Gran Turismo 7 Recensione: simulazione accessibile con qualche compromesso

Abbiamo trascorso molte ore al volante del gioco di corse Polyphony Digital: le nostre impressione definitive sulla nuova esclusiva PS4 e PS5.

Gran Turismo 7
Recensione: PlayStation 5
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • A cinque lunghi anni dal debutto di GT Sport, la serie corsistica di Kazunori Yamauchi è tornata con un settimo episodio nato con scopi ben precisi: riconquistare i fan storici a suon di modalità classiche e instillare la passione per l'automobilismo nei cuori dei neofiti, quella stessa passione che 25 anni fa ha spinto Polyphony Digital a dare inizio alla rivoluzione del racing game chiamata Gran Turismo. Il risultato degli sforzi dello studio nipponico è un prodotto intriso di "car culture", pieno di bolidi d'ogni epoca perfettamente riprodotti e caratterizzato da un modello di guida di prim'ordine. Al contempo - vogliamo dirlo subito - Gran Turismo 7 non è esente da difetti, legati in prevalenza a problematiche ataviche. Tuffiamoci quindi nella Mappa del Mondo, perché al suo interno c'è un intero parco giochi dell'automobile che ci attende.

    L'introduzione e la campagna di GT Café

    L'industria automobilistica ha fatto la storia moderna ma la realtà è che le auto sono a loro volta prodotti della storia, perché sono nate in risposta alle esigenze della società in specifici periodi, per cavalcare l'onda di trend cinematografici e musicali o, più semplicemente, per scatenare gioia ed euforia in appassionati e piloti. Questo è il messaggio che abbiamo letto tra le righe dello splendido filmato introduttivo di Gran Turismo 7, che spinge non poco sull'acceleratore delle emozioni e ci lascia alle porte della Mappa del Mondo, un grande HUB finemente realizzato che in sostanza è il contenitore di tutte le attività disponibili.

    L'accesso a queste modalità si sblocca progressivamente, all'avanzare del GT Café, che oltre a costituire una campagna all'insegna della cultura dell'automobile, è un vero tutorial dedicato alle varie tipologie di gare e all'offerta ludica (ecco come funziona GT Cafè in Gran Turismo 7). Per cominciare, una volta acquisita la prima macchina dal rivenditore di auto usate, forte di un catalogo in costante mutamento pieno di vetture storiche, utilitarie e vere bestie rare, si fa la conoscenza di Luca, il gestore del GT Café. Mentre ascolta brani jazz e lounge nel lussuoso bar, il cliente può sedersi ma non ordinare: è infatti Luca ad assegnargli un "menù", che prevede il completamento di specifici incarichi per poter essere portato a termine. Parliamo principalmente di gare con svariate tipologie di auto ma anche di richieste d'altro tipo, legate alle foto in modalità Scapes, alla messa a punto dei veicoli o al completamento di missioni e all'ottenimento di patenti. Il giocatore insomma si ritrova a conoscere il mondo di Gran Turismo 7 in ogni sua parte e, mentre lo fa, sblocca i tracciati di tutto il mondo e le tante competizioni che ospitano.

    Si tratta di una progressione piuttosto efficace per un neofita ma fin troppo lineare per un giocatore navigato, che ad esempio avrebbe potuto beneficiare della possibilità di scegliere tra vari menù di categorie vicine per proseguire un po' più liberamente. GT Café regala decine di auto in omaggio, firmate non solo dalla Terra del Sol Levante ma anche dalle più importanti case automobilistiche europee e statunitensi.

    Oltre ai numerosi campionati, alle gare speciali e alle prove da superare, i 39 menù che compongono questa modalità sono inframezzati da splendidi filmati dedicati alla storia dei brand più famosi e vedono il giocatore incontrare designer e appassionati per conoscere i segreti dietro la nascita e la carriera delle vetture.

    Se a ciò aggiungiamo le sezioni museali all'autoconcessionaria principale (Brand Central) e le informazioni che è possibile apprendere nelle schede dedicate a ogni bolide in Collezione Auto, l'intenzione di Yamauchi di voler avvicinare i piloti in erba al mondo dell'automobilismo appare ben evidente. Purtroppo, al netto della buona varietà della campagna - il cui completamento richiede circa 25 ore - e delle schermate che celano compendi di storia dell'automobile, quello che potremmo definire il cuore pulsante dell'offerta single player non è esente da criticità.

