Final Fantasy XII: The Zodiac Age Recensione

Square-Enix ci riporta nel magico mondo di Ivalice per (ri)scoprire le meraviglie della sua dodicesima fantasia finale, oggi più viva che mai...

Final Fantasy XII The Zodiac Age
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Terminate le fruttuose operazioni di rimasterizzazione in HD eseguite su titoli altisonanti del calibro di Final Fantasy X ed il suo intollerabile sequel, e in più in generale sulla bistrattata saga di Kingdom Hearts, prima portati su PlayStation 3 e a breve distanza anche sulla più performante PlayStation 4, Square Enix chiude questa prolungata scia di edizioni remastered reimmettendo sulla scena videoludica un altro suo grande classico dell'era PS2: Final Fantasy XII. Un titolo di proporzioni colossali, contenutisticamente parlando, che aveva fra i suoi maggiori pregi una storyline pregna di segreti e dai tragici colpi di scena, al pari del blockbuster Game of Thrones, e un gameplay dalle meccaniche innovative e avveniristiche.
    Tuttavia la dodicesima fantasia finale, nonostante la sorprendente accoglienza riservatagli dalla critica specializzata, non fece breccia nel cuore dei fan e pagò a caro prezzo il tanto coraggio del team creativo di introdurre qualcosa di nuovo nel genere JRPG, a quel tempo ancora saldamente ancorato ai capisaldi della tradizione nipponica.
    A un decennio di distanza dall'uscita della versione originale, Final Fantasy XII: The Zodiac Age si prepara a sbarcare sull'attuale ammiraglia Sony per cercare di strappare agli estimatori del genere ruolistico e alle nuove generazioni quell'agognata e meritata seconda opportunità che potrebbe davvero cambiare l'opinione delle masse sulla genuinità del prodotto, in particolar modo oggi che l'automatizzazione del party non scatena l'inesplicabile indignazione di un tempo. Dopo una lunga prova, siamo pronti per sdoganare le nostre impressioni sull'edizione definitiva della dodicesima fantasia finale.

    Il gioco dei troni

    Dopo tanti anni dall'uscita della versione originale e svariate anteprime che vi abbiamo proposto di recente, è plausibile che conosciate già la storia di Final Fantasy XII o quantomeno gli eventi che hanno scatenato il suo complesso dramma politico. Qualora così non fosse, permetteteci di raccontarvi brevemente, per un'ultima volta, di una terra magica e affascinante chiamata Ivalice (la stessa in cui era ambientato l'indimenticabile Vagrant Story) e di come un manipolo di uomini, accomunato solo da un forte desiderio di libertà e verità, ne abbia radicalmente cambiato le sorti anche dinanzi a forze all'apparenza insormontabili.

    La nostra avventura ha inizio in Dalmasca, un piccolo regno che già nelle battute introduttive del gioco verrà invaso e occupato dall'Impero di Archadia, impegnato in una manovra espansionistica che mira a fagocitare a lungo termine persino l'Impero di Rozaria, l'altra superpotenza del gioco, e a ottenere l'egemonia su tutta Ivalice. La disfatta della debole Dalmasca è però più rapida e plateale del previsto, in quanto il subitaneo assalto dell'Impero avviene poco dopo le sforzose nozze dell'amatissima principessa ereditaria col bel principe della vicina nazione di Nabradia. Mentre quest'ultima viene rasa al suolo, decretando la tragica fine di tutto il popolo e persino dell'eroico sposo, Dalmasca è vittima di un ingegnoso complotto dalle impensabili finalità; come risultato, l'anziano sovrano rimane ucciso durante l'apparente tradimento del valente capitano Basch fon Ronsenburg, indignato dalla possibilità di firmare un armistizio con l'invasore. In seguito all'esecuzione del regicida e alla notizia della presunta morte dell'intera dinastia reale, tutti i capitani del regno vengono proclamati traditori e la nazione cade definitivamente nelle mani dell'Impero, il quale incarica l'ambizioso Vayne Solidor, figlio maggiore dell'imperatore dalla dubbia moralità, di prenderne le redini nelle vesti di console. La storica indipendenza di Dalmasca sembra perduta, almeno finché un giovane ladruncolo di nome Vaan (il protagonista di tutta la vicenda), sempre più indispettito dal predominio imperiale che dura ormai da due anni, non deciderà di infiltrarsi nel palazzo reale per rubare la mitica Magilite della Dea, un arcano cimelio in grado di legittimare la linea di successione al trono della dinastia reale. Tale episodio metterà dunque in moto una serie di eventi e concidenze che porteranno Vaan e gli altri protagonisti a svelare gli inganni e i complotti dietro la caduta di Dalmasca, ma soprattutto indirizzeranno la principessa Ashelia, viva e vegeta, verso la riconquista della sovranità.
    Colma di intrighi politici, brame di potere e meschine macchinazioni, la superba trama di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è rivolta ad un pubblico maturo, capace di comprendere e apprezzare appieno ogni singolo tassello del complesso intreccio narrativo, il quale offre numerosi spunti di riflessione sul valore del sacrificio e della lealtà, e del senso del dovere.

