Recensione Garden Warfare

Arriva anche su console PlayStation lo sparatutto di PopCap Games

Plants vs Zombies: Garden Warfare
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Dopo l'ottima prova su Xbox One e PC, Garden Warfare: Plants Vs Zombies arriva finalmente anche su piattaforme PlayStation, pronto a conquistare gli utenti Sony. A pochi mesi dalla pubblicazione dell'edizione Personal Computer, le impressioni sul titolo PopCap Games non sono cambiate: al di là dell'ottimizzazione tecnica che ha aumentato la risoluzione, il titolo si ripresenta come uno sparatutto in terza persona inorgoglito da una forte originalità, che per atmosfere e ritmi si posiziona ad anni luce di distanza dall'offerta “concorrente”. Il prezzo ridotto rispetto agli shooter dell'ultima ora (la versione digitale costa 39,90€) rende l'offerta di PopCap ancora più intrigante.

Crescita rapida

Il concept dietro a Garden Warfare è sorprendentemente semplice: riciclando il sistema di classi del loro tower defense campione d'incassi, e riducendo a quattro le scelte per fazione, i ragazzi di Popcap hanno trasformato l'esperienza in uno sparatutto online a squadre, e aggiunto qualche modalità alternativa. Ogni classe è stata dotata di tre abilità speciali, le quali si sbloccano progressivamente, man mano che si spende tempo con ognuno dei combattenti sul campo di battaglia. Si tratta di una progressione spontanea, e giustificata dal fatto che proprio l'utilizzo intelligente delle skill tipiche di ogni classe è assolutamente fondamentale per mantenere buone prestazioni sul campo di battaglia, sia in ottica puramente individuale, sia considerando l'apporto alla squadra.
Garden Warfare è infatti un gioco strettamente team based, laddove le due modalità competitive disponibili pongono grande enfasi sulla cooperazione dei due team da dodici giocatori che si scontrano per il dominio dei giardini. Si comincia con un classico deathmatch a squadre, che permette già di sperimentare abbondantemente con le prime abilità in un contesto dove la strategia conta sicuramente meno, ma il cuore dell'esperienza competitiva è racchiuso nella modalità a punti di controllo. Quest'ultima presenta lunghe partite strutturate come playlist, declinate quindi su una serie di scontri da tenersi su varie mappe, per poi arrivare alla grande battaglia finale. Le piante tenteranno sempre di difendere il "giardino", ossia un'area posta bene in evidenza nella mappa, mentre il compito degli zombie sarà quello di invadere. Un segnalatore posto nella parte alta della mappa renderà sempre noto quanti difensori e quanti attaccanti si trovano nell'area delimitata, e proprio il rapporto tra questi numeri decreterà vincitori e sconfitti. Qualora gli zombie dovessero riuscire ad eliminare tutte le piante a difesa del giardino, e ad occupare l'area sensibile anche per un solo secondo senza difensori, vinceranno il match, mentre il compito delle piante sarà quello di resistere fino allo scadere del tempo limite. Lo scontro finale si svolgerà in maniera leggermente diversa. Le piante si troveranno a difendere l'ultimo bastione, mentre un certo numero di zombie dovrà cercare di attraversare la porta principale, naturalmente entro un tempo limite.

Molti sentiranno la mancanza di una modalità singolo giocatore in Garden Warfare. Effettivamente, dato l'ottimo lavoro di caratterizzazione stilistica svolto sui personaggi, una componente offline accompagnata da un aspetto narrativo avrebbe sicuramente potuto aggiungere molto al contesto. In ogni caso, gli sviluppatori hanno affiancato alle due modalità competitive una cooperativa per quattro giocatori, da affrontare solamente nei panni delle piante. Difendendo un piccolo giardino si dovrà resistere a ondate progressive di zombie sempre più affollate, e rese varie dall'occasionale intervento dei boss, ossia non morti particolarmente aggressivi e dotati di abilità uniche.

Ecco le classi!

