Freud's Bones Recensione: il videogioco sul maestro della psicoanalisi

Vincitore del Red Bull Indie Forge 2020, Freud's Bones trascina i giocatori nella Vienna degli anni Venti, alla scoperta della psiche di Sigmund Freud.

Freud's Bones Recensione: il videogioco sul maestro della psicoanalisi
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  • Rispetto al nostro primo contatto con Freud's Bones, questa creatura videoludica dedicata al padre della psicanalisi è mutata notevolmente. Un progetto fluido e in costante trasformazione, la cui realizzazione è stata portata avanti da un'unica autrice. Vincitrice dell'edizione 2020 del Redbull Indie Forge, Fortuna "Axel Fox" Imperatore ha infatti plasmato Freud's Bones in totale autonomia, affascinata dall'idea di poter coniugare la passione per i videogiochi con la suggestiva figura di Sigmund Freud.

    Il risultato è un'avventura punta & clicca stimolante, capace di trasportare i giocatori nella tormentata Vienna degli anni Venti. Tra la minacciosa ascesa del Partito Nazionalsocialista austriaco e l'ostilità degli accademici nei confronti delle teorie della psicanalisi, Freud's Bones ci porta a vivere un ricercato gioco di specchi, sfidandoci ad interpretare la psiche del leggendario Sigmund Freud. Al momento disponibile in esclusiva su PC (via Steam), l'Indie raggiungerà in futuro anche il mondo console, grazie alla già confermata versione Nintendo Switch di Freud's Bones.

    La notte più buia dell'anima

    "Non si può sempre nutrire una serpe in seno, né alzarsi ogni notte a seminare spine nel giardino della propria anima", scriveva Oscar Wilde, in un enunciato che non sarebbe stato probabilmente sgradito a Sigmund Freud. Nel cuore dei ruggenti anni Venti, le teorie del cinico genio austriaco non incontravano il favore del mondo accademico, popolato da una comunità scientifica che scherniva e criticava aspramente le teorie della psicanalisi. Un contesto difficile per il protagonista di Freud's Bones, che all'angoscia professionale vedrà presto affiancarsi una grave sequenza di drammi personali.

    Sostenuto soltanto dal suo smisurato ego, dalla cocaina e dal fumo di sigaro, Sigmund Freud sta sprofondando nella notte più buia dell'anima. Incurante del rischio di smarrire se stesso per sempre, l'uomo viene soccorso da una misteriosa voce interiore. Una manifestazione della propria coscienza che non dovrebbe sorprendere più di tanto il teorico dell'inconscio, che tuttavia ne rimane profondamente turbato.

    Tra echi di antichi sortilegi egizi, incubi deliranti e crisi di panico, il nostro Freud è tuttavia costretto a rassegnarsi e a decidersi a prestare ascolto alla voce misteriosa, impersonata, ovviamente, dal videogiocatore. Nel corso di una notte, ci ritroviamo così ad assumere il controllo della vita e dell'attività professionale dello studioso, con la libertà assoluta di guidare lescelte del protagonista, in un cammino che potrà condurre a diversi epiloghi. Decidere di rispettare le convenzioni morali dell'epoca o di celebrare egoisticamente i piaceri della vita sono entrambe opzioni disponibili, per una voce interiore che può rivelarsi sia salvifica sia distruttrice. Una premessa decisamente intrigante, che ha saputo conquistarci in pochi minuti, anche grazie alla sagacia dei dialoghi proposti da Freud's Bones, che conferma le nostre prime impressioni legate ad un livello di scrittura di ottima fattura.

    Maestri della psicanalisi

    Gran parte delle vicissitudini di Sigmund Freud, ovviamente, ha il proprio fulcro nella sua attività professionale. Per la gran parte delle 5 ore circa necessarie a portare a termine il gioco, ci si ritrova dunque a cercare di interpretare le menti tormentate dei nostri pazienti. Con un sistema semplificato rispetto a quanto tratteggiato dalla prima Demo di Freud's Bones, i giocatori sono chiamati a cogliere i non detti che si celano tra le parole dei pazienti, decisamente restii ad aprirsi con sincerità allo psicanalista. La giovane donna che siede sul nostro lettino si è realmente ferita cadendo su vetri in frantumi? E cosa si annida nella mente di un quest'uomo delirante che inneggia alla purificazione del genere umano?

    Dopo una breve introduzione ai concetti di Es (pulsioni individuali), Super-Io (morale collettiva) ed Io (coscienza individuale), che rappresentano il fulcro della teoria della psicanalisi freudiana, siamo pronti per indagare nel passato e nei sentimenti dei pazienti, mentre con occhio attento ne analizziamo la storia clinica, gli scritti e ulteriori documenti inviatici da parenti o medici. Nel corso delle sedute, potremo decidere di utilizzare toni severi o concilianti, cercando di volta in volta di penetrare le difese delle menti turbate ospitate nel nostro studio di Vienna. Nonostante un numero di casi piuttosto contenuto, Freud's Bones riesce a proporre un'interessante varietà di casistiche, per un articolato viaggio attraverso il complesso mondo delle psicosi che possono affliggere la mente e l'animo dell'essere umano.

