Gato Roboto: Recensione del Metroidvania felino di Devolver Digital

Gato Roboto è il nuovo folle progetto di Devolver Digital, un Metroidvania in Pixel Art ricco di stile, con protagonista un tenero gattino.

recensione Gato Roboto: Recensione del Metroidvania felino di Devolver Digital
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  • Nel corposo parco titoli offerto dai metroidvania presenti sulle varie piattaforme videoludiche, è oramai difficile riuscire a giostrarsi tra le produzioni più stimolanti, tra le opere più famose e le piccole perle tutte a scoprire. Per fortuna, come oramai capita con una frequenza che ha del sorprendente, ci pensa Devolver a fare per noi gran parte del lavoro, selezionando sempre più titoli che senza un publisher alle spalle farebbero fatica a imporsi sulla scena, garantendogli così una visibilità oramai internazionale. Gato Roboto giunge sui nostri schermi proprio grazie a questa ricerca costante, da parte di Devolver, di uno stile estetico e di un approccio ludico che siano pienamente riconducibili all'azienda texana. Ma la qualità di questo tenero metroidvania è merito di Doinksoft, studio di sviluppo che riesce a costruire un'esperienza tanto breve concisa quanto efficace efficace, caratterizzata da un ritmo pressoché perfetto.

    Un gattino eroico

    Il silenzio dello spazio aperto sembra diffondersi fino all'interno dell'astronave del nostro eroe, Gary, durante una delle sue numerose e noiose pattuglie intergalattiche. All'improvviso, una richiesta d'aiuto giunge al computer di bordo, e il coraggioso Gary, previa autorizzazione del comando centrale, decide di esaminare la fonte del segnale. Una tragica fatalità inceppa i controlli della nave, il che rende impossibile all'impavido pilota emergere dalla sua capsula per esplorare la stazione in cui è fortuitamente atterrato.

    Ma per fortuna, insieme a lui, c'era il gatto Kiki! Sopravvissuto all'impatto e sgattaiolato tra le macerie dell'incidente, viene incaricato dal povero Gary di cercare nella struttura un veicolo pilotabile, in modo tale da poter fuggire da quella che altrimenti sarà la loro tomba. Tra vermi giganteschi, rane velenose e la temibilissima acqua (siamo pur sempre un dolce gattino!), accompagneremo Kiki per circa quattro o cinque ore all'interno di questa struttura aliena, affrontando numerose boss fight e cercando di memorizzare, come in ogni metroidvania che si rispetti, i percorsi migliori per esplorarne ogni singola stanza. Ed è così che ci ritroveremo tra i condotti e gli androni di un'enorme struttura spaziale, sfruttando varie modalità di fuoco, livelli sommersi, scorciatoie e nuovi passaggi a ogni fase di gioco, sempre focalizzata sulla comprensione e assimilazione di semplici mosse e oggetti. Inoltre, sebbene il mondo di gioco in cui agiremo risulti essere interconnesso, il level design è stato gestito con intelligenza, dimostrando quanto siano elementi assolutamente fondamentali nell'interpretare e giudicare positivamente un'esperienza del genere.

    Infatti, ogni stanza o blocco d'esplorazione presente in Gato Roboto sarà sostanzialmente basato intorno ad un nucleo tematico, sia esso la necessità di dover drenare l'acqua che inonda i vari percorsi disponibili o la debolezza strutturale di certi passaggi, da superare con assoluta rapidità. Unendo questa estrema varietà con l'esigua durata complessiva dell'esperienza, e sommando il tutto al prezzo assolutamente abbordabile con cui viene presentato Gato Roboto al pubblico, l'opera Doinksoft si impone come un piccolo, vincente esperimento in grado di lasciare la sua zampa nell'affollato panorama dei metrodivania.

    Le boss fight dagli artigli affilati

    Non sono però soltanto l'ottimo ritmo e la varietà dell'esplorazione metrodivania a rendere Gato Roboto una gran bell'esperienza. Infatti, anche le boss fight riescono comunque a offrire sia una buona varietà, sia una difficoltà ben calibrata.

    Divise generalmente in due o più fasi, come da canone per titoli simili, affronteremo numerosi avversari tipici dell'iconografia sci.fi più tradizionale, ed anche creature che iconograficamente sono riconducibili agli acerrimi nemici dei gatti: tra topi super astuti e intelligenze artificiali violente, combatteremo dunque battaglie rapide e dolorose. Infine, saranno anche i vari mecha e le svariate attrezzature robotiche in dotazione a rappresentare l'ultima, fondamentale aggiunta ludica che garantisce varietà e freschezza all'opera Doinksoft.

    In definitiva, forse anche grazie alla durata decisamente contenuta, Gato Roboto riesce a mantenersi sempre divertente e mai noioso fino alla fine, liberandosi dal giogo di un certo backtracking tipico del genere, così come dal farming spesso troppo presente in alcune recenti reinterpretazioni del genere.

    Felini in pixel art

    Gato Roboto si presenta con un bianco e nero in pixel art assolutamente canonico, un biglietto da visita stilistico straordinariamente chiaro e squisitamente rétro. Nel tempo, sbloccheremo però delle palette cromatiche di vario tipo e colore, che arricchiranno e personalizzeranno l'esperienza di ciascun giocatore, a seconda delle sue preferenze.

    L'accompagnamento sonoro, per quanto ovviamente ripetitivo e legato alle zone del mondo di gioco, sarà sempre tematicamente coerente e stimolante, senza mai eccedere o superare in forza e il sound design, programmato appositamente per far reagire il giocatore a ogni minimo input.

    Gato Roboto Gato RobotoVersione Analizzata PCSenza mai eccellere o innovare in alcun elemento del suo design, Gato Roboto si dimostra un'esperienza coesa e immediata. Nonostante la durata non permetta ad alcune delle meccaniche di esprimersi al meglio, e nonostante una lieve monotonia estetica e sonora, l'opera Doinksoft si lascia giocare con gusto e piacere fino ai titoli di coda, senza mai sorprendere o esaltare fino in fondo, eppure garantendo qualche ora di divertimento e spensieratezza.

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