Dalla parte delle Piante troviamo il Peashooter, classica unità di fanteria in grado di sparare singoli colpi e di elevarsi rapidamente, il Chomper, in grado di attaccare solo da vicino, di compiere brevi tragitti sottoterra e di eliminare i nemici con un sol colpo, al prezzo però di un notevole rallentamento nei movimenti, il Sunflower, capace di curare i compagni ma discreto anche nell'attacco, e il Cactus, che fa le veci del cecchino. I non morti possono invece contare sul Foot Soldier, fante dotato di arma a raffica e di rocket jump, sull'Engineer, fornito di un potente lanciagrante e di un drone volante, sullo Scientist, perfetto per gli attacchi ravvicinati grazie al fucile a pompa e al teletrasporto, e infine sull'All Star, giocatore di football corazzato, dotato di mitragliatrice pesante e coperture piazzabili.

Tutti i DLC, e 1080p

La versione PlayStation 4, ultima uscita in ordine cronologico, include già su disco (quasi) tutte le espansioni arrivate fino ad oggi in formato digitale. Manca in verità l'espansione più recente (Suburbination), che si spera arrivi in fretta sullo store. C'è però il Garden Variety Pack, l'add-on Tactical Taco, ma soprattutto Zomboss Down, ossia un DLC contenente una nuova mappa per Tombe e Giardini e due classi modificate, e una divertente modalità extra, nota come Gnomba. Quest'ultima vede le due squadre contendersi il possesso di uno gnomo da giardino esplosivo, che dovrà essere prima recuperato da un giocatore, e successivamente piantato in uno dei tre punti evidenziati sulla mappa. A quel punto partirà un conto alla rovescia, al termine del quale l'odiosa statuetta shignazzante detonerà, assegnando un punto alla squadra che si trova in attacco. Compito dei difensori, naturalmente, sarà cercare di disturbare il più possibile il trasporto, e interrompere il conto alla rovescia, eliminando gli attaccanti nella zona di esplosione.

Si tratta di un rimaneggiamento di una modalità simile al classico Cerca e Distruggi, che riesce ad inserirsi molto bene nelle dinamiche di gameplay di Garden Warfare, e risulta quindi come un'aggiunta più che gradita. Non manca una nuova mappa, Jewel Junction, ad ambientazione western. Si tratta di un'ambientazione piuttosto classica, che alterna diversi saliscendi e qualche area più ristretta dove gli scontri possono farsi molto accesi. In mezzo, ad intervalli regolari, passa un treno, che può cogliere con una brutta sorpresa i più distratti, e complicare alcune fasi di aggiramento.
In versione PS4 si trovano anche delle personalizzazioni ispirate ai personaggi più celebri delle saghe PlayStation, con cappellini ispirati a Rathcet & Clank o Sly Cooper: oltre che una bella trovata promozionale questa aggiunta resta sostanzialmente marginale nell'economia della produzione.

Tutt'altro che marginale è invece l'ottimizzazione tecnica. Popcap aveva già dimostrato ottime doti nell'utilizzo del Frostbite, riuscendo a comporre un colpo d'occhio vivace e dettagliato, perfetto per sottolineare il carattere leggero e divertito della produzione. L'hardware della console Sony permette di far girare il titolo a 60 Fps (sostanzialmente costanti) e ad una risoluzione nativa di 1080p. Il gioco non è sicuramente quello giusto per spremere la console, ma la modellazione poligonale è molto buona e, soprattutto, le texture mettono in evidenza qualche effetto superficiale che rende la scena sicuramente sgargiante.

Garden Warfare: Plants vs Zombies Garden Warfare si riconferma anche su Ps4 uno sparatutto in terza persona leggero e divertente, alternativa perfetta allo strapotere degli shooter bellici. Dinamico e vivace ma soprattutto ben bilanciato e -grazie agli ultimi DLC- anche sufficientemente vario, Garden Warfare è stata una bella sorpresa al momento del lancio su Xbox One, e lo sarà anche per gli utenti Sony. Su PlayStation, al di là di qualche oggetto inedito, si segnala una buona ottimizzazione dell'engine, che gira fluido a 60fps e 1080p nativi. Sicuramente non sono le caratteristiche tecniche ad ingolosire, quanto più l'originalità di fondo del concept e delle dinamiche. Garden Warfare arriva del resto dopo una generazione di cloni di Call of Duty e, sfottendo le tendenze del mercato a partire già dal nome, riesce a presentarsi come un'alternativa fresca e inedita, dedicata anche a chi aveva perso l'amore per gli sparatutto.

8

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