Genesis Noir Recensione: un'avventura tra jazz e astronomia

Un'epopea peculiare e suggestiva segna l'esordio di Feral Cat Den nel mondo dello sviluppo videoludico, tra atmosfere noir, astronomia e sound jazz.

Genesis Noir Recensione: un'avventura tra jazz e astronomia
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Chi avrebbe mai immaginato che l'origine dell'intero universo fosse da ricercare in un triangolo amoroso tra entità cosmiche ammaliate dal jazz? Un'idea talmente surreale da risultare convincente, al punto da trasformarsi in una campagna Kickstarter di successo. A promuoverla, troviamo gli autori di Feral Cat Den, alla loro prima prova con il medium videoludico. Un debutto suggestivo e peculiare, supportato dal publisher Fellow Traveller e ora accessibile ai videogiocatori in cerca di un'esperienza sensoriale criptica ma avvolgente.

    Genesis Noir è una creatura ibrida, che chiama in causa tanto Italo Calvino quanto l'astronomia, la musica e gli stilemi del noir, per plasmare un'esperienza sinestetica annoverabile al campo delle avventure grafiche punta&clicca. Tra tonalità in bianco, nero e oro, l'indie è disponibile su Xbox One, PC (Steam; Epic Games Store; GOG) e Nintendo Switch. In aggiunta, i giocatori abbonati a Xbox Game Pass possono evitare di staccare il biglietto d'ingresso di 14,99 euro, dal momento che Genesis Noir è incluso nel catalogo Game Pass. Il nostro viaggio tra futuro, presente e passato dell'universo si è svolto a bordo di Xbox Series X, grazie alle feature di retrocompatibilità dell'harware di nuova generazione.

    Big...Bang: genesi di un universo

    Genesis Noir deve la sua genesi a Le Cosmicomiche: la fonte d'ispirazione che ha portato la piccola software house newyorkese a dar vita alla sua opera prima è infatti proprio lo scritto di Italo Calvino. Per chi non avesse familiarità con le pagine dell'autore italiano, stiamo parlando di una selezione di racconti che navigano in un brodo primordiale dalla natura comica e surreale, per plasmare storie e riflessioni sull'universo, lo spazio e il tempo.

    Preceduta da un paragrafo di presentazione di semplificate nozioni astronomiche, ciascuna narrazione trasforma temi quali la velocità della luce o l'espansione dell'universo in folli figli della fantasia dello scrittore.

    L'indie di Feral Cat Den presenta la stessa identica struttura, con ogni capitolo della breve avventura preceduto da poche righe che chiamano in causa l'astronomia, la meccanica quantistica e persino la Teoria delle Stringhe. Il risultato è una "epopea cosmica", che accompagna il giocatore alla scoperta del Bing Bang, del nulla che ho la preceduto, degli echi del suo eterno presente e di un imponderabile futuro. Un viaggio straniante e surreale, che non poteva che essere compiuto nei panni di un protagonista d'eccezione.

    Il nostro alter-ego è infatti No Man, entità cosmica ossessionata dallo scorrere

    del tempo, al punto da trascorrere la sua tranquilla esistenza vendendo orologi agli angoli di una metropoli in bianco e nero. A turbarne l'esistenza in maniera irreparabile è la voce angelica di una cantante jazz, la conturbante Miss Massa. Saranno la notte, i riflettori, gli occhi della lady oppure l'alcool che il nostro No Man ingurgita con fin troppa facilità: fatto sta che l'amore bussa rapido alla porta del suo cuore. Una relazione fatale, che come in ogni noir che si rispetti chiama in causa anche un terzo personaggio. Golden Boy, tanto talentuoso quanto egocentrico suonatore di sax, brucia della medesima passione, ma il suo ardere si trasformerà presto in folle gelosia e violenza.

    Da un triangolo amoroso tra esseri cosmici si arriva rapidamente a una camera da letto nella quale risuona l'eco di uno sparo. Un grande "bang" che trascende lo spazio e il tempo e cela in sé l'origine dell'universo, per un proiettile che nella sua scia ingloba miliardi di anni di storia. Scioccato dalla visione dell'imminente morte dell'amata, No Man assiste all'arrestarsi subitaneo del fluire del tempo.

    A questo punto, improvvisatosi detective privato, - con tanto di impermeabile d'ordinanza - si imbarca in un'epopea che lo condurrà ad assistere alla nascita della vita e alla sua evoluzione sul pianeta Terra, tra preistoria e secoli di sviluppo del genere umano, il tutto in direzione di un futuro possibile in cui salvare l'amata. "Possibile" perché il protagonista sarà chiamato infine a compiere una scelta di portata cosmica, tradotta in-game in finali alternativi: cosa distruggere e cosa salvare in questo universo?

