Ghost Song Recensione: un malinconico metroidvania su Xbox Game Pass

Su Xbox Game Pass è arrivato un interessante metroidvania con sfumature Soulslike: Ghost Song ci è piaciuto? Scopritelo nella recensione.

Ghost Song Recensione: un malinconico metroidvania su Xbox Game Pass
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ci svegliamo soli, abbandonati e senza un ricordo di ciò che è successo prima del nostro lungo sonno. Siamo una semplice tuta, una Deadsuit, per quanto la parola non abbia, al momento, alcun significato. Non conosciamo la nostra vera identità o come siamo arrivati su questo meraviglioso pianeta alieno. Ecco apparire delle strane creature longilinee, dormienti, accovacciate su sé stesse. Saranno ostili? O forse saranno in grado di dirci cosa ci è successo. Per fortuna abbiamo un'arma per difenderci: il nostro braccio robotico è in realtà un pericoloso cannone. Non c'è alcun motivo per sparare eppure abbiamo un brutto presentimento.

    Gli ultimi mesi per gli abbonati Xbox Game Pass sono stati a dir poco scoppiettanti. Scorn, A Plague Tale: Requiem e Return to Monkey Island giusto per citare tre grandi nomi. Anche per gli amanti dei metroidvania, le sorprese non sono di certo mancate: dopo la prova di Moonscars (se ve la siete persa ecco la nostra recensione di Moonscars), in questi giorni ci siamo tuffati alla scoperta di Ghost Song, una piccola perla indie che ha attirato la nostra attenzione sin dal primo trailer di presentazione. Il titolo è stato sviluppato da Matt White e dallo studio Old Moon dopo nove anni di lungo sviluppo e una campagna Kickstarter iniziata nel 2013. Pubblicato da Humble Games e disponibile dal 3 novembre, Ghost Song arriva su tutte le console, PC e al day one su Xbox Game Pass.

    Alla ricerca di noi stessi

    La prima ora di Ghost Song è un lungo vagare senza una meta ben precisa, in attesa di incontrare qualcuno o qualcosa che possa cambiare per sempre il nostro destino. Un piccolo viaggio alla scoperta della luna Lorian, in compagnia della Deadsuit, protagonista del gioco nonché misteriosa figura senza apparente identità. La dolcezza di questo personaggio, la sua solitudine e le reazioni di genuina incredulità alla visione di normali fenomeni naturali come lo sbocciare di un fiore dalla terra, ci hanno subito affascinato.

    La forza di Ghost Song è proprio quella di legare giocatore e controparte virtuale: la Deadsuit ci lancia un grido di aiuto, ci spinge ad aiutarla nella difficile impresa di trovare un senso a questo risveglio. Ad accompagnarci, una malinconica musica di sottofondo che non fa altro che immergerci ulteriormente all'interno della partita.

    Se però state immaginando otto ore di gioco - il tempo da noi impiegato per giungere ai titoli di coda -senza alcuna interazione vi sbagliate, pertanto non aspettatevi solamente un viaggio onirico e dall'atmosfera evocativa. Durante il libero peregrinare su Lorian, incontriamo un gruppo di superstiti a un atterraggio di emergenza che chiede il nostro aiuto per ritrovare cinque pezzi di ricambio per una navicella, sparsi in altrettanti punti della mappa.

    Aiutare gli altri per ritrovare noi stessi, è forse l'unica soluzione per rispondere a tutte le nostre domande. La storia di Ghost Song (non localizzata in italiano) è ben scritta e raccontata attraverso diversi dialoghi con i numerosi NPC che incontreremo nel corso della ricerca. Un altro grande punto a favore della narrazione è la capacità di far evolvere Deadsuit e di far emergere a poco a poco il suo lato umano, grazie all'interazione con questi naufraghi che, contemporaneamente, vedono questo soldato come una vera e propria valvola di sfogo, una figura a cui parlare, raccontare e svelare le proprie emozioni, anche solo per evadere qualche secondo dalle brutalità che popolano il satellite.

    Un classico metroidvania

    L'opera prima di Matt White si presenta come il più classico dei metroidvania: Lorian è suddiviso in diversi biomi, popolati da numerosi mostri e teschi meccanici piuttosto ostici da affrontare.

    Le lunghe fasi esplorative ci permetteranno di trovare diverse abilità, come ad esempio lo scatto in avanti utile sia in combattimento a mo' di schivata, che nelle fasi platform (mai davvero complesse), obbligatorie per proseguire nella storia e necessarie per entrare in aree del pianeta altrimenti bloccate. Il consiglio è sempre quello di evidenziare i punti d'interesse sulla mappa tramite appositi segnalini messi a disposizione, per evitare di perdere per strada importanti luoghi che rimarrebbero altrimenti inesplorati.

    L'esplorazione premia dunque i giocatori più curiosi e coraggiosi pronti a tutto pur di rendere più forte nei combattimenti la Deadsuit anche perché, almeno inizialmente, la sfida può rivelarsi decisamente impegnativa. La struttura ludica insomma non presenta particolari guizzi di originalità. il sistema di combattimento invece prova, con buoni risultati, a scombinare le carte in tavola. Per avere la meglio sui nemici ostili possiamo contare sul nostro braccio-fucile per un approccio a distanza, e su attacchi corpo a corpo, impreziositi da un buon feeling pad alla mano.

