Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Recensione: a caccia di Mirra

Pubblicato in origine su GameCube nel 2003, Crystal Chronicles riporta il lato cooperativo di Final Fantasy su PS4 e Switch, non senza problemi.

recensione Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Recensione: a caccia di Mirra
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  • Una storia complicata quella tra Final Fantasy e Nintendo: un rapporto interrotto bruscamente agli albori dell'era 3D ma mai del tutto spezzato. Sono in pochi a ricordare che, quasi un decennio dopo l'ultima incarnazione del brand su una piattaforma della Grande N (nel 2003), Square Enix diede vita a Final Fantasy Crystal Chronicles, uno spin-off che si ispirava alle atmosfere dei primi capitoli per poi prenderne pesantemente le distanze in termini di gameplay e struttura ludica.

    Oggi, quasi vent'anni dopo la pubblicazione originale, la casa nipponica ha deciso di recuperare il titolo riproponendolo in una versione remasterizzata, che porta con sé qualche novità pur trascinandosi dietro alcune vecchie problematiche. Insomma, dopo averlo rigiocato possiamo finalmente dire la nostra su Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered: un'operazione, purtroppo, non pienamente riuscita, al netto della buona volontà del publisher di riportare in auge una costola preziosa del suo franchise più importante.

    La forza di un Cristallo

    In un tempo ormai remoto, la Terra fu colpita da un grave cataclisma: un parassita alieno atterrò sul pianeta in seguito a una pioggia di meteoriti, alterando il nostro splendido ecosistema e avvelenandolo con una coltre chiamata Miasma, letale per tutti gli esseri viventi. Da mille anni a questa parte, l'ultima (e unica) speranza per l'umanità risiede nei Cristalli, miriadi di frammenti del Grande Cristallo da cui si generò il Miasma originale: questi strumenti riescono a infondere nell'atmosfera un'aria benefica, che permette a chi si trova nel suo raggio d'azione di respirare regolarmente senza essere infettato dalla coltre. Tuttavia, perché ciò sia possibile, i Cristalli vanno ricaricati a cadenza annuale grazie ad una sostanza chiamata "mirra", prodotta da alcuni particolari alberi che periodicamente secernono una sola, minuscola goccia di questo liquido salvifico. Non tutti, però, sono capaci di sostenere una simile impresa: ecco che il compito, da tempo immemore, spetta a dei coraggiosi avventurieri, che si riuniscono ogni anno in carovane per imbarcarsi in un viaggio irto di pericoli e difficoltà.

    Ecco cosa sono le "Cronache del Cristallo" secondo Square-Enix: un racconto di viaggio, che porta il protagonista a incamminarsi in un'avventura per dare nuova linfa alla sua terra. L'eroe di questa epopea può essere creato dal giocatore scegliendo tra diversi archetipi, ognuno caratterizzato da un background narrativo e da uno stile di combattimento peculiare, tra guerrieri all'arma bianca, maghi, arcieri e così via.

    Purtroppo, però, la cornice narrativa di Final Fantasy Crystal Chronicles - oggi come allora - esaurisce già in partenza gran parte delle sue potenzialità. D'altronde nel 2003 il team di sviluppo mise subito in chiaro la prima grande differenza tra Crystal Chronicles e la serie principale, legata alla scelta di rinunciare a uno dei marchi di fabbrica del brand (una narrazione potente e un'esperienza incentrata sul single player) per proporre un'avventura dalla scrittura meno solida e lineare, arricchita con una spiccata componente multiplayer. In più il gioco abbandona totalmente le meccaniche da J-RPG puro, eliminando il combattimento turnistico e orientando l'intera esperienza verso i binari di un basilare action RPG che, come vedremo più avanti, purtroppo presenta diverse problematiche.

