GRID Recensione: il ritorno della serie racing Codemasters

Dopo cinque anni di assenza dalle scene, GRID è tornato. Le nostre impressioni sul reboot della serie di corse targata Codemasters.

GRID
Recensione: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A pochissimi giorni dalla nostra ultima prova di GRID avvenuta utilizzando la sua versione PC, eccoci di nuova sulla griglia di partenza di casa Codemasters, pronti a dare il via - stavolta su PS4 - a una nuova stagione di corse a base di sportellate e derapate controllate. Quello di GRID si è confermato un modello di guida solido e divertente, spiccatamente arcade ma non per questo semplice o poco profondo.

    L'opera del team britannico, al netto di qualche piccola défaillance, riesce a divertire ed offrire svariate ore di pura adrenalina; un'esperienza ludica che, per stessa ammissione degli sviluppatori, cerca di far breccia nel cuore di un pubblico eterogeneo, che vada al di là della lobby dei simracer incalliti per far divertire anche chi i videogiochi di guida li vuole vivere in maniera più tranquilla e rilassata.

    Sfida all'ultimo centesimo di secondo

    La mole contenutistica messa in campo da GRID è senza dubbio pregevole, complice soprattutto la presenza di numerosi veicoli appartenenti alle categorie più disparate. Si va dalle semplici Touring Car alle rapidissime - ma assai più fragili - monoposto dalle ruote scoperte della classe F1000, passando per muscle car, Pro Trucks (dei veri e propri furgoncini da corsa), varie sottocategorie delle ormai immancabili GT (denominate Gruppo 2 e Gruppo 1) e prototipi.

    Come bonus speciale, complice la partecipazione attiva al progetto da parte del due volte campione del mondo di F1 Fernando Alonso, troviamo anche una riproduzione della sua vecchia Renault R26, con la quale dovremo vedercela in uno dei temibili showdown della modalità carriera. Tutte le vetture presenti nel gioco sono riproduzioni fedeli e decisamente ben realizzate di modelli realmente esistenti di costruttori quali Porsche, Volkswagen (la Golf GTI, presente nella categoria TC-2, è forse una delle nostro auto preferite dell'intero pacchetto), Ford e molti altri. Anche in termini di location e di varietà dei tracciati il gioco se la cava davvero bene, grazie soprattutto alla presenza di alcune piste iconiche e intramontabili come quella di Brands Hatch e il forse ancor più famoso circuito di Silverstone. Non mancano poi numerosi circuiti cittadini, sparsi per tutto il globo terrestre: davvero magnifico quello ambientato a Shanghai, che con i suoi neon riesce a tirare fuori dal motore grafico del gioco una delle ambientazioni più suggestive dell'intero pacchetto; anche Barcellona, Havana e San Francisco non sono sicuramente da meno. Ognuno di questi tracciati può essere giocato in svariati momenti della giornata e con meteo variabile: le gare in notturna sotto la pioggia sono sicuramente tra le più spettacolari, ma anche quelle al tramonto non sono da meno.

    Il discorso si fa un po' più cupo, invece, nel momento in cui spostiamo l'attenzione sulle modalità di gioco e sulla varietà dell'offerta ludica complessiva, ambito in cui il nuovo GRID sembra fare un po' più di fatica. Alla canonica modalità carriera, di cui parleremo in maniera più approfondita tra poco, il team di sviluppo ha affiancato soltanto una generica sezione "gioco libero", grazie alla quale sarà possibile organizzare gare combinando liberamente qualsiasi categoria di veicolo e tracciato per affrontare liberamente una delle due tipologie di evento presenti nel gioco.

    Tra l'altro, a voler essere completamente onesti, anche questa sezione non è esattamente così "libera" come il nome vorrebbe farci intendere: seppur in maniera indiretta, è anch'essa influenzata dai nostri progressi nella carriera, in quanto potremo utilizzare soltanto le vetture da noi acquistate con i crediti guadagnati all'interno della modalità principale (anche in gioco libero se ne accumulano un po', ma non abbastanza da riuscire a sbloccare le nuove vetture con sufficiente rapidità).

