Final Fantasy X/X-2 HD Recensione: il ritorno di Tidus su Switch e Xbox One

Si torna nel magico a Zanarkand, tra partite a Bliztball e Invocazioni: Final Fantasy X e X-2 sbarcano su Nintendo Switch e Xbox One.

recensione Final Fantasy X/X-2 HD Recensione: il ritorno di Tidus su Switch e Xbox One
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  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Ascoltate la mia storia... forse questa è l'ultima occasione. Le parole che Tidus pronuncia nel lungo e sconvolgente filmato di apertura di Final Fantasy X rappresentarono nel 2001 una dichiarazione d'intenti ben precisa: la decima fantasia finale si preparava ad inaugurare il nuovo millennio con un racconto pronto a riportare la saga agli antichi fasti, ma al tempo stesso rivoluzionando in maniera sostanziale il comparto tecnico e il gameplay della serie. FFX incarna uno dei capitoli più importanti ed intensi di tutto il franchise di Square-Enix, che nel corso degli anni ci ha dato la possibilità di rivivere l'avventura di Tidus, Yuna, Auron e soci in un'edizione remaster concepita per PlayStation 4. Oggi possiamo dire che la seconda giovinezza del gioco chiuda un cerchio ideale, dal momento che Final Fantasy X è disponibile anche per Xbox One e Nintendo Switch: un'occasione quanto mai ghiotta per volare nuovamente tra i cieli di Spira, attraversare le sue piane, scovare i suoi anfratti e navigare sui suoi fiumi.

    "Questa è la tua storia"

    Il viaggio di Tidus ha qualcosa che ancora oggi resta irripetibile. Saranno i toni e le premesse un po' fanciullesche dell'avventura, che ben presto si tramutano in un affresco profondamente distopico e cupo, o ancora il cambio repentino che Square-Enix scelse di perseguire in ambito artistico. Nel giro di neanche dieci anni, infatti, la saga ci aveva portato nel grigiore di un setting futuristico come quello del settimo e dell'ottavo capitolo, per poi calarci nel medioevo fiabesco e luminoso proposto nella nona fantasia finale, fino ad arrivare all'epopea che coinvolge gli spavaldi e tormentati guardiani di Yuna: l'impronta artistica e scenica rimase, in Final Fantasy X, una sorta di età a cavallo tra il medievale e la modernità, ma le architetture di una matrice che oseremmo definire gotica lasciavano il posto a un immaginario ispirato all'antichità orientaleggiante.

    Il focus della narrazione, in effetti, esaltava come non mai le pratiche mistiche e spiritiche, le danze esotiche, le credenze popolari e la semplicità rurale. Le ambientazioni, gli edifici e molti altri elementi dello scenario (come gli animali, i mezzi di trasporto o l'assetto socio-politico imbastito nel worldbuilding diretto da Yoshinori Kitase) esercitavano un richiamo fortemente asiatico. E persino i protagonisti - a partire dai loro lineamenti, passando per il design e il vestiario fino ai loro stessi comportamenti - tradivano un'ispirazione mediorientale profondamente atipica rispetto a ciò a cui ci aveva abituato il brand.

    Insomma, il decimo capitolo della serie gridava originalità da ogni poro sin dall'enunciazione del suo concept: Final Fantasy X ha portato sui nostri scaffali un impatto visivo e culturale che fu capace di rivoluzionarsi senza tradire i propri canoni imprescindibili. Tutto questo si univa a una scrittura profonda, che nell'esaltazione costante dei sentimenti, della malinconia e dell'amore ha creato alcuni dei momenti più intensi e delicati della storia videoludica. Se nella figura di Tidus si riflette il classico eroe infantile ed ingenuo, vittima degli eventi, la sicurezza e il carisma di Auron hanno contribuito a plasmare una delle iconografie più memorabili e simboliche dell'intero brand J-RPG.

