Golem Gates Recensione: Strategia e Card Game su PS4

Golem Gates è un particolare gioco che unisce la pianificazione degli RTS con l'abilità dei card game. Lo abbiamo provato, ecco le nostre impressioni.

recensione Golem Gates Recensione: Strategia e Card Game su PS4
INFORMAZIONI GIOCO
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La figura dell'Araldo, storicamente, è legata al ruolo di banditore e messaggero del Re. Nel medioevo, infatti, veniva spesso utilizzato per dichiarare guerra o intimare la resa a un nemico, e rappresentava un uomo di fiducia del sovrano in persona. Non di rado, nei videogiochi, questo personaggio assume quasi caratteri divini, e viene descritto come un Deus ex machina pronto ad agire quando la situazione è ormai disperata. Questo avviene per i cavalieri dell'apocalisse nella serie Darksiders, oppure in progetti meno noti come Omensight. Ebbene, anche Golem Gates ci mette nei panni di un Araldo, ma questa volta a ferire i nostri nemici, più che della spada, sarà soprattutto la mente. L'opera realizzata dai ragazzi di Laser Guided Games, infatti, è un connubio tra uno strategico in tempo reale e un card game, in cui la pianificazione delle proprie mosse ricopre un'importanza fondamentale.

    Somebody to save

    Le vicende, come accennato in apertura, vedono un mondo futuristico corrotto da un male oscuro e ignoto, e il nostro alter ego sembra ormai la sola speranza rimasta. Difatti è l'unico essere, schierato dalla parte del bene, in grado di comandare Le Ceneri: una forma di energia talmente potente da donare corpo ai glifi, manufatti in grado di generare eserciti interi. La vita ormai sembra esser stata estirpata sull'oscuro pianeta che siamo chiamati a salvare - su cui, a dire il vero, ci viene detto molto poco - e tutto pare ridotto a un informe miscuglio di terre desolate e tecnologia venefica.

    È proprio qui, tra le viscere dei cavi, che fuoriescono robotici globin pronti a distruggere tutto. È nostro dovere fermarli, o almeno, questo è ciò che dice la luminosa entità che ci invita ad agire. Golem Gates mette quindi sul piatto una narrativa piuttosto ermetica, dato che il pretesto iniziale dell'Araldo "salvatore" lascia progressivamente spazio a delle risposte necessarie: cosa è successo a questo mondo? Chi siamo effettivamente? Perché siamo i soli a manipolare La Cenere? Spiegazioni che arrivano al giocatore con la medesima scena statica, posta all'inizio di ogni singola missione e ripetuta nelle quindici presenti, con dialoghi volutamente poco diretti e trasparenti. Il risultato è una sincera curiosità che non viene accompagnata da nessun coinvolgimento o pathos, e che porta la trama a un "plot twist" senza alcun crescendo scenico o emotivo. Ma è un punto su cui si potrebbe soprassedere, data la particolare idea di unire due generi in un ibrido inedito.

    Choose your card

    Laser Guided Games ha deciso infatti di fondere RTS e card game per imbastire l'impianto ludico di Golem Gates. Il nostro Araldo senza nome ha a disposizione un mazzo di glifi, e con l'energia della Cenere è capace di generare truppe e disporle sul campo, a patto di avere una chiara visione del terreno.

    L'intera arena di gioco, infatti, è infarcita di una fog of war perenne, e un'unità può essere piazzata solo vicino ad altre divisioni, all'Araldo stesso o in certi punti strategici. Proprio la conquista e la difesa di tali aree è decisiva per la vittoria. Si tratta di zone che aumentano la quantità massima di energia/cenere e la sua ricarica. Piazzare un glifo in campo ne consuma un certo ammontare, e le unità più potenti ne richiedono, logicamente, una dose maggiore. L'avventura principale si poggia su quindici missioni, divise in tre macro-capitoli, ognuno caratterizzato da un proprio villain. La varietà degli obiettivi richiesti per la vittoria, tuttavia, è poco eterogenea: si passa dalla distruzione di una base goblin, alla conquista e il mantenimento di alcune aree specifiche, per concludere con le tre boss fight citate in precedenza. Quasi tutti i livelli presentano un obiettivo secondario da portare a termine, come impedire che i nemici raggiungano un certo progresso, o mantenere la salute dell'Araldo quasi intatta. In premio arrivano glifi aggiuntivi, o energia per creare nuove carte in una fornace, per costruire nuovi mazzi da zero o modificare quelli esistenti. Questa dinamica, che i tutorial non chiariscono a fondo, diventa fondamentale per giungere ai titoli di coda, e si fa portavoce di quella che è la problematica più grande di Golem Gates: il bilanciamento.

