Ghostbusters Videogame Remastered Recensione: tornano gli Acchiappafantasmi

Gli Acchiappafantasmi, in un sequel ipotetico dei due film dell'84 e dell'89, tornano in versione Remastered: i fucili protonici saranno tirati a lucido?

recensione Ghostbusters Videogame Remastered Recensione: tornano gli Acchiappafantasmi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono poche le opere dell'intrattenimento moderno capaci di guadagnarsi lo status di "culto". Ghostbusters è una di quelle licenze: lo dimostra un merchandise che, sin dall'uscita dei due amatissimi film del 1984 e del 1989, mantiene saldamente la sua posizione da gigante nell'immaginario collettivo. Possiamo dire che le prime due pellicole originali abbiano rafforzato il proprio valore addirittura in tempi recenti, come dimostra il passo falso compiuto dalla maldestra operazione reboot tutta al femminile dei Ghostbusters del 2016 (leggi la recensione del film Ghostbusters). Il gruppo degli acchiappafantasmi originali non ci ha mai lasciati per davvero, al punto che il franchise ha deciso di abbandonare le nuove idee per un ritorno agli albori con l'atteso terzo capitolo (in arrivo del 2020).

    Quello dei fan di questo brand è un amore potentissimo che, di certo, non è passato inosservato in quel di Saber Interactive e Mad Dog Games: l'edizione Remastered di Ghostbusters The Video Game è disponibile sui nostri scaffali per sancire nuovamente un legame potente con la community, un ritorno che indubbiamente mostra un po' i segni del tempo ma che, al tempo stesso, torna a immergere gli appassionati in atmosfere piacevolmente familiari.

    Si inchini alla scienza!

    Basta rivivere i primi minuti dell'avventura per sentirsi nuovamente a casa, in un immaginario che riporta subito alla mente le scene dei primi due film prodotti negli anni Ottanta. Tra musiche originali e volti noti, Ghostbusters The Video Game è un dolce ritornare in un nido sicuro e accogliente, forse non troppo comodo, ma che ha l'odore e le sensazioni di un focolare a lungo amato.

    Che il team di sviluppo credesse fortemente nel progetto, al punto da imbastire una sceneggiatura originale che potesse inserirsi nella continuity del franchise immediatamente dopo gli eventi dei due lungometraggi principali (nonostante qualche minuscola incongruenza narrativa disseminata nei tanti easter egg del gioco), era indubbio già nel 2009, anno d'esordio del titolo. Due anni dopo le vicende di Ghostbusters II, il leggendario quartetto composto da Peter, Ray, Egon e Winston è ancora in attività, e anzi cerca di espandere il d'affari della squadra collaudando nuove attrezzature con cui arricchire il proprio equipaggiamento e la potenza dei mitici zaini protonici. È in questo contesto che si inserisce l'avventura del protagonista, incarnato ovviamente dal giocatore: un eroe senza nome né voce, potremmo dire quasi senza volto visto l'anonimato del suo design, ma al tempo stesso una figura centrale delle nuove peripezie degli Acchiappafantasmi.

    Il personaggio è infatti stato accolto tra le fila dei Ghostbusters in qualità di nuova recluta con il compito specifico di collaudare le nuove apparecchiature, così da rendere ancor più funzionale le attività di caccia ai fantasmi che ancora tormentano i poveri cittadini di New York. Ma le anomalie paranormali sono costantemente dietro l'angolo, e infatti un evento in particolare costringerà il gruppo (inclusa la new entry) a indossare le tute e imbracciare le armi protoniche per risolvere l'ennesimo mistero: un caso che coinvolge i protagonisti da vicino, poiché il fenomeno su cui investigare porterà i protagonisti tra le mura del National History Museum, presso il quale si erano riuniti gli adoratori di Gozer il gozeriano. Presa coscienza del problema, gli Acchiappafantasmi si catapultano a bordo della storica Ecto-1 e si preparano a tornare in azione.

    Come già evidenziammo nella nostra prima Recensione di Ghostbusters: The Video Game, la campagna del gioco propone ai suoi appassionati una trama molto lineare, che inizialmente agisce sapientemente nella comfort zone degli appassionati tra easter egg e citazioni a più non posso nei confronti delle due pellicole originali. Soltanto dopo le prime due ore di gioco, invece, la sceneggiatura diventa via via più coraggiosa, portando i giocatori in territori finora inesplorati.

    Dal punto di vista della scrittura, la trama di Ghostbusters: The Video Game Remastered ripropone il buon livello di spasso in salsa paranormale già assaporato nel gioco originale (ormai dieci anni fa), offrendo alla community una serie di colpi di scena ben assestati com'è nello stile dei film di Ivan Reitman, col supporto prezioso dei membri del cast storico. Parlando dei tre protagonisti classici, il gioco propone ancora oggi una buona ricostruzione in digitale di Dan Aykroyd, Bill Murray, Ernie Hudson e del compianto Harold Ramis, che per inciso prestarono anche le loro voci a un prodotto che potrete gustare tranquillamente in lingua originale con sottotitoli in italiano. Una scelta purtroppo obbligata, visto che il remaster manca del doppiaggio in lingua italiana presente nelle versioni originali. Una scelta tanto discutibile quanto sostanzialmente inspiegabile, specialmente considerando la qualità del lavoro svolto dal cast nostrano.

