Fortnite Switch: Recensione del Battle Royale di Epic

Dopo una lunga serie di rumor, Fortnite arriva su Nintendo Switch, portando la frenesia del Battle Royale di Epic sulla console ibrida della casa di Kyoto.

recensione Fortnite Switch: Recensione del Battle Royale di Epic
Articolo a cura di
Mario Marino Mario Marino nasce a Napoli una domenica di maggio all'inizio degli anni '90. Il primo contatto con il mondo videoludico avviene intorno ai quattro anni, quando riceve il vecchio NES dei cugini più grandi con Super Mario Bros., Duck Hunt ed Excitebike: un passaggio di consegne che ha tutto l'aspetto dell'investitura a cavaliere del regno Nintendo. Appassionato di cinema e di narrativa in ogni sua forma, ancora non ha deciso se vuole più bene a mamma, papà o Hideo Kojima. Fra una canzone triste e un post sul Napoli, lo trovate su Facebook.
Disponibile per
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Caso curioso, quello di Fortnite. Nato come tower defense senza infamia e senza lode dopo una gestazione durata anni, il titolo di Epic Games - gente che ha saputo regalare al mondo opere come Gears of War o Unreal - era scomparso dalla vista dei radar in poche settimane. Pur di non vedere la propria opera finire nel maelstrom di titoli lasciati ad ammuffire sugli scaffali di negozi fisici e digitali, lo studio del North Carolina ha deciso qualche mese di fa di inserire, sulla scia lunga generata da PlayerUnknown's Battlegrounds, una modalità Battaglia Reale. Complice l'adozione di una formula economica come quella del free-to-play, il gioco di Epic Games è diventato in poche settimane un caso da annali del videogioco: fiumi di download, 125 milioni di account registrati, dirette su Twitch ad ogni ora del giorno da ogni angolo del mondo, casse di Epic Games strabordanti di dollari. Dopo essere apparso su PC, sulle home console della concorrenza e finanche su Android e iPhone, il fenomeno mondiale che sta definendo una generazione di (giovanissimi) giocatori arriva anche su Nintendo Switch. Cedendo qualcosa in termini di prestazioni grafiche, Fortnite su Switch si annuncia come l'esperienza on-the-go definitiva per gli amanti del genere. Come si sarà comportato l'imperfetto successo di Epic Games sulla piccola di casa Nintendo?

    La battaglia più totale

    Facendosi piccolo piccolo per entrare nel tablet nato a Kyoto, Fortnite abbandona la porzione di gioco dedicata al PvE, quella modalità Salva il Mondo a cui comunque quasi nessuno gioca più. Ciò vuol dire che, una volta scaricato nella memoria della console, Fortnite per Switch garantisce ai propri utenti una sola variante di gioco, la Battaglia Reale. Nel caso vi foste svegliati dal coma soltanto la settimana scorsa, sappiate che per Battaglia Reale si intende un tipo di deathmatch dove cento utenti vengono lasciati su di un'isola con l'obiettivo di sopravvivere il più a lungo possibile.