    Attenzione però: più colpi spariamo e più la bocca da fuoco si surriscalderà, infliggendo sempre meno danni. Al tempo stesso le armi per gli scontri ravvicinati incrementano notevolmente le ferite inflitte, costringendoci a spostarci vicino alle creature per essere più pericolosi, con un occhio sempre rivolto alla stamina di Deadsuit. Ghost Song invita dunque ad alternare sapientemente l'offensiva a distanza con quella corpo a corpo per trarre il massimo vantaggio da questa sinergia.

    Non manca poi un'importante componente ruolistica che arricchisce ulteriormente il gameplay. Ogni volta che uccidiamo un avversario, otteniamo del gel di colore verde (l'equivalente delle anime di Dark Souls) con cui potenziare, una volta scovati i rari robot senza energia sparsi a Lorien, uno dei quattro parametri di Deadsuit: la salute - che aumenta parallelamente a un'altra barra di energia fondamentale per attivare il fuoco secondario dell'arma - la stamina e la potenza dello sparo. L'esperienza accumulata viene però persa in caso di morte, che comporta pure una piccola riduzione permanente della salute che possiamo ripristinare riparando la tuta presso i robot di cui sopra. In aggiunta, è possibile equipaggiare, entro i limiti di carico trasportabili, un buon numero di mod per la corazza e per l'arma, da scegliere con cura anche in base allo stile di combattimento preferito, melee o a distanza.

    Ora, per comprendere bene come tutte queste sfumature di gameplay si incastrano all'interno dell'esperienza, è opportuno segnalare che c'è una sostanziale differenza tra le prime quattro ore di gioco e le successive.

    Un altalenante tasso di sfida

    La prima parte di Ghost Song può rivelarsi brutale: i mob sono delle vere e proprie spugne per proiettili, i punti di salvataggio rari e il rischio di perdere tutta l'essenza racimolata è elevato. In aggiunta, una volta recuperato un componente dell'astronave, non si può attivare il teletrasporto per tornare velocemente al campo base.

    Si innesca così un backtracking tipico del genere che richiede comunque di camminare per diversi minuti con poche ricariche della salute, muovendoci una tappa per volta da un punto di salvataggio a un altro con l'impossibilità di spendere il gel accumulato (i robot non coincidono necessariamente con i save point).

    Tutti questi fattori sommati insieme condizionano i nostri lunghi spostamenti generando un grande carico di tensione. Tuttavia, superate le ore iniziali, le straripanti capacità di Deadsuit emergono con prepotenza rompendo in parte l'equilibrio della partita: il piacevole senso di progressione, unito all'apprendimento di nuove abilità che riducono in parte il backtracking appena citato, non viene perfettamente bilanciato dalle forze che provano a opporsi al nostro cammino.

    La varietà e il livello dei nemici rimangono, bene o male, i medesimi mentre noi diventiamo sempre più forti. Si rinuncia così ad alternare gli stili di combattimento per abusare invece del fuoco secondario. Durante il nostro provato, ad esempio, abbiamo trovato una speciale mod arma che spara degli insetti volanti dalla durata limitata in grado di causare danni continuativi nel tempo.

    A questo punto, è stato sufficiente posizionarci a debita distanza dallo scontro e premere ripetutamente il tasto dello sparo alternativo fino all'esaurimento della barra dell'energia, lasciando queste mosche a fare il lavoro sporco. L'unica preoccupazione è stata schivare i colpi avversari in attesa del ripristino dell'indicatore per ripetere di nuovo l'operazione. Di conseguenza, l'esperienza accumulata finisce per essere spesa principalmente sui fronti di salute ed energia, a discapito degli altri parametri. In altre parole, il livello di sfida non cresce nel corso del tempo e nemmeno le boss fight - sufficientemente varie tra loro - sono riuscite a smentirci. Parliamo più che altro di un rimpianto se pensiamo al grande potenziale del gioco e alla sua componente visiva.

    Dal punto di vista estetico, infatti, Ghost Song è un gioiellino. La cura con cui sono rappresentati i diversi personaggi, i nemici e Lorian stesso, in tutta la sua malinconica solitudine, è notevole, ma il vero fiore all'occhiello è costituito dalle animazioni di uccisione dei mostri, con effetti di gore davvero ben realizzati. Infine, segnaliamo un ottimo lavoro di ottimizzazione su Xbox Series X, dove il titolo gira alla perfezione senza alcun rallentamento.

    Ghost Song Ghost SongVersione Analizzata Xbox Series XGhost Song ci ha lasciato un leggero amaro in bocca se consideriamo il suo notevole potenziale. La storia conquista, le mappe e in generale il level design del gioco sono ben costruiti, mentre la varietà degli scontri e la componente ruolistica funzionano (inizialmente) molto bene. Purtroppo la difficoltà media non cresce col passare delle ore e anzi vira verso il basso, complici alcuni devastanti power up e una generale ripetitività dei nemici. Nonostante queste criticità, Ghost Song ci ha divertito e affascinato, ecco perché vi consigliamo comunque di provarlo, soprattutto se siete abbonati a Xbox Game Pass.

    7.5

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