God of War Recensione: una conversione divina su PC

Per la prima volta Kratos arriva su PC con il porting di God of War uscito su PS4 nel 2018 e che si prepara a ricevere un sequel quest'anno.

God of War
Recensione: PC
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • L'approdo di Kratos - con pargolo al seguito - sui lidi di Steam ed Epic Games Store è un appuntamento che l'utenza attendeva da tempo, sin dall'inizio del percorso di avvicinamento di Sony al mercato PC. D'altronde parliamo di una delle esclusive più apprezzate degli ultimi anni (se volete saperne di più ecco la nostra recensione di God of War per PS4), nonché di un gioiello di tecnica che su PlayStation 4 sfoggiava con orgoglio un comparto grafico straordinario, progettato per spremere fino all'ultima goccia la potenza di una macchina già sul viale del tramonto.

    Partendo da questi presupposti, è chiaro come la prospettiva di vedere God of War alle prese con un hardware ben più performante abbia titillato - e non poco - gli appetiti del pubblico videoludico, complice la curiosità di verificare con mano la flessibilità del motore di Santa Monica Studio, alla sua prima prova oltre i confini dell'ecosistema di PlayStation. Un cimento che fortunatamente ha dato i risultati sperati: la nuova edizione dell'avventura, curata dallo studio canadese Jetpack Interactive, conserva appieno le sue proprietà "spacca-mascella", grazie ad un numero di migliorie di spessore e da un lavoro di ottimizzazione davvero convincente.

    Una conversione degna del dio della guerra

    Considerando i natali old gen del titolo in questione, è probabile che in molti abbia storto il naso alla vista dei requisiti di God of War per PC pubblicati il mese scorso dal team di sviluppo. Un malinteso tanto frequente quanto annoso, figlio dell'errata convinzione che la dotazione hardware di console e PC siano perfettamente equiparabili, quando in realtà ci sono un gran numero di discriminanti che possono alterare in maniera considerevole l'esito di un lavoro di porting.

    Nel caso di God of War, ad esempio, parliamo di un engine modellato per trarre il massimo dalle specifiche di una singola macchina da gioco (e derivati), col contributo di espedienti tecnici calibrati per accordarsi le sue particolari caratteristiche. Si tratta dunque di una filiera produttiva ben diversa da quello che rappresenta lo standard del mercato PC, con un esito che al tempo riuscì a sorprendere perfino i fruitori abituali del gaming da scrivania. Nel 2018, infatti, il risultato degli sforzi di Cory Balrog e soci fu un capolavoro che - in termini qualitativi - non avrebbe sfigurato neanche sugli schermi di configurazioni di livello, ben lontane dalle ristrettezze "muscolari" dell'ammiraglia di Sony. Questo è in effetti la chiave di volta dell'intero discorso: a quasi quattro anni dal suo esordio God of War è ancora uno spettacolo per i sensi, e in tutta onestà non abbiamo riscontrato reali dissonanze tra i pregi tecnici della proposta e la sua effettiva "pesantezza".

    A maggior ragione considerando i miglioramenti introdotti in questa versione, capaci di valorizzare ulteriormente i tratti di una direzione artistica maestosa, che impreziosisce ogni aspetto dell'opera. Sebbene il texturing non abbia subito grandi interventi, se non per quel che riguarda la risoluzione, la qualità generale della messa in scena risulta significativamente migliore grazie all'utilizzo di tecniche avanzate come GTAO (ground truth ambient occlusion) e SSDO (screen space directional occlusion), entrambe coinvolte nell'approssimazione degli effetti dell'illuminazione globale.

    La combinazione di questi due metodi permette di ottenere una resa più realistica dell'attenuazione luminosa, anche simulando i alcuni dei cromatismi generati dalla luce riflessa. Il tutto a braccetto con un cospicuo incremento della risoluzione massima di ombre ed effetti volumetrici, cui si aggiunge una gestione più generosa delle screen space reflection, ovviamente subordinata alla scelta del preset grafico.

    Per quanto l'assortimento delle impostazioni non sia eccezionalmente ampio, in linea con i canoni di questo genere di produzioni, God of War vanta comunque una scalabilità più che soddisfacente, grazie anche all'implementazione di feature preziose come il DLSS e l'FSR. Sfruttando la tecnologia di Nvidia (preset Qualità) e optando per un mix di settaggi tra Alto e Ultra, abbiamo ottenuto una resa molto vicina ai 4K nativi (a volte indistinguibile), con un frame rate in genere oltre la soglia dei 60 fps (70-75).

    Per ottenere i medesimi valori senza il DLSS abbiamo dovuto portare la risoluzione a 1440p, con un'evidente sacrificio in termini di definizione dell'immagine. A parità di preset, l'alternativa di AMD garantisce un frame rate tendenzialmente più elevato (non di molto), a fronte però di una pulizia della scena sensibilmente inferiore, in particolar modo per ciò che riguarda gli elementi in lontananza. Parliamo comunque di un compromesso assolutamente accettabile, che consente di ottenere facilmente un buon equilibrio tra prestazioni e qualità grafica. In ambo i casi abbiamo notato alcune ragionevoli flessione nelle porzioni più aperte del mondo di gioco, e un po' di micro-stuttering in prossimità delle zone di passaggio da un'area all'altra, presumibilmente dovuto ai caricamenti in background.

