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Recensione Full Auto 2: Battlelines

Automobili e mitragliatori, gioie e dolori

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Psp

Un'eredità da riscattare

Il primo episodio di Full Auto apparve sugli scaffali europei nel marzo 2006, portando su XBox 360 un videogioco di discreta qualità che mescolava elementi del genere racing con la possibilità di annientare gli avversari tramite mitragliatori, missili e mine di prossimità. Il gioco venne accolto tiepidamente dalla critica, in quanto afflitto da costanti cali del framerate e da una giocabilità sì improntata sull’azione arcade, ma comunque troppo limitata ed effimera che si manifestava evidentemente una volta superate le prime ore di entusiasmo.
La casa del porcospino Sonic ora ci riprova, proponendo Full Auto 2: Battlelines su entrambe le console Next Generation: il team di sviluppo Pseudo Interactive riuscirà a riscattare il proprio discreto predecessore? Scopriamolo in questo test approfondito.

A caccia di criminali a Meridiana

In Full Auto 2: Battlelines vestiamo i panni di un pilota professionista, incaricato di riportare la pace e l’ordine nella cittadina futuristica di Meridiana, perennemente afflitta dal dilagare della criminalità. Al nostro fianco avremo S.A.G.E., un dispositivo senziente governativo attivato nei casi di emergenza, che ci illustrerà le principali caratteristiche e i punti deboli dei nostri avversari, gli Ascendant: clan criminali composti da piloti e veicoli mortali, pronti a trivellarci di proiettili pur di fermarci.
La trama fa da sfondo alla modalità Carriera, in cui verremo man mano istruiti da S.A.G.E. circa le missioni da portare a termine. Ogni livello di gioco presenta due tipologie di obiettivi: principali e secondari. I primi spaziano dalla semplice vittoria in una corsa all’eliminazione fisica del nemico, e sono indispensabili per avanzare nell’avventura; i secondi invece ci impongono traguardi più ricercati, quali terminare la missione entro un dato tempo o con la distruzione di un tot veicoli. Questi obiettivi di minor importanza, se completati, ci forniranno grafiche e carrozzerie speciali per le nostre auto.
Una delle principali novità di Battlelines è data dall’introduzione delle battaglie in arena, che ricordano per molti versi le serie Twisted Metal e Destruction Derby. A differenza del predecessore, quindi, non correremo soltanto le canoniche gare su circuito: gli sviluppatori hanno deciso di valorizzare la componente action del titolo, privilegiando la distruzione alla ricerca del giro perfetto. Nonostante questa notevole aggiunta, il titolo non fa della varietà nella modalità Carriera il suo punto forte: che ci si trovi in un’arena o su un tracciato, si tratta sempre di guidare, mirare e distruggere. Una sequenza che genera inizialmente entusiasmo, ma che ben presto si spegne, per poi tramutarsi in ripetitività e monotonia.
Prima di iniziare una qualsiasi missione, una serie di semplici menu ci permette di scegliere il tipo di auto e gli armamenti da montarvi sopra. Van, limousines e pick up sono solo alcune tipologie di mezzi a nostra disposizione, ognuna dotata di determinate caratteristiche quali velocità, resistenza e la possibilità di caricare armamenti pesanti o meno. Ogni livello richiede quindi strategia e tattica nella scelta del veicolo: i mezzi più pesanti saranno lenti, ma ci permetteranno di montare armi più sofisticate e letali, mentre quelli più leggeri guadagneranno in velocità ma non potranno essere caricati che con armi leggere. Ci interessa arrivare primi? Un mini van sarà la scelta migliore. Preferiamo annientare il nemico, per poi prendercela comoda e vincere con facilità? Un jeep in stile hummer sarà sicuramente conforme ai nostri scopi. Una volta scelto il veicolo, dovremo selezionare di quali due armi disporre (attivabili grazie ai tasti frontali). Anche in questo caso la scelta è vasta: si passa dai semplici mitragliatori alle doppiette, dalle cortine fumogene alle mine di prossimità, dagli scudi rinforzati anteriori a quelli posteriori, e così via.