    È il caso del capitano Basch, il quale, nonostante le insopportabili accuse di tradimento e regicidio che pendano sul suo capo, dimostrerà nel corso della vicenda una fedeltà senza eguali verso la propria patria e la sua dinastia reale, arrivando a scegliere una vita di continui sacrifici per il bene della pace fra le nazioni.
    Una caratterizzazione certosina per un personaggio che, originariamente, sarebbe dovuto essere l'effettivo protagonista di tutta la vicenda, ma che venne declassato al ruolo di comprimario affinché il gioco attirasse un pubblico più giovane — e magari incapace di gradirne a dovere le complesse tematiche, come la storia ha poi ampiamente dimostrato.

    Una seconda opportunità

    Come accennato in precedenza, la dodicesima fantasia finale è stata la prima (esclusi spin-off e MMORPG) a proporre un combat system non basato sui turni e dunque a discostarsi dalla longeva tradizione della saga. La riedizione The Zodiac Age lo ripropone nella sua totalità e immediatezza, limitandosi a migliorarne alcuni aspetti e a integrare delle graditissime novità che vedremo più avanti. Peculiarità del combat system di FFXII è sempre stata l'assenza di transizione tra la fase esplorativa e quella di combattimento, una vittoria conquistata attraverso la totale abolizione dei tediosi scontri casuali: l'Active Dimension Battle (un collaudato ibrido fra il vecchio sistema ATB e l'azione in tempo reale) permette invece ai personaggi di muoversi liberamente sulla vasta mappa di gioco e di attaccare qualsiasi nemico a portata di tiro, previo il rapido caricamento di una piccola barra che si scarica dopo ogni singola azione, per poi riempirsi nel giro di pochi attimi.

    Il bersaglio di un assalto o di una magia lanciata da un alleato è indicato sullo schermo da una sottile linea azzurra a rossa, a seconda dell'utilizzatore (alleato o nemico), oppure di colore verde in caso si tratti di un incantesimo di supporto. Controllando un solo personaggio, sostituibile in qualsiasi momento, il giocatore ha la piena facoltà di scegliere se impartire autonomamente ogni singolo ordine agli altri componenti del party o se invece affidarne la gestione all'articolato Sistema di Gambit, che ne automatizza il comportamento in fase di battaglia a seconda delle opzioni impostate dall'utente nell'apposito menù. Un meccanismo del tutto facoltativo che permette di selezionare una serie di istruzioni che i combattenti eseguono in automatico non appena se ne verificano le condizioni necessarie; ciascun personaggio può infatti avere un massimo di dodici gambit diversi, in base al ruolo ricoperto in campo, selezionabili attraverso una sconfinata lista di azioni e reazioni che spaziano dall'attacco fisico a quello magico, dal lancio di un incantesimo curativo all'utilizzo di un oggetto specifico.
    Per esempio, il personaggio in possesso della magia di supporto Haste, in grado di velocizzare l'azione di un alleato, può essere configurato in modo che ne faccia automaticamente uso ogni volta che l'effetto si esaurisca, al fine di godere in maniera continuata del suo preziosissimo bonus; oppure ancora, è possibile programmare lo spontaneo utilizzo della magia bianca Areiz, che cura il K.O. e ripristina gli HP di un singolo personaggio, nel malaugurato caso in cui un compagno subisca una sconfitta.
    Con uno spazio di manovra ampissimo, tale sistema consente dunque di elaborare e programmare con estrema precisione strategie anche molto complesse, altrimenti impegnative e difficilmente attuabili. Addirittura il Gambit System prevede che i personaggi eseguano le azioni programmate in base alle priorità stabilite dall'utente: sostanzialmente, più è alta la posizione di un gambit nell'apposita lista, maggiore sarà la priorità; di conseguenza, un'assegnazione scellerata dei gambit può comportare il mancato utilizzo di determinate azioni o, peggio ancora, che queste vengano messe in atto nei momenti più inopportuni.

