Gears POP Recensione: sfida alle Locuste sulla scia di Clash Royale

The Coalition porta Gears of War su iPhone e smartphone Android con un'operazione curiosa e divertente, ma non del tutto riuscita.

recensione Gears POP Recensione: sfida alle Locuste sulla scia di Clash Royale
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  • Come ben sappiamo, il successo di un prodotto produce inevitabilmente una folta schiera di emuli: la fama ottenuta, insomma, si muove di pari passo con la capacità di ispirare numerose altre produzioni. Nel mercato mobile, il Re indiscusso è Supercell che, con Clash of Clans prima e Clash Royale dopo, ha costruito ormai un vero e proprio impero.
    Spodestare tale dominio è senz'altro difficile, ma The Coalition, in collaborazione con Mediatonic, ha ben pensato di usare la forza dell'immaginario di Gears of War per compiere l'impresa. La cruda violenza della serie, però, mal si sposa con lo stile fresco e colorato di Clash Royale: per amalgamare a dovere i due stili, è stata dunque stipulata una partnership con Funko, che ha portato sui nostri smartphone e computer Gears POP, palesemente ispirato alla celeberrima opera di Supercell. Basterà questo team-up per conquistare la vetta?

    Coperture, Locuste e Orde

    Per chi non si fosse mai avvicinato a Clash Royale, vi basti sapere che il fulcro dell'azione è rappresentato da match uno contro uno online. Ogni utente schiera le proprie truppe da un set preimpostato, pagandone il "mana" che si ricarica col tempo. L'obiettivo è abbattere l'avversario, ma le due uniche vie per inviare le proprie unità sono difese da una coppia di torrette.

    In ogni scontro, caratterizzato da appena tre minuti di durata, abbattere una fortificazione porta ad un punto guadagnato per l'assaltatore. Allo scadere del tempo, nel caso di sopravvivenza dei propri alter ego, l'utente con più punti sarà dichiarato vincitore.
    Gears POP riprende i concetti alla base di Clash Royale e tenta di farli propri. I ragazzi di The Coalition, infatti, hanno inserito la caratteristica più celebre della serie di Gears of War: le coperture. Alcune tipologie di personaggi puntano a nascondersi dietro le barriere distribuite nell'arena. In questo modo il giocatore ne prenderà il dominio, e qualora venisse conquistata la sua "gemella" nella corsia di fianco, sarà possibile schierare i propri eroi in una sezione più ampia dell'area. Questo primo e importante elemento cerca di differenziare la formula del titolo di Supercell, e dobbiamo dire che si tratta di uno degli aspetti meglio riusciti dello sbarco delle Locuste su mobile.

    Le truppe, rappresentate da versioni Funko Pop dei personaggi più famosi della serie, sono ben diversificate, e ognuna possiede caratteristiche proprie da sfruttare in strategie differenti: per esempio Kait, ossia la protagonista del quinto capitolo (a tal proposito vi invitiamo a leggere la nostra prova di Gears 5), si lancia direttamente all'assalto delle fortificazioni avversarie, mentre il sempreverde Marcus Fenix si difende dietro ogni barricata, e solo dopo la sua conquista si dirige verso lo step successivo.

    In totale sono presenti trentotto unità divise tra soldati, oggetti e strutture, per comporre un "mazzo" di otto esemplari da usare in partita. Per ottenere la vittoria è bene puntare ad approcci diversificati in maniera tale da cogliere le possibilità offerte dai match: difendere le coperture è un modo sempre utile per avere la meglio, ma servono anche truppe aggressive, oppure le granate (lanciate attivamente dal nostro alter ego) per bombardare sistematicamente l'avversario. Senza dimenticare una comoda "ultimate", da scatenare al momento giusto e senza dispendio di energia: con il set di base si ha disposizione una buca di vermi, da evocare in qualsiasi zona dell'arena e capace di inondare di abietti il campo di battaglia, ma in seguito si potrà sbloccare il devastante Seeder, influenzato però dall'area di respawn citata poc'anzi. L'utente, però, viene presto lasciato a se stesso, con l'unico supporto di un "allenatore" artificiale per testare le modifiche al proprio set e provare nuove spille prima dei match online. The Coalition suggerisce, grazie a una manciata di missioni single player contro l'IA, alcune tattiche per sfruttare il potenziale di ogni "spilla" (così vengono chiamate le unità): per esempio, una tipologia di Locusta capace di assorbire molti colpi può essere accompagnata da un personaggio specializzato nei danni, in modo da tentare l'assalto combinato alle fortificazioni nemiche.

    Conclude l'offerta un'altra modalità storica di Gears of War, traslata in questa versione con i Funko Pop: si tratta dell'Orda che, a differenza dei match online, permette a due giocatori di cooperare per sconfiggere il Generale Raam e le sue truppe.

