La recensione del videogioco de Gli Incredibili

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La recensione del videogioco de Gli Incredibili
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  • Film e Videogiochi

    Da diversi anni la produzione di un lungometraggio, a maggior ragione se di animazione, comporta una lunga serie di prodotti pubblicitari e di mosse a livello di marketing commerciale. Grazie ad una strategia azzeccata difatti, ci si ritrova in men che non si dica sommersi dei più svariati articoli ispirati ai personaggi di tal film o tal cartone: penne, astucci, diari, posters, videogiochi. In merito all'ultimo film nato dalla collaborazione della Pixar (creatrice di "Toy Story") e l'immortale Disney, "The Incredibles", basti pensare alla sponsorizzazione data alla Opel oppure alla presenza degli "incredibili" protagonisti in qualsiasi Mc Donald's.

    Tra gli altri oggetti commerciali è pure uscito un  videogioco ispirato al nuovo film, sviluppato come da tradizione dalla prolifica Disney Interactive, in collaborazione con la Pixar.
    Chi sviluppa un videogioco ispirato ad un lungometraggio parte con un gran vantaggio: una trama già delineata, personaggi con carisma e personalità già ideati, reparto sonoro imponente, un ampia fetta di mercato disponibile (in questo caso, bambini). Ai programmatori rimane "solo" il compito di trovare una giocabilità che non stufi troppo presto legata ad una grafica meritevole. Nonostante queste facilitazioni questo genere di videogiochi ha sempre deluso: vuoi per il confronto con il film, spesso impari, vuoi per una realizzazione tecnica troppo scadente, fiduciosa della pubblicità al cinema.
    Fino a qualche anno fa, inoltre, grazie alla "semplice" bidimensionalità dei cartoni animati, il compito era ancor più semplice, senza bisogno di progettare alcun modello in 3D. Tutto però è cambiato dall'avvento della grafica computerizzata e della Pixar.

    La Trama

    Sono passati ormai 15 anni dall'ultimo intervento supereroico in città. Difatti, dopo un'azione fin troppo "esplosiva" e distruttiva, l'opinione pubblica ha deciso di privarsi di ogni "superaiuto", mandando in pensione tutti gli eroi, costretti così privarsi dei propri poteri per condurre una vita "normale" a tutti gli effetti. Così c'è chi pensa a trovarsi un lavoro per tirare avanti e chi si crea una propria famiglia. È il caso di Bob, alias Mister Incredibile (dotato di un'incredibile forza), che ha sposato la super eroina Elastigirl, che ha il dono di poter allungarsi a proprio piacimento. Dalla loro unione sono nati Flash, bambino dalla straordinaria velocità, e Violetta, in grado di sparire e creare campi di forza. Oltre a loro pure un neonato dagli ancora sconosciuti poteri.

    La vita scorre tranquillamente fino a quando Bob, oppresso dal suo monotono lavoro come assicuratore, riceve l'offerta di tornare nei panni di Mister Incredibile per affrontare una nuova minaccia: un iper tecnologico robot sfuggito al controllo dei suoi creatori, su un'isola in pieno Oceano Pacifico. Ma saranno veramente queste le loro intenzioni? L'ombra di Sindrome, ex fan numero uno di Mister Incredibile incombe sulla sicurezza mondiale...

    Molta Tradizione, Poca Innovazione

    Come ci si poteva aspettare il genere scelto per portare il film nel mondo videoludico è quello del platform. Principali protagonisti di questa modalità sono Mister Incredibile e la sua incredibile forza, Elastigirl ed il suo corpo snodabile, allungabile, estendibile. La giocabilità è parecchio lineare: in sintesi si procede per dei percorsi ben delineati e definiti senza diversivi di sorta, spaccando e distruggendo tutto. Le interazioni ambientali sono molto limitate: oltre alla semplice distruzione o manipolazione di casse vi sono alcune palme o antenne da usare come catapulta. Purtroppo questi oggetti sono così ben segnalati da cerchi di luce azzurra che manca il gusto di esplorazione e ricerca. Le uniche innovazioni sono un paio di sessioni in puro stile sparatutto ed alcuni livelli ispirati ai personaggi di Flash e Violetta. Ci troveremo a giocare delle "super corse" nei panni di Flash, con lo scopo di evitare svariati ostacoli e assicurarci che le sue gambe non vadano in fiamme a causa dell'attrito. Con Violetta, invece, affronteremo un livello stealth, dove potremo sfruttare appieno la sua invisibilità, senza però scaricare tutto il suo potenziale energetico mostrandoci così alle pericolose guardie. Insieme, i due fratelli, in un altro livello andranno a formare una sfera energetica che dovremo guidare per rampe e salti, al fine di liberarci la via in perfetto stile "Monkeyball".

    Hands-On

    Vista la presenza di un imponente e costoso lungometraggio animato alle spalle pare inutile parlare di trama e personaggi. Ben strutturata e raccontata la prima (nonostante i tagli alla pellicola originale), carismatici e originali i secondi. Anche il reparto sonoro fa leva su questo fattore: le musiche, prodotte da un'orchestra sinfonica dotata di poderosi archi e strumenti a fiato, sono originali e non annoiano mai. Inoltre il doppiaggio è in italiano, il medesimo del film.

    La grafica è nella norma: la foresta, uno dei primi livelli, è ben realizzata, come lo sono gli effetti di fuoco e acqua. Purtroppo il gioco in molte sue fasi (soprattutto negli interni) rivela una realizzazione grafica scarna, senza l'uso di molti particolari. Inoltre i nemici, sempre del medesimo aspetto, non aiutano il comparto a distinguersi.
    Dal punto di vista della longevità il gioco non delude. Oltre ad una difficoltà medio-alta, soprattutto di fronte ai boss di livello (facilitata però dalla presenza nei livelli di numerosi check point e dalla serie infinita di vite disponibili), il gioco richiede circa 6-7 ore per essere completato. Tempo sopra la media, pensando ad un gioco rivolto principalmente ad un pubblico infantile. Oltre a ciò il gioco è farcito di extra da sbloccare con apposite icone da raccogliere nei livelli: filmati, disegni preparatori e artworks. Inoltre si può sbloccare una modalità " sopravvivenza", in cui sconfiggere consecutivamente il maggior numero di nemici possibili.
    La giocabilità, come sopra descritto, non offre nulla di nuovo, apparendo a lungo andare monotona e noiosa.

    Conclusione

    Purtroppo "Gli Incredibili" non è l'eccezione che conferma la regola. Gioco poco innovativo, grafica di poco al di sopra della media, il prodotto eccelle solamente in quei settori dove ha attinto a piene mani dalla sua licenza cinematografica. Consigliato solamente a chi ha veramente amato il film oppure ad un pubblico più giovane. Gli altri potranno attendere la puntuale uscita della versione Platinum a prezzo ridotto tra qualche mese. Riproponendo il sottotitolo del film (Gli Incredibili: una normale famiglia di Supereroi), definirei la produzione Disney Interactive: "Gli Incredibili: un normale videogioco di Supereroi".

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