Recensione Game of Thrones - The Sword in the Darkness

Seguiamo le gesta della famiglia Forrester, nel terzo episodio dell'adattamento videoludico di Game of Thrones. Intrighi, macchinazioni a corte, ed un viaggio oltre il mare stretto alla ricerca dell'esercito della salvezza.

Game of Thrones - The Sword in the Darkness
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prosegue a cadenza regolare la serie videoludica che Telltale dedica a Game of Thrones, pronta a concludersi -con il sesto episodio- proprio a ridosso della nuova stagione del Serial televisivo.
Dopo un esordio non proprio eccezionale, ed un discreto recupero con Iron From Ice, arriva The Sword in The Darkness a portare avanti le tormentate vicende della famiglia Forrester.
Questo terzo capitolo risulta, per ritmi e sviluppo narrativo, quello meglio calcolato: intrighi e giochi di potere, urgenze di vendetta e nuove rivelazioni si dipanano sullo schermo, mentre i protagonisti ormai noti lottano per tenere in piedi il nome e la posizione di un casato in disgrazia.
Il tono amaro del racconto che segue il tormentato Rodrick si alterna con l'afflato più avventuroso del viaggio di Asher, in cerca di un esercito al di là del Mare Stretto. Il passo della sceneggiatura si fa insomma sicuro, come sicuri di sé sono i nuovi protagonisti: nonostante gli eventi e i personaggi della serie televisiva restino importanti per contestualizzare e collocare il racconto, sanno farsi da parte per lasciare spazio ai “nuovi arrivati”, che si sono fatti conoscere dal pubblico e reggono la scena senza troppi problemi.
Al netto di qualche linea narrativa lasciata a sé stessa, che dimostra ancora una volta quanto debole sia il peso di certe scelte che credevamo invece fondamentali, The Sword in The Darkness chiude in maniera più che degna la prima metà della stagione videoludica di Game of Thrones, lasciandoci ben sperare per il futuro.

In cerca di un esercito

Al termine delle due ore abbondanti necessarie a completare questo terzo episodio, non si può fare a meno di considerare quanto importante sia, per il ritmo del racconto, la presenza di più protagonisti.
Deve averlo capito pure Telltale, che dopo l'entusiasmo per la prima serie di The Walking Dead ha dovuto fare i conti con qualche difficoltà: sia la seconda stagione dell'avventura a base di Zombie che il suo The Wolf Among Us alternavano momenti molto ispirati a sequenze un po' insipide perché troppo estese e diluite. Anche con Tales From The Borderlands il team ha deciso quindi di optare per la divisione dei punti di vista: un vero toccasana per la sceneggiatura, che risulta sufficientemente dinamica da tenere sulle spine il giocatore dall'inizio alla fine.
Il format di Game of Thrones si è prestato per natura a questa “frammentazione”: continuano ad essere quattro i protagonisti di cui seguiamo le gesta, schizzando da King's Landing a Ironrath. Adesso però il team tira le redini del racconto, riuscendo a farci percepire quanto le azioni di tutti i membri della famiglia Forrester siano in verità intrecciate. Asher ha il compito di trovare un esercito di mercenari e condurlo a difesa delle sue roccaforti, ma Mira deve trovare necessariamente i fondi con cui pagare i soldati, mescolandosi con gli intrighi di corte ad Approdo del Re.
Nel frattempo “il lord caduto”, Rodrick lo storpio, deve sopportare le angherie del casato rivale: gli uomini degli Whitehill si sono insediati all'interno delle sue mura, pronti a schernirlo e deriderlo, ma innescare adesso una reazione in nome del proprio orgoglio segnerebbe l'annientamento definitivo della famiglia.

La consapevolezza sempre più marcata di tutti questi meccanismi rende alcune sequenze del racconto molto tese: il giocatore avverte il peso delle proprie scelte, l'urgenza di agire con circospezione e di non sbagliare, la consapevolezza che una parola fuori posto può segnare una nuova tragedia come quella legata alla morte di Ethan.
Telltale è insomma abilissima nel dare all'utente l'illusione che i suoi comportamenti influenzino davvero l'andamento delle cose, ed è questo forse il motivo del successo di questo episodio. Fermandosi a ragionare un po' su quello che è successo in precedenza, tuttavia, si capisce che l'importanza delle scelte rischia di essere solo apparente. Le questioni legate al pugnale insanguinato con cui Mira ha ucciso il suo assalitore, o le faccende che ruotano attorno al possibile matrimonio politico di Rodrick sono quasi completamente dimenticate: saranno forse riprese in futuro, ma sospettiamo che Telltale voglia lasciarle sedimentare per poi utilizzarle come meglio crede, tenendo il racconto su binari ben precisi.
Poco importa, se la tensione è adesso palpabile e alcune scelte appaiono pesantissime: il racconto di The Sword in The Darkness ha saputo farci arrabbiare e tenerci sulle spine. Resta vero che per apprezzarlo fino in fondo bisogna sapersi godere i ritmi tipici della narrazione di Martin, che resta molto politica e psicologica, e riduce le sequenze più movimentate. In questo terzo episodio ce ne sono giusto un paio: la prima, nei panni di Asher, ci metterà di fronte niente meno che uno dei draghi di Daenerys (e la digitalizzazione di Emilia Clarke apparirà finalmente alla fine dell'episodio), l'altra la giocheremo invece interpretando Garred Tuttle, confinato tra i Guardiani della Notte. La sua resta la linea narrativa per il momento più slegata dalle altre, relativa al mistero del North Grove. Per fortuna, anche in questo caso, una piccola selezione di personaggi ben caratterizzati riesce a replicare le stesse alchimie legate alle gesta televisive di Jon Snow: la speranza è quella che anche l'apporto di Garred possa infine risultare determinante per la famiglia Forrester, o almeno raccontarci qualcosa di più del mondo al di là della Barriera.


Game of Thrones by Telltale Fermi restando i difetti ormai conclamati della serie, tra cui un comparto grafico abbastanza deludente e scenografie piuttosto povere, e la sua natura spiccatamente narrativa e poco ludica, The Sword in The Darkness è un episodio ben riuscito. Mentre si aspetta il verificarsi degli eventi che hanno scandito la quarta stagione televisiva (qui “inquadrati” da una prospettiva laterale e dimessa), i protagonisti “costruiti” dagli sceneggiatori di Telltale riescono a tenere la scena, intrecciando le loro storie e le loro azioni. Nonostante permanga qualche dubbio sull'influenza che le scelte del giocatore avranno sulla lunga distanza, Telltale è maestra nel farcele pesare sul momento, usandole per costellare una narrazione finalmente ben scandita e autonoma. Un bel colpo di reni, nella speranza che tutto si tenga anche nei prossimi episodi!

7.5

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