    Un'aggiunta decisamente originale ma non eccellente, peccato che per giocare siano necessari degli appositi pass presenti nelle immancabili loot box. Dovrete infatti far parte di un gruppo (se ne trovano diversi all'interno del titolo) e, nel momento in cui avrete dato l'avvio al matchmaking, gli altri membri della vostra fazione riceveranno un invito. I pass hanno diversi premi in palio, e per quelli meno golosi capita spesso di ritrovarsi soli e impossibilitati ad affrontare l'Orda.
    Una variante in single player avrebbe giovato alla modalità che, allo stato attuale, rappresenta solo un mero riempitivo rispetto agli scontri online. Detto ciò, una volta scesi nell'arena, leggermente differenziata nelle dimensione e nel numero di coperture, ve la vedrete con Raam e le sue truppe. Il generale Locusta non ha alcuna torretta a difenderlo ma è in grado di evocare un gran numero di unità, e nelle ondate finali il livello di sfida si alza notevolmente. Si tratta, comunque, solo di una piccola distrazione dai match in rete, a causa della rarità dei pass più remunerativi.

    Golden rule

    Gears POP, esattamente come Clash Royale, è un titolo freemium, ossia gratuito ma con un quantitativo esponenziale di microtransazioni: si inizia con l'apertura rapida dei quattro forzieri ottenibili nei match online che, a seconda del loro valore, richiederanno diverse ore per rivelare il loro prezioso contenuto.

    Senza dimenticare che, una volta riempiti gli "slot" disponibili, l'utente è disincentivato a giocare, dato che otterrebbe solo punti per il ranking e nessun altro premio. A seguire troviamo una valuta gratuita, rappresentata da monete d'argento, utile per potenziare ogni spilla una volta raccolto un numero sufficiente di doppioni. Nel caso in cui si rimanga a secco di conio, anche in questo caso, è necessario sborsare denaro reale. The Coalition, quantomeno, ha tentato di limitare lo squilibrio tra utenti paganti e non: le spille sono divise in categorie, raggiungibili solo incrementando il proprio ranking online, e gli strumenti più rari sono preclusi a chi non ha raccolto abbastanza vittorie. Questo approccio funziona per le prime ore, ma nulla vieta di acquistare un gran numero di forzieri e potenziare all'inverosimile le unità in proprio possesso. Abbiamo quindi dei forti dubbi sul bilanciamento dell'esperienza nel lungo periodo, e sul possibile tedio che potrà colpire gli utenti non paganti. The Coalition, insomma, pare aver ripreso interamente il modello economico che ha fatto la fortuna di Supercell, ma i tempi stanno cambiando, e il brand di Gears of War non è proprio quello ideale per sfruttare un simile meccanismo.

    Tutto questo ci spinge quindi a chiederci quale sia effettivamente il target di un'operazione come Gears POP: gli utenti affezionati a Clash Royale, i quali probabilmente non sono interessati alla guerra tra COG e Locuste, oppure i fan del brand, in attesa di catapultarsi nel quinto capitolo?

    Ciò non toglie che Gears POP risulti divertente nelle prime ore, nelle fasi di scoperta e raccolta delle spille presenti. The Coalition è riuscito effettivamente ad aggiungere un tocco di brio alla formula resa nota da Supercell, ma ne ha anche ereditato i "difetti", e l'esperienza, per quanto curata, alla fine si scontra col muro delle microtransazioni. Conclude il pacchetto una veste grafica piacevole, che riprende lo stile delle peculiari statuette in vinile commercializzate da Funko per rappresentare i personaggi della serie (con tanto di confezione originale all'apertura delle loot box). Il comparto tecnico non è esente da glitch e rallentamenti, ma compie discretamente il suo dovere senza tediare l'utente (la prova è stata fatta su un Huawei P10 Lite). Lo stesso giudizio si può associare anche all'infrastruttura online: non sono mancate disconnessioni e rallentamenti, ma la maggior parte dei match si è svolta senza grossi grattacapi.

    Gears POP! Gears POP!Versione Analizzata Android GamesGears POP è un’operazione senz’altro curiosa. The Coalition ha deciso di prendere gli elementi fondamentali di Clash Royale per farli propri, e se certi aspetti, come le coperture, risultano apprezzabili, lo stesso non si può dire dell’Orda. Pesa inoltre come un macigno il modello freemium, che rischia di distruggere qualsiasi bilanciamento nel futuro. Ci si diverte con Gears POP, soprattutto nelle prime sessioni, ma le loot box e l’attesa per scoprirne il contenuto rappresentano un meccanismo spiacevole e tedioso per chi non vuol pagare denaro extra.

    6.7

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