    Tale sopravvivenza può essere perseguita sia in singolo, così come in coppia o in squadre da quattro. Non manca la possibilità di dividersi in buoni e cattivi, parteggiando per una delle due squadre di cinquanta utenti che rendono il gioco decisamente più accessibile a neofiti e giocatori della domenica. Se non avete mai giocato a Fortnite e desiderate salire su questo magico bus volante in occasione della release per Switch, vi consigliamo di partire dai match 50vs50, così da capire bene le meccaniche di gioco senza la paura di ritrovarsi una pallottola fra le costole. Sì perché il primo impatto con Fortnite è di quelli che spingono i più a lanciare il pad altrove, non prima però di aver disinstallato il gioco. Ogni match inizia allo stesso modo: i giocatori sono stipati in un container che vola nei cieli sovrastanti un'enorme isola un tempo abitata e adesso ormai abbandonata. La permanenza all'interno del bus-mongolfiera non è destinata a durare a lungo. I giocati hanno pochi secondi a propria disposizione per decidere quando lanciarsi verso i diversi settori che dividono l'isola. Già questa scelta può fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta, fra la vita e la morte. Ogni zona dell'isola garantisce armi, risorse e beni di sussistenza in diverse quantità. Lanciarsi in zone centrali, dove la densità di pistole e med-kit è più alta, significa incorrere più velocemente in nemici desiderosi di accopparci e rubare tutto il nostro equipaggiamento. Paracadutarsi verso zone più periferiche, invece, garantisce una minore incidenza di fuoco nemico e più tempo per la raccolta di armi e risorse come il legno e l'acciaio, ma questo non vuol dire che la sconfitta sia automaticamente scampata. Al fine di rendere le cose più interessanti - ed evitare la fastidiosissima presenza di giocatori "camper" - Epic Games ha ben pensato di inserire una particolare condizione ambientale volta a richiamare i giocatori verso la zona centrale della mappa: con il passare dei minuti, una mefistofelica nuova viola stringerà sempre di più la propria morsa sull'isola, spingendo gli utenti verso l'occhio del ciclone. Ritrovarsi per più di una manciata di secondi all'interno dei fumi purpurei vuol dire morte certa, perciò ci sarà da correre stando attenti al piombo che vola sopra la testa. Una volta raccolti gli ultimi sopravvissuti all'interno di un'area ben circoscritta, Fortnite cala il proverbiale asso nella manica.
    A differenza del suo diretto concorrente, quel PUBG che sembra ormai essere quasi completamente passato di moda, Fortnite ha dalla sua una meccanica di crafting sui-generis, ereditata direttamente dai giorni in cui il gioco vestiva i panni del tower defense.

    Raccogliendo abbastanza legno, mattoni o acciaio, i giocatori potranno costruire in pochissimi secondi alcuni elementi architettonici come muri, solai o rampe di scale, la cui durabilità è direttamente proporzionale alla "durezza" del materiale scelto. Interporre tali barriere architettoniche fra noi e il nostro nemico, arrivando a costruire in pochissimo tempo intere architetture dalla stabilità statica decisamente fantasiosa, si rende necessario al fine della sopravvivenza, dato che tali coperture riescono a sopperire alle evidenti carenze del motore di gioco e del gunplay elaborato da Epic Games.

    Un'esperienza per tutti, o quasi

    Quello del North Carolina, come detto in apertura, è uno studio dal curriculum di tutto rispetto. Tramite alcuni dei loro lavori, come i primi Gears of War o la serie Unreal, lo studio americano ha settato quelli che oggi consideriamo gli standard degli shooter in terza persona. Lascia quantomeno sorpresi, quindi, constatare che queste stesse persone abbiano lavorato al motore di gioco che anima Fortnite. Non c'è possibilità di sfruttare coperture in Fortnite, così come il feedback restituito dalle armi è praticamente sempre uguale, se non per la differente cadenza di fuoco.

    Se per alcuni tali meccaniche potrebbero apparire fin troppo semplici, c'è da dire che l'esperienza di gioco ne guadagna in accessibilità, rendendosi fruibile ad un pubblico vastissimo, con un occhio di riguardo per i giocatori più giovani. Va considerata in tale ottica, quindi, la direzione artistica scelta. Nonostante si spari in continuazione, non c'è una goccia di sangue in Fortnite. Allo stesso modo, il design dei personaggi vira verso una declinazione cartoonesca, con animazioni del corpo buffe e ariose. Il vero quid di Fortnite, in ogni caso, resta la possibilità di poter essere giocato gratuitamente. Le microtransazioni non sono mai invasive, concentrandosi principalmente su questioni puramente estetiche, con skin alternative per le armi e costumi esclusivi per i personaggi. L'unico modo per diventare più bravi non è strisciare la carta di credito, ma continuare a giocare ancora e ancora.