    Gli strumenti a nostra disposizione sono l'arguzia e l'intuizione, oltre alla capacità di ricorrere al momento giusto all'arte della retorica. Al termine di ogni seduta, dovremo fare il punto della situazione, tracciando collegamenti tra gli elementi a nostra disposizione e le dichiarazioni dei pazienti. In questa fase, potremo scegliere tra due approcci differenti, uno più "clinico" e un altro più "creativo", in grado di condurci ad elaborare ipotesi più azzardate. La predilezione per l'uno o per l'altro influenzerà il modo di porsi del nostro Freud nei confronti del mondo.

    Pur piacevolmente articolato, il sistema di gestione delle sedute di psicanalisi non sempre sfrutta al massimo i propri strumenti. Ad esempio, nella fase iniziale del gioco si è introdotti all'Enciclopedia, uno strumento utile a decifrare concetti medici o le funzioni di specifici farmaci. Un'idea molto interessante, che tuttavia perde rapidamente di rilevanza nel contesto complessivo del gioco.

    Ci spiace inoltre constatare che nella versione finale di Freud's Bones non abbia infine trovato spazio il sistema di accumulo di punti esperienza legato alle performance cliniche del protagonista, con conseguente accesso a nuove tipologie di terapia. Si tratta infatti di un elemento che, se ben implementato, avrebbe sicuramente arricchito l'armamentario a disposizione dei giocatori per dilettarsi nei panni di padri della psicanalisi.

    Una Vienna tormentata

    Ma oltre i confini del nostro studio si cela un intero mondo di relazioni umane e professionali. Nel gestire la vita privata di Sigmund Freud, potremo dunque scegliere di abbandonarci ad adulteri e sostanze stupefacenti, oppure di rinunciare al vizio del fumo e dedicare le nostri notti alla ricerca di fondi e alleati tra i medici e l'aristocrazia austriaca.

    In questo quadro, abbiamo particolarmente apprezzato l'entrata in scena di personaggi quali Lou Salomé o Salvador Dalì, capaci di arricchire piacevolmente la varietà di situazioni vissute in Freud's Bones. Avventurandosi per le strade di Vienna, magari per dirigersi all'Eckman Café per unbuon caffè nero bollente, potremo decidere di fare una sosta presso la tabaccheria o la farmacia della città, per rimpinguare le nostre scorte di cocaina o sigari, entrambi strumenti utili a placare la mente del protagonista nei momenti di maggior crisi. Non dimentichiamoci poi di effettuare una fermata in libreria, per scegliere le copertine dei nostri prossimi libri. Queste attività, così come la ricerca di mecenati, andranno ad influire sulle finanze a nostra disposizione. Purtroppo, per quella che è stata la nostra esperienza, questa particolare componente di Freud's Bones non è risultata particolarmente incisiva, con il nostro protagonista che non ha mai rischiato di trovarsi realmente in difficoltà economiche.

    Tra gli elementi di maggiore interesse relativi ai contatti di Sigmund Freud con il mondo esterno, troviamo sicuramente un'ottima rappresentazione del crescente antisemitismo che permeava la società austriaca dell'epoca. Leggendo i quotidiani od origliando le conversazioni dei salotti borghesi, si respira il clima di odio e discriminazione che nel giro di pochi anni avrebbe condotto l'Europa intera alla rovina della Seconda Guerra Mondiale.

    Per quanto piccola, la Vienna di Freud's Bones si rivela funzionale alla durata e alla portata dell'avventura, che peraltro non manca di restituire sequenze decisamente suggestive. Con uno stile artistico semplice ma ispirato, il titolo include cut-scene surreali e ricche di stile, per un'avventura che sicuramente consigliamo agli appassionati del genere.

    Freud's Bones Freud's BonesVersione Analizzata PCIn definitiva, Freud's Bones è un esperimento riuscito, nonostante un ridimensionamento delle proprie ambizioni rispetto al progetto iniziale. Le dinamiche proposte dall'avventura punta & clicca compongono un quadro coerente e immediatamente accessibile, che guida con efficacia i giocatori alla scoperta del mondo interiore di Sigmund Freud. Seduta dopo seduta, il desiderio di scoprire quali turbamenti si celino nelle menti dei nostri pazienti è genuino e spontaneo, tanto che avremmo apprezzato l'inclusione di un maggior numero di casistiche. Resta il rammarico di un finale che giunge fin troppo all'improvviso, senza che le poche ore necessarie a raggiungere i titoli di coda riescano a rendere pienamente giustizia ad ognuna delle dinamiche incluse in Freud's Bones. Denso di spunti e idee interessanti, l'epopea psicanalitica avrebbe sicuramente beneficiato di maggiori risorse. Un ripianto che ad ogni modo nulla toglie alla bontà dell'esperienza, e che ci auguriamo possa venire meno in un'eventuale seconda avventura videoludica di Fortuna "Axel Fox" Imperatore.

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