God Eater 3 Recensione: gli Aragami invadono Nintendo Switch

Dopo aver affondato i denti su PlayStation 4 e PC, God Eater 3 arriva su Nintendo Switch con tutti gli aggiornamenti degli ultimi mesi.

recensione God Eater 3 Recensione: gli Aragami invadono Nintendo Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Attraverso una gustosa sequela di porting, i migliori titoli confezionati da Bandai Namco negli ultimi anni stanno godendo di una seconda giovinezza su Nintendo Switch, che grazie alla propria natura ibrida tende a far leva sull'irrinunciabile fattore portabilità. God Eater 3, ad esempio, non è soltanto la più recente riproposta dello sviluppatore, ma anche quella che più di ogni altra si adatta alle caratteristiche dell'attuale ammiraglia Nintendo, in quanto la macchina della Casa di Kyoto ha restituito a questo curatissimo episodio uno storico elemento del brand purtroppo assente nelle versioni per PC e PS4.

    Quando lo scorso febbraio abbiamo posto sotto esame la terza incarnazione del franchise, ci siamo ritrovati tra le mani un prodotto ben più solido, frenetico e immediato di quanto ci aspettassimo, anche perché God Eater 2 - come ammesso dai fan e dagli stessi creatori della serie - era divenuto troppo macchinoso e complicato. Tuttavia, avendo giocato in portabilità i precedenti episodi (e le loro numerose riedizioni), il sospetto che alla formula mancasse un ingrediente fondamentale era insopportabile: quella portabilità tanto cara agli appassionati di hunting game.

    Dopo la Catastrofe

    Rispettando le vincenti tradizioni del brand, God Eater 3 è ambientato in una realtà post-apocalittica in cui l'umanità sopravvive a fatica. La venuta delle Terre Cineree - implacabile fenomeno atmosferico che tramuta ogni cosa in cenere - ha definitivamente annientato le speranze del genere umano, già piegato dalle fameliche divinità note come Aragami, di tornare ad essere la specie dominante sul pianeta Terra.

    La Catastrofe Cinerea, infatti, ha portato alla distruzione delle ultime roccaforti umane, decretando la fine dell'Organizzazione Fenrir, ma soprattutto ha fatto sì che nascessero Aragami in grado di sopravvivere in circostanze così estreme. Fuggiti in bunker tutt'altro che accoglienti e chiamati "Approdi", gli uomini hanno dunque creato a loro volta dei nuovi God Eater in grado di combattere in mezzo alla cenere, alterando geneticamente i soggetti più idonei al gravoso compito.

    I God Eater Adattabili (che da questo momento abbrevieremo in GEA) non sono però visti come eroi, come accadeva per i GE di prima e seconda generazione, ma al contrario vengono tenuti come schiavi in apposite prigioni e sguinzagliati nei momenti di estrema necessità.
    La nuova avventura proposta da Bandai Namco ha quindi inizio nella cella in cui il nostro alter-ego ha trascorso tutta la propria vita, in attesa di cadere sul campo di battaglia o di essere addirittura venduto ad un diverso Approdo.

    Tra una battuta di caccia e l'altra, God Eater 3 narra infatti una coinvolgente lotta per la conquista della libertà, nonché dello sconfinato desiderio di pochi individui di ottenere i diritti fondamentali che ogni essere umano dovrebbe possedere sin dalla nascita. Caratterizzata da una longevità di almeno venti ore, raddoppiabili nel caso in cui ci si dedichi alle molteplici missioni secondarie, la campagna principale del prodotto culla dunque il giocatore con un racconto paragonabile al tipico intreccio narrativo di un qualsiasi JRPG, opportunamente costellato da tradimenti, sacrifici, suspense ed estrosi colpi di scena.

    A proposito della longevità, è opportuno specificare che la versione per Nintendo Switch di God Eater 3 presenta su cartuccia i vari aggiornamenti gratuiti che il team di sviluppo ha già pubblicato sulle altre piattaforme, i quali hanno aggiunto nuovi pezzi d'equipaggiamento, costumi tratti da Tales of Vesperia, adrenaliniche sfide a tempo, terrificanti Aragami Cinerei mai visti prima, e persino una storia inedita ambientata dopo il finale del gioco.

    Anziché lanciare una seconda edizione del prodotto - paragonabile alle versioni "Ultimate", "Kiwami" o "Burst" cui ci hanno rispettivamente abituati Monster Hunter, Toukiden e God Eater - Bandai Namco ha scelto stavolta di conferire al titolo un massiccio supporto post-lancio, pianificando addirittura due stagioni di aggiornamenti e novità di tutto rispetto. Una decisione incontrovertibile che consentirà agli acquirenti di tornare di tanto in tanto sul pezzo per provare le ultime fatiche del team di sviluppo, scacciando per sempre il timore di dover adottare, a distanza di qualche anno, una versione corretta e ampliata del medesimo prodotto.