    Il sistema di ricompense

    Ma andiamo con ordine. GT 7 vanta un parco macchine da più di 420 vetture, tra la Ferrari 330 P4, l'Aston Martin DB5 e i nuovi ritrovati in materia di corse come la Lamborghini Huracan GT3. Auto in omaggio a parte, e pensiamo anche a quelle di Patenti e Missioni, acquisire un bolide "di rango" significa spendere molti crediti che, anche con le competizioni endurance dell'endgame non si ottengono facilmente.

    Speriamo insomma che con le patch post-lancio Polyphony riveda sia le ricompense in denaro che i premi della ruota della fortuna, accessibile attraverso degli speciali biglietti acquisibili al GT Café o col superamento di una maratona giornaliera. In tal modo infatti la piacevolezza dell'esperienza rimarrebbe inalterata anche dopo l'esaurimento delle auto in omaggio della campagna. Citiamo per completezza gli ulteriori crediti elargiti al completamento di gare "pulite", una trovata questa che dovrebbe invogliare i furbetti a giocare in maniera corretta.

    Il modello di guida e la messa a punto

    Gran Turismo Sport poteva contare su di un ottimo modello di guida, forte delle reazioni distintive delle varie categorie di auto e di una gestione credibile delle sospensioni. Ebbene, con Gran Turismo 7 Polyphony Digital è riuscita a portarlo al livello successivo, al punto tale che ogni appassionato di racing game dovrebbe provarlo. Le lunghe frenate delle utilitarie, che a fatica riguadagnano velocità, si contrappongono alle risposte fulminee delle auto appartenenti ai gruppi 3 e 4, che invece sacrificano la velocità massima in favore di accelerazione e maneggevolezza.

    E poi ci sono le monoposto, le vetture d'epoca da Le Mans e le icone più famose, con trazioni, motori, sospensioni, pesi e "scopi" ben distinti. Le vere sorprese arrivano quando si cominciano a percepire le piccole ma significative differenze che intercorrono tra auto della stessa categoria, dal modo che hanno di gestire le curve, fino alle loro capacità di ripresa, perché sono fattori che acuiscono la già pronunciata immersività della guida.

    Per ottenere questi brillanti risultati il team nipponico si è concentrato su molteplici aspetti, che non includono solo l'effetto scia o una convincente aerodinamica. Per cominciare, l'ottima sensazione di velocità va a braccetto con la sonorizzazione certosina dei bolidi, che rombano, reagiscono alle scalate e accelerano come nella vita vera, merito del lavoro svolto dal team nel catturare tutti i suoni delle loro controparti reali.

    Per avere un'esperienza di guida ancor più realistica è consigliabile passare alla visuale del cockpit, con Polyphony che ha consentito di personalizzare l'inquadratura per godersi i sobbalzi dell'auto e tutte le sollecitazioni della gara, a partire dalla permanenza sui cordoli - che assieme ai fuoripista spezzano nettamente la velocità e la stabilità della vettura - fino alla corsa "tremolante" e scivolosa sullo sterrato.

    Su PlayStation 5, l'eccellente camera work ben si sposa con il feedback aptico di DualSense, che è stato sfruttato con una certa efficacia dal team di sviluppo. Il leggero tremolio del corpo macchina alle alte velocità, il cambio di marcia e le gomme che scivolano in curva, sono solo alcuni degli elementi trasmessi con vibrazioni specifiche: sfrecciare sulla celebre superstrada di Tokyo, ad esempio, significa percepire sul pad quando la macchina supera un giunto di dilatazione stradale, creando quel tonfo cadenzato che tutti i guidatori conoscono. Sorvolando sulle differenze di durezza tra i pedali dei freni trasmesse dal trigger adattivo sinistro, vogliamo soffermarci sul modo in cui la pioggia battente influenza l'andamento delle corse. Il sistema fa sì che il controllo di un'auto sprovvista di gomme adatte diventi assai più difficoltoso, tra i tempi di frenata dilatati e le ruote che slittano sulla pista.

