Recensione Football Academy

Felipao Scolari ci introduce all'Accademia di calcio di EA.

Recensione Football Academy
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  • DS
  • In gran parte indirizzato a coloro che vivono di pane e pallone, Football Academy è il nuovo prodotto made in EA Sports per Nintendo DS che, riprendendo concettualmente il canovaccio inaugurato da Brain Training così tanto remunerativo negli ultimi anni, si propone come accademia interattiva, stimolo alla cultura calcistica, gioco di carte collezionabili, valutatore di QI sportivo e chi più ne ha più ne metta. Gli sviluppatori hanno creato un apparente gran calderone che trabocca di minigiochi, teoricamente finalizzati ad una modalità principale - che poi tanto principale non è - in cui si scende realmente in campo. Nostro Virgilio in questa confusionaria (almeno all'inizio) traversata dell'Accademia Calcistica è nientemeno Luiz Felipe Scolari, il brasiliano già vincitore della coppa del mondo sulla panchina della nazionale carioca e recentemente appiedato dai petroldollari di Abramovich, magnate del Chelsea. Malgrado il gioco appaia inizialmente ricchissimo di variabili da tener conto, che potrebbero far pensare ad un gameplay piuttosto profondo, dopo non troppe sessioni ci si rende conto che aldilà della ben congegnata semplicità dei minigiochi vi è ben poco di considerevole.

    Figurine..

    L'esperienza ludica, come già accennato, è una commistione di efficaci minigiochi a sfondo calcistico e partite giocate vere e proprie, seppur molto particolari. Di fatto il tutto è speculare alla nuova Ultimate mode di Fifa 09 inaugurata pochi giorni fa: ogni giocatore, militante nei cinque campionati maggiori europei disponibili (Italia, Spagna, Inghilterra, Germania e Francia, tutti completi di licenze ufficiali già acquisite per il titolo calcistico maggiore), è racchiuso in una card, parente alle classiche figurine, con esplicitati ruolo, nazionalità, modulo preferito, e naturalmente i valori fondamentali inerenti alle proprie capacità. Costruire una squadra ben amalgamata e vincente non è compito così semplice. Bisogna infatti tener conto principalmente di tre fattori, tutti finalizzati al miglioramento dell'affiatamento della squadra, caratteristica che poi giocherà un ruolo fondamentale durante le partite: una stessa linea di giocatori (ad esempio la linea difensiva, o dei centrocampisti) deve essere composta per quanto possibile da connazionali, così da facilitare la comunicazione fra gli elementi e quindi l'affiatamento della squadra; se il modulo adottato dalla squadra coincide con il modulo preferito da ogni singolo giocatore, l'affiatamento ne gioverà; infine, forse il fattore più banale, è consigliabile far combaciare i ruoli preferiti dai giocatori con quelli che effettivamente rivestiranno in campo.
    Dopo essere stati introdotti all'accademia dal mister Scolari vi verranno assegnati undici giocatori, in modo da poter abbozzare una prima formazione e cominciare così a giocare le partite. Fondamentalmente bisogna dividersi fra le partite giocate da una parte, contro avversari a scelta via via sbloccabili con il proseguimento del gioco, e l'”esame”, vale a dire il superamento di tre minigiochi random e l'assegnazione quindi di un QI calcistico.

    ...ma anche giocatori.

