Frantics per PS4: Recensione del nuovo gioco della serie PlayLink

La serie PlayLink per PS4 si arricchisce di un nuovo, frenetico party game per un massimo di quattro giocatori in locale.

recensione Frantics per PS4: Recensione del nuovo gioco della serie PlayLink
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  • L'impegno da parte di Sony nel voler riportare in auge il multiplayer casalingo, l'abbiamo detto più volte, è davvero encomiabile. E PlayLink, la collana per PlayStation 4 che si fa portabandiera di questa volontà, ha dimostrato di poter contare su un catalogo di giochi quantomeno interessante. A oggi abbiamo provato un po' di tutto: il quiz game di Sapere è Potere, il karaoke di SingStar Celebration, il film interattivo di Planet of the Apes: Last Frontier, ed anche esperimenti di social gaming più caratteristici come Hidden Agenda e Dimmi Chi Sei. È mancato, strano a dirsi, un party game di stampo tradizionale, genere che i vari Mario Party ci hanno insegnato essere uno dei più divertenti da usufruire in compagnia di un gruppo di persone nella medesima stanza. Sarà il team danese NapNok Games a colmare questa lacuna grazie a Frantics, pronto a occupare gli scaffali virtuali e fisici a cominciare dal prossimo 7 marzo, al prezzo di circa venti euro.

    Una sfida bestiale

    Per chi non conoscesse ancora la filosofia di PlayLink, ricordiamo brevemente che per giocare alla serie servono appunto una PS4, una connessione wi-fi e tanti smartphone o tablet quanti saranno i giocatori presenti in campo. Dopo aver scaricato gratuitamente l'app dedicata al titolo scelto, ogni smart device va di fatto a sostituire ciascun DualShock 4, configurandosi come unica periferica con cui è possibile interagire con il software di gioco. Passando nello specifico a Frantics, l'esperienza propone delle partite competitive per quattro videogiocatori in locale, che siano tutti in carne e ossa oppure una mescolanza di bot e utenti reali. Il titolo dà anche l'opportunità di giocare da soli contro tre personaggi comandati dal computer, benché appaia evidente che, così facendo, le speranze di divertirsi si affievoliscano notevolmente. Prima di partire è d'obbligo seguire il solito iter cui PlayLink ci ha ormai abituato: ci si scatta un bel selfie, si digita il proprio nome di battaglia e poi il gioco ci assegna un avatar, nella fattispecie un buffo animale in grafica cartoonesca. Si passa in seguito alla competizione vera e propria, un susseguirsi di cinque minigiochi introdotti passo passo da Volpe, un laido affarista che suole arricchirsi alle spalle dei poveri concorrenti di turno. I minigame sono molto "fisici", per lo più sfide a tempo e a turni dove, per avere la meglio sugli avversari, è quasi sempre necessario riempirli di botte: prenderli a spallate durante una corsa a ostacoli, spingerli fuori dai limiti dello schermo, farli esplodere usando ordigni di varia foggia e via dicendo. Ogni gioco si fonda su un uso specifico del proprio dispositivo mobile, di cui Frantics spreme soprattutto le funzionalità tattili e di movimento. Per esempio in "Sedie Selvagge", gara che simula le dinamiche del curling, bisogna trascinare il dito sul touchscreen per definire l'angolazione e la spinta con cui il personaggio dovrà fiondarsi verso il centro di un grosso bersaglio disegnato sul pavimento. Altre prove come "Folli Acrobazie" o "Gara in Caduta" richiedono invece di spostare l'avatar sul setting inclinando fisicamente il proprio "cellulare", cosicché il giroscopio comunichi al nostro assistito la direzione da seguire.

    I minigiochi richiedono una manciata di minuti per essere completati e, al termine di ognuno, Volpe assegna al vincitore una corona, e a un secondo giocatore che si è saputo distinguere -per un motivo o per l'altro- un gruzzoletto di monete dorate. Sono entrambi riconoscimenti importanti: se la quantità di corone accumulate definisce il vantaggio che ogni giocatore avrà durante la sfida finale, quella che sancisce l'esito definitivo della partita, le monete servono invece ad acquistare dei perk nel corso di determinate fasi di gioco, in base a una classica asta per cui chi è più "ricco" sarà più facilmente in grado di aggiudicarsi gli aiuti migliori.

    Vecchia volpe

    Frantics consta di tre modalità, di cui una che permette di godersi i minigame separatamente, e un'altra che dà modo di assemblare da sé una partita personalizzata. È comunque certo che la modalità principale del pacchetto sia Festa della Volpe, quella in cui le sfide che precedono il duello finale vengono proposte a totale discrezione del software. Per altro, giocare a Festa della Volpe è l'unico modo per sbloccare progressivamente tutti i 15 minigiochi, che rappresentano, neanche a dirlo, l'anima della festa targata Sony Interactive. Bisogna ammettere che le prove proposte in Frantics, seppur non numerosissime, siano abbastanza differenziate, talune orientate alla velocità d'esecuzione e alla prontezza di riflessi, talaltre a un'azione vagamente più strategica. C'è comunque un "ma", ed è relativo all'effettiva personalità dei minigame in questione. Che non brilla particolarmente, nella maggior parte dei casi.

    La sensazione è che molti siano delle derivazioni un po' spente di alcune vecchie glorie del party game offline, due su tutti "Bombaroli" e "Problemi e Ghiaccioli", combattimenti a suon di bombe e spintoni che paiono versioni meno ispirate di "Crate Crush" e "Polar Rush", due fra le sfide più note dell'indimenticato Crash Bash. Anche il feeling dei controlli non è sempre dei più soddisfacenti, tanto che in alcune circostanze è facile dispiacersi dell'impossibilità di attaccare il proprio pad alla console e proseguire con le dita ben salde a levette e pulsanti. In generale, è proprio quel piglio ludico peculiarmente "social" emerso nelle altre produzioni PlayLink a venir meno in Frantics o, per lo meno, a risultare qui molto meno tangibile che in passato. L'unica feature veramente distintiva - utilizzata in maniera simile anche in Hidden Agenda - è quella che sfrutta i singoli dispositivi smart dei partecipanti per assegnare delle missioni top secret che, se portate a termine dal giocatore che le visualizza sul suo piccolo schermo, gli consentono di ottenere un'ulteriore corona. È un peccato che l'offerta non sappia dimostrarsi particolarmente creativa sulla distanza, anche perché il prodotto, in termini di pura confezione, è agghindato in modo molto gradevole. Graficamente è infatti delizioso e colorato, per non parlare dell'ottimo lavoro svolto in materia di localizzazione, laddove il doppiaggio in italiano di Volpe, l'unico personaggio chiacchierone, risulta espressivo e assolutamente convincente.

    Frantics FranticsVersione Analizzata Playstation 4Con Frantics, Sony Interactive e NapNok Games portano la ricetta festosa simil-Mario Party tra le proposte del PlayLink di PS4 senza però sfoggiare chissà quale inventiva. Il titolo è una sintesi di genere che ha la forza d’intrattenere soltanto per poche partite, colpa di una formula priva di particolari guizzi ludici e contenutisticamente limitata. Rispetto alla quasi totalità degli altri prodotti della collana, poi, si sente l’assenza di un utilizzo davvero peculiare della tecnologia smart, qui limitata per lo più a qualche strofinio su touchscreen e all’impiego un po’ pretestuoso dei sensori di movimento. Pur tenendo conto delle sue -evidentemente- basse pretese ricreative, Frantics è un’esperienza che consigliamo solamente a chi abbia almeno un paio di amici sui quali contare, e soltanto agli estimatori insaziabili del party game competitivo.

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