    A seconda dello stato della perturbazione, l'asfalto comincia a bagnarsi o asciugarsi a poco a poco, il che rende il peggioramento o il miglioramento dell'aderenza progressivo e realistico. A riprova dell'accuratezza delle soluzioni di Polyphony, guidare in un settore cittadino con gallerie migliora drasticamente le risposte dell'auto, che però tornano immediatamente instabili all'uscita verso il cielo aperto.

    Quello che è un modello di guida, curato, accessibile ma difficile da padroneggiare, presenta anche degli aspetti che - seppur di secondo piano nell'economia della serie - sono meno luminosi. Pensiamo ad esempio ai danni estetici, che si mostrano sotto forma di ammaccature superficiali più o meno visibili ma anche a quelli meccanici, che non fanno gridare al miracolo.

    Con l'attivazione di questi ultimi, impattare contro una barriera rischia di danneggiare il motore più o meno gravemente, alle spese delle performance del bolide, mentre l'avanzata usura delle gomme porta quest'ultimo a sbandare. Ad ogni modo, proprio grazie a questo "realismo accessibile" pensato per conferire un'identità a ogni singola vettura del gioco, Gran Turismo 7 riesce a tenere sempre alta la fame di nuovi bolidi, sia per la curiosità di poterli ammirare, ascoltare e guidare, sia - talvolta - per la volontà di modificarli di tutto punto.

    Per farsi prendere dalla febbre da tuning è necessario fare una capatina all'apposito menù, che permette di comprare (a prezzi via via più elevati) dei pezzi da applicare all'auto, così come di sottoporla a modifiche. Tra riduzioni del peso, freni da gara, sospensioni personalizzabili, centraline e molto altro, è possibile stravolgere le performance della vettura, con la vera "magia" che si verifica nel menù Impostazioni Auto.

    Dall'applicazione del nitro o di zavorre, fino agli interventi sulla potenza e la deportanza, le possibilità in tal senso sono a dir poco estese e rientrano nei calcoli effettuati da una simulazione in tempo reale che determina i cosiddetti Punti Performance del bolide. Per avere una viva prova di quanto le modifiche vadano a impattare realmente sulle risposte di una macchina, basta partecipare a una Drag Race prima con una supercar "vanilla" e poi con della zavorra posta nel retro: le differenze in termini di aderenza tra le due saranno immediatamente percepibili e potrebbero trasformare una sconfitta in una vittoria.

    L'IA della CPU e il mondo del multiplayer

    Gran Turismo 7 offre un'esperienza basata sulla car culture, che vuole far vivere ai neofiti senza che la frustrazione possa prendere il sopravvento. Oltre a inserire i classici aiuti alla guida, in sostanza, gli sviluppatori si sono assicurati che le competizioni del GT Café fossero davvero alla portata di molti, sia per quanto concerne il valore PP dei veicoli da utilizzare, sia sul fronte della difficoltà in gara. Tanto per cominciare, l'IA mossa dalla CPU che abbiamo trovato nelle competizioni legate alla campagna non ci è sembrata distante da quella dei precedenti episodi della serie, tra il ritorno dei classici "trenini" e gli occasionali errori di guida di natura scriptata.

    Selezionando la difficoltà più elevata, le auto degli avversari completano i giri in tempi ridotti, è vero, ma non sembrano voler realmente portare a casa la vittoria. I ragazzi di Polyphony Digital però hanno confezionato delle competizioni "Hot Chili" con l'intento di soddisfare i veterani, perché forti di avversari dotati di un'intelligenza artificiale più reattiva e credibile. Nel corso della nostra prova, abbiamo visto questi piloti darsi battaglia fino all'ultima curva, con sorpassi riusciti e manovre rischiose, che talvolta li hanno portati fuori pista.

    Sia ben chiaro, le possibilità di aggiudicarsi la vittoria in queste gare "speciali" restano considerevoli per un appassionato di corsistici ma siamo rimasti in ogni caso contenti del fatto che il team abbia compiuto un parziale passo in avanti in questo senso. Il vero problema è che le Hot Chili sono in netta minoranza rispetto agli eventi standard e speriamo che in futuro, vista la mancanza di campionati dedicati alle auto d'epoca o alle monoposto, gli sviluppatori possano aggiungerne di nuove.

