Gorogoa Recensione: quando l'arte si trasforma in un enigma

Giunto a compimento dopo sette anni di sviluppo, Gorogoa è un puzzle game criptico e onirico, caratterizzato da uno strepitoso art design.

recensione Gorogoa Recensione: quando l'arte si trasforma in un enigma
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Disponibile per
  • Pc
  • Switch
  • Gorogoa è un termine che non significa nulla. È un insieme di lettere poste l'una accanto all'altra, come se fosse un balbettio pronunciato in un linguaggio puerile. Ed è proprio dall'infanzia che questo nome ha origine: l'autore Jason Roberts lo inventò, infatti, quand'era soltanto un bambino per identificare una creatura che aveva immaginato nella sua giovane mente. Una volta cresciuto, lo sviluppatore ha riportato a galla dalla memoria quest'antica parola, allo scopo di battezzare il suo esordio videoludico: come in tenerà età Gorogoa era la manifestazione di un sogno, così oggi ne diviene la concretizzazione sotto forma di puzzle game.
    Ci sono voluti ben sette anni prima che questa visione creativa si tramutasse in realtà: il risultato è un rompicapo interattivo che si trasforma in pura arte digitale. Gorogoa è un'opera in cui si riflette tutto l'estro del suo demiurgo, che si è occupato personalmente di ogni singolo aspetto del gioco, dalla storia fino alla componente enigmistica, passando per la strepitosa art design, capace di sorreggere da sola tutto il fascino della produzione. Disponibile su Nintendo Switch, IOS e PC, Gorogoa rappresenta l'esempio perfetto di come intelligenza e bellezza possano incastrarsi tra di loro, simili a due tasselli dello stesso mosaico: dinanzi ad alcune brillanti soluzioni visive, rimarremo quindi spesso senza parole, pieni soltanto di meraviglioso stupore infantile.

    La finestra sul cortile del tempo

    Un ragazzino sta guardando fuori dalla finestra del suo appartamento: tra i palazzi, d'un tratto, spunta uno stravagante essere mitologico, con una forma che ricorda quella di un enorme dragone dal piumaggio multicolore.

    Incuriosito da quest'improvvisa apparizione, il protagonista inizia a compiere alcune ricerche sulla figura leggendaria, scoprendo un legame tra la bestia ed un misterioso rituale. Inizia così la storia di Gorogoa, senza proferire neppure un singolo vocabolo: un racconto silenzioso, che prosegue unicamente attraverso le immagini, scardinando ben presto qualsiasi ordine logico ed assumendo connotati criptici, onirici ed indecifrabili. Un andirivieni di sequenze che segue i capricci del tempo, muovendosi avanti ed indietro tra i luoghi e gli anni. Eppure, anche di fronte ad un simile ermetismo, Gorogoa resta una fiaba dalla quale è difficile non venire irretiti: man mano che le vignette si alterneranno, lasciando che a parlare siano i dolci suoni della musica e la potenza comunicativa dei disegni, il giocatore non potrà fare a meno di ingegnarsi per mettere insieme tutti i simbolismi rinvenuti durante il racconto. Alla fine, quella che prende forma è una storia che mescola religione e folklore, sogno e realtà, in una miscela tanto fumosa quanto suggestiva.
    Giunti alla conclusione, del resto, si avrà come l'impressione di aver soltanto solcato la superficie della trama, con la convinzione di aver perduto qualche indizio lungo il cammino. Simile sensazione è avvalorata dal fatto che tutto, in Gorogoa, è studiato con una cura maniacale, tale da lasciarci supporre che persino la storyline del gioco sia un piccolo, grande rompicapo da risolvere.

    Una matrioska di possibilità

    Jason Roberts deve aver impegnato a lungo i propri neuroni per strutturare un'opera così ben elaborata: come già anticipato, Gorogoa è un intero enigma ad incastro, i cui meccanismi di sviluppo e risoluzione oltrepassano molto spesso il limite della genialità. Per comprendere la formula alla base del titolo dovete immaginarlo come una matrioska di vignette disposte una sopra all'altra, da analizzare, spostare e combinare tra di loro lungo un pannello suddiviso in quattro quadranti.