    I minigiochi, affrontabili anche in allenamento, sono strutturati in maniera estremamente varia, tutti riconducibili ad una conoscenza di fondo dei cinque campionati maggiori europei. Le sfide spaziano da un riconoscimento geografico delle città di origine delle squadre proposte, all'associazione delle maglie ufficiali con i campionati giusti, e così via. Non vi è alcun limite riguardo le sessioni d'esame, nulla a che vedere quindi con l'allenamento rigidamente quotidiano di Brain Training. Al termine delle tre miniprove casuali, come già accennato, viene assegnato al giocatore un quoziente intellettivo calcistico immaginario, in base al quale viene complessivamente valutata la prestazione del giocatore, e che ha ripercussioni anche sull'affiatamento, in positivo come in negativo. In caso di successo, inoltre, ci si guadagna anche una nuova bustina di giocatori provenienti da uno dei campionati a scelta, riscoprendo così il gusto della sorpresa, ormai assai snobbato, tipico delle vecchie bustine di figurine Panini. Una volta raggiunto il limite di giocatori collezionabili in rosa, i nuovi venuti dalle bustine devono essere scambiati con altri già in possesso, oppure scartati definitivamente. E' possibile inoltre, attraverso il multiplayer locale, scambiare eventuali eccedenze con amici, mentre non è prevista purtroppo nessuna possibilità di sfruttamento dell'online, che avrebbe ampliato - e di molto - le possibilità di un mercato di card.
    Una volta messo su l'undici titolare, tenendo conto che durante le partite non verranno effettuati cambi, si può finalmente scendere in campo. Non vi sono campionati nè coppe da giocare, semplicemente una lista di avversari, non tutti sbloccate dall'inizio da affrontare liberamente nell'ordine preferito. La partita sostanzialmente scorre via in formato testuale, senza alcuna riproduzione in 2D nè tantomento in 3D: una semplice schermata mostra la posizione del pallone in quel dato secondo, senza possibilità di interazione. Il giocatore rimane a guardare finchè una particolare azione, difensiva o offensiva che sia, che riguarda due giocatori in particolare, richiede attenzione: può trattarsi di un tiro in porta (che coinvolge ad esempio l'attaccante e il portiere), o un tentativo di passaggio, o un dribbling. Da vero e proprio gioco di ruolo vengono quindi evidenziate le caratteristiche correlate all'azione dei due giocatori, nel caso dei tiri in porta verranno contrapposte la capacità di Tiro dell'attaccante alla Presa del portiere. I valori, dopo aver subito un bonus o un malus, da ambo le parti, per l'affiatamento e l'eventuale stanchezza, vengono definitivamente modificati dalla scelta a cui il giocatore si trova davanti: ogni azione presuppone due giocate possibili, l'una più sicura e l'altra rischiosa, il successo della quale è determinato da un casuale lancio di dadi (anche questa caratteristica in pieno stile ruolistico). Se l'azione va a buon fine, essa prosegue e può culminare con il tiro in porta, soggetto nuovamente alla sentenza del fato, altrimenti viene interrotta o magari si trasforma in un contropiede avversario. Se da un lato bisogna ammettere che l'originalità, in principio, dona una freschezza inaspettata al titolo, e che il binomio calcio-casualità non suona neanche troppo male (non essendo il calcio una scienza esatta), dall'altro lato non ci si può esimere dal sottolineare i palesi limiti di tale impostazione, che obbliga il giocatore, di fatto, ad una estenuante e ripetitiva maratona del pallone, essendo ogni partita di fatto identica alla precedente. L'altra faccia della medaglia, ovvero i minigiochi, sono invece piuttosto efficaci e raggiungono gli obiettivi principali: sono semplici, immediati, e divertenti. Anche un esperto di calcio troverà alcune sfide molto stimolanti.

    Estetica e conclusioni.

    L'aspetto tecnico audio-visivo è indubbiamente il meno riuscito dell'intero titolo. E' anche difficile farne una disamina, vista praticamente l'assenza di una qualsivoglia grafica (al di fuori delle schermate generali sull'accademia) e la presenza di forse un paio di tracce sonore. La digitalizzazione dei volti dei giocatori, delle maglie, e anche di Scolari stesso è effettivamente deficitaria, tanto da inficiare perfino la buona riuscita di taluni minigiochi (ove è richiesta prontezza di riflessi nel riconoscere, ad esempio, le maglie ufficiali delle squadre). La riproduzione dei match giocati, quasi interamente testuale, è probabilmente funzionale al gameplay, ma un indirizzo meno minimalista di certo non avrebbe fatto storcere il naso a nessuno. Stesso discorso per la colonna sonora, le cui tracce, oltre ad essere davvero esigue, non lasciano alcun segno sull'esperienza di gioco.

    Football Academy Football AcademyVersione Analizzata Nintendo DSFootball Academy è un prodotto indirizzato ad un target di appassionati calcistici, questo è d'obbligo. I minigiochi, 14 in tutto, sono ben strutturati e piuttosto vari, sebbene in taluni casi l'aspetto tecnico arrivi perfino a rendere il gioco un po' difficoltoso. L'altro aspetto, ovvero le partite giocate, non raggiunge appieno l'obiettivo per via di una troppo accentuata ripetitività, nonostante una lodevole originalità di fondo. Acquisto tutto sommato consigliato nel caso ci si ritrovi alla ricerca di un'esperienza parallela a Brain Training ma non più improntata sulla logica, bensì sulle conoscenze calcistiche.

    6.5

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