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Gravity Rush 2 Recensione

La favola di Kat si chiude con un lungo addio:un'avventura longeva e traboccante di contenuti, ma non sempre pronta a far tesoro degli errori del passato.

Gravity Rush 2
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Lo ammettiamo senza troppi giri di parole: Kat ci ha stregati, sin da quando l'abbiamo conosciuta per la prima volta nel lontano 2012, mentre stringevamo l'intero microcosmo di Gravity Rush nel palmo di una mano grazie alla mai troppo compianta Ps Vita. Buona parte del fascino della Regina della gravità, ne siamo certi, deriva dalla sua ingenuità: una ragazza semplice, un po' distratta, inconsapevole della propria bellezza, della propria forza d'animo, di quel potere sopito che le impone un ruolo di primaria importanza in un mondo affascinante, misterioso, spezzato dalla distruzione di infinite tempeste gravitazionali. Kat, Syd e i tanti comprimari che hanno animato il mondo di Gravity Rush ci sono entrati nel cuore grazie alla loro purezza e alla loro innocenza, doti con cui hanno valorizzato una IP inedita di qualità, incredibilmente curata, seppur non esente da piccoli quanto evidenti difetti coi quali è stato però piuttosto facile scendere a compromessi. Ora, a distanza di quattro lunghi anni, il Team Siren capitanato dal veterano Keiichiro Toyama è pronto a chiudere il cerchio di una saga che forse non verrà ricordata per il suo successo commerciale, tutto sommato piuttosto contenuto, quanto per la realizzazione di una visione originale, fresca, stilosa, capace di rievocare un modo scanzonato e divertente di concepire il videogioco che sembrava confinato ai tempi di quella sesta generazione in cui era la creatività ad alimentare il mercato, ancor prima del profitto. Gravity Rush 2, ve lo diciamo subito, è il titolo che i fan attendevano da tanto; un seguito di grande sostanza, incredibilmente ricco di contenuti, pronto ad esaltare e ad espandere quanto di buono espresso in passato, ma che sfortunatamente spreca parte del suo potenziale giocando un po' troppo sul sicuro, non intervenendo sempre con efficacia su quegli aspetti meno riusciti ereditati dal precedente episodio.

Bentornata Kat!

Se non avete ancora dato un'occhiata al cortometraggio animato Gravity Rush: Overture, allora vi consigliamo di rimediare al più presto, dal momento che l'incipit di Gravity Rush 2 si affida in larga parte a quanto narrato nell'anime in questione: spazzati via da una tempesta gravitazionale, Kat e Syd si risveglieranno presso la colonia mineraria del villaggio Banga, una piccola flotta di aeronavi che rivende le pietre viola recuperate nel cuore delle tante tempeste gravitazionali che ancora martoriano i cieli. Separata da Raven e dal fido Dusty, Kat dovrà nuovamente lottare per trovare il proprio posto in un mondo vasto almeno il doppio di quanto visto in passato, muovendosi tra le isole fluttuanti che compongono l'arcipelago sospeso di Jirga Pala Laho. Il plot di Gravity Rush 2 si sviluppa seguendo i tratti caratteristici tanto apprezzati nel primo capitolo, alternando sequenze di gameplay a sezioni narrative affidate ad immagini statiche che riproducono un vero e proprio fumetto interattivo. Senza abbandonarci a fastidiosi spoiler, possiamo assicurarvi che Gravity Rush 2, nel corso di ben venticinque capitoli di gioco, saprà rispondere a quasi tutti i quesiti lasciati irrisolti quattro anni fa, non solo narrando l'inizio e la conclusione di una nuova e spettacolare avventura (con tanto di villain inedito), ma riuscendo anche a ricostruire le origini della bionda Shifter, conducendoci per mano verso un finale non certo tra i più originali cui ci sia capitato di assistere, ma in ogni caso malinconico e d'effetto al punto giusto. La ricetta di questo secondo episodio mira a recuperare tutti i migliori ingredienti che hanno reso Gravity Rush una delle esclusive più originali e apprezzate (ma anche discusse) degli ultimi anni, sviluppando ulteriormente le tante buone idee espresse in passato: nel caso vi avvicinaste per la prima volta alla saga Sony, vi basti sapere che la protagonista, in qualità di Shifter, è in grado di piegare le leggi della gravità al suo volere "cadendo" (letteralmente) in qualsiasi direzione desideri, modificando l'ambiente circostante come meglio preferisce e lanciandosi così in spettacolari acrobazie ed evoluzioni. Il team si è impegnato molto nel migliorare la gestione dei poteri di Kat, seguendo i numerosi feedback degli utenti: la navigazione degli ambienti di gioco non ha subito modifiche sostanziali, ma controllare le cadute della protagonista a mezz'aria ora risulta più semplice che in passato. Ad aver subito lampanti migliorie troviamo invece il campo di stasi, una bolla gravitazionale con cui Kat può richiamare a sé oggetti e personaggi posti nelle immediate vicinanze per trasportarli o lanciarli come proiettili.