    Mai incrociare i flussi

    Il dolce sguazzare tra i ricordi ectoplasmici di Ghostbusters di questa nostra recensione non si limita, ovviamente, al rivangare una trama semplice ma piacevole. È arrivato il momento di rivolgerci al lato tecnico della produzione, che invece potrebbe evidenziare un paio di ragionevoli e comprensibili note dolenti. Ghostbusters: The Video Game Remastered è, esattamente come il suo genitore del 2009, uno sparatutto in terza persona estremamente scolastico, che al posto di armi e proiettili convenzionali propone, ovviamente, l'eclettico arsenale degli Acchiappafantasmi.

    Il protagonista imbraccia l'equipaggiamento classico del team, a partire dagli zaini protonici e dalle bocche da fuoco in dotazione al gruppo. Il giocatore può passare dall'arma principale all'arma secondaria e il cuore pulsante dello shooting system richiede ovviamente che si utilizzi l'arsenale per colpire gli spiriti presenti nelle aree di gioco con i raggi protonici. Proprio come nelle avventure sul grande schermo o in TV, battere un singolo fantasma non sarà impresa facile, poiché occorre adoperare tenacia e costanza nel trattenere lo spettro in questione fino a indebolirlo tanto da poterlo rinchiudere in una trappola. Il bestiario propone varie tipologie di fantasmi, alcuni più deboli e altri più ostici, e le sessioni di cattura sottolineano una buona gestione dei controlli.

    L'utilizzo delle bocche da fuoco dipende dalla pressione delle dita sui grilletti, mentre gli stick analogici servono a scaraventare in ogni direzione il fantasma per agevolare il suo indebolimento. Non solo: all'utente viene richiesto costantemente di sfruttare un comando volto al raffreddamento dello zaino protonico, che se usato in maniera avventata rischia di surriscaldarsi e di rallentare le operazioni di fuoco e cattura, aumentando esponenzialmente la difficoltà delle battaglie.

    Ci sono ovviamente altri gadget in dotazione alla nostra recluta, ma in sostanza i pilastri su cui si regge l'intera esperienza sono le dinamiche di shooting - che purtroppo sono un po' imprecise, seppur variegate - e una scarna componente esplorativa, che spinge i più curiosi a interagire con l'ambiente circostante (comunque caratterizzato da mappe molto lineari). Non solo: gli scenari, disseminati di elementi distruttibili utili a mettere in scena lo stesso caos che permea gli scontri sul grande schermo, determinano anche il migliore approccio da utilizzare contro i mostri che ci si ritrova di fronte.

    È indubbio come le meccaniche del prodotto non fossero, già al tempo della prima release, particolarmente originali o innovative, ma il titolo, oggi come allora, va inquadrato in una precisa operazione di fanservice rivolta ai fedelissimi della saga cinematografica, tant'è che i valori della produzione si basano quasi esclusivamente sull'atmosfera e sul richiamo degli attori coinvolti nel progetto. In realtà Ghostbusters: The Video Game, dal punto di vista dell'offerta ludica, non è invecchiato benissimo, sia nelle feature che in alcune componenti più tecniche, dall'animazione ai tempi di caricamento tra una sequenza e l'altra. C'è da considerare che il team di sviluppo, purtroppo, non ha fatto nulla per svecchiare meccaniche che già dieci anni fa non colpirono particolarmente.

    Dobbiamo invece ammettere che, sul versante puramente grafico, la produzione può ritenersi soddisfacente, pur con tutti i limiti imposti da un prodotto che ha ben dieci anni sulle spalle. Parliamo di un titolo che, nell'esercizio del motion capture, riuscì a rendere credibile il ringiovanimento digitale dei quattro protagonisti, e che ancora oggi mostra un buon livello qualitativo tanto sul fronte del level design, quanto su quello della modellazione poligonale dei fantasmi.

    Inutile dire che il prodotto mostra un po' il fianco con una grafica piuttosto datata, che porta su schermo un sistema d'illuminazione non proprio brillante e texture ormai superate. Il lavoro di ammodernamento, operato sulla Remastered, fa ovviamente quel che può, rendendo un titolo dell'era PS3 e Xbox 360 quanto meno presentabile, se non altro in termini di risoluzione, per gli standard delle attuali console ammiraglie.

    Ghostbusters The Video Game Remastered Ghostbusters The Video Game RemasteredVersione Analizzata PlayStation 4Quello di Ghostbusters: The Video Game è un remaster piuttosto debole sul versante tecnico, ma a cui è impossibile non riconoscere un certo valore culturale intrinseco, legato a doppio filo al suo rispettoso amore verso la saga cinematografica. Un valore che però fatica a nascondere i difetti di un lavoro di rimasterizzazione alquanto superficiale (e stranamente privo del doppiaggio italiano presente nell'originale), che poteva culminare in un risultato ben più appagante. Per questo non possiamo che consigliarvi di recuperare il titolo solo se siete fan sfegatati del franchise, affamati di qualcosa che vi aiuti ad addolcire l'attesa per Ghostbusters 3. D'altronde parliamo di un titolo che fa delle atmosfere e del cast il suo grande, e forse unico, punto di forza.

    6.5

    Che voto dai a: Ghostbusters The Video Game Remastered

    Media Voto Utenti
    Voti: 29
    5.8
    nd