    Senza dimenticare la caratterizzazione di personaggi come Kimahri, un simbolo di fedeltà e di lotta contro l'emarginazione, o l'esaltazione sacrale della dolcezza di Yuna. Se dovessimo riassumere Final Fantasy X in una fotografia, immortalando la sua poetica in un monumento rappresentativo, diremmo che tutta l'intensità di un racconto senza tempo si esplica in un bacio scambiato al chiaro di luna, in una danza tra cielo ed acqua in cui le stelle diventano lacrime che si riversano in un lago straripante.

    Sequel scomodi

    Certo, anche una parentesi meravigliosa ed intensa come Final Fantasy X visse di luci ed ombre.

    Come avvenne nel caso del capitolo più importante della saga, Final Fantasy VII, gran parte delle flessioni narrative, ludiche e concettuali derivarono dal tentativo di estendere il successo della decima fantasia finale, con l'obiettivo di creare un sotto-franchise a se stante. Final Fantasy X-2, sequel diretto di FFX ed episodio incluso nella Remaster disponibile ora su Xbox e Switch (insieme ad altri due brevi episodi di passaggio), si svolge due anni dopo le drammatiche vicende del suo predecessore. In realtà la Parte 2, a differenza del decimo capitolo, non convinse particolarmente la platea sul fronte dell'immaginario e della scrittura, ben lontana dai toni cupi e drammatici a cui ci aveva abituato l'avventura d'esordio dei guardiani. FFX-2 introdusse una serie di novità interessanti, su tutte una narrazione unicamente incentrata su un energico trio al femminile, ma il suo destino fu certamente meno glorioso rispetto al suo indimenticabile predecessore.

    Mai più come prima

    Abbiamo finora evidenziato l'importanza sentimentale e poetica della storia, ma Final Fantasy X porta sulle proprie spalle un'eredità importante anche sul fronte tecnico e ludico. Come abbiamo già accennato, l'avventura di Tidus fu il primo episodio della saga a sbarcare sulle console di una generazione che, all'epoca, si preparava a cambiare per sempre gli standard e le ambizioni dell'industria videoludica. Non a caso FFX fu sviluppato per PlayStation 2 e, pur riproponendo tutti i crismi tipici dei suoi predecessori in ambito di gameplay, portava in dote alcune novità sostanziali: per la prima volta, infatti, il mondo di gioco e i personaggi venivano riprodotti in maniera del tutto tridimensionale.
    Le dimensioni dei poligoni, i modelli e il level design trovavano finalmente una rappresentazione più realistica ed immersiva, catapultando il giocatore in un mondo aperto e incredibilmente vasto. L'avanzamento lungo il regno di Spira, e location parallele annesse, era sì lineare, ma le ambientazioni erano più ricche e dettagliate che mai, trascinandoci in un vortice fatto ora di templi e villaggi, ora di montagne impervie, in un mosaico di paesaggi e scenari così eterogenei da configurarsi come teatro pulsante di un vero e proprio viaggio di formazione.

    Dal punto di vista del gameplay, Final Fantasy X tentò di cambiare le carte in tavola sotto diversi aspetti: la progressione dei membri del party vide l'abbandono del classico sistema di abilità per abbracciare l'introduzione della Sferografia, una variante peculiare ed estremamente stratificata dei classici skill tree in cui consumare i punti e impreziosire il comparto ludico.

    Fu il combat system però a osare più di ogni altra cosa: dopo tanti anni di onorato servizio, l'Active Time Battle - cioè il sistema di combattimento alternato in tempo reale - lasciava spazio più riflessive battaglie a turni, in cui lo scontro va letteralmente in pausa in ogni fase d'azione.

    Una scelta che, da un lato, allunga non di poco le battaglie, ma al tempo stesso rende l'esperienza più strategica e riflessiva. Questa impostazione, nella concezione moderna di Final Fantasy, è rimasta tuttavia una piccola mosca bianca: già a partire dal suo sequel, Final Fantasy X-2, il team di sviluppo optò per un ritorno all'ATB e gli scontri in tempo reale si ripresentarono anche in Final Fantasy XII, anche se in una concezione più dinamica e orientata verso l'action.