    Sia in modalità "gioco libero" che nella carriera, dicevamo, potremo partecipare soltanto a due tipologie di evento: oltre alla canonica "gara" troviamo ad attenderci una variante del "time trial", la quale ci vedrà alle prese, oltre che con l'ovvia necessità di stabilire il tempo più basso, anche con la presenza di un traffico consistente. Sebbene si tratti semplicemente di una lotta contro il tempo, la sessione ci vedrà costretti a numerosi sorpassi ai danni dell'intelligenza artificiale, la quale sembra messa lì appositamente per rallentarci e farci perdere tempo.

    Quelli sulla pista non sembrano affatto altri piloti in procinto di abbassare il proprio tempo sul giro, quanto piuttosto dei veri e propri ostacoli, il classico traffico passivo tipico di molti giochi arcade. Il risultato è comunque una modalità di gioco appagante, forse persino più complicata rispetto alle classiche gare a punti: ogni singola sbavatura potrebbe portare, qualora mettessimo anche solo due ruote appena fuori dal cordolo, all'annullamento del tempo sul giro, costringendoci a guidare con prudenza, bilanciando la necessità di spingere sull'acceleratore con quella di arrivare sani e salvi al traguardo.

    From Zero to Hero

    La portata principale resta comunque la modalità carriera, vero e proprio fulcro dell'esperienza ludica di GRID. Ad attenderci troveremo ben sei discipline diverse, ciascuna con numerosi eventi al proprio interno: la prima è il touring, all'interno del quale potremo gareggiare - in ordine di potenza crescente - con veicoli delle categorie TC-2, Super Tourers e TC-1 Specials, seguita a ruota dal ramo denominato Stock, all'interno del quale trovano spazio competizioni a bordi di esuberanti muscle car e degli stravaganti pro trucks, piccoli camion da corsa forse non troppo conosciuti in Italia (e in Europa in generale) ma famosissimi in territorio statunitense; immancabili poi le varie GT (Group 2, Group 1 e prototipi) e le auto modifiche della sezione Tuner, anch'esse velocissime e divertenti da guidare.

    Gli ultimi due percorsi, invece, sono un po' più particolari: il primo è quello dedicato al team di Fernando Alonso, il già citato ex campione mondiale di Formula 1 e vincitore della 24 ore di Le Mans, che per l'occasione è sceso in campo in prima persona come consulente e "uomo immagine". All'interno di questo strano percorso trova spazio una commistione di molte delle categorie presenti nel gioco, con l'unica aggiunta della F1000, una monoposto a ruote scoperte molto piacevole da guidare. Anche il sesto ed ultimo percorso - questa volta addirittura doppio - è una simpatica variazione sul tema: presenta combinazioni di auto storiche facenti parte della categorie Historic GT, Classic GT e Classic Ferrari Cup.
    La progressione della modalità Carriera è pressoché libera, e richiederà semplicemente di avanzare all'interno di almeno quattro delle sei macro-categorie fino a raggiungere il loro evento finale, chiamato "showdown": una gara in cui la nostra scuderia sfiderà un team iconico della specialità in una gara secca, dall'altissimo coefficiente di difficoltà.

    Il completamento di quattro showdown ci spalancherà invece le porte per le fasi finali delle GRID World Series, all'interno delle quali troveremo ad attenderci il team Ravenwest Motorsport e, più in generale, il meglio del meglio di ogni disciplina presente nel gioco.

    Oltre a sbloccare nuovi eventi, portare a compimento le varie gare ci consentirà di aumentare il nostro livello pilota, sbloccando la possibilità di assumere compagni di squadra più performanti, che possano farci scalare le classifiche costruttori e magari che siano più fedeli alla causa del team. Non solo: ad ogni evento superato sbloccheremo nuove livree per le nostre auto, stemmi e immagini da aggiungere nel nostro "biglietto da visita", in modo tale da poter sfoggiare tutti i nostri traguardi all'interno delle modalità online, che purtroppo ancora non abbiamo avuto modo di provare.

    La struttura funziona molto bene, ed è capace di tenere il giocatore incollato davanti alla TV per svariate ore. A rendere meno ripetitiva e noiosa l'esperienza di gioco ci pensa poi la considerevole quantità di variazioni presenti per ciascuna delle dodici piste del gioco.

    Dopo più di cinquanta eventi completati, molti dei quali con tre o più gare diverse al loro interno, ancora ci capitava di trovare qualche scorcio di pista che non avevamo mai visto, presente solo in una particolare variante del tracciato. Peccato soltanto che non esistano eventi misti, in cui gare classiche e time trial si mischiano: sarebbe stato un ottimo modo per donare un pizzico di varietà in più alla collaudatissima formula di GRID.