Il feeling della pista

Una volta in pista, il sistema di controllo potrà risultare inizialmente problematico e difficoltoso: la configurazione dei tasti non è infatti quanto di più tradizionale (l’acceleratore e il freno sono attivati dai trigger dorsali), mentre lo schermo di gioco offre ai nostri occhi numerose icone e barre di energia. Tra di queste, fondamentale è la barra presente nella parte alta a sinistra del nostro schermo, che verrà riempita in occasione di derapate, distruzione degli avversari e altre esibizioni delle nostre abilità da pilota. Il suo scopo è duplice: fornirci del turbo (attivabile tramite il tasto R1) o attivare la sequenza Recupero, per mezzo del tasto L1. Questa feature ci permetterà di ritornare indietro nel tempo per “recuperare”, appunto, un nostro errore di guida. Nell’ultima curva siamo usciti di pista? Tener premuto il tasto L1 ci permetterà di rifarci dell’errore, vincendo magari la gara. Uno stratagemma già visto nello stesso Full Auto e in altri combat racing.
Una volta prese in mano le redini del gioco, Battlelines è indubbiamente divertente: devastare tutto ciò che si muove su schermo è quanto di più godibile ci possa essere in un arcade. Gli sviluppatori hanno inoltre dato particolare enfasi allo spettacolo: ogni distruzione di un veicolo avversario verrà accompagnato da una sequenza in slow motion, mentre premendo un tasto del DPAD attiveremo un replay che ci consente di ammirare gli ultimi 20 secondi di gioco. Purtroppo, l’hype iniziale si spegne dopo poche ore di gioco, afflitto da una ripetitività mai risollevata da una discreta varietà delle missioni o dall’interattività dei vari scenari, nonostante essi si evolvano dinamicamente in base al crollo di strutture portanti o costruzioni architettoniche. Il nostro scopo rimarrà sempre quello: guidare e distruggere, con un minimo di attenzione agli obiettivi del livello.
L’intelligenza artificiale dei nostri avversari presenta degli alti e dei bassi: nel corso delle gare i nemici ci daranno del filo da torcere, ma nelle arene non è raro imbattersi in veicoli immobili per diversi secondi, quasi fossero indecisi sul da farsi; facili prede (purtroppo) per il nostro piombo rovente.
La longevità del titolo si attesta poco sopra la media, con una durata della modalità Carriera di circa 15-20 ore. Oltre a questa modalità, avremo la possibilità di giocare in multiplayer, in split-screen o online (fino ad un massimo di otto giocatori e senza eccessivo lag) o in una rapida Gara Arcade, dove potremo mettere alla prova auto e armi ottenute nel corso della nostra Carriera. Il gioco online offre alcune interessanti opzioni, come ad esempio Assalto alla base (dove dovremo far saltare la roccaforte avversaria piazzando diversi esplosivi nell’edificio) e Gatto e Topo (il classico “nascondino” uno contro uno), che contribuiscono così a non far scemare in tempi troppo brevi l’interesse per Battlelines.

Non solo Slow motion...

Tecnicamente, Full Auto 2: Battlelines è notevole. Gli stage sono tutti ambientati a Meridiana, una città futuristica dove tutto (o quasi) può essere distrutto dalle nostre auto e armi. Vedere i frammenti e i detriti generati da tanta distruzione è uno spettacolo per gli occhi e spesso porta allo stravolgimento dello stage stesso, con il cedimento (ad esempio) dei piloni che reggono un’imbarcazione in un cantiere navale. Queste evoluzioni introducono nella battaglia nuovi paesaggi segreti e nuove strade percorribili, ravvivando così le sei arene disponibili.
I proiettili avversari e le fiamme influiranno in modo realistico sulle nostre carrozzerie, che si deformano e distruggono progressivamente. Un semplice sguardo al nostro veicolo ci permetterà quindi di renderci immediatamente conto circa il nostro stato di salute, vista anche la qualità e la definizione delle textures, apprezzabili appieno in modalità video 1080i.
Purtroppo, una tale mole di poligoni in movimento provoca spesso un calo del frame rate. Il problema è stato radicalmente ridotto rispetto al primo Full Auto, ma non risolto del tutto: alcuni rallentamenti, specie in occasioni di esplosioni macroscopiche, rimangono. Un altro punto debole di Battlelines, nonostante la sua anima spregiudicatamente arcade, è la fisica che gestisce la guida e le collisioni del veicolo. Le auto risultano essere troppo “leggere”, spesso pronte a essere destabilizzate da un minimo contatto specialmente in curva. La sensazione insomma è quella di non avere alcun grip, come se si guidasse sul sapone.
L’accompagnamento sonoro è affidato a semplici melodie di genere electro-rock, che ben si confà all’ambiente urbano futuristico della sceneggiatura. Le esplosioni sono ben campionate, mentre lasciano a desiderare i rumori delle nostre armi, troppo sotto tono e deboli.

Full Auto 2: Battlelines Un po’ Burnout e un po’ Twisted Metal, con l’aggiunta di Demolition Derby: ecco in sintesi Full Auto 2: Battlelines, titolo frizzante, frenetico ed adrenalico in grado di regalare (seppur solamente all’inizio) forti emozioni al videogiocatore. Bastano però poche ore per rendersi conto che il detto “tanto fumo, poco arrosto” corrisponde al vero: l’azione di gioco, nonostante i tentativi di variegare missioni e obiettivi, rimane sempre la stessa, ancorata ad un concetto “guida-spara” alla lunga noioso e ripetitivo. Nonostante un comparto tecnico di tutto rispetto, inoltre, il gioco presenta ancora problemi legati alla fluidità (i costanti cali di framerate), alla fisica dei veicoli e all’intelligenza artificiale dei nostri nemici. Battlelines racchiude quindi in sé tutta l’essenza dell’arcade: piacevole e irresistibile nelle prime sessioni di gioco, monotono e ripetitivo dopo qualche ora.

6

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