    In attesa di misurarsi con l'avanzatissima Gran Turismo Sophy (per saperne di più ecco il nostro approfondimento sull'IA Gran Turismo Sophy), l'IA che in futuro dovrebbe rivoluzionare le corse single player del settimo capitolo, i veterani possono ritrovarsi coi loro colleghi nei punti di raduno e prendere parte alle competizioni della modalità Sport. A tal proposito, siamo riusciti a gareggiare in quest'ultima in diverse occasioni, partecipando a gare per compatte giapponesi, vetture più scattanti e bestioni del Gruppo 3. Messi a punto i nostri bolidi, ci siamo lanciati nelle classiche qualifiche per cercare di posizionarci al meglio sulla griglia di partenza, finché non è arrivato il momento di incontrare i nostri avversari.

    Una volta in pista però abbiamo fatto i conti con l'estrema variabilità dell'esperienza, dovuta proprio ai piloti che in quel momento dovevamo affrontare. In parole povere, abbiamo sfidato sia utenti che tenevano all'etichetta di gara - e quindi al proprio grado di sportività - sia contendenti che puntavano solo a prendere posizioni in modo scorretto e a buttare fuori strada gli altri, al netto delle penalità ricevute.

    Questi sono i primi giorni di Sport, che in futuro ci farà prendere parte a campionati ufficiali con piloti di rango e vorremmo che per allora Polyphony rivedesse le assegnazioni delle penalità legate agli impatti con le barriere dei tracciati: è frustrante vedersi buttare fuori pista e ritrovarsi anche penalizzati per averne colpita una. Per adesso, il modo migliore di evitare queste spiacevoli situazioni è darsi alla creazione di stanze con amici, così da avere il pieno controllo sull'assegnazione delle penalità, l'usura delle gomme, i danni e i restanti dettagli della gara. Citiamo per completezza anche il caro vecchio schermo condiviso per due giocatori, che - pur offrendo un parco auto estremamente limitato - resta perfetto per farsi una garetta in buona compagnia.

    Un parco giochi dell'automobile

    Oltre alle competizioni con la CPU o gli altri piloti reali, come il passato della serie ben ci insegna, Gran Turismo 7 vuole mantenere viva la sfida del giocatore con sé stesso, spingerlo a migliorarsi e a diventare un race driver virtuale meno "improvvisato". Con questa precisa intenzione gli sviluppatori hanno reintrodotto le patenti nazionali, internazionali e la Super Patente, che - oltre a dare in premio vetture sempre più prestigiose - insegnano a massimizzare l'efficacia delle traiettorie, la propria abilità di guida sul bagnato o lo sterrato e a gestire curve consecutive, veloci o con dislivelli.

    Congegnate con perizia e professionalità, queste sfide diventano sempre più impegnative ma, al raggiungimento dell'oro, danno una sensazione d'appagamento difficilmente quantificabile. Il medesimo discorso vale per le Missioni, che invece chiamano a fare i conti con uno spettro davvero ampio di situazioni. Challenge con i coni, gare di derapata, drag race e perfino la gestione del carburante agli sgoccioli sono solo alcuni degli obiettivi proposti, in una modalità da ben 48 sfide che non si lascia scappare l'occasione di far provare al giocatore bolidi storici e monoposto.

    Di carattere didattico sono anche le esperienze su circuito, che banalmente insegnano - con tanto di dimostrazioni - a "domare" tutti i settori di ciascuno dei tracciati e delle loro rispettive varianti (si pensi al Nurburgring). Queste affiancano in Circuiti Mondiali le gare arcade, i time trial, le prove di derapata e le gare personalizzate, complete se si vuole di danni meccanici, usura gomme e durata estesa. Già che ci siamo, vogliamo aggiungere un dettaglio specifico su queste ultime: non tutte le piste sono fornite di meteo dinamico o ciclo giorno/notte completo.

    Il Nurburgring, Tokyo Expressway e Circuit de la Sarthe, per fare degli esempi, permettono di settare l'orario di inizio della gara, le condizioni meteo alla partenza o la probabilità che venga a piovere ma ciò non è possibile a Monza o al Circuit de Sainte-Croix, che al momento sono caratterizzati da un range orario più limitato e sprovviste di precipitazioni. Gran Turismo 7 permette anche di staccare la spina e allentare la concentrazione, grazie a una modalità meno impegnativa e giocabile anche offline. Parliamo dei Rally Musicali, che prevedono un sistema di checkpoint atto a rimpinguare un "ritmo" che decresce in accordo con un accompagnamento musicale di un determinato genere.