    All'interno di ogni illustrazione potrete agire sugli elementi interattivi come se vi trovaste in una qualsiasi avventura grafica, che differisce però da tutti gli altri congeneri per una originalissima intuizione ludica: in pratica, ogni qual volta effettuerete uno zoom su un peculiare elemento dell'ambiente, verrete magicamente trasportati dentro un luogo del tutto diverso dal precedente, e ad esso collegato solo da un infinitesimo dettaglio.
    Ad esempio, quella che sembra una semplice decorazione di un oggetto in una stanza, se scrutata più da vicino, apre le porte di uno scenario completamente inedito, come se ogni microscopico elemento contenesse al suo interno un universo più piccolo. Le rifiniture di una vetrata istoriata, quindi, dopo aver zoomato più volte, potrebbero trasformarsi in un castello, e l'ala di una farfalla in un panorama al tramonto.

    Passare da un ambiente all'altro è essenziale per trovare la chiave di volta con cui risolvere il puzzle di turno, ognuno dei quali presenta soluzioni sempre diverse, cervellotiche e persino abbastanza complesse a lungo andare. Ogni immagine può inoltre essere scomposta in parti differenti, come se fosse formata da tanti disegni sovrapposti: ciascuna "cornice" andrà posizionata su uno dei quadri liberi del pannello, e poi assemblata nuovamente in modi alternativi, così da generare altre sequenze, sfondi e paesaggi, grazie ai quali avrete la facoltà di proseguire nell'avventura. Gorogoa si diverte ad ingannare la prospettiva del giocatore, a manipolarne il punto di vista, chiedendogli di cercare, scrutare e "smontare" tutte le illustrazioni.
    Capire in che modo ogni frammento andrà combinato ad un altro - specialmente quando il numero di possibilità si farà sempre più ampio - non si rivelerà certo un'impresa elementare. A complicare il tutto subentra anche la presenza di una forte aura di "misticismo" che permea l'avanzamento, e che vi costringe a passare dalle macerie di una città in rovina (distrutta dalla guerra) ad un giardino paradisiaco senza un apparente nesso logico. Ricongiungere adeguatamente tutti i pezzi di questo puzzle, insomma, richiederà una certa dose di pensiero laterale: ma quando sbroglierete il proverbiale bandolo della matassa, il senso di soddisfazione sarà estasiante, merito non soltanto di soluzioni costantemente ispirate e piene di inventiva, ma anche di alcune scelte di design davvero virtuose.
    L'unico rammarico è che il gioco si esaurisca con la stessa rapidità con cui, al risveglio, svanisce un bellissimo sogno: in poco più di un'ora - a meno che non rimaniate intrappolati in qualche enigma più astruso - potrete insomma portare a termine l'esperienza, che vi lascerà con un piacevole retrogusto di appagamento. Un sentimento di meraviglia che non riuscirete ad afferrare sin da subito, e di cui non capirete né la causa, né l'origine. Esattamente come se fosse il residuo di un sogno.

    Gorogoa GorogoaVersione Analizzata Nintendo SwitchSurreale, onirico, enigmatico e profondamente ipnotico, Gorogoa è il parto artistico di un solo uomo, Jason Roberts, che ha dato vita ad un puzzle game unico nel suo genere. Difficile da descrivere a parole ma dotato comunque di meccaniche piuttosto intuitive, l'opera è un crogiolo di numerose idee brillanti, messe insieme per formare un mosaico ludico tanto affascinante quanto evanescente. Pur nella sua perdonabile brevità, Gorogoa resta un'avventura imprescindibile, che ci stimola a slegare le redini della fantasia per viaggiare oltre lo spazio ed il tempo, con il cervello di un adulto e con il cuore di un bambino.

    8.6

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