Grazie ad una più puntuale risposta dell'ambiente circostante alle sollecitazioni gravitazionali, ma soprattutto ad un sistema di puntamento decisamente più preciso, vi affiderete al campo di stasi molto più spesso che in passato, per sfruttarlo non solo come arma letale ma anche come comoda barriera, alternando così le tante abilità a vostra disposizione in maniera molto più libera e spontanea. Sono finiti insomma i tempi in cui abusavamo a tutti i costi del calcio gravitazionale, comunque presente all'appello, anche perché le novità relative al combat system non si esauriscono di certo qui: durante il corso dell'avventura potremo infatti recuperare alcune reliquie, da equipaggiare all'occorrenza per cambiare "stile di gravità". Avremo, difatti, l'opportunità di utilizzare la Gravità Lunare, capace di renderci leggeri e scattanti come non mai, consentendoci quindi di spiccare balzi incredibili e anche di teletrasportarci in direzione i nemici più rapidi, infliggendo danni minori ma rimanendo comunque concentrati sul bersaglio. Affianca lo "stile lunare" la Gravità Gioviana, che trasformerà Kat in un vero e proprio carro armato, pesante e lenta, eppure dotata sia di una forza immensa, sia soprattutto di un sistema di parate che sostituisce integralmente le schivate, e che vi permetterà di respingere molti degli attacchi nemici. Sono presenti alcuni cambiamenti anche per quel che riguarda la barra delle mosse speciali: ritornano le super abilità già adoperate nello scorso episodio (l'artiglio, il turbine e il buco nero) da attivare quando siamo a piena potenza, ma potremo anche scegliere di sacrificare solo una parte degli SP per influenzare il campo di stasi variandone gli effetti. Così facendo, a gravità normale, i nostri proiettili continueranno ad attaccare il nemico finché non lo trapasseranno, per poi dirigersi al successivo bersaglio come fossero delle piccole trivelle; in "gravità lunare" invece gli assalti paralizzeranno per alcuni istanti i malvagi Nevi lasciandoli in balia della nostra furia; ed infine, a "gravità gioviana", i corpi contundenti assorbiti verranno concentrati in un mini tornado di detriti, da scagliare sugli avversari corazzati per annientarli in un sol colpo.

Un viaggio da condividere

Tra le novità introdotte da Gravity Rush 2 fa capolino un comodo Photo Mode col quale immortalare i momenti più esaltanti della nostra avventura. Grazie a filtri grafici ed abiti da indossare, dunque, potremo riempire il nostro album fotografico personale e condividere gli scatti con gli altri utenti in attesa che vengano giudicati. Le funzioni multigiocatore del titolo però non si esauriscono qui: divertentissime sono infatti le "Cacce al tesoro", sfide a tempo in cui saremo chiamati a scovare un forziere nascosto in un luogo del mondo di gioco, da riconoscere semplicemente tramite la fotografia postata da un giocatore sul web. Se riusciremo nell'impresa non solo otterremo succosi oggetti bonus e cristalli viola, ma saremo poi chiamati a ricambiare il favore scattando un'ennesima foto che funga da indizio per qualche esploratore proveniente da altre dimensioni. Qualora il nostro contributo sia stato d'aiuto, riceveremo una notifica accompagnata da una discreta dose di Dobloni Dusty, tramite i quali sbloccare elementi inediti per personalizzare la casa di Kat, nuovi filtri estetici, costumi bonus e pose da esibire sul "set". Attenzione quindi: le cacce al tesoro creano dipendenza!