    Le 6 gare attualmente disponibili (e in futuro ne verranno aggiunte molte altre) sono davvero gradevoli e permettono di apprezzare al meglio i circuiti in determinate condizioni orarie. Restando in tema musicale, oltre agli splendidi replay standard GT7 offre anche quelli musicali, che vantano un sistema dinamico di posizionamento delle telecamere che varia in base alla traccia riprodotta in gara. Si tratta pur sempre di una chicca, è vero, ma di quelle che farebbero impazzire un qualsiasi estimatore dei replay di Gran Turismo.

    Prima abbiamo parlato della messa a punto e adesso è il momento di concentrarci su GT Auto, legato non solo alla personalizzazione estetica del pilota - con caschi modificabili e tute da decorare - ma anche alla manutenzione delle proprie auto, dal lavaggio al cambio dell'olio, fino all'installazione della Roll Bar, di kit di carrozzeria e alettoni regolabili d'ogni tipo. La scelta di impreziosire l'auto con elementi estetici, si pensi al gancio di traino, alle lampadine e perfino alle minigonne, affianca una sterminata tavolozza di colori d'ogni sorta, legate anche a verniciature proprietarie. E poi ci sono decine e decine di ruote tra cui scegliere e chiaramente l'Editor Livree, che vi permetterà di aggiungere sticker, settorializzare con precisione la colorazione di una vettura e, più in generale, di creare il bolide dei vostri sogni. Ultimo ma non per importanza è il settore fotografico, che permette di ottenere scatti professionali non solo in gara ma anche nella ben nota modalità Scapes, che ha fatto il suo ritorno con 2571 località di ogni parte del mondo.

    A questo giro, complice una modellazione delle auto che al netto di minime imperfezioni è ormai fotorealistica, Scapes vi farà ottenere dei piccoli capolavori, grazie anche alle impostazioni panning e a tutti i tool di cui si servirebbe un fotografo. Pur non essendo un asso, anche chi vi scrive si è accaparrato qualche scatto niente male, da mostrare ovviamente in Vetrine, il luogo dove personalizzare la tracklist e scambiare loghi, stili di auto e contenuti proprietari coi giocatori di tutto il mondo.

    Le gioie e i dolori della presentazione visiva

    L'evoluzione del comparto audiovisivo di Gran Turismo non ha mai smesso di seguire i cardini della filosofia di Polyphony, decisa a realizzare dei bolidi e un'illuminazione globale sempre più curata e realistica ma alle spese di altri aspetti che - pur essendo di contorno - hanno assunto una certa importanza col passare degli anni (e delle generazioni di console).

    Dalle venature degli elementi in legno, ai dettagli dell'area cockpit fino ai tasti, alle manopole e - nelle macchine d'epoca - alle viti, gli interni delle auto di Gran Turismo 7 sono forse i migliori in circolazione e, al netto di alcuni spigoli presenti su determinati volanti o su elementi circolari più piccoli, si presentano sostanzialmente senza sbavature.

    Le plastiche, i rivestimenti dei sedili, le carrozzerie e perfino i fanali, vantano una resa visiva semplicemente strepitosa, che viene ulteriormente impreziosita da un sistema d'illuminazione che non cerca lo spettacolo, i colori saturati e le "esagerazioni" filmiche ma la semplice riproduzione della realtà. Anche per questo motivo, la simulazione metereologica è stata pensata per restituire addensamenti di nubi realistici, che cambiano a seconda della località del mondo, a vantaggio di albe, tramonti e cieli coperti/stellati assolutamente spettacolari.

    Oltre ai caricamenti di durata estremamente limitata consentiti dall'SSD di PlayStation 5 - un vantaggio questo che si è dimostrato cruciale nella quotidiana navigazione tra i menù e le gare - eravamo curiosi di testare altre delle funzionalità specifiche legate alla versione "next-gen" del gioco, a partire dalla modalità Ray Tracing di Gran Turismo 7. In primis, confermiamo che l'attivazione di questa opzione non influisce sul look o la fluidità delle gare ma arricchisce in modo percepibile l'impatto visivo nei replay e nelle scene 3D dei menù, GT Café e photo mode.

