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Ghost Giant Recensione: un gigante per amico su PlayStation VR

Sbarca su PlayStation VR un'emozionante avventura nei panni di un amichevole gigante invisibile, resa ancora più memorabile dalla Realtà Virtuale.

recensione Ghost Giant Recensione: un gigante per amico su PlayStation VR
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Ghost Giant, l'ultima fatica del team svedese Zoink Games - già creatori di FE, Flipping Death e Stick It To The Man - è senza dubbio un gioco dai molteplici pregi. Il primo della lista è il fatto che si tratti in tutto e per tutto di un'esperienza possibile solo e soltanto in formato VR: è infatti grazie ai prodigi della Realtà Virtuale che il viaggio in compagnia del piccolo Louis riesce ad essere così straordinariamente coinvolgente, così personale, così squisitamente a misura d'uomo. O meglio, a misura di Fantasma Gigante, visto che nel corso dell'avventura si andranno a vestire gli spettrali panni di un colossale ectoplasma senza il dono della parola, di cui ci è concesso vedere giusto giusto gli avambracci pelosi, le strane mani a tre dita e niente altro.

    Un aiuto dall'altro mondo

    Come accennato in precedenza, Ghost Giant segue la toccante vicenda di Louis, un gattino antropomorfo che vive un momento di grande difficoltà e solitudine: non solo il piccolo ha da poco litigato con il suo migliore amico Maurice, ma come se non bastasse qualcosa decisamente non torna riguardo alla problematica situazione di salute della madre.

    Tocca insomma a lui reggere sulle sue fragili spalle lo schiacciante peso della fattoria di famiglia, provando a tirare avanti nonostante le crescenti difficoltà economiche e la naturale inesperienza. Ed è esattamente qui che, come per magia, si materializza il giocatore: da provetto amico immaginario spetterà infatti a voi dare una mano - spesso e volentieri in maniera letterale - al protagonista, aiutandolo in compiti più o meno banali legati alla placida esistenza del minuscolo borgo di Sancourt, un paesino immaginario ispirato alla Francia degli anni '60.

    Grazie all'effetto 3D, al sapiente uso delle luci e al senso di scala, l'immersività è clamorosa. E la sensazione di motion sickness pari a zero.
    Vale la pena aprire una parentesi proprio sull'aspetto di questa esclusiva PSVR: il lavoro svolto da Zoink Games è infatti encomiabile, e Ghost Giant finisce per essere uno di quei videogiochi in grado di catturarti già a una primissima occhiata.

    Sancourt e i suoi adorabili abitanti trasudano una personalità invidiabile: la modellazione degli ambienti ha un carattere tutto suo, fatto di forme semplici e proporzioni bizzarre, ed è difficile rimanere indifferenti al cospetto degli squisiti animaletti che popolano la cittadina, con simpaticissime creaturine che ricordano delle vere e proprie marionette (non a caso Maria Svenningsson, la responsabile della grafica, è anche un'intagliatrice di legno).

    Bisogna ammettere che Zoink Games abbia sempre riposto una certa cura in tutti i suoi lavori da un punto di vista estetico, eppure è innegabile che il livello raggiunto da quest'ultima produzione rappresenti davvero un traguardo nient'affatto scontato per il piccolo team di Goteborg. Con le sue atmosfere raccolte, l'aspetto da diorama all'insegna del fai-da-te e un gusto di fondo mai banale, la direzione artistica di Ghost Giant ricorda un sensazionale ibrido tra Puppeteer, Tearaway e Animal Crossing. Un mix che comunque riesce a distinguersi e in definita ad affermarsi con una personalità unica. E il bello è che la costante gioia per gli occhi si accompagna anche a un altrettanto lodevole comparto sonoro, con musiche d'impatto e soprattutto un doppiaggio - esclusivamente in inglese, anche se testi e sottotitoli possono essere attivati in italiano - davvero inappuntabile. Ludicamente Ghost Giant si presenta come una sorta di avventura Punta & Clicca 2.0, con un'impostazione che mi ha fatto tornare alla memoria un titolo colpevolmente sottovalutato come Zack & Wiki: il Tesoro del Pirata Barbaros per Wii. Si gioca rigorosamente da fermi (meglio da seduti che in piedi), con i due Move (obbligatori) che agiscono come le mani del nostro fantasmatico alter ego.

    Starà a noi assistere Louis risolvendo piccoli enigmi che prevedono interazioni di vario tipo con l'ambiente, tra bottoni da premere, manopole da afferrare e oggetti da tirare in giro. Nonostante qualche occasionale inciampo dovuto alla tecnologia non certo avveniristica dei controller di movimento Sony, tutto funziona in linea di massima in modo molto diretto e spontaneo: i puzzle non sono mai particolarmente complicati, e qualora ci si trovi in difficoltà Louis può comunque fornire qualche utile dritta sul da farsi.

    Interagire con l'ambiente vi permetterà di trovare i collezionabili nascosti un po' ovunque, oltre che di scatenare reazioni disparate nei vari personaggi.

    Ciò non significa che la questione proceda in maniera blanda, telefonata o persino noiosa: ogni tanto serve fermarsi a riflettere per capire bene come procedere, ma in generale l'impressione è che Ghost Giant voglia offrire un'esperienza pensata per creare un legame emotivo con i personaggi piuttosto che impegnarsi a stupire con chissà quali raffinatezze di gameplay.

    Da questo punto di vista, il bersaglio può dirsi centrato alla grandissima: è stupefacente constatare quanto sentimento riesca a trasmettere un titolo che dura meno di quattro ore e che non permette al giocatore di compiere alcun tipo di scelta, nemmeno in termini di dialogo (perché di fatto l'utente è muto, ed è sempre e solo solo Louis a parlare).

    Eppure, grazie alla scrittura degna di nota e senza dubbio alla straordinaria prossimità offerta dalla VR, si crea come per incanto un indefinibile "qualcosa" tra l'utente e quel vulnerabile gattino screziato. Scatta senza nemmeno rendersene conto un'empatia, una vicinanza, un legame speciale che è davvero rarissimo riuscire a instaurare con un personaggio di un videogioco. Nello scambiarsi la stretta di mano segreta con Louis, nel vederlo crescere e maturare, nell'affrontare con delicatezza tematiche serie come la depressione o anche solo nel farlo ridere di gusto, facendogli recuperare la spensieratezza che dovrebbe essere propria di qualsiasi ragazzino, ci si sente allora adulti, forti, invincibili. Eroi veri in un accattivante universo di legno e cartone, ben più concreti e credibili del cazzutissimo protagonista di un videogioco qualunque. In una semplice parola, amici di un ammasso di poligoni che forse forse non è solamente un ammasso di poligoni, ma un esserino digitale con una sua minuscola anima. E scusate se è poco.

    Ghost Giant Ghost GiantVersione Analizzata Playstation 4È un peccato che a causa di oggettivi limiti di varia natura (l'obbligo di possedere non solo PlayStation VR ma anche due Move, nonché il fatto di avere una certa padronanza con la lingua inglese per poter apprezzare la storia senza ricorrere ai sottotitoli), un'esperienza come Ghost Giant non possa essere goduta dal grande pubblico: fra le viuzze del borgo di Sancourt si nasconde infatti un gioco a dir poco delizioso, con un cuore sconfinato e tanta, tanta passione alle spalle. Il titolo della maturità di Zoink Games, nonché l'ennesima grande dimostrazione della titanica differenza che può fare la Realtà Virtuale. Se ne avete modo, investite i 24.99€ necessari e fatelo vostro senza indugi: Louis vi ripagherà con un viaggio breve ma impossibile da dimenticare.

    8.8

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