    Grinta e sudore

    Codemasters sembra aver puntato molto anche sulla reattività e l'aggressività dell'intelligenza artificiale, agguerrita e mai arrendevole. Sebbene permanga un minimo di effetto elastico, i nostri rivali sono sempre pronti a darsi battaglia tra di loro, effettuando manovre spesso ai limiti del consentito e, nel peggiore dei casi, anche a buttarsi fuori a vicenda. Ed anche nei nostri confronti non sono certo da meno: le sportellate, in GRID, sono davvero all'ordine del giorno.

    A impreziosire ulteriormente le gare rendendole ancor più caotiche e imprevedibili ci pensa il sistema di nemesi: eseguendo più manovre aggressive ai danni di uno stesso pilota, questo potrebbe alterarsi e iniziare a inveire contro di noi, dando origine a una vera e propria faida che lo renderà molto più cattivo e scorretto nei nostri confronti per il resto della gara. Sulla carta si tratta di una trovata carina, ma all'atto pratico risulta forse un approccio un po' sbilanciato ed eccessivamente punitivo. Spesso abbiamo finito per farci dei nemici senza alcuna colpa, a causa di contatti di gara involontari o di brusche frenate altrui che non potevamo prevedere.

    Il comportamento dell'intelligenza artificiale del nostro rivale tende inoltre a farsi fin troppo burbero e scontroso, sconfinando in azioni dolose eccessive e palesemente incompatibili con il consueto "codice della pista". Anche volendo glissare sulla palese esagerazione di tale sistema, che in un gioco non particolarmente indirizzato verso la pura simulazione ci potrebbe anche stare, non possiamo tralasciare i numerosi casi in cui una nostra "nemesi" ha deciso di venirci addosso e buttarci fuori di proposito, costringendoci a un'amara e immeritata sconfitta o, nel migliore dei casi, all'utilizzo di uno dei rewind a nostra disposizione (cinque, nelle impostazioni di default). Le finalità e il concept che muovono questa trovata sono però indubbiamente da lodare: all'atto pratico, oltre a rendere più varie e imprevedibili le gare, il sistema approntato da Codemasters ci costringe a pensarci due volte prima di lanciarci a capofitto addosso a un altro pilota, scongiurando l'antisportivo utilizzo del "sorpasso di sponda" che tanto andava ai tempi dei primissimi Grant Turismo.

    Anche la scelta del compagno di scuderia - che potremo cambiare in qualsiasi momento dall'apposita sezione all'interno dei menu di gioco - giocherà un ruolo chiave all'interno della nostra carriera nel mondo del motorsport. Ciascun pilota avrà il proprio stipendio e, in base alle sue caratteristiche, potrà essere più o meno portato per gareggiare in una specifica categoria. La chiave per il successo, insomma, è quella di assoldare un compagno forte sulla disciplina che stiamo affrontando in quel momento, salvo poi cambiarlo una volta passati ad un'altra macro-categoria.

    Questo però non è l'unico parametro a cui dovremo prestare attenzione: ciascun pilota, ad esempio, potrà essere più o meno bravo ad incalzare gli avversari oppure a "difendere", mantenendo la posizione per conservare l'ordine di gara. Peculiare è invece l'indice di fedeltà: più è alto, più elevate sono le probabilità che il compagno segua i nostri ordini di scuderia, cedendoci il posto quanto lo richiederemo o attaccando all'impazzata quando lo esorteremo a guadagnare posizioni.

    Ciascun ordine di scuderia più essere inviato tramite un semplice menu sempre accessibile in-game, all'interno del quale potremo inoltre richiedere informazioni sul nostro rivale - qualora ne avessimo uno - oppure semplicemente sulla nostra posizione e su eventuali distacchi dal pilota che ci segue o che ci precede. Anche il comportamento del nostro compagno, inoltre, pare essere influenzato dalla tipologia e dalla frequenza con cui cercheremo di impartirgli i nostri ordini: un pilota poco fedele potrebbe presto indispettirsi di fronte a continue richieste di cedere la posizione.