    Un action RPG poco incisivo

    Tra personaggi alquanto abbozzati (tra i quali non riesce a spiccare neanche la scialba caratterizzazione dei protagonisti) e comprimari dimenticabili, il racconto non è certo la punta di diamante di Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered, ma non lo è neppure la sua struttura di gioco. Gli utenti possono muoversi lungo una serie di mappamondi sui quali sono segnati i luoghi più importanti della mappa principale, e in larga misura il cammino del nostro avventuriero ci porterà ad esplorare vastissimi dungeon in cui affrontare la duplice minaccia rappresentata dal Miasma e dai mostri che popolano ogni location.

    Il punto è che già nel 2003 Crystal Chronicles si presentava come un progetto minore e non particolarmente ricco di contenuti, oltre che afflitto da una certa povertà ludica. L'avventura prende sin da subito i toni di un action RPG estremamente modesto, che in qualche modo emula le caratteristiche e la visuale isometrica dei vecchi Zelda.

    Anche i l sistema di controllo non è certo il massimo della complessità: gran parte del combat system si riduce alla semplice pressione di un tasto, che a seconda del comando impostato grazie ad un piccolo menù contestuale (vagamente simile a quello dei più recenti Final Fantasy o di Kingdom Hearts) può dar vita ad azioni di attacco, difesa o di utilizzo di incantesimi. Purtroppo il titolo non brilla nei suoi momenti action, dal momento che la gestione dei colpi si rivela sin da subito tutt'altro che appagante.

    Alle animazioni di basso livello, sulle quali avremmo gradito un lavoro di rifinitura molto più approfondito, si aggiunge anche la modalità di aggancio per lanciare le magie, che in sostanza vi chiederà di tenere premuto il comando adibito all'attacco e di posizionare un cursore non particolarmente preciso sui nemici in movimento per infliggergli il Fire o il Blizzard di turno. Come potrete facilmente intuire, peraltro, la "legnosità" del combat system fa sentire ancor di più il suo peso soprattutto durante le boss fight. A rendere l'opera ludicamente più affascinante, però, intervengono due meccaniche piuttosto peculiari: la prima riguarda la gestione del proprio Cristallo in relazione alle nebbie di Miasma presenti nel mondo di gioco. Il nostro eroe dovrà portare sempre con sé il Cristallo per evitare di essere inghiottito dalle coltri velenose, e per questo sarà necessario trasportare manualmente l'artefatto attraverso tutti i dungeon di Final Fantasy Crystal Chronicles. Se in multiplayer dovrà essere per forza un membro del party a farsi carico di quest'onere, sacrificando in larga parte il supporto nei combattimenti o nell'esplorazione, in modalità singleplayer interverrà un moguri a sobbarcarsi di tale fardello.

    Potrete quindi affidare totalmente alla creature il trasporto del Cristallo, ma il vostro raggio d'azione sarà comunque circoscritto in base alla quantità di Mirra a disposizione: al di fuori del "cerchio salvifico", il vostro avatar verrà avvelenato dal Miasma. L'altra feature consiste in una sorta di "crafting" legato alle magie: tramite il menù di pausa è infatti possibile accedere al proprio inventario e, combinando due incantesimi, creare un terzo anatema inedito.

    Unendo Fire e Blizzard, ad esempio, abbiamo creato Antima, e così facendo è possibile arricchire il proprio ventaglio di magie per donare alle battaglie un po' di verve in più. Final Fantasy Crystal Chronicles, tuttavia, presenta delle fragilità aggiuntive dal punto di vista strutturale, che segnano paradossalmente un passo indietro rispetto alla versione originale del 2003: il titolo nasceva per essere un'esperienza prettamente multiplayer, ovviamente in locale, grazie alla possibilità di collegare fino a 4 Game Boy Advance al proprio GameCube e giocare in compagnia di amici.

    Il modo in cui il titolo cerca oggi di recuperare l'anima corale del classico, rispondendo obbligatoriamente alle regole della co-op moderna, presenta idee interessanti ma poco funzionali, visto che la remaster proposta oggi da Square-Enix sembra mettere il multigiocatore in secondo piano rispetto ad un'esperienza in singolo che appare fin troppo scarna.