    Nuovi pregi e vecchi difetti

    Come sottolineato nella nostra precedente recensione di God Eater 3, l'hunting game è il frutto della delicata opera di semplificazione fortemente richiesta dai fan della serie. Il prodotto è stato infatti snellito sotto molteplici aspetti, e il gameplay in particolare si è rivelato più intuitivo e accessibile che mai, indipendentemente dal tasso di abilità e dall'esperienza pregressa del giocatore.

    Se, ad esempio, le "Divorazioni" necessarie ad incanalare le cellule Aragami nelle armi dei GE risultavano troppo lente e dannatamente letali, il morso del terzo episodio è pressoché istantaneo, permettendo ai nostri GEA di non mostrare mai il fianco al mostro ingaggiato. Allo stesso modo, le azioni risultano oggi cancellabili in ogni momento, attraverso repentini ed efficaci scatti laterali, i quali permettono di tirarsi fuori da situazioni disastrose e portarsi alle spalle dell'Aragami di turno con appena una manciata di comandi. Vi sono poi delle saporite novità come la Picchiata, abilità che facilita l'inseguimento della preda attraverso balzi titanici, o il Grilletto Acceleratore, uno strumento che, dopo aver soddisfatto precise condizioni, conferisce una vasta gamma di power-up, a seconda dell'accessorio equipaggiato dal giocatore.

    Il principale difetto di God Eater 3 è ancora una volta rappresentato dalla mappatura dei comandi: un insormontabile ostacolo che troppo spesso genera situazioni di elevato pericolo. Dal momento che ai tasti dei Joy-Con sono state affidate diverse funzioni, a seconda della situazione, capita frequentemente che il sistema inneschi quella sbagliata, con risultati disastrosi.

    Il passaggio dall'arma bianca al fucile è forse il caso più eclatante, poiché questo condivide il medesimo tasto assegnato alla corsa veloce. Nel mezzo delle battaglie, pertanto, ci siamo ritrovati nuovamente ad impugnare il fucile sotto il mento bavoso del nostro nemico, quando invece avremmo voluto allontanarci di qualche metro per recuperare punti vita e adottare una nuova strategia.

    Uno storico problema, in realtà, a cui il team di sviluppo potrebbe porre rimedio aprendo finalmente le porte alla rimappatura libera dei comandi, o comunque assegnando il cambio d'arma ad una doppia pressione dell'apposito tasto. Come se l'utilità ed efficacia delle armi da fuoco non fosse già abbastanza dubbia, il loro impiego in battaglia appare quindi nocivo e macchinoso, spingendo il giocatore a preferire sempre e comunque le lame o i martelli.

    Il rinnovato e dinamico combat system di God Eater 3 è supportato su Nintendo Switch da un granitico frame rate a 30 fps, sia in portabilità che in modalità dock. Al netto di una risoluzione inferiore, se paragonata alla versione per PlayStation 4 (che ricordiamo zoppicava nel disperato tentativo di raggiungere i 60 fps), il titolo si è dimostrato sempre fluido in entrambe le modalità di gioco. Sfortunatamente non si può dire lo stesso per la resa grafica, in quanto le texture sgranate sono rimaste invariate, e quantomeno su Switch ci siamo imbattuti in un irritante problema di pop-up che affligge determinate aree. Qualche trascurabile imperfezione, in fin dei conti, cui speriamo che il team di Ittetsu Suzuki e Yuya Tomiyama ponga presto rimedio, attraverso uno dei vari aggiornamenti previsti per la seconda metà dell'anno corrente.

    God Eater 3 God Eater 3Versione Analizzata Nintendo SwitchSorvolando su quisquilie tutto sommato risolvibili, God Eater 3 è un prodotto dilettevole e di indubbia qualità anche su Nintendo Switch. La ricca componente narrativa, storico cavallo di battaglia del brand Bandai Namco, e l’opportuna semplificazione del combat system, fanno di God Eater 3 il perfetto compagno di avventure durante la cocente stagione in corso. Se a questo prelibato cocktail estivo aggiungiamo le comodità della portabilità, l’edizione per l'ibrida di Kyoto diventa una tappa obbligatoria per qualsiasi cacciatore, specie quelli in attesa di potersi cimentare con la promettente (e ormai imminente) espansione di Monster Hunter World.

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