Football Manager 2020 Recensione: la dura vita dell'allenatore di calcio

Si rinnova l'appuntamento con il manageriale calcistico pensato per l'allenatore che è in ognuno di noi: riusciremo a far trionfare la nostra squadra?

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  • Il campionato è ormai iniziato da un po' e quasi tutte le teste di serie stanno rispettando i pronostici, eccezion fatta per qualche piacevole sorpresa. A passarsela meno bene, come di consueto, sono gli allenatori, figura su cui si fanno gravare tutti - o buona parte - i mali di una squadra, quando questa fatica a ingranare. Giampaolo e Di Francesco sono solo i primi nomi che hanno pagato le spese di un avvio di stagione decisamente poco brillante e già altri siedono su panchine assai traballanti. De Zerbi, Montella sono tra questi; persino Ancelotti pare trovarsi su una scomoda polveriera qual è la società partenopea, attualmente in un momento difficile e attraversata da malumori e rumor su una possibile cessione agli sceicchi mediorientali. Anche il mercato sembra essersi già acceso in vista di gennaio, per porre una pezza a mosse estive sbagliate e correggere in corsa il tiro.

    In questo clima infuocato i sessanta milioni di allenatori che popolano lo Stivale sono tornati a riempire i bar sport e le piazze virtuali con chiacchiere pregne di soluzioni alternative, moduli innovativi e suggerimenti per gli acquisti. Per fortuna i videogiocatori appassionati di calcio possono contare su un altro strumento per ribaltare - almeno virtualmente - le sorti della propria squadra del cuore: Football Manager. Una serie praticamente senza rivali per il genere di riferimento che ha raccolto la pesante eredità di Scudetto e l'ha potenziata, anno dopo anno. L'appuntamento con la nuova iterazione del brand non poteva di certo saltare la stagione 2020: siete pronti a tornare a vestire gli scomodi panni di un mister, entrare nei complessi meccanismi di un club e condurre i vostri pupilli alla gloria?

    Serve la giusta strategia

    La serie Football Manager si rinnova dunque per un altro anno. Una tradizione consolidata che tutti gli appassionati attendono per allietare i freddi mesi invernali. La lunga storia della IP targata SEGA, infatti, per molto tempo non ha fatto altro che riproporre la medesima offerta, con giusto qualche piccola aggiunta qua e là. Ciononostante i punti di forza, mantenuti inalterati nel tempo, sono sempre stati chiari e apprezzati da tutti, tra cui spiccano una profondità senza pari, la completezza e la coerenza del mastodontico impianto simulativo.

    I ragazzi di Sports Interactive non si sono adagiati sul lavoro già fatto e soprattutto nelle ultime edizioni, e anzi si sono impegnati nel tentativo di rinverdire l'esperienza di gioco razionalizzandola e ampliandola ancor di più. Benché in Football Manager anche per l'edizione 2020 rimanga ferma e immutabile l'offerta ludica nel suo complesso (arricchita ovviamente da tutti i traguardi raggiunti nell'episodio precedente), sono presenti diverse novità di assoluto rilievo. Ma andiamo con ordine, riassumendo brevemente le caratteristiche del prodotto per chi non avesse mai sentito parlare del gestionale calcistico targato SEGA.

    Il primo passo è quello di dare un volto all'alter ego digitale. Come di consueto è possibile personalizzarlo attraverso l'editor, che si occuperà di tratteggiare anche il background e le preferenze in fatto di gioco e tattiche. La scelta andrà a modificare di conseguenza tutti i parametri tecnici del nostro allenatore. Subito dopo ci si para davanti ciò che rappresenta il cuore pulsante dell'esperienza targata Football Manager: una quantità spropositata di statistiche e contenuti tra i più disparati.