    Principalmente il Ray Tracing - per usare le parole di Yamauchi - permette alle auto di riflettere il mondo attorno a loro, con risultati di qualità altalenante. Le distorsioni delle superfici cromate e i riflessi di cieli e ambientazioni sui veicoli (soprattutto quelli d'epoca) sono certamente affascinanti ma talvolta, soprattutto sui cerchioni, è possibile notare come la qualità stessa dei riflessi non sia poi così alta. Sorvolando sulle oscillazioni in termini di frame rate della modalità RT, perché tanto non vanno a toccare le gare vere e proprie, i fotogrammi al secondo in Gran Turismo 7 restano perlopiù ancorati alla soglia dei 60, salvo alcuni cali qua e là che però non influiscono sulla piacevolezza dell'esperienza.

    L'ottima resa dell'asfalto, delle scintille e della polvere sollevata dallo sterrato non basta però a nascondere le debolezze della presentazione visiva, che ancora una volta riguardano gli sfondi in lontananza, gli spettatori, i tecnici a bordo pista e gli elementi di contorno come alberi e strutture.

    Ogni volta che una di queste cose viene "raccolta" da un'inquadratura che mostra auto perfettamente riprodotte e illuminate, è impossibile non desiderare che Polyphony decida, prima o poi, di aggiornare in modo più consistente le proprie soluzioni grafiche, così da restituire ai giocatori un'esperienza realmente mozzafiato. Chiudiamo la nostra disamina con il sonoro, che di certo è una delle punte di diamante della produzione.

    Oltre alla splendida e variegata tracklist (ecco la lista completa di tutte le canzoni di Gran Turismo 7), capace di accompagnare al meglio non solo le gare ma anche i singoli menù, dobbiamo segnalare l'Audio 3D su PS5, perché con un paio di cuffie compatibili porta l'immersività al livello successivo: la sonorizzazione certosina dei bolidi viene infatti "scomposta" nelle sue singole componenti e questo permette di percepire distintamente i rumori delle gomme o le sollecitazioni a cui è sottoposto il pianale dell'auto. Guidare sotto la pioggia battente diventa tutt'altra esperienza e si riescono a collocare i veicoli avversari nello spazio pur senza vederli, quando sono nelle vicinanze, al pari ad esempio degli elicotteri che sorvolano i circuiti. Se invece volete sapere come se la cava il gioco su piattaforme old gen, ecco la nostra analisi per scoprire come gira Gran Turismo 7 su PS4 base.

    Gran Turismo 7 Gran Turismo 7Versione Analizzata PlayStation 5Gran Turismo 7 è un’esperienza all’insegna della car culture che nessun giocatore appassionato di automobili dovrebbe perdersi. Reintegra molte delle modalità single player che tanto erano mancate nello scorso capitolo e propone ai neofiti una campagna accessibile, varia e ricca di curiosità. Dalle Patenti, alle Missioni, fino alle esperienze su circuito, i veterani avranno come intrattenersi e potranno dedicarsi sia al multiplayer - completo di modalità Sport - che alle competizioni Hot Chili, dotate di un po’ più di pepe rispetto a quelle della campagna. Forte di un roster imponente, composto peraltro da riproduzioni perfette dei bolidi proposti, GT7 vanta un modello di guida caratterizzato da un realismo accessibile che, unitamente alla sonorizzazione delle vetture, alle feature di DualSense e all’ottimo sistema di messa a punto, riesce a massimizzare il coinvolgimento del pilota virtuale. Pur avendo ulteriormente limato gli aspetti che da sempre costituiscono le punte di diamante della serie, il settimo capitolo cade sulla resa complessiva dell’intelligenza artificiale e su alcuni aspetti della presentazione visiva, che in parte minano quella sensazione di realismo che Polyphony non ha mai smesso di cercare. In ultima analisi, parliamo di una produzione non perfetta ma assolutamente preziosa nel panorama dei corsistici, perché forte di alcune unicità che solo un team tanto coinvolto nel mondo dell’automobilismo potrebbe donare ai suoi giochi.

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