    Derapata di potenza

    Il vero fulcro di ogni corsistico che si rispetti, però, è il suo modello di guida. Il primo impatto con il reboot del gioco Codemasters è stato un po' straniante, caratterizzato da alti e bassi: ci siamo trovati di fronte un simcade d'altri tempi, determinato a riproporre un'esperienza perfettamente godibile in ugual misura sia con il volante (la compatibilità è piuttosto estesa, e abbraccia tutti i modelli comunemente utilizzabili su PS4, dall'intramontabile Logitech G29 al Fanatec CSL Elite PS4, passando per gli immancabili Thrustmaster) che con il pad.

    Complice anche la sensibilità delle levette e dei grilletti montati sui controller delle console di attuale generazione, la possibilità di dosare gas e freno con criterio - che vi garantiamo essere imprescindibile nel nuovo GRID - finalmente non è più un'utopia. Sebbene risulti piuttosto piacevole anche con le impostazioni di default, il modello di guida è inoltre altamente scalabile, adatto quindi a tutte le tipologie di giocatori. A chi decide di utilizzare il controller, tra le altre cose, suggeriamo di mantenere attivi alcuni aiuti, dal momento che risulta veramente molto difficile andare a gestire i capricci dei nostri bolidi con ABS e Traction Control completamente disattivati (con alcune tipologie di veicolo, oseremmo dire quasi impossibile).

    Opzionali, ma anch'essi caldamente consigliati, sono infine i danni meccanici, un ottimo complemento per un sistema di deformazione delle carrozzerie che, pur non facendo gridare al miracolo come aveva fatto il capitolo del 2008, sa indubbiamente il fatto suo.

    I veicoli possono danneggiarsi fino a perdere completamente parte della propria carrozzeria, e non è affatto raro trovare in mezzo alla pista pezzi di un alettone posteriore e addirittura l'intero cofano di qualche vettura incidentata. Peccato che la loro presenza non impatti in alcun modo sul gameplay: le parti rimaste sull'asfalto sono sostanzialmente ammassi di poligoni incorporei, incapaci di interagire con qualunque altro elemento presente a schermo.

    Sebbene il risultato complessivo ci sia parso tutto sommato solido e coerente, durante la nostra prova il modello di guida di GRID ha messo in mostra anche alcune criticità. La peggiore, quella che più ci ha fatto storcere il naso soprattutto durante le prime ore di gioco, riguarda un lieve - ma diffuso su tutti i veicoli - eccesso di "leggerezza" delle vetture, che sembrano spostarsi in maniera anomala in seguito ad alcune nostre correzioni, scivolando talvolta in maniera molto poco soddisfacente su un manto stradale che sembra sempre essere cosparso di sapone. Questo effetto, in verità, è principalmente riscontrabile giocando con il pad, mentre tende ad attenuarsi leggermente impugnando il nostro fido volante.

    Restando in tema di volanti e pedaliere: altalenante, ma comunque sufficiente vista la natura prettamente arcade del titolo, è anche la qualità del force feedback, sicuramente più generico e meno informativo rispetto a molti altri congeneri più rigorosi e meno dediti al culto delle ruote fumanti. Inutile negarlo: forse proprio a causa della natura verace del suo gameplay, il titolo di Codemasters lo abbiamo apprezzato molto di più tramite il nostro DualShock 4 che non giocandolo con un volante di fascia medio-alta.

    GRID GRIDVersione Analizzata PlayStation 4 ProDopo cinque anni dall’uscita di Autosport, la serie Codemasters torna alla ribalta con un capitolo non particolarmente innovativo ma estremamente godibile e divertente. Forte di un modello di guida spiccatamente arcade, propone una formula adatta tanto al giocatore occasionale quanto al più accanito fan del motorsport e delle produzioni videoludiche ad esso correlate, e rappresenta un ottimo punto di incontro tra complessità e accessibilità. Sebbene la sensazioni di guida cambino moltissimo tra una vettura e l’altra, tutte sembrano avere in comune un fastidioso senso di leggerezza eccessiva che continua a non convincerci pienamente; un problema che in un titolo leggermente più orientato alla simulazione avrebbe probabilmente compromesso la godibilità del prodotto, ma che in questo caso non sembra scalfire in maniera così evidente un pacchetto che, nel complesso, funziona piuttosto bene. Un’ultima nota di merito va inoltre alla solidità e alla stabilità del codice, che durante la nostra prova non ha mai lasciato intravedere alcuna imperfezione, né tanto meno cali di framerate. Pur non facendo gridare al miracolo, GRID appare sufficientemente solido (almeno su PS4 Pro) anche dal punto di vista tecnico.

    8

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