    Noi, come ogni anno, non potevamo che tornare in provincia e riprendere in mano le redini del glorioso Vicenza, da qualche tempo proprietà di Renzo Rosso. L'incipit è sempre lo stesso: si incontra la dirigenza, la quale espone gli obbiettivi che si è prefissata, ci si presenta ai giocatori per saggiare l'umore all'interno dello spogliatoio (soprattutto per intuire chi potrà creare problemi e chi invece è il vero leader della squadra), e si presenzia alle conferenze stampa per rispondere alle domande dei giornalisti rompiscatole. A partire dalle prime incombenze pre-stagionali, il titolo ci travolge con la sua enorme mole. Il rettangolo di gioco rappresenta solo il punto finale di un lavoro lungo, da svolgere ovviamente a monte, in maniera certosina e paziente. Allenamento, tattiche, gestione dell'infermeria e del calciomercato, motivazione della squadra, confronti con la dirigenza e scouting sono solo alcune delle funzioni che dovremo compiere. Insomma, tutto quello che abbiamo imparato ad apprezzare della serie Football Manager nel corso degli anni ritorna immutato, e forte di diverse migliorie. Chiaramente, come vedremo a breve, è sempre possibile delegare (o farsi consigliare) da un nutrito stuolo di collaboratori (peralto arricchiti di nuove capacità decisionali) giusto per alleggerire il carico di lavoro, anche se, nella maggior parte dei casi, mantenere il polso della situazione permette di non perdere per strada passaggi che possono rivelarsi importanti nel prosieguo della stagione.

    Le aggiunte

    Le novità di questa edizione iniziano proprio al debutto, quando si firma il contratto. La feature che salta subito all'occhio è la cosiddetta "Club Vision", ovvero la linea societaria del club che ci ha ingaggiati. Rispetto agli anni precedenti, in questa nuova iterazione la politica del team è stata rivista, costruita in modo coerente sul suo passato societario, sulla sua reputazione e sulle ambizioni presenti; soprattutto, è stata ampliata e spalmata su una progettualità pluriennale.

    In buona sostanza, la dirigenza ci mette subito di fronte agli obbiettivi -a breve termine e a lunga scadenza - che bisogna raggiungere. E non stiamo parlando unicamente dei risultati in campionato, della promozione o della salvezza: i parametri da soddisfare sono molti di più. Ad esempio, lavorare nel limite del monte ingaggi, non prendere giocatori "anziani", quante giovani promesse riusciamo a coltivare e far debuttare in prima squadra, come ci muoviamo nel corso delle finestre di mercato o quanti talenti scoviamo con gli osservatori. Il mancato raggiungimento degli obiettivi chiave (altri, invece, saranno considerati "non obbligatori" o "preferiti"), indipendentemente dalla posizione in campionato, potrebbe comportare il licenziamento. A nostro avviso questa è stata una delle aggiunte più gradite, perché ha contribuito a calarci ancor di più nel ruolo di guida della squadra.

    Anche quest'anno la produzione non tralascia quella che è sempre più una parte fondamentale per la sopravvivenza di una società sportiva: i giovani. Dopo il revamp dello scorso anno, i ragazzi di Sports Interactive hanno completamente rivisto il Centro di sviluppo. Quest'ultimo accorpa ora in un unico hub tutto quello che dobbiamo tenere d'occhio per sviluppare al meglio il potenziale di crescita delle promesse. Il Centro di sviluppo ci dà l'opportunità non solo di avere una panoramica generale dei giovani giocatori in forza alla rosa, ma anche di approntare piani individualizzati che conducano il singolo talento a emergere, sino a debuttare in prima squadra.

    Inoltre, in questa sezione si può anche decidere la politica nei confronti delle giovanili: dalla quantità di risorse da impiegare nell'ingrandimento del settore delle promesse, passando dalla possibilità di mandare i ragazzi in altre realtà per farsi le ossa (perché bisogna giocare e non scaldare la panchina!), sino alla pianificazione pluriennale legata a partite, obbiettivi, prospettive di crescita. In sostanza, la gestione della squadra diviene ancora più complessa, appagante e affascinante. Ciò ci permette di plasmare la società progressivamente secondo le nostre ambizioni e la nostra abilità.