    Restando in tema, installando il gioco su un SSD (SATA) abbiamo registrato tempi di caricamento decisamente contenuti, perfino inferiori a quelli rilevati su PS5. In un paio di occasioni ci è capitato di intravedere qualche fenomeno di pop-in, ma parliamo comunque di casi isolati, che non intaccano in alcun modo la godibilità dell'avventura. Sia il LOD che la distanza di visualizzazione sono stati infatti aumentati in modo da minimizzare l'insorgenza di queste asperità, che generalmente restano ben nascoste alla vista dei giocatori.

    Anche gli effetti particellari hanno ricevuto una gradita "pompatina", con conseguenze positive sia sulla spettacolarità dei combattimenti che sulla magnificenza degli scenari, tra foglie che danzano nel vento, turbinii nevosi e scintille mistiche sprigionate da antichi rituali.

    Nel complesso, insomma, la nuova edizione di God of War esibisce un livello di ottimizzazione di tutto rispetto, che conferma il valore e la malleabilità dell'engine forgiato da Santa Monica Studio, alla base di un'esperienza sensoriale che anche su PC mostra valori produttivi eccezionali. L'unica nota stonata è rappresentata dalla misteriosa assenza di una modalità a schermo intero esclusiva (è possibile giocare solo in finestra o in modalità "borderless"), anche se si tratta tutto sommato di un peccato veniale, dato che questa omissione non sembra generare problemi di sorta.

    Un'epopea indimenticabile

    Al di là dei meriti di Jetpack Interactive, autori di un porting di notevole fattura, è impossibile non rendere ancora una volta omaggio al fenomenale talento di Santa Monica Studio e al coraggio di Cory Balrog, cantore di un'epopea tanto potente quanto delicata. L'abbandono del pantheon olimpico ha infatti segnato un vero e proprio punto di svolta per le imprese dello spartano: sopite le fiamme della vendetta, Kratos ha potuto finalmente dismettere le vesti insanguinate di avatar della furia, la totale strumentalità della sua caratterizzazione.

    God of War è la storia di un uomo tormentato dai fantasmi di un oscuro passato, di un padre che ancora non sa cosa vuol dire crescere un figlio. Il rapporto con Atreus è l'innesco ed il filo conduttore di un toccante racconto di formazione, che si lascia rapidamente alle spalle ogni traccia di banalità per lanciarsi tra le tappe di un intenso percorso di crescita personale, che gradualmente porterà Kratos a venire a patti con la propria natura ed assumere appieno il ruolo di genitore. Questo è il nodo centrale di una trama che si dipana tra le maglie di un universo incredibilmente ricco e sfaccettato, che riscrive la cosmogonia norrena per comporre un mosaico narrativo tanto articolato quanto suggestivo, sostenuto da un comparto sonoro monumentale e da una regia che amplifica l'eco emozionale di ogni sequenza, esaltando con perizia il significato di gesti appena accennati e silenzi carichi di pathos.

    La transizione verso i territori dell'action adventure è inoltre valorizzata da un world design sostanzialmente impeccabile, che offre alla platea un inesauribile tesoretto di inviti all'esplorazione, premiando l'intraprendenza degli utenti con ricompense di ogni genere, tra artefatti leggendari e stuzzicanti scampoli di lore. L'evoluzione del personaggio si muove di pari passo con un sistema di progressione di stampo ruolistico stratificato ed efficace, costruito attorno ad un combat system viscerale, profondo e dannatamente appagante, che dimostra sin da subito come l'anima della saga sia ancora lì, pronta a travolgere i giocatori con una tempesta di battaglie intrise di fomento.

    A questo proposito, possiamo confermarvi che gli estimatori della combo mouse & tastiera non avranno alcun problema a godere appieno delle brutali primizie offerte dal gioco, dato che le periferiche in questione si adattano più che bene alle necessità ludiche della proposta. Questa è solo la ciliegina sulla torta di un'offerta quantomai invitante, plasmata per celebrare nel migliore dei modi l'esordio su PC di un'icona del videogioco, in attesa di scoprire quale fato attende lo spartano oltre i cancelli del Ragnarok.

    God of War God of WarVersione Analizzata PCIl Fantasma di Sparta fa il suo esordio su PC con un porting di notevole fattura, che eredita tutti i pregi del capolavoro di Santa Monica Studio e li valorizza grazie ai meriti di un comparto tecnico di pregevole fattura. Il lavoro di conversione curato da Jetpack Interactive, che resta il nodo centrale di questa recensione, si dimostra quindi in grado di sostenere appieno il pesante retaggio dell'opera del team di Cory Balrog, complice l'implementazione di tecnologie come DLSS e FSR, in grado di alleggerire notevolmente il carico sull'hardware e favorire la fruibilità su un'ampia gamma di configurazioni. Al di là delle migliorie aggiunte in questa versione, restano le indubbie qualità di un'epopea monumentale, che non mancherà di travolgere l'utenza PC con un tornado di emozioni, tra furiose battaglie e sequenze cariche di pathos.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080 Super
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