    Chiunque abbia giocato l'edizione originale di FFXII, ricorderà di come i personaggi, dopo essere entrati in possesso di armi, protezioni, tecniche e incantesimi vari, potessero farne uso solo dopo aver acquisito le relative Licenze: il titolo poneva infatti il giocatore dinanzi a una vasta scacchiera in cui era chiamato a spendere i propri punti LP (ottenibili in battaglia assieme ai più comuni punti esperienza) per sbloccare nuove abilità o appunto per poter indossare gli svariati pezzi di equipaggiamento disponibili. Sebbene questo sistema permettesse di sviluppare i personaggi a seconda delle proprie preferenze, i vari eroi, avendo grossomodo accesso alle medesime skill, risultavano pressoché tutti uguali: dei provetti tuttofare, incapaci tuttavia di specializzarsi e puntare all'eccellenza in un ruolo ben definito. Final Fantasy XII: The Zodiac Age, invece, presenta la bellezza di dodici scacchiere differenti, una per ogni classe, e ciascun personaggio può accedere e specializzarsi solo in due di esse per tutta la durata dell'avventura, a discrezione del giocatore. Essendo una decisione irreversibile, la scelta delle classi assume un'importanza cruciale nell'economica del gioco, poiché degli accostamenti effettuati con criterio permettono non solo di colmare l'una gli svantaggi dell'altra, ma rendono possibile la creazione di perfette macchine da combattimento. Per fare un esempio, durante la nostra prova abbiamo specializzato la bella principessa Ashe nei ruoli di Monaco e Samurai, equipaggiandola infine con delle katane, una tipologia di armi il cui danno è calcolato sommando all'attacco delle lame sia la forza fisica che quella magica dell'utilizzatore. Di conseguenza, avendo Ashe goduto di ottimi bonus su ambedue i parametri grazie alle classi da noi scelte, il personaggio ha potuto sfruttare pienamente questa peculiare caratteristica per veder massimizzati i danni inflitti ai nemici. Le varie classi dello Zodiac Job System risultano comunque liberamente combinabili fra loro e i personaggi possono specializzarsi anche in ruoli coperti da altri compagni, ma è opportuno precisare quanto sia importante utilizzare tutte e dodici le classi disponibili, al fine di avere un party sempre bilanciato e di non vedersi precluse determinate abilità, soprattutto per quanto riguarda gli indispensabili incantesimi di magia bianca e nera.
    Fra le altre principali novità introdotte dalla versione The Zodiac Age, è impossibile non apprezzare la cosiddetta Modalità Speed, ovvero una meccanica che ci è tornata particolarmente utile durante le altrimenti tediose fasi di grinding. Questa infatti permette di raddoppiare, e all'occorrenza persino quadruplicare, la velocità dei movimenti, sia nel corso degli spostamenti all'interno dello sconfinato mondo di gioco, che durante i combattimenti coi mostri. Una vera manna dal cielo che influenza positivamente il ritmo dell'azione e consente di risparmiare tanto tempo prezioso.

    Final Fantasy XII: The Zodiac Age presenta inoltre tanti altri piccoli accorgimenti anche piuttosto efficienti, che singolarmente non hanno una grossa influenza sull'economica del gioco, ma che nel complesso ne elevano la qualità finale e risolvono qualche problema già noto. Fra queste trovano spazio la possibilità di controllare e modificare i gambit degli Esper e degli ospiti che di tanto in tanto si uniscono al party principale, senza però poterne sostituire l'equipaggiamento; una pratica funzione di auto-salvataggio che durante la fase esplorativa si aggiorna ad ogni cambio di mappa, limitando dunque la perdita dei progressi compiuti in caso il giocatore incappi in uno sfortunato game over; oppure ancora la rimozione del danno massimo, un tempo indicata dallo storico 9999.
    Come se non bastasse, Square Enix ha ben pensato di ricalibrare il tasso di difficoltà generale del titolo, semplificando alcune delle missioni di caccia e delle boss ritenute fra le più ostiche, ed eliminando di conseguenza quei repentini picchi di difficoltà che 11 anni fa costringevano il giocatore a sottoporsi troppo spesso a eccessive sessioni di grinding.
    Una delle più interessanti modifiche riguarda però le Apoteosi, le cinematografiche (e devastanti) tecniche speciali che su PS2 consumavano gli MP dei personaggi, mentre in The Zodiac Age utilizzano delle nuove barre apposite. Questa riedizione presenta persino due modalità di New Game Plus: la cosiddetta Strong Mode permette di cominciare l'avventura partendo già dal livello 90, mentre la Weak Mode, al contrario, fa sì che i personaggi non ricevano alcun punto esperienza e pertanto rimangano stabilmente al livello 1. Tutta una serie di minuzie, insomma, che rendono l'esperienza di gioco più spensierata, divertente e persino personalizzabile a seconda del grado di sfida desiderato.