    Un viaggio ricercato e silenzioso

    L'arma più affilata di Genesis Noir, lo evidenziamo immediatamente, è il suo comparto artistico. L'indie mette in scena un minimalismo cromatico e grafico che riesce sinceramente a stupire, complice anche una regia virtuale davvero brillante. Le suggestioni oniriche, le personalità "umane" delle entità cosmiche e la peculiarità degli eventi a schermo ci hanno in effetti più volte richiamato alla mente il mai troppo celebrato Sandman di Neil Gaiman. Grande assente dalla scena è però lo straordinario lirismo del capolavoro a fumetti, che lascia qui spazio e voce ad una colonna sonora pregevole, confezionata da Skillbard, piccolo team di compositori e sound designer londinesi.

    In effetti, Genesis Noir è un'opera quasi completamente muta, sotto molteplici

    punti di vista. I personaggi incontrati lungo il cammino, dagli esseri cosmici ai primi cacciatori e raccoglitori della storia umana, passando per musicisti di strada e ambiziose scienziate, preferiscono comunicare solamente tramite gesti o dialoghi silenziosi racchiusi in vignette. Sono dunque le note di sax e violoncelli a scandire l'esperienza a livello uditivo, trasformando il dispiegarsi dell'universo in uno spettacolo da raffinato jazz club newyorkese anni '50.
    Il medesimo silenzio caratterizza il gameplay dell'avventura punta&clicca. In Genesis Noir sono completamente assenti tutorial o indicazioni relative alle dinamiche di interazione con gli scenari che man mano si dipingono di fronte allo sguardo del giocatore.

    Dall'abitazione di No Man alle profondità degli oceani, passando per l'antico Giappone allo spazio siderale,non si è mai guidati in maniera esplicita nell'azione necessaria ad avanzare nel titolo. Una scelta che a nostro avviso ben si adatta allo stile onirico proposto dall'indie, garantendo una notevole immedesimazione con la scoperta del mondo realizzata dal protagonista. L'espediente funziona al contempo anche a livello ludico: le meccaniche puzzle proposte non sono infatti mai eccessivamente complesse, risultando leggibili anche a fronte del mutismo che le accompagna.

    Gli enigmi che il nostro detective dovrà risolvere in Genesis Noir si integrano ottimamente alla narrazione, divenendone di fatto una componente essenziale. Accendere i riflettori sul palco di un piccolo club porteranno in scena la nostra amata Miss Massa, combinare insolite forme geometriche ci porterà a creare forme di vita primordiali, mentre manipolare insoliti macchinari scientifici ci aprirà le porte sullo studio di avanzate teorie astronomiche. La combinazione tra gameplay e direzione artistica crea in molti casi istantanee suggestive, in grado di sorprendere con la propria raffinatezza.

    Purtroppo, tale sensazione non si mantiene costante per l'intera durata di Genesis Noir, che si attesta sulle 5 ore circa. Nella seconda metà del titolo, la componente puzzle inizia infatti a soffrire una certa ripetitività, mentre le sequenze esclusivamente narrative divengono ancor più dominanti, trasformando sovente il giocatore in un mero spettatore. È in questo frangente che anche la comunque ottima messa in scena ci ha talvolta trasmesso la sensazione di un mero esercizio di stile, perdendo parte di quella capacità di sorprendere e divenendo al contempo sempre più criptica.

    Sul fronte tecnico, segnaliamo purtroppo una serie di problematiche che - almeno su Xbox Series X - hanno reso meno piacevole il nostro viaggio. Una generale imprecisione nella lettura degli input di comando ha interessato più fasi di gioco, costringendoci a spegnere e riconnettere il nostro pad con una frequenza francamente inaspettata. Genesis Noir non è inoltre esente da cali di frame - mai eccessivi, ma comunque percettibili - e bug, con malfunzionamenti che in un paio di casi ci hanno costretti a riavviare dall'inizio il capitolo che stavamo affrontando.

    Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, è eccessivamente fastidioso, ma il loro sommarsi ha sicuramente ridotto in alcune fasi l'immedesimazione. Evidenziamo infine un forse eccessivo ricorso a effetti luminosi e intermittenze, che in alcuni contesti - soprattutto sul finale del gioco - ci hanno causato un concreto fastidio. Una circostanza che con tutta probabilità è fortemente correlata alla sensibilità individuale, ma che abbiamo comunque ritenuto opportuno segnalare.

    Genesis Noir Genesis NoirVersione Analizzata Xbox Series XNel complesso, Genesis Noir è un'opera ricca di suggestioni e di fascino, con un comparto artistico di prim'ordine e una colonna sonora di assoluto pregio. A questi ultimi si integra un gameplay minimale, con meccaniche costruite attorno a puzzle intuitivi e mai troppo complessi. Avventura noir dalla declinazione "cosmica", l'opera di esordio di Feral Cat Den non è esente da imperfezioni, ma resta sicuramente un viaggio ammaliante e originale. In grado di soddisfare gli appassionati in cerca di un'esperienza surreale e onirica, Genesis Noir ci spinge sicuramente a introdurre il team newyorkese tra i creatori indipendenti meritevoli di attenzione.

    7.5

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