Per sviluppare l'efficacia dei nostri incredibili poteri avremo a disposizione ancora una volta un sistema di crescita basato sulla raccolta dei cristalli viola, da investire nei vari rami di abilità della protagonista: gli inediti stili di lotta e le modifiche operate al sistema di combattimento risultano certamente efficaci e ben contestualizzati, assicurando al giocatore la possibilità di approcciare la navigazione degli ambienti e gli scontri in maniera sempre varia e creativa. Eppure riteniamo fosse comunque lecito aspettarsi qualcosa in più in tale ambito, date soprattutto le innumerevoli opportunità offerte dal totale controllo della gravità: molte sono, infatti, le mosse integralmente recuperate dal precedente capitolo così come i super attacchi previsti, per una sensazione di "già visto" che di tanto in tanto si farà avvertire in modo fastidioso. Varietà e personalizzazione saranno comunque supportate dalla possibilità di equipaggiare sino ad un massimo di tre talismani, reliquie in grado di modificare e plasmare il nostro stile di gioco grazie a bonus di un certo spessore. Oltre ad aumentare il numero delle schivate, il valore dei nostri punti vita o velocità della scivolata gravitazionale, i talismani possono essere fusi tra loro per mixarne le peculiarità, o sacrificati in gran numero per forgiarne di più potenti e rari. Come accennato in apertura, Kat si ritrova suo malgrado a lavorare presso una colonia mineraria, per cui, tra un combattimento e l'altro, potrete dedicarvi al farming selvaggio di cristalli e talismani visitando i vari scavi posizionati nel cuore delle tempeste gravitazionali. Tali attività secondarie risultano utilissime per racimolare la preziosa valuta, recuperare potenziamenti sempre più efficaci, e - in particolare - per dare la caccia ai Nevi speciali nascosti nei più remoti anfratti del cielo. Si tratta di contenuti espressamente dedicati all'endgame del gioco, che in questo secondo capitolo si presenta più ricco e vivace che mai, grazie anche ad una corposa dose di missioni secondarie, ciascuna dotata di una propria sceneggiatura, perfette per spezzare i ritmi del main plot. Varietà e complessità delle quest, talloni d'Achille del primo episodio, sono aspetti sui quali il team è intervenuto con perizia, riuscendo a portare a casa risultati più che positivi, anche se meno esaltanti rispetto a quanto ci saremmo aspettati: il focus dell'esperienza di Gravity Rush continua ad essere posto sulla navigazione degli ambienti, da operare nella maniera più spettacolare e fantasiosa possibile, in un titolo che pone obiettivi ben precisi da perseguire, ma che al contempo lascia affiorare le libertà di un'anima sandbox, in virtù delle tante modalità che offre. Oltre alle canoniche missioni di salvataggio o di annientamento Nevi, quindi, troviamo la presenza sia di brevi sessioni stealth, sia di quest in cui riprogrammare alcuni robot sentinella per poi distrarre le guardie allontanandole dalla loro postazione, sia di pedinamenti di obiettivi sensibili o servizi fotografici con cui analizzare nel dettaglio gli avamposti nemici. Fanno il loro ritorno anche le prove di abilità tra i piani dimensionali, sequenze profondamente oniriche durante le quali attraverseremo le maglie dello spazio e del tempo per mettere alla prova il nostro valore.

Buoni risultati anche per quanto riguarda le missioni secondarie, questa volta maggiormente curate e sviluppate: ad esempio, nelle quindici ore trascorse in compagnia del titolo, abbiamo lavorato come stunt-woman impegnata nel ruolo di un'infermiera killer su un set strampalato, abbiamo vinto maratone contro un gabbiano addestrato da un bambino un po' troppo saccente, ed abbiamo aiutato un giovane studente a ripercorrere i ricordi di vita trascorsi con suo nonno, conducendolo in luoghi raffigurati all'interno di fotografie ingiallite dal tempo. È innegabile quindi che il team di sviluppo sia stato capace di confezionare un'avventura più longeva e complessa che mai, impegnandosi nel caratterizzare con maggiore efficacia i vari eventi di gioco, sempre all'insegna di quello stile a cavallo tra ironia e drammaticità tanto caro alla produzione, capace di non prendersi mai troppo sul serio, proprio come il personaggio di Kat. Il risultato finale restituisce quindi un quadro molto positivo, ma anche in tale contesto Gravity Rush 2 tradisce un atteggiamento a tratti un po' troppo conservativo, affidandosi a parecchie soluzioni di gameplay già viste in passato, incapace di reinventare sino in fondo se stesso con un corposo numero di trovate realmente originali. Alcune cadute di ritmo riscontrate durante la main quest ed un livello qualitativo delle attività collaterali non sempre al top limitano in parte le ambizioni della Regina e dei suoi amici, che continuano sì a divertire e a far immedesimare il giocatore, ma sono anche costretti a sacrificare parte di quell'effetto sorpresa su cui il primo capitolo poteva fare affidamento con più costanza.

