GRIDD Retroenhanced: Recensione della versione per Nintendo Switch

GRIDD Retroenhanced è uno sparatutto arcade su binari che riprende gli stilemi dei classici degli anni '80 e '90, ora disponibile su Nintendo Switch.

recensione GRIDD Retroenhanced: Recensione della versione per Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La scena dello sviluppo indipendente italiana non è mai stata così florida. Negli ultimi anni, un discreto quantitativo di studi indie ha aperto bottega lungo lo Stivale, segnalandosi in più di un'occasione per l'ottima riuscita delle proprie - indubbiamente piccole - produzioni. Va annoverato fra questi anche Antab Studio, nome che Lara Gianotti e Andrea Tabacco hanno scelto per firmare i loro titoli. Fra i giochi sviluppati da Antab, figurano in maniera preponderante alcuni shooter dallo spiccata anima rétro. Il campione di questa scuderia è sicuramente GRIDD: Retroenhanced, sparattutto su binari figlio di esperienze ludiche anni '90 come Starfox o Panzer Dragoon.
    Questo shooter di stampo vintage arriva su Switch grazie allo sforzo congiunto di Antab e del publisher Kongregate, dopo aver ottenuto un buon riscontro da parte della critica a seguito della pubblicazione su Xbox One e Steam. Con la sua estetica spiccatamente 80's fatta di neon rosa e azzurri, l'opera tricolore ci ha divertito con la sua immediatezza, riservandoci anche la sorpresa di qualche simpatica aggiunta, volta a sfruttare le caratteristiche dell'ibrida targata Kyoto.

    Acceptable in the 80's

    Il primo aspetto che colpisce gli acquirenti, una volta scaricato GRIDD, è la snellezza del menù. In pratica, il software - proposto all'onestissimo prezzo di 12€ - offre soltanto due modalità di gioco. Disponibile dal primo avvio è la modalità Arcade, dove i giocatori verranno chiamati ad indossare i panni di un anonimo hacker intenzionato a penetrare un coriaceo mainframe.

    L'estetica di GRIDD riporta alla mente una pietra miliare della fantascienza anni '80, quel Tron con qui la Disney presentò ai più una primordiale idea di cyberspazio. Esattamente come nell'avventura di Jeff Bridges, il cattivone di turno è rappresentato da un'enorme faccia fluttuante, ben poco disponibile al compromesso. Per poter arrivare ai dati contenuti nel core di questa memoria digitale, i giocatori dovranno volare lungo un unico, tortuoso percorso che si dispiega fra trappole digitali, laser violacei e scagnozzi del testone-firewall. La navicella ha dalla sua la possibilità di sparare a qualsiasi ostacolo si frapponga fra essa e l'obiettivo prefissato, ma è proprio qui che GRIDD mostra il fianco a qualche perplessità.

    Il sistema di puntamento dei fucili fotonici è automatico, perciò i giocatori dovranno solo avere premura di svolazzare nella giusta direzione e tenere premuto il tasto deputato allo sparo. Peccato che tale sistema faccia cilecca più di una volta, sparando i proiettili a disposizione dell'utente verso bersagli inutili se non addirittura dannosi, come alcune superfici riflettenti. Se tale défaillance merita la sua giusta tirata d'orecchie, non ci sentiamo di criticare l'elevato livello di difficoltà dell'esperienza ludica elaborata dallo studio italiano. GRIDD: Retroenhanced si fa vettore di un'idea di gioco proveniente da un tempo lontano, dove la separazione fra il bambino e l'uomo era segnata dal numero di gettoni impiegati per arrivare a vedere i titoli di coda scorrere lungo lo schermo del cabinato. Allo stesso modo, GRIDD non fa sconti: ci sarà da sudare le proverbiali sette camice per arrivare alla fine della modalità Arcade, mentre bisognerà metterne un altro paio in conto nel caso in cui si decida di affrontare quella Endless. Tale variante, fruibile solo dopo aver completato il suddetto Arcade, è con ogni probabilità il vero cure di GRIDD: Retroenhanced. In questo lunghissimo viaggio sviluppato in maniera graduale, passo dopo passo le cose di faranno sempre più difficili, con l'aumentare dei nemici e l'incedere sempre più frequente di ostacoli d'ogni genere. Bisogna dunque tenere gli occhi ben aperti, mentre si gioca in Endless, cercando di adocchiare quanto prima i power-up che il gioco elargisce di tanto in tanto. Non sono tantissimi questi potenziamenti, a conti fatti ci sono soltanto quelli che aumentano il rateo di fuoco o aggiungo uno scudo difensivo, eppure possono davvero fare la differenza fra la sopravvivenza e la sconfitta.

    Now you're playing with power

    Se giocare in modalità handheld potrebbe causare fastidi a più di un giocatore, a causa dell'orgia visiva non sempre pienamente leggibile, lasciare Switch nella sua dock station permette di sfruttare la principale novità introdotta con questo porting: la modalità Glove of Power. In questa particolare variazione sul tema, il controllo non sarà più deputato alla levetta analogica, quanto piuttosto al giroscopio nascosto fra i circuiti del Joy-Con. Il piccolo controller va impugnato con una sola mano, stringendolo nel pugno e lasciando il pollice sul tasto dorsale, diventato adesso un grilletto.

    I giocatori più attempati ricorderanno il Powerglove, la sfortunatissima periferica di controllo pensata per il NES trent'anni fa. Questa modalità di GRIDD: Retroenhanced vuole restituire quel feeling, e ci riesce egregiamente, seppur per brevissime sessioni: giocare più di venti minuti col braccio teso verso la TV vuol dire svegliarsi la mattina successiva con l'acido lattico in ogni fibra muscolare. Nulla vieta, in ogni caso, di maneggiare il singolo Joy-Con come se il gioco inserito nella console fosse Mario Kart 8 Deluxe, e quindi inclinando la piccola periferica a destra e sinistra, per una fruizione decisamente più comoda.

    GRIDD: Retroenhanced GRIDD: RetroenhancedVersione Analizzata Nintendo SwitchGRIDD: Retroenhanced, ultima fatica dell’italianissimo Antab Studio, arriva su Switch dopo la buona risposta di critica e pubblico ottenuta nell’ecosistema Microsoft. Shooter su binari nato dopo lunghissime sessioni di Starfox, Panzer Dragoon e altri classici usciti nel corso degli anni ’90, GRIDD: Retroenhanced magari non reinventa la ruota, ma ripropone in maniera egregia alcune meccaniche ormai consolidate. Ostico al punto giusto, senza apparire mai inutilmente cattivo, il gioco made in Italy pecca per ciò che riguarda il sistema di puntamento automatico non proprio perfetto, ma ricompensa con un senso di progressione galvanizzante. Viene inoltre proposto ai possessori di Switch ad un prezzo davvero contenuto: pertanto, nel caso in cui siate fan di questo genere sicuramente fuori moda, ma non ancora scomparso, non dovreste lasciarlo scappare via.

    7.8

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