    La guerra nello zaino

    Quanto detto finora, può dirsi valido anche per le precedenti sortite del gioco in ambito PC e console. Ciò di cui ci preme parlare in questa sede - vero motivo per cui siete qui a leggere - è la resa che l'ultima fatica di Epic Games ha ottenuto su Switch. Andiamo dritti al punto: se non vi piace Fortnite, questa versione per la console Nintendo non vi farà cambiare opinione; allo stesso modo, se sentite un fortissimo impulso a picconare i muri di casa perché ormai assuefatti dal vero campione d'incassi del 2018, allora non c'è motivo per non scaricare Fortnite. Il gioco di Epic si comporta alla stessa identica maniera di quanto faccia sulle macchine della concorrenza in termini di divertimento, immediatezza, accessibilità e confusione con i comandi, portando quindi con sé gli stessi notevoli pregi e i fastidiosi difetti. Ciò che proprio non regge il confronto, com'era facile immaginare, è la resa grafica.

    Il gioco resta ancorato a 30 fps sia in modalità portatile che TV. In particolare, spalmarsi sul divano per giocare a Fortnite farà risaltare ancora di più gli evidenti problemi di aliasing che minano la riuscita di questa conversione. Nulla di sconvolgente, sia chiaro, ma la piccola di Nintendo ha già dato dimostrazione di poter reggere motori grafici ben più performanti, pur non essendo un mostro di potenza. Le magagne grafiche risaltano meno agli occhi quando il gioco viene fruito sullo schermo del tablet, ma scegliere di giocare in modalità portatile comporta accettare un fastidioso effetto di pop-up: scrigni, armi e soprattutto nemici non saranno visibili dalla lunga distanza, ma appariranno all'improvviso avvicinandosi ad essi. Allo stesso modo, abbiamo riscontrato dei fastidiosi problemi di LAG, sia in modalità TV - con la dock station attaccata ad un cavo ethernet - sia giocandoci in giro, sfruttando il WiFi di uffici e aule studio. La trasposizione su Switch non porta solo all'apparizione di difetti, ma anche all'introduzione di simpatiche aggiunte. Fortnite sfrutta una delle peculiarità di Switch, vale a dire quell'HD Rumble presente sia nei joycon che nel Pad Pro. Tramite l'HD Rumble, i ragazzi di Epic sono riusciti ad aggiungere una "sfericità" alla vibrazione, in grado adesso di suggerirci da dove provenga il colpo: vi stanno sparando dietro la spalla sinistra? Il joycon di sinistra inizierà a vibrare nella parte bassa, lasciandovi intuire dove sia il vostro avversario. Un'ulteriore aggiunta - vera e propria tirata d'orecchie nei confronti di Nintendo - è la chat vocale in game. Non c'è bisogno dell'applicazione su cellulare per usare la chat di Fortnite, basta semplicemente collegare l'headset al jack cuffie della console. Quand'è che Nintendo si accorgerà di questa feature?

    Fortnite FortniteVersione Analizzata Nintendo SwitchFortnite arriva su Switch dopo aver fatto proseliti ovunque, dal PC agli smartphone, passando per le home console della concorrenza. La versione per l’ibrida di Nintendo riconferma quanto fatto di buono da Epic Games nel trasformare un insipido tower defense in un ottimo battle royale, pur non esente da difetti. L’immediatezza del gunplay di Fortnite si scontra con un sistema di controllo quanto meno confusionario, così come l’accessibilità non esattamente accomodante potrebbe scoraggiare più di un giocatore. Eppure, il fatto che Fortnite non chieda un obolo di ingresso ci permette di consigliarlo a cuor leggero a chiunque abbia uno Switch nel proprio zaino. Fortnite non è un capolavoro, eppure è uno dei giochi più importanti nell’attuale panorama videoludico. Se vi state chiedendo il perché di tale successo, non vi resta che impugnare i joycon e spendere qualche minuto in compagnia di altri novantanove giocatori, sia che siate in casa che in pausa pranzo sul luogo di lavoro. Attenzione: potrebbe creare dipendenza.

    7.8

    Che voto dai a: Fortnite

    Media Voto Utenti
    Voti: 382
    8.4
    nd