La gravità ti fa bella

La sostanza ludica di Gravity Rush 2 può dirsi quindi perfezionata ma non stravolta, in un equilibrio tra vecchio e nuovo, che alterna tanti momenti di esaltazione ad alcuni attimi di interdizione, dipesi dalla volontà del team di sviluppo di non osare più del dovuto. A scuotere la fisionomia del progetto ci pensano di contro un comparto tecnico di assoluta bellezza e, più in generale, valori produttivi che non sfigurano dinanzi a quelli di brand più celebri e di maggior successo commerciale. Il mondo di Jirga Pala Laho è affascinante, immenso, caratterizzato da una direzione artistica sempre ispirata e originale, impegnata nel tratteggiare una cittadina che, a differenza di Heskerville (che non è detto non rivisitiate...) e delle sue architetture tipicamente parigine, si abbandona alle suggestioni dell'America del Sud e del Giappone più moderno, alternando panorami mozzafiato da esplorare senza soluzione di continuità o tempi di caricamento. L'ottima modellazione poligonale e la buona qualità delle animazioni vengono inoltre accompagnate dal gustosissimo cel shading, marchio di fabbrica stilistico della serie.

Oltre ad un motore fisico di grande impatto, che contribuirà a replicare su schermo scene di distruzione tra le più realistiche immaginabili, il mondo di Gravity Rush 2 è reso più vivo e pulsante dall'ottima illuminazione globale, capace di inondare gli scenari di gioco con caldi e sgargianti colori, affiancata da una componente effettistica di prim'ordine, con un motion blur sempre discreto e mai troppo invasivo, con particellari e nebbie volumetriche assai verosimili, ed infine con shader di ottima qualità. A cotanta bellezza tecnica aggiungiamo un comparto sonoro ancora una volta straordinario, che vede il ritorno del talentuoso compositore giapponese Kohei Tanaka a dirigere una soundtrack strepitosa, pronta ad alternare incalzati sonorità rock a più raffinate melodie jazz e ambient, contribuendo a ricreare quell'atmosfera magica e rilassata della quale avevamo sentito tanto la mancanza.

Gravity Rush 2 Gravity Rush 2 è la celebrazione di un immaginario sgargiante, surreale ed originale, seppur a tratti un po' naȉf, che tanti utenti conservano con grande affetto nella loro ludoteca. La storia di Kat verrà integralmente svelata, in un finale - a nostro parere - senza dubbio riuscito, anticipato da un climax di eventi capace di apportare la giusta dose di pathos ad un plot sempre in bilico tra dramma e ironia, come prevede la tradizione nipponica a cui si affida. Un quantitativo incredibile di contenuti, suddivisi tra quest secondarie, esplorazione dei giacimenti minerari, missioni sfida ed eventi multigiocatore, ci restituisce un prodotto longevo e vario, in grado di intrattenere il giocatore per un numero di ore di tutto rispetto. Le novità ci sono, a cominciare da un combat system perfezionato e dalla gradita introduzione dei nuovi stili di gravità, sebbene sia impossibile non storcere il naso dinanzi a dinamiche di gameplay che alle volte faticano a rinnovarsi. Se solo avesse osato un po' di più, Gravity Rush 2 avrebbe potuto ambire al titolo di piccolo, grande capolavoro, ma poco importa: il risultato finale rimane per noi assolutamente positivo. Diremo una banalità: se proprio non avete apprezzato il precedente episodio, se le evoluzioni al cardiopalma e il vasto mondo di gioco non vi hanno affascinato, se le tante personalità che lo abitano non vi hanno in qualche modo strappato un sorriso, allora non troverete molto per voi in questo seguito. Gravity Rush 2 è una festa dedicata ai fan, la commemorazione di un lungo addio, è il saluto in grande stile di uno scapestrato gruppo di amici che, col senno di poi, hanno lottato per trovare un posto in un mondo a loro sconosciuto, ancor prima che per difendere quei valori un po' stereotipati che - almeno in apparenza - li hanno animati. Quasi mai consapevoli del proprio destino e del loro reale valore, eppure sempre sinceri, autentici, appassionati: proprio come la magica epopea creata da Toyama.

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