    Una spirale che ripercorre se stessa all'indietro, poiché FFXIII decise addirittura di tornare alle origini, riprendendo la dinamica a turni ma aumentando il ritmo dell'azione con un forsennato e strategico Active Time Battle. FFX-2, peraltro, introdusse il "Job System", una dinamica che attribuiva abilità e statistiche molto diverse tra loro a seconda dell'impostazione scelta. Questa soluzione di gameplay, peraltro, fu ripresa a sua volta negli episodi successivi del brand, evolvendosi nel Gambit di FFXII e nell'Optimum di FFXIII.

    Tra passato e presente

    Abbiamo (ri)giocato Final Fantasy X in versione Nintendo Switch e l'occasione è stata ghiotta per capire come se la cava il titolo sulla piattaforma ibrida della Casa di Kyoto. Veniamo subito al dunque: la qualità del porting è piuttosto buona, in termini di performance tecniche e di grafica, e riprende quanto già visto nella remaster per PS4.

    Già quattro anni fa il team di sviluppo era riuscito a proporre un discreto innalzamento della risoluzione, in modo da rendere decisamente meno pesanti gli anni sulle spalle del prodotto. La maggiore pulizia, tanto nelle texture quanto nei particellari e nell'espressività stessa dei personaggi, si nota insomma anche su Nintendo Switch, al pari delle altre piattaforme di gioco. Per quanto riguarda le performance, troviamo che in modalità TV il gioco non abbia nulla da invidiare rispetto alle edizioni per le console casalinghe di Sony e Microsoft, d'altro canto ci è sembrato che in versione portatile perda qualche punto sul fronte dell'illuminazione, che abbiamo trovato più scialba e caratterizzata da colori meno accesi rispetto alla TV Mode.

    Sul versante del frame rate, in entrambe le visuali il gioco è bloccato a 30fps, e non abbiamo riscontrato alcun problema in termini di fluidità e scorrevolezza dell'azione. Contenutisticamente parlando, anche la nuova edizione propone, oltre alla possibilità di scegliere tra le versioni classiche della splendida colonna sonora e varianti riarrangiate, l'intero universo di FFX impreziosito da contenuti aggiuntivi: la gloriosa avventura principale e il suo controverso sequel, a cui si aggiungono due offerte che erano presenti già all'epoca della prima rimasterizzazione. Parliamo di Eternal Calm, una sequenza video cinematica che funge da seguito all'epopea di Tidus e da prologo per quella di Yuna in X-2, e di Last Mission, un roguelike le cui vicende si pongono cronologicamente dopo FFX-2.

    Final Fantasy X|X-2 HD Remaster Final Fantasy X|X-2 HD RemasterVersione Analizzata Nintendo SwitchSe avete già rivissuto l'epopea di Tidus e Yuna nella Remaster di 4 anni fa (che a sua volta era la riproposizione di un'edizione concepita per la generazione precedente), difficilmente troverete nelle versioni per Xbox One e Nintendo Switch un ulteriore motivo per mettere mano al portafogli. D'altro canto, la possibilità di giocare l'avventura in portabilità grazie alla piattaforma della Casa di Kyoto è una prospettiva intrigante. Se invece rientrate in quella fetta d'utenza che non gioca Final Fantasy X dal lontano 2001, o che addirittura non ne ha mai posseduto una copia, l'acquisto di questa collection è assolutamente consigliato. L'edizione Remaster per Xbox One e Switch, al pari di quella PlayStation 4 del 2015, propone un parco di contenuti definitivo per i fan del brand e le migliorie grafiche sono evidenti rispetto al gioco originale. Al netto della comodità d'uso sull'ibrida della Grande N, abbiamo notato però che l'illuminazione cala di qualità quando la console non è posizionata nel dock: a parte questo piccolo dettaglio non abbiamo riscontrato alcun problema di performance tecniche. Insomma, un'ottima occasione per (ri)ascoltare la grande storia di Tidus.

    8

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