    Ritidectomia Low Cost

    Il comparto grafico è senza dubbio quello che avrebbe dovuto trarre maggior vigore da questa remastered, ma al contrario è l'aspetto del gioco che meno ci ha soddisfatti. Se le texture sono state ridisegnate da zero e oggi appaiono più luminose e colorate che mai, con un risultato finale che lascia davvero sbalorditi, i modelli poligonali non scatenano purtroppo la stessa sensazione.
    Nemmeno il poderoso lifting effettuato da Square Enix è riuscito a colmare una povertà poligonale che accusa l'impietoso fardello degli anni e che difatti rappresenta il tallone di Achille di tutto il pacchetto. Fatta eccezione per i volti di protagonisti e comprimari, meri specchietti per allodole, i personaggi si ripresentano spesso scialbi, scarsamente dettagliati e ancora peggio ombreggiati (soprattutto le parti del corpo non coperte da indumenti o armature, come appunto il petto e le braccia del protagonista), e per di più risultano poco armoniosi nei movimenti.
    Qualche problema di troppo è stato riscontrato anche sul fronte tecnico, dove si registrano dei tempi di caricamento alquanto ragionevoli, ma anche un frame rate (a 30 FPS) che di tanto in tanto cola a picco, in particolar modo durante le lunghe scorribande nell'immensa città di Rabanastre e nelle situazioni più concitate.

    La vera novità riguarda però il comparto sonoro, il quale ci propone non solo la storica e pregevole soundtrack originale, ma fa sfoggio di un valido accompagnamento musicale tutto nuovo e convincente, nonché curato anche stavolta dal sempre ispirato Hitoshi Sakimoto (Vagrant Story, Final Fantasy Tactics). Come anticipato nella nostra più recente anteprima, il gioco include inoltre sia il doppiaggio in inglese con cui la versione originale si fece conoscere nel vecchio continente, sia quella in lingua giapponese, finora inedita nel nostro lato del globo. Entrambe risultano ancora molto valide, ma durante la nostra prova abbiamo preferito prestare l'orecchio alla traccia originale (superiore alla controparte per intonazione e recitazione), anche solo per scoprire nel dettaglio le piccole modifiche apportate ai testi dalle traduzioni occidentali.

    Final Fantasy XII The Zodiac Age Final Fantasy XII The Zodiac AgeVersione Analizzata PlayStation 4Final Fantasy XII, già nella sua versione originale, era un prodotto di rara validità e ambizione, grazie ad una storia profonda (seppur a volte troppo focalizzata sulla politica) e un gameplay magistralmente articolato. Il titolo, tuttavia, ebbe la sfortuna -o magari il coraggio, a seconda dei punti di vista- di approdare sulla scena ludica nel triste periodo storico in cui il genere JRPG cominciava ad abbandonare quasi del tutto i sistemi di combattimento a turni per esplorare invece l’azione più frenetica, tipica del videogioco occidentale. Come risultato, il prodotto andò a svezzare bruscamente i fan storici delle meccaniche nipponiche, da sempre abituati a controllare ogni singola azione dei propri eroi, e forse proprio questa fu la principale colpa che potremmo imputare al titolo: l’aver anticipato di qualche anno quell’automatizzazione del party che oggi non genera più il medesimo scalpore di un tempo. Final Fantasy XII: The Zodiac Age, invece, ha il merito di aver migliorato il gioco base sotto ogni aspetto, e proprio per questo motivo ci sentiamo in dovere di consigliarlo sia alle nuove generazioni che alle più navigate, inclusa quella cospicua fetta di utenza che a suo tempo non si ritrovò particolarmente coinvolta dalla trama e dal sistema di gambit, e che oggi potrebbe vedere il tutto sotto una nuova luce. Final Fantasy XII meritava una seconda opportunità per mostrare il proprio valore: i molteplici ritocchi apportati al gameplay rendono questa riedizione, quindi, l'occasione definitiva per ritentare l'impresa. Da parte di un colosso come Square Enix, tuttavia, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione per quanto riguarda il comparto tecnico e grafico, ancora troppo sottotono.

    8

    Che voto dai a: Final Fantasy XII The Zodiac Age

    Media Voto Utenti
    Voti: 58
    8.3
    nd