    La co-op avviene in modalità online, sia con altri tre amici selezionati dal proprio elenco, sia con giocatori casuali tramite matchmaking. Giocato in cooperativa, Final Fantasy Crystal Chronicles riesce a smussare gran parte delle sue criticità, bilanciando la macchinosità dell'esperienza con un gameplay divertente se affrontato in 4. Il team di sviluppo ha inoltre lavorato piuttosto bene sulla sua infrastruttura online: la co-op è totalmente cross-platform e permette ai giocatori su PS4, Switch e dispositivi mobile di prendere parte a sessioni condivise.

    Square-Enix ha anche pubblicato una versione Lite del titolo - totalmente gratuita - che garantisce agli utenti l'accesso ai primi tre dungeon dell'avventura, e perfino alle sessioni multiplayer dei giocatori in possesso del pacchetto completo. Tutto ciò, se si considera anche il prezzo competitivo della Remaster (appena 30 euro sugli store digitali), contribuisce a creare un'esperienza inclusiva e teoricamente senza barriere.

    Il punto è che la stessa modalità online presenta alcuni controsensi che snaturano il prodotto, rendendolo un ibrido di non facile collocazione: i server di gioco, anzitutto, non si rivelano sempre del tutto stabili, ma la mancanza più grave riguarda soprattutto il sistema delle quest multiplayer. In sostanza, il completamente di un dungeon verrà assegnato esclusivamente al Caposquadra: gli altri tre utenti, anche se in possesso di una versione completa del gioco, otterranno come ricompensa soltanto un Accessorio assegnato dal boss finale.

    In un sistema molto classico ed estremamente basilare come quello di Crystal Chronicles, in cui non è presente una progressione ruolistica ma solo un sistema di bonus e potenziamenti permanenti grazie agli oggetti droppati dai nemici di fine livello, ottenere il completamente di un Dungeon diventa a dir poco essenziale per l'utenza. Purtroppo, però, i giocatori ospiti dovranno accontentarsi e rimboccarsi le maniche nella propria partita in singolo: l'esperienza single player, rispetto al gioco di 17 anni fa, diventa quindi centrale e soppianta quella multiplayer, visto che per forza di cose non sarà possibile per tutti terminare la campagna giocando esclusivamente in cooperativa (tra l'altro è assente il multiplayer offline nella Remastered di Crystal Chronicles).

    Tante buone intenzioni, insomma, confezionate in una remaster che anche visivamente non regala particolari guizzi. L'opera di aggiornamento grafico ha consegnato nelle mani del pubblico modelli di maggiore qualità e una risoluzione dignitosa, con texture un po' più pulite e in grado di valorizzare quanto basta un art design grazioso e in linea con le atmosfere fiabesche dei primi capitoli della saga. Inoltre, che scegliate di giocare Crystal Chronicles su PS4 o su Nintendo Switch, le prestazioni tecniche del prodotto rimarranno pressoché identiche, bloccate saldamente sui 30 fps su entrambe le piattaforme. Una buona componente grafica che, tuttavia, non incide particolarmente su una produzione strutturalmente incerta e fin troppo obsoleta.

    Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Edition Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered EditionVersione Analizzata Nintendo SwitchLa potenza irradiata dai Cristalli per combattere il Miasma non sembra brillare con la stessa forza di un tempo: Final Fantasy Crystal Chronicles ha alcune intuizioni interessanti, come il crafting delle magie e la gestione del proprio artefatto durante le traversate dei dungeon, ma l'operazione di rifinitura da parte di Square-Enix non è delle più virtuose. L'opera rimane ancorata ad una struttura ludica obsoleta e fin troppo scarna: il team di sviluppo ha cercato di ammodernare l'anima cooperativa della produzione, ma la più spiccata componente singleplayer non si rivela adeguata rispetto ad un multiplayer un po' scomodo e meno inclusivo di quel che sembra. Quella di Square-Enix rimane un'offerta appetibile per i fan irriducibili di Final Fantasy, anche (e soprattutto) grazie al prezzo competitivo e ai vantaggi della versione Lite.

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