titoli di coda.

    EndGame, Job, Quest e nuovi contenuti

    Una volta raggiunti poi, il gioco non è certo finito, anzi, come per ogni MMORPG è in sostanza appena iniziato. Intanto ci sono tantissimi job da portare al 90, il nuovo level cap, tra cui Sage e Reaper.

    Il primo è un guaritore basato sulla creazione di scudi, il secondo un damage dealer corpo a corpo particolarmente coreografico e "cool". Nessuno dei due cambia le carte in tavola in termini di gameplay o utilità nei raid (difficile comunque, in un sistema basato sui tre ruoli canonici), ma sono più che gradevoli (e necessarie) aggiunte per chi magari si è un po' stufato del proprio main. Vale sempre la pena ricordare che il proprio personaggio in Final Fantasy XIV non è legato al suo job, e gli basta cambiare l'arma (e fare delle semplicissime quest) per poter essere qualsiasi cosa. Anzi, il fascino del gioco è proprio questo: sperimentare ruoli diversi e vedere le battaglie da punti di vista differenti permette di avere una conoscenza molto più rotonda delle meccaniche ed essere così più efficaci quando si torna al proprio job principale.

    Tutti i job hanno ricevuto delle modifiche, chi enormi, come il Summoner (che finalmente è un evocatore nel senso classico dei Final Fantasy), chi utili ma non da cambiarne faccia, come ad esempio il Warrior (che ora ha più mitigazione del danno e insieme agli altri melee non ha le combo interrotte dagli attacchi a distanza), chi marginali, come il Dancer, che anzi sembra un po' la pecora nera di questo inizio di stagione 6. Ma le patch, come da tradizione, continueranno ad arrivare, quindi in generale io non mi preoccuperei.

    Il lavoro fatto dal team di sviluppo sul fronte gameplay è come al solito eccezionale: se infatti le meccaniche e il modo di giocare sono sempre quelle (abilità basate su cooldown, grandissima mobilità richiesta, attacchi telegrafati e meccaniche molto complesse ad alti livelli), è subito evidente come ogni singola porzione di contenuto, da una quest in angolo dimenticato a un dungeon legato alla storia, sia utile a insegnare qualcosa di nuovo e qualcosa di più al giocatore, che verrà poi messo alla prova nei trial legati alla Main Scenario o nei boss dei sopramenzionati dungeon. Tutto contribuisce a guidare l'utente prima alla fine della storia principale, e poi verso i contenuti dell'endgame, come il trial extreme o Pandaemonium, il raid da otto giocatori aggiunto con la prima patch. Completano l'offerta Excitatron 6000, una nuova attività da uno fino a otto partecipanti con ricompense interessanti ma non indispensabili, i due nuovi set di tomestone (Aphorism e Astronomy), le versioni extreme dei trial e a breve, con la patch 6.1 di Final Fantasy 14, Myths of Realms, il raid da 24 che ha sulle spalle il compito di essere all'altezza di Return of Ivalice, la precedente serie di raid della scorsa espansione.

    Nei giochi di così tanta (e determinante) sostanza, spesso passa in secondo piano la forma, che però in Final Fantasy XIV è di una qualità stellare. Il design dei dungeon e dei trial è sempre perfetto per la situazione, e prova in tutti i modi, almeno nel primo caso, a far dimenticare che si tratta tendenzialmente di un corridoio pieno di mostri. Gli antagonisti principali, i comprimari, ma anche minion, cavalcature e nemici random seguono un'evoluzione che in Endwalker trova il suo culmine, trovando il perfetto bilanciamento tra il fantasy classico e il twist più moderno e fantascientifico dei Final Fantasy.

    Il motore grafico del gioco ha quasi dieci anni, che si percepiscono, ma che sono anche perfettamente mascherati dal livello di ottimizzazione del team di Yoshida, che continua ad arricchire uno dei mondi online persistenti più belli da vedere e facili da giocare, almeno in termini di risorse di richieste.

    Potremmo anche parlare della colonna sonora, ancora una volta opera di Masayoshi Soken, ma siamo sicuri ce ne sia davvero bisogno? Il compositore giapponese è un gigante e non lo scopriamo certo ora, e in Endwalker non fa altro che confermare il suo talento. Ogni tema, ogni variazione e ogni musica delle aree nuove è perfettamente integrata nel tessuto narrativo della storia, e garantisce sempre il giusto peso a qualsiasi situazione.

    Final Fantasy XIV Endwalker Final Fantasy XIV EndwalkerVersione Analizzata PCFinal Fantasy XIV chiude il suo primo colossale arco narrativo con un'espansione eccezionale. Il senso di compiutezza una volta raggiunti i titoli di coda è tangibile, e il solo fatto che si parli dell'espansione di un MMOPRG in questi termini dovrebbe darvi l'idea dell'incredibile lavoro svolto da Naoki Yoshida e dal suo team. È vero che non tutto è perfetto, alcune nuove meccaniche sono mal utilizzate e i contenuti aggiunti, seppur in gran numero, non apportano chissà quale grado di innovazione, ma stiamo comunque parlando di un gioco all'ottavo anno di vita, in grado di continuare ad attrarre valanghe di giocatori. Final Fantasy XIV è oggigiorno la pietra di paragone dei MMORPG, e in futuro, quando ci ripenseremo, anche dei Final Fantasy.

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