    It's a kind of magicL'araldo può colpire i nemici con alcuni potenti incantesimi, come palle di fuoco o fiammate per fiaccare le truppe avversarie, a patto di avere la carta corrispondente. Si tratta dell'unica "abilità" attiva in dotazione al giocatore, per sostenere le proprie unità durante le fasi di attacco o difesa. In questi casi, sul terreno appare una sorta di mirino, ma decidere il momento giusto per lanciare la magia non è così semplice. Tralasciando alcuni goblin che godono di una barriera tecnologica, il sistema scelto dagli sviluppatori si scontra con la presenza della succitata fog of war. L'incantesimo necessità infatti di piena visibilità, e danneggia al contempo schiere alleate e avversarie. Dal canto suo, l'IA difficilmente offre una visuale pulita per colpire. A conti fatti, questa meccanica richiede troppo tempo e precisione per risultare pienamente efficace in battaglia.

    Sebbene l'intelligenza artificiale avversaria cerchi di variare i propri pattern, per spingerci alla fortificazione delle difese, i match premiano un approccio aggressivo e rapido. Come detto in precedenza, per avere più energia utile a piazzare glifi si devono conquistare dei punti d'interesse (che tra l'altro fungono da punti di spawn per le truppe). Quando l'arena lo permette, basta fare un rapido tour delle zone per avere un vantaggio immediato nei confronti dell'avversario, magari dopo aver costruito un mazzo ricco di unità deboli, ma dal basso dispendio di energia. Inoltre, nonostante l'Araldo debba attendere alcuni secondi per pescare una nuova carta, ne esistono alcune per ottenerne rapidamente altre. Il risultato è un livello di sfida altalenante, come dimostra il fatto che lo scontro col boss finale ci abbia richiesto una manciata di minuti, mentre per portare a termine alcune missioni intermedie siano stati necessari svariati tentativi.

    Capita infatti che ci si debba trattenere più del dovuto in certi livelli, complice un'IA che sembra diventare più temibile solo con lo scorrere del tempo. La curva di difficoltà si dimostra quindi piuttosto inconsistente, capricciosa, un difetto che colpisce anche le altre modalità.

    Araldo Rumble

    Oltre alla trama principale, che può essere completata in una dozzina d'ore, e una trentina di sfide che di fatto raddoppiano la longevità, Golem Gates presenta una modalità sopravvivenza (reinterpretazione strategica dell'Orda di Gears of War) e un comparto online da due a quattro giocatori.

    Taglia il mazzoUna meccanica particolarmente tediosa è quella del "mescolamento" del mazzo. In pratica, una volta terminati i glifi da pescare, saremo costretti ad attendere quindici secondi per ritornare ad accumulare carte da giocare. Un intervallo che impone ai giocatori una fastidiosa inattività. In pratica si è impossibilitati a muovere le truppe o l'Araldo, e sebbene ci sia una sorta di strategia nell'attesa, il nemico potrebbe colpire proprio in questi frangenti. Il risultato è la frustrazione di subire un attacco da cui non ci si può difendere.

    Purtroppo, come anticipato, la scure del bilanciamento colpisce anche qui. Durante le nostre prove abbiamo agito con rapidità, piazzando truppe poco esose per conquistare velocemente le aree di interesse. Nei match 1vs 1, soprattutto, le arene sono di modeste dimensioni, e azioni del genere distruggono sul nascere qualsiasi velleità strategica.
    I glifi si dividono infatti in truppe, eroi unici, magie, torrette difensive e trappole, e salvo rarissimi casi in cui le missioni richiedono di difendere una zona, preferire la fortificazione dei punti chiave, in modo da accumulare glifi e energia, porta quasi sempre alla sconfitta. Nonostante la sua offerta contenutistica di buona fattura, Golem Gates cede dunque sul bilanciamento generale, un aspetto cruciale degli RTS. A complicare ulteriormente la situazione c'è da segnalare un comparto tecnico che, nella versione PlayStation 4, soffre di cali di frame rate piuttosto importanti e crash improvvisi.

    Golem Gates Golem GatesVersione Analizzata Playstation 4Golem Gates poteva distinguersi dignitosamente nel panorama indipendente, dato il suo approccio incline ad accogliere i novizi dei due generi. Purtroppo, cade su un aspetto fondamentale come il bilanciamento, che distrugge qualsiasi desiderio strategico alla radice, favorendo un approccio brutale e con poco senso tattico. Proprio in virtù di questa macroscopica mancanza, tutte le modalità offerte cadono una dopo l’altra, come pedoni su una scacchiera che non comandiamo. Un vero peccato, dato che, difficilmente, potremo sperare in qualche Araldo pronto salvarci.

    5.5

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