    È stata rivista anche l'utilita della "stanza dei bottoni". I ruoli e le funzioni dei collaboratori, in questo senso, sono state ampliate e rese più pertinenti. Non solo: è ora possibile personalizzare e modulare in tutto e per tutto la nostra fetta di responsabilità diretta. Pressoché ogni cosa può essere delegata allo staff che agisce dietro le quinte, il quale si occuperà di gestire l'area delegata e informarvi regolarmente sui progressi, dandovi così la facoltà di intervenire tempestivamente in caso notiate qualcosa che non va. Lo Staff si rivela dunque fondamentale per non venire travolti dalla mole di informazioni che il database di FM 2020 vi proporrà.

    Chi ha tempo non aspetti tempo

    Un'altra delle grandi novità di Football Manager 2020 riguarda alla gestione del tempo di gioco di ogni singolo componente della rosa.In questo episodio, il tempo di un giocatore all'interno della squadra può essere modulato a piacere e addirittura si dimostra un asso nella manica decisivo in fase di trattativa in ottica di acquisto o cessione. Nelle negoziazioni del contratto di un giocatore è possibile offrire anche "tempo di gioco" come contropartita e in prospettiva futura. Senza considerare che può essere l'ennesimo strumento per far crescere i giovani talenti, modulando manualmente le loro presenze in prima squadra. Il sempre prezioso personale di supporto si occuperà di consigliarvi le soluzioni individuali migliori e fornirà un riepilogo della progressione dei calciatori in base al tempo loro concesso.

    Anche l'occhio vuole la sua parteDiciamoci la verità: sotto il profilo estetico e grafico Football Manager non ha mai brillato ed è chiaro che, dopo ore passate su schermate statiche con migliaia di numeri e statistiche, anche l'occhio vuole essere soddisfatto. Quest'anno, almeno per quanto concerne la modellazione tridimensionale delle partite, sono stati compiuti decisi passi avanti. I giocatori si muovono in maniera meno legnosa e più realistica; il terreno risente degli agenti atmosferici e un nuovo sistema di illuminazione dona all'azione un aspetto più coerente. L'intelligenza artificiale pare esser stata migliorata in termini di posizionamento e movimento dei giocatori. Tutte "innovazioni" che, ovviamente, non possono che far piacere.

    Il titolo, oltre a queste aggiunte molto gradite, può contare anche su altre introduzioni di spicco, anche se di minor rilievo. Anzitutto, il codice di condotta: in pratica, a inizio stagione il capitano della squadra si occupa di stilare una bozza di codice etico da sottoporre al team, riguardante il rispetto delle regole e delle multe che potrebbero essere comminate in caso di sgarro. Lo studio di sviluppo ha introdotto anche la facoltà di avere contezza degli introiti derivanti dagli sponsor, cosa che potrebbe risultare utile in fase di trattative con la dirigenza in merito ad acquisti e prolungamento di contratti. Se la gargantuesca offerta ludica proposta per la modalità single player non vi soddisfa, potete infine sempre buttarvi sulla Carriera Online, creare una vostra squadra partendo da zero o entrare nel tunnel del Fantasy Draft, che vi permette di assemblare un team e partecipare a tornei. Insomma, Football Manager 2020 appare davvero come l'edizione più ricca di sempre, e farà la gioia di tutti gli appassionati.

    Football Manager 2020 Football Manager 2020Versione Analizzata PCIl nuovo capitolo della serie manageriale targata SEGA e Sports Interactive verrà ricordato, senza ombra di dubbio, per essere quello che ha portato la saga a compiere evidenti passi in avanti nel miglioramento dell’esperienza e di un’offerta ludica peraltro già sconfinata. Gli inediti innesti (come l’introduzione della linea societaria, del Centro di Sviluppo per monitorare e sviluppare i giovani talenti, il nuovo staff di supporto), sapientemente incastonati nella granitica struttura preesistente, sono di tutto rispetto e contribuiscono a rendere ancora più coerente, affascinante e profonda l’avventura sulla panchina della propria squadra preferita. Football Manager continuerà pertanto a possedere lo scettro dei manageriali calcistici. Esperti e neofiti, non abbiate paura di gettarvi a capofitto sul titolo di Sports Interactive: di sicuro